Anche le lumache sono animali pucciosi…

fonte: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/10/10/nessuno_tocchi_quelle_lumache_la_sagra_di_marrubiu_un_massacro-68-439098.html

Nessuno tocchi quelle lumache: “La Sagra di Marrubiu è un massacro”

Nella peggiore delle ipotesi si sarebbero aspettati che la Sagra fosse un flop. Di certo non avrebbero immaginato di poter essere accusati di compiere un “massacro” in nome del piacere del palato.
Invece, prima ancora che il piatto forte della festa finisse in pentola, è arrivato l’anatema di Paola Re da Tortona che ha lanciato la sfida online all’evento promosso dal Comune di Marrubiu.
Vegana convinta, in prima linea nelle battaglie in difesa di cani, gatti, animali da macello e ogni altra creatura che quotidianamente viene servita in tavola, Paola Re ha diffuso un comunicato in cui condanna la prima Sagra della lumaca, “perché – dice – si tratta di un massacro di vittime innocenti”.
Il suo appello è stato subito raccolto dall’associazione “Gabbie vuote onlus” di Firenze.
Ora, il punto secondo Paola Re sarebbe questo: le lumache in allevamento vivono male e muoiono peggio.
“Durante la raccolta e il trasporto, esse sono trattate come oggetti e per loro non esiste un sistema per evitare il dolore”.

(…)

Chissà se a Marrubiu avevano messo in conto tutto questo. La Sagra andrà avanti anche domani, a meno che gli organizzatori non decidano di raccogliere l’invito alla riflessione e, a sorpresa, non rivedano il menù.

A quando un appello di fuoco contro i moscerini spiaccicati nel parabrezza?

Trovo comunque penoso che i giornalisti reggano il bordone a chi le spara colossali sperando di avere un poco di visibilità.

Gli animalari e l’effetto ventilatore…

Una delle domande fatte nei corsi di fisica era: ma se l’atomo è fatto soprattutto di vuoto perché la materia è solida?
La risposta, spiritosa, che dava un fisico delle particelle era l’effetto ventilatore; anche il ventilatore è vuoto fra le pale, però, perché non è salutare infilarci la mano?

La risposta è che il veloce movimento delle pale fa sembrare la superficie del ventilatore un disco pieno, sembra ci sia più roba di quanta ce ne sia realmente. Allo stesso modo su internet spesso una minoranza chiassosa può sembrare un gruppo molto maggiore di una maggioranza silenziosa. Come ad esempio avvenuto nella manifestazione animalara di domenica scorsa a milano; 300 attivisti animalari contro 800 persone a favore della sperimentazione animale, fonte corriere della sera. Gli animalari(1) hanno tutte le caratteristiche di un movimento che, per fortuna, sembra destinato a sparire a breve, pur causando danni che speriamo si possano riparare.

Sparire a breve perché?

  1. Uso del numero come motivazione autoreferenziale.  Quando un gruppo inizia a dire che hanno ragione perché sono tanti senza fornire ulteriori motivazioni, ovvero cade nella fallacia “ad populum”, significa che sta iniziando a scricchiolare e cerca di non perdere seguaci.
  2. Parlare solo per slogan. Un movimento che parla solo per slogan magari a breve attira ma nel medio periodo si dimostra per quello che è: un coacervo di urlatori che hanno il solo fine di urlare. Questo generalmente spinge ad allontanarsi chi non si vuole accontentare solo di urla ma gradisce qualcosa di concreto.
  3. Puntare solo alla “pars destruens” e non pensare alla “pars construens“, comportamento tipico dei vari “no questo, no quello”. Pensano solo in negativo ad eliminare il concetto, la cosa che odiano e non pensano in positivo al come si possa rimpiazzare o sostituire. Se si pensa alle grandi rivoluzioni, ad esempio in campo scientifico, una teoria accreditata e universalmente accettata viene abbandonata quando qualcuno propone una teoria migliore (più precisa, che consente di spiegare più fenomeni, più elegante…) e dimostra, dati alla mano, la sua superiorità rispetto al vecchio. Idem per la società, il lavoro minorile è stato ridotto ed eliminato grazie al progresso che ha ridotto il bisogno di forza lavoro per soddisfare i bisogni primari(2) e ha consentito di liberare forza lavoro per bisogni non primari e per investimenti(3). Se si tornasse all’agricoltura di sussistenza come era nella sardegna del 1850, altro che diritto allo studio e seghe mentali su università per tutti, moltissimi, tranne i più ricchi, finirebbero in campagna a zappare o a guardare le pecore.
    Togliere una cosa è difficile, molto più facile sostituirla con qualcosa che funziona meglio. Però per far ciò bisogna studiare, gli slogan non bastano.
  4. Alla fine nelle urne si contano i voti e non le urla in piazza, e se un movimento porta troppi pochi voti o viene coccolato solo da chi considera quei voti preziosi(4) oppure viene snobbato alla grande dalla politica(5).

C’è da sperare che il movimento non faccia ulteriori danni, anche se temo colpi di coda.

(1) Termine volutamente spregiativo per distinguerli da quelli che, ad esempio si occupano dei gatti e dei cani randagi oppure prestano attività realmente a favore della natura lavorando nelle oasi naturalistiche come la riserva di Monte Arcosu.

(2) Mangiare e vestirsi ad esempio.

(3) Si, far studiare le persone è un investimento che la società svolge per migliorarsi.

(4) I verdi italiani ad esempio, uno dei tanti ex partiti con così tanto seguito da poter svolgere i congressi in una cabina telefonica.

(5)Emblematica la parabola di dario fo, candidato a sindaco di milano. Prima delle elezioni, quando Fo faceva il fustigatore di berlusconi ed aveva molti ad applaudirlo nelle piazze sembrava che potesse spostare molti voti e la politica lo coccolava tanto tanto.  Quando la sua lista civica ha preso il 2,12% (fonte wikipedia) è finito, almeno riguardo alla politica nazionale, alquanto velocemente nel dimenticatoio.

Non bisogna offendere i morti… anche se hanno vinto un Darwin Award.

Puntualmente quando capita una tragedia come l’alluvione in Sardegna, la strage di Lampedusa oppure il terremoto in Abruzzo, quando si comincia a parlare di colpe e di responsabilità, colpe possedute anche dalle vittime salta su il solito coro: non bisogna offendere i morti. Capisco il dolore dei parenti e degli amici delle vittime e la loro ricerca di un capro espiatorio cui scaricare tutte le colpe, comprese le loro e quelle della vittima, è una reazione comprensibile, anche se, a seconda dei casi, poco o per niente giustificabile. Invece, non giustifico l’usare il “non bisogna offendere i morti“, per evitare di fare analisi critiche sulle cause del decesso, capire se ci siano stati errori, da chi sono stati compiuti e come fare per evitare che si ripetano.

Prendiamo il caso Sardegna e l’onorevole europea Comi, per quanto possa essere stata poco o nulla diplomatica però ha detto una cosa vera: durante una alluvione o degli allagamenti bisogna scappare, se possibile, quanto prima da cantine e locali sotto il livello della strada.  Qui ci sono i consigli della provincia di Ravenna su come comportarsi in caso di alluvione. Quelle informazioni sono state poste a disposizione della popolazione? Sono state svolte campagne informative? I comuni si son dotati di piani di emergenza e tali piani sono stati portati a conoscenza della popolazione? sono state fatte, nei comuni maggiormente a rischio, esercitazioni e/o simulazioni di emergenza? In molti casi la risposta a tali domande è negativa.

A mente fredda verrebbe da imporre, manu militari, ai comuni di dotarsi di piani di emergenza e di svolgere attività di educazione e di divulgazione, sulla falsariga di quanto fatto ad esempio in giappone, su come comportarsi in caso di emergenza, sapere a chi, come e dove far riferimento. Invece queste proposte vengono soffocate dagli strepiti di chi urla: non bisogna offendere i morti, sostenere che bisogna fare esercitazioni e piani di emergenza significa sostenere che i morti son morti per colpa loro o di altri loro vicini(1), quando invece era una vendetta degli dei/conseguenza della maledizione del grande Cthulhu/tragica fatalità(2).

Prendiamo ad esempio il caso Lampedusa: dar fuoco a coperte sul ponte di una nave zeppo di combustibile, causa una fuga del medesimo dai serbatoi, per attrarre l’attenzione non è una azione molto furba, eppure tutte le volte che si è levata qualche voce a chiedersi: perché quei disperati erano partiti in quelle condizioni, come mai avevano tentato la traversata e come mai avessero dato fuoco a delle coperte per farsi soccorrere, è partito il solito coretto con lo scopo di stroncare qualsiasi dibattito. O l’Abruzzo; abitare in una casa che non rispetta le norme antisismiche collocata in una zona altamente sismica significa rischiare, e rischiare grosso ma… “non bisogna offendere i morti”, la colpa è della protezione civile che non è andata casa per casa a far uscire le persone…

Purtroppo per imparare dai propri errori è essenziale ammetterli, avere il coraggio di ammettere che si è sbagliato e lambiccarsi il cervello per cercare di evitare di commetterli di nuovo.  Nessuno vuole offendere i morti, anzi si vuole evitare che certe morti si ripetano, cosa che sicuramente capiterà di nuovo se non si ha il coraggio di ammettere lo sbaglio o il comportamento inappropriato… altrimenti, sono aperte le iscrizioni per i darwin awards 2014, accomodatevi.

Il Darwin Award è un ironico riconoscimento assegnato a qualsiasi persona che abbia aiutato a migliorare il pool genetico umano “rimuovendosi da esso in modo spettacolarmente stupido“. Più sciocca è l’azione che comporta la perdita di capacità riproduttiva (e la conseguente rimozione di un insieme inetto di geni dal pool genetico – ad esempio uccidendosi o sterilizzandosi), migliori sono le possibilità che un individuo riceva il premio. I premi sono intitolati in onore al teorico dell’evoluzionismo Charles Darwin, e vengono assegnati sul World Wide Web e spesso distribuiti via e-mail. Non esiste alcun premio in denaro o altri beni associato al Darwin Award, ma i vincitori ottengono una certa fama per le loro disavventure. Comunque molte delle storie, come quella della JATO Rocket Car, si sono rivelate fittizie.
Benché molti dei vincitori del Darwin vengano premiati postumi, la morte non è necessaria poiché i vincitori devono solo rimuovere se stessi dal pool genetico. In alcuni casi i vincitori si sono resi incapaci di procreare ma sono ancora vivi.
Per vincere ci si deve comportare in maniera straordinariamente poco intelligente, ad esempio facendo il giocoliere con delle bombe a mano (Croazia, 2001), saltando da un aereo per filmare dei paracadutisti senza aver prima indossato un paracadute (USA, 1987), usando un accendino per illuminare un serbatoio di benzina e assicurarsi che non contenesse materiale infiammabile (San Paolo (Brasile), 2002) o riscaldando una lava lamp su una stufa (fenomeno di cui si sono occupati anche i MythBusters).
Menzioni onorevoli possono andare a chi, non per propria colpa, non è riuscito completamente a rimuoversi dal pool genetico. Questi atti sciocchi e pericolosi sono degni di essere menzionati, se non altro per tenersi alla larga da queste persone al prossimo tentativo. Alcuni esempi comprendono un uomo che inseguendo una lattina di birra viene investito da un camion (Texas, 2002), persone che accarezzano squali mentre si agitano voraci attorno alla carcassa di una balena (Australia, 2001) e due persone ustionate mentre cercavano di appiccare il fuoco ad un videogioco da bar (luogo sconosciuto, 2002).
[fonte wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Darwin_Awards]

(1) Vedi articolo sul capro espiatorio.

(2) Come un ponte che crolla mentre stai scortando un’ambulanza. Quella è una tragica fatalità.

Darwin Awards 2013 again…

da: http://www.corriere.it/cronache/13_ottobre_11/canale-sicilia-emergenza-un-barcone-malta-chiede-aiuto-ci-sono-persone-mare-f6034c24-3292-11e3-b846-b6f7405b68a1.shtml

Canale di Sicilia, si rovescia un altro barcone

È ancora emergenza nel canale di Sicilia: un barcone con almeno 250 immigrati a bordo si è rovesciato. Sul posto sono accorse due navi della Marina militare, il Libra e l’Espero con i rispettivi elicotteri che hanno lanciato in mare scialuppe autogonfiabili. Duecento persone sono finite in mare, hanno raccontato nei primi istanti alcune fonti della Marina militare. Da subito sono stati avvistati in mare dei cadaveri: «Una decina, fra cui donne e bambini», ha detto il capitano di fregata Luca Pirozzi, comandante della nave Espero della Marina Mlitare. Finora sono 150 i migranti tratti in salvo da una nave maltese mentre un’altra cinquantina si trova a bordo di una delle navi della Marina militare intervenute. Sarebbero quindi 50 le persone ancora disperse. Fra i migranti salvati dal naufragio ci sono dieci i bambini che sono già in volo con un elicottero per raggiungere Lampedusa.(…)

NAUFRAGIO PER LA RESSA – Secondo la Marina maltese, che ha diffuso una nota ufficiale, il naufragio sarebbe avvenuto alle 17.15: un aereo militare dell’isola in ricognizione nel Canale di Sicilia ha avvistato il barcone con circa 250 migranti che hanno cominciato ad agitarsi per farsi notare. La ressa avrebbe provocato il capovolgimento dell’imbarcazione(…)

Anche questo colpa della bossi-fini ?

Sulle giornate della “vergogna”

Ne abbiamo abbastanza di queste giornate dell’ipocrisia e della vergogna. E’ un’Italia, un’Europa, e un Occidente in generale in cui si cerca la pagliuzza nei nostri occhi e non si nota la trave negli occhi altrui. Ci vergogniamo di quello che siamo, di quello che facciamo, siamo sopraffatti dal senso di colpa per le fortune che ci siamo procurati con l’ingegno, la fatica e la civiltà. Questa è la causa più grande dei nostri mali di questi tempi, del nostro immobilismo. Questo è il malessere dell’anima che rischia di trascinare la civiltà occidentale sulla via del declino.

da JimMomo http://jimmomo.blogspot.it/2013/10/basta-giornate-della-vergogna.html

Darwin Awards 2013… Menzione Speciale

da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/03/naufragio-lampedusa-oltre-130-morti-tra-migranti-trovato-relitto/731180/#

“Quando siamo arrivati in prossimità dell’isola abbiamo deciso di accendere un fuoco, incendiando una coperta, per farci notare. Ma il ponte era sporco di benzina: in pochi attimi il barcone è stato avvolto dalle fiamme. Molti di noi sono si sono lanciati in acqua tra le urla mentre la barca si capovolgeva“.

però gli idioti son quelli che hanno votato le leggi contro l’immigrazione clandestina.

le non risposte degli animalari

Stavo dibattendo nell’articolo contro la sperimentazione animale(1)  ed ho posto la seguente domanda:

facciamo le domande: state guidando, è giusto investire un cane? logicamente e giustamente molti diranno no.
Cambiamo poco poco la domanda: state guidando, improvvisamente saltano fuori un cane ed un bambino. Se schivate il cane prendete in pieno il bambino e mentre se tentate di schivare il bambino, non è detto che ci riusciate ma sicuramente prendete in pieno il cane. che fate? penso che molti risponderanno: tento lo stesso di schivare il bambino.
La SA è quello, un tentativo di salvare il bambino al costo della vita del cane.

la domanda è una di quelle domande etiche abbastanza difficili visto che non è una situazione, come la domanda “è giusto investire un cane” nelle quali la risposta è facile ed immediata(2).

La risposta istintiva e che danno molti è: cerco di salvare il bambino anche a costo della vita del cane, mentre se si crede che cane e bambino siano esseri viventi perfettamente equivalenti e si è perfettamente logici la risposta è: salvo sicuramente il cane perché l’utile è maggiore(3).

Ovviamente la risposta precedente nelle persone normali causerebbe ribrezzo: “uccidere un bambino per salvare un cane? ma siete una manica di pazzi?”. E alienerebbe molte delle simpatie carpite mostrando foto tarocche di animali squartati.

Ho posto la domanda nel forum e, in maniera quasi scontata, le risposte degli antivivisezionisti abbracciamerdone(4), sono una sequenza di non sequitur e di tentativi di disinnescare la domanda. Dal prevedibili non sequitur per disinnescare la domanda, che cercavano di spostare l’accento sul fatto che la decisione era improvvisa o che non dipendeva dalla volontà del guidatore (come se i ricercatori potessero scegliere se far esistere o meno una malattia per tentare di curarla)  Ai sofismi che cercano di dimostrare che mentre il guidatore è un poveretto capitato in quella situazione, i ricercatori invece sono sadici che ci si infilano volontariamente.

Da notare comunque che nessuno ha risposto: faccio così perché, faccio cosà per quest’altro motivo.

Conclusione: molti reagiscono male quando vengono messi in discussione i fondamenti delle loro pseudofilosofie cui credono, in molti casi si tratta di persone che dividono il mondo nettamente in bianco e nero ed alle quali basta porre una domanda leggermente più sfumata: “questo grigio è più vicino al bianco od al nero” per mandarli in crisi. Purtroppo il mondo non si può dividere in bianco e nero ma è a toni di grigio.

(1) che molti si intestardiscono a chiamare “vivisezione” usando, in maniera impropria, un termine che richiama significati cruenti, come ad esempio femminicidio per indicare la violenza in genere (e non le uccisioni) contro le donne.

(2) E qui si nota molta ignoranza della filosofia da parte di tanta gente; tutta la storia della filosofia altro non è che il tentativo del filosofo X di smontare il sistema del filosofo precedente (o coevo) Y. E questo ha portato ad un notevole affinamento delle tecniche dialettiche.

(3) C’è con certezza un sopravvissuto (il cane) invece della possibile sopravvivenza di uno (il bambino).

(4) Merdona: termine in sardo che identifica il rattus norvegicusdetto anche ratto delle chiaviche, topo di fogna o pantegana. Se chi è a favore della SA può venire bollato come vivisezionista perché io non posso bollare come abbracciamerdone chi è contrario?

usare il numero per sovvertire la scienza…

Stavo leggendo l’ennesima sbroccata pseudoanimalista(1) di una tizia che si baloccava che una pagina di sciroccati che vogliono vietare completamente la sperimentazione animale ha raggiunto in tempi rapidissimi un elevato numero di like su faccialibro. Trovo l’articolo inquietante per i seguenti motivi:

1 La democrazia ha dato alla testa a molte persone e queste son convinte che il numero di persone che credono ad una tesi sia una indicazione della giustezza di tale tesi. Potrebbe essere vero nel caso di questioni, diciamo etiche oppure per eleggere miss italia; se su 100 elettori 80 preferiscono Tizia e 20 Caia, possiamo ritenere che Tizia sia più bella di Caia. Non ha senso invece nel caso della scienza, anche se un miliardo di persone credono che la gravitazione non esiste questo non impedirebbe di finire spiaccicati a terra se ci si buttasse dalla finestra. In certi casi il numero semplice non serve ma serve sia il numero che la qualificazione di tale numero. Un solo docente di fisica è più autorevole, relativamente alla sua materia, rispetto a 100.000 uomini della strada.

2 E’ facile ottenere le risposte volute ponendo le domande in un certo modo.

Se mostrassi la foto di un cucciolo puccioso, magari di beagle, e scrivessi:

pensi sia giusto ucciderlo?

molti risponderebbero di no, perché uccidere un tenero cucciolo?

Se mostrassi la foto di un malato di SLA e chiedessi sotto

pensi sia giusto cercare una cura per la sua malattia ?

in questo caso molti risponderebbero di si, cioè chi è così idiota da pretendere che non venga fatta ricerca per curare certe malattie?

Se però cortocircuitiamo le domande, cosa si ottiene?

ritieni sia giusto usare la sperimentazione animale per cercare una cura per la SLA?

La risposta comincia a diventare aleatoria, con tendenza verso il si per la sperimentazione. Se viene posta la domanda in quel modo comunque molti animalari sbroccano e cominciano a parlare di tecniche innovative (senza dire quali siano)(2) che permetterebbero di evitare la ricerca sugli animali.. Quindi prima di citare i numeri forse sarebbe meglio fermarsi a pensare cosa tali numeri significano.

3 Il fatto che molti pensino di pancia e pochi di testa spesso porta come risultato ad un dominio di chi pensa di testa rispetto a chi pensa di pancia, a leggere la storia tutti i paesi che perseguitavano i filosofi e gli scienziati e avevano forme di governo “di pancia” puntualmente finivano menati da paesi tecnologicamente più avanzati(3).

(1) Per me i veri animalisti son quelli che conoscono gli animali e li trattano da animali. Non cercano di umanizzarli

(2) Esistono la simulazione e le colture in vitro ma non hanno la stessa efficienza ed efficacia della sperimentazione animale. Da notare comunque che quelle tecniche costano meno rispetto alla sperimentazione animale, quindi per mero calcolo economico se fosse possibile impiegarle al posto di quest’ultima l’avida big pharma l’avrebbe già fatto.

(3) Anche la germania nazista con il rifiuto della “scienza ebraica” a favore della “scienza ariana” si giocò seriamente la possibilità di arrivare per prima alla bomba atomica.

Paranoia su facebook

fonte:http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/287067

“Mai provato a sterminare vostri bimbi?”
Sbaglia consonante, panico tra mamme

Una 30enne di Villacidro è stata svegliata in piena notte dai carabinieri per una frase “postata” su un gruppo di Facebook. La donna aveva scritto “sterminare” anziché “sverminare”.

Cioè non bastano gli appelli contro il malcapitato di turno, accusato di essere un pedofilo o le sbroccate sulle scie chimiche ma adesso anche un errore di ortografia scatena la paranoia su facebook  ?

Mi sa che la teoria della stupidità di Einstein:

Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Della prima non sono sicuro.

sta ricevendo, grazie ai social network, continue verifiche sperimentali.