effetti della scissione del pdl

nel post precedente ho parlato di apparente sconfitta del berlusco.
Perché? se nasce un nuovo gruppo al senato si dovranno riadattare le commissioni, compresa quella per le elezioni, in maniera che tutti i gruppi parlamentari vi siano rappresentati.
Praticamente un rinvio di almeno un mese al voto per la decadenza, senza considerare che (cetriolo a letta) il pd dovrà essere riconoscente agli scilipoti ai responsabili ex pdl. La legge sull’omofobia probabilmente verrà calendarizzata per il 31 di ottembre. Alfano e Giovanardi non dovranno più essere perculati ma considerati “fieren alleaten”.

–AGGIUNTA–

ho verificato meglio e la giunta per le elezioni e le immunità non vengono toccate dalla creazione di nuovi gruppi. Il 4/10 p.v. si vota in ogni caso. Rimane, nel caso di costituzione di nuovi gruppi, il blocco delle altre commissioni in attesa dei ribilanciamenti.

Capricci anticostituzionali….

Stavo leggendo un poco la polemichetta fatta dagli studenti erasmus per il voto all’estero. E puntualmente qualcuno, quando non vengono soddisfatti i suoi capricci, si mette a frignare che è anticostituzionale, che vengono calpestati i suoi diritti come in questo articolo.

Privare del diritto di voto tutti gli studenti italiani all’estero, ma allo stesso tempo garantire questo diritto ad altre categorie di elettori temporaneamente all’estero, non contrasta con i principi di partecipazione democratica, eguaglianza ed effettività previsti dalla Costituzione?

Accuse pretestuose in quanto agli studenti (e a tutte le altre persone che sono temporaneamente all’estero non ricadenti nelle categorie previste nell’art. 2 del dl 18 dicembre 2012, n. 223) non viene proibito di votare ma viene richiesto di votare presso le sezioni elettorali cui sono iscritti.  Come capita, ad esempio, per gli studenti sardi che studiano in piemonte o gli studenti siciliani che studiano nelle università del nord. E a seconda di dove il potenziale elettore risiede e di dove studia costa di più muoversi in italia che prendere un low cost e tornare temporaneamente a casa.

Da notare, come al solito, il fraintendimento del concetto di “eguaglianza” inserito in costituzione. Che tutti siano eguali in tutto e per tutto è una castronata che non sta scritta da nessuna parte nella costituzione. Che le leggi possano discriminare fra situazione e situazione non è anticostituzionale, altrimenti dovrebbe essere anticostituzionale anche il far votare solo chi ha compiuto 18 anni.

La ratio del decreto legge sul voto all’estero è chiara: possono votare all’estero tutti quelli che lo stato (od altra amministrazione pubblica) manda in missione e fa risiedere all’estero, gli altri no.

Gli studenti erasmus non sono stati mandati all’estero dallo stato, come chi si fa le vacanze all’estero nel periodo delle elezioni o chi purtroppo è all’estero per motivi di salute o di lavoro con privati. Quindi perché garantire tale diritto a loro e non anche alle altre categorie: lavoratori, malati, vacanzieri ? Non è che tutti sono uguali ? o alcuni, gli erasmus, sono più uguali degli altri ?  Gli studenti erasmus sono più uguali di Gavino, che studia a Bologna e deve tornare a votare nel suo paesino della Sardegna centrale ?

Emblematica anche la conclusione dell’articolo

Ho vent’anni, e studio in Inghilterra da più di un anno. Come tanti altri ragazzi italiani, ho scelto di venire qui perché sentivo che l’Italia non mi offriva le giuste possibilità e gli stimoli necessari. (…) Sono partita con la speranza di poter tornare un giorno in un’Italia migliore, un’Italia basata su principi di meritocrazia, uguaglianza, legalità e onestà, un’Italia in cui le nuove generazioni vengano ascoltate e valorizzate, un’Italia in grado di offrire a noi giovani un futuro migliore. Questa decisione del Cdm non fa altro che far crescere la nostra disillusione e delusione verso un Paese che ci ha già delusi al punto da spingerci a cercare un futuro altrove. Ancora una volta, l’Italia ha dimostrato di essere un Paese per vecchi.

Brutalmente: se vuoi un italia migliore devi impegnarti per costruire un italia migliore, devi impegnarti per partecipare e devi impegnarti per migliorare le cose. Devi metterci del tuo, non aspettare che arrivi qualcuno a regalartelo. Ciò significa anche capire che lo stato non è tenuto a soddisfare i singoli capricci di chiunque blateri di meritocrazia, che i diritti vanno di pari passo con i doveri.

Se l’istruzione, e molto dello stato, si è sfasciato è stato anche a causa di chi frignava di avere diritti, parlava dei diritti e non toccava affatto l’argomento doveri; tanto per dirne una diritto all’istruzione significa anche dovere di studiare e di permettere agli altri di farlo, non disturbando e/o rompendo le scatole in classe.

Forse l’Italia  sta iniziando ad essere un paese che non da retta ai piagnistei del primo che passa. E non mi sembra poco.