Parlare di scienza

Stavo commentando questo articolo sul fatto quotidiano: https://disqus.com/home/discussion/fattoquotidiano/sentenza_grandi_rischi_sacralita_della_scienza_o_impunita_istituzionale ed ho trovato molti spunti di riflessione sul rapporto fra la scienza ed il suo linguaggio e il popolo.

Molti equivoci infatti nascono perché la scienza usa un linguaggio simile a quello di tutti i giorni ma con alcune differenze legate al significato di specifici termini, nel linguaggio scientifico hanno un significato molto più preciso, e in certi casi anche abbastanza diverso, da quello che hanno nel linguaggio naturale.

Il primo esempio che si può fare è quello dell’implicazione logica “=>”; in molti casi le persone si confondono fra l’implicazione “se … allora …” e la doppia implicazione, il famigerato “se e solo se”.

Ad esempio, consideriamo la frase: “se piove allora prendo l’ombrello” alcuni deducono in maniera errata che “se prendo l’ombrello allora piove” ma non c’è nulla che mi vieti di prendere un ombrello anche se c’è un sole che spacca le pietre. La deduzione precedente sarebbe invece corretta se la frase fosse stata “prendo l’ombrello se e solo se piove”.

Un esempio più chiaro: “se un numero intero è multiplo di quarantadue allora è pari”, è un teorema matematico facilmente dimostrabile(1), l’inverso non è: “se un numero intero è pari allora è multiplo di 42” ma “se un numero intero non è pari allora non può essere multiplo di 42″. In simboli (A=>B) <=> NOT(B)=>NOT(A).

E in effetti leggendo tutti i commenti esempi di fallacie dovute alla mancanza di competenze di calcolo delle probabilità si notano, dal confondere la probabilità a priori, ovvero la provabilità che l’evento A causi l’evento B con quella a posteriori, la probabilità che B sia stato causato da A.

Ad esempio la probabilità che il Cagliari vinca la partita sapendo che ha segnato almeno un gol è diversa dalla probabilità che il Cagliari abbia segnato sapendo che ha vinto la partita. Visto che per vincere una partita occorre segnare una rete in più degli avversari è certo che se il Cagliari ha vinto allora ha segnato. Mentre non è detto che, anche se segna, poi vinca la partita, nulla vieta che la partita sia stata persa, dal Cagliari, per 2-1.

Idem per i terremoti, il fatto che tutti i grossi terremoti siano stati preceduti da uno sciame sismico purtroppo non fornisce informazioni su quante volte uno sciame sismico  venga seguito da un terremoto grosso; è impossibile matematicamente calcolare la probabilità che A causi B, conoscendo solo la probabilità che B sia stato causato da A.

Oppure le questioni degli ordini di grandezza e dei fattori di moltiplicazione.

non è vero, ad esempio l’OEF ha stabilito che una sequenza sismica aumenta di circa mille volte la probabilità di base di un mainshock, anche il testo più volte citato di Grandori Gsaugenti arriva a simili conclusioni (parla di un ordine 100)

Da notare la confusione fra un fattore di 100 e un ordine di grandezza di 100. Senza valori assoluti come riferimento ma solo valori relativi è difficile giudicare quanto abbia sbagliato la CGR, il fatto che una probabilità passi da una su un miliardo ad una su un milione è sì un aumento di mille volte della probabilità ma quest’ultima rimane ancora molto bassa, ha senso organizzare evacuazioni quando il rischio è dello 0.0001%?

Tanto per renderci conto delle cifre in italia (60 MLN di abitanti) son morti nel 2013 a causa di incidenti stradali 3.385 persone. Calcolando brutalmente la probabilità di morire a causa di incidenti stradali abbiamo una probabilità dello 0,0056%.

Le questioni riguardo al tempo medio di ritorno, con gli scienziati che per praticità spesso omettono il termine “medio”

– Boschi parte parlando di tempi di ritorno molto lunghi, di 2-3000 anni, da qui ritiene improbabile una scossa come quella del 1700.
Qui, immaginando uno scenario ipotetico di comunicazione corretta, nessuno obietta “non diciamo pericolose sciocchezze: questo è un errore madornale e ridicolo se proferito dal presidente dell’INGV! ma quali 3000 anni??? siamo impazziti??? I tempi di ritorno sono di 300 anni!!! sono ora!!!! quindi dobbiamo pensare che una scossa è probabile eccome!”

Però tempo di ritorno di 300 anni non significa che il terremoto si presenterà puntualmente passati 300 anni ma che il tempo di ritorno medio è di 300 anni, qui l’errore di ragionamento è lo stesso che si presenta con i numeri ritardatari del lotto. Mediamente un numero del lotto viene estratto ogni 18 estrazioni, ma ciò non significa che se il 7 non è uscito nelle 17 estrazioni precedenti uscirà con certezza alla 18-esima, la probabilità di uscita del 7 sapendo che non è uscito nelle 17 settimane precedenti rimane sempre di 1/18.

E infine nel dibattito è stato riportato un link ad una pagina della protezione civile che mi ha fatto riflettere alquanto; la pagina è questa http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/commissione_sismologi.wp e parla dei risultati della commissione internazionale di sismologi sulla predicibilità dei terremoti. La pagina presenta il rapporto conclusivo della commissione, in inglese, e giustifica tale scelta così (grassetti miei):

A causa della complessità dell’argomento trattato e della difficoltà di traduzione di alcuni termini scientifici, non si riporta la traduzione in italiano del rapporto finale. Si è ritenuto, infatti, opportuno non fornire un testo italiano impreciso o interpretabile diversamente dalle intenzioni degli autori.

Che interpreto come: siccome chi vuol fraintendere riesce a fraintendere l’impossibile il testo rimane in inglese, questo non è un ostacolo per gli scienziati “scienziati” ma una buona barriera per gli improvvisati sismologi della domenica.

Brutta cosa comunque che la scienza debba occultarsi quasi come se fosse un argomento esoterico riservato agli iniziati per tutelarsi rispetto all’ignoranza ed all’arroganza di voler sapere della ggggente.

(1) A cura del lettore