La google university offre anche corsi di statistica…

Oltre che di virologia, economia, tattica calcistica, tuttologia teorica applicata… e hanno un casino di iscritti…

Su twitter un mio contatto ha segnalato questo messaggio:

Ieri ho fatto una sorta di test in fb. Ho 2 profili da 5000 persone, Ho chiesto cosa stessero leggendo in questo periodo. Al momento hanno risposto in 115.
Casomai ne avessi avuto bisogno, ho visto il livello di curiosità culturale che mi circonda.
Batto la testa nel muro.

Messaggio a cui è stata data anche questa risposta:

150 su mille è il 15%, tenendo conto che molti avranno sicuramente mentito, diciamo che restano circa il 10%. Questo spiega perché gli italiani votano in massa lega e 5s.

Posso dire che il messaggio originale ha un paio di errori metodologici nell’analisi statistica ovvero:

  1. Selezione del campione: il campione è realmente rappresentativo?
  2. Ampiezza del campione: quanti in realtà hanno partecipato?
  3. Errata valutazione della non “risposta”.

Primo errore: uno dei problemi della statistica campionatoria è la scelta del campione dal quale poi dedurre il comportamento della popolazione. Banalmente se faccio la stessa domanda “cosa ne pensa degli immigrati clandestini” durante una riunione di Potere al Popolo otterrò risposte completamente differenti da quelle che otterrei se la domanda la facessi durante una riunione di Forza Nuova. Se sbagli nello scegliere il campione ottieni risultati clamorosamente errati o meglio i risultati son corretti ma è sbagliato estenderli a tutta la popolazione.

Secondo errore: quanti hanno in realtà partecipato al sondaggio, quanti hanno realmente letto la pagina FB? ovviamente la mancanza di tale numero, 5000 iscritti significa poco, inficia tutte le analisi statistiche successive, hai 115 risposte su quante persone?

Terzo errore, in una indagine seria sai quante interviste son state poste e a quali domande la gente, che ha scelto di partecipare, ha risposto  “non so” o non ha voluto rispondere. In questo sondaggio come fai a sapere quanti hanno realmente letto il messaggio e hanno deciso di non rispondere.

Per intenderci una cosa è:

Buongiorno vuole rispondere a qualche domanda sulla politica?

Il politico Tizio sostiene la tesi X; da 1 a 10 quanto è d’accordo con Tizio?
Non saprei

E altra cosa è:
Buongiorno vuole rispondere a qualche domanda sulla politica?
Non ho tempo, scusi.

Il primo caso la risposta la puoi registrare come “non sa/non risponde”, la seconda invece no. Devi considerare la persona come non partecipante.

Chi non ha risposto perché non ha risposto? perché non ha letto alcun libro? perché non interessato al sondaggio?

Quello di usare “le non risposte” e la “non partecipazione” a supporto della propria tesi è un altro errore da evitare. Chiedo a 5000 persone cosa pensano di Tizio. di queste 4500 mi rispondono che non hanno tempo/voglia di parlare con me.  300 me ne dicono corna e peste di Tizio e 200 lo considerano un novello Giulio Cesare. Io poi vado a sostenere che Tizio non viene giudicato positivamente da 4800 persone su 5000, il 96%. E poi magari scopro che Tizio alle elezioni ha carpito il 55% dei consensi (vedi elezioni politiche americane e “sorprendente vittoria” di trump).

Interessante anche il messaggio di risposta; sballa completamente i dati; da dove salta fuori il rapporto 150/1000? fa affermazioni apodittiche “molti avranno sicuramente mentito” e conclude con un bellissimo non sequitur “Questo spiega perché gli italiani votano in massa lega e 5s” o forse sequitur, cioè se questa è l’opposizione…

Divertente comunque che molti che stigmatizzano l’ignoranza della gente “che vota lega e 5s” poi tiri fuori perle che non hanno nulla da invidiare ad un Di Maio o ad un Toninelli qualsiasi…

Boldrini, Salvini e lo sputtanamento nei social…

Penso che il mostrare immagini di persone “ad usum sputtanandum” nei social sia un comportamento poco corretto da parte di politici e di vip; e che la pubblicazione della foto, a volto scoperto, di alcune studentesse con un cartello “delirante” ove si invocava per salvini la stessa fine di mussolini sia stato un comportamento decisamente sbagliato e che sia giusto far notare a salvini che un ministro dovrebbe avere un contegno maggiormente istituzionale. Però penso che sia stata la boldrini ad aver fatto da maestrina con la penna rossa sia stato un autogol ed un ottimo assist a salvini

Perché, per onestà intellettuale bisogna ammetterlo, salvini si è comportato allo stesso modo della boldrini, che aveva pubblicato nel suo profilo twitter i messaggi di odio rivolti verso di lei, messaggi pubblicati con nomi e immagini in chiaro scatenando una shitstorm verso i le persone che avevano insultato.

 

E questo “doppiopesismo” alla fine rinforza l’impressione che contro salvini ed il m5s ci sia una battaglia di principio, ovvero che quello che loro fanno è sbagliato perché  è sbagliato anche se ripetono paro paro gli stessi comportamenti degli altri.

Se la boldrini avesse detto: “non ripetere il mio errore…” sarebbe stata inattaccabile; invece temo che sulla vicenda si finirà a fare le solite stupide, quanto inutili, battaglie a colpi di “gne gne gne specchio riflesso…”

L’annuncio di Laura Boldrini: “Da oggi denuncio chi mi insulta online”

L’annuncio di Laura Boldrini: “Da oggi denuncio chi mi insulta online”

Laura Boldrini ha fatto sapere che da oggi darà il via ad azioni legali coloro che la insultano su Facebook.

Sorgente: L’annuncio di Laura Boldrini: “Da oggi denuncio chi mi insulta online” – Cronaca – L’Unione Sarda.it

Chissà perché mi è venuta in mente questa vignetta di zerocalcare.

fonte: http://www.zerocalcare.it/2014/09/08/i-litigi-su-internet/

webeti, giornalisti e filtri all’informazione

In certi casi ho come l’impressione che la notizia del giorno sia la (ri)scoperta dell’acqua calda. Qualcuno si sveglia e parla dei mirabolanti effetti dell’acqua calda e tutti ne parlano come una cosa mai vista. Mi riferisco in particolare a mentana e ai suoi webeti. Beh troll, rompiscatole, multinick, gente che si divertiva a caotizzare volutamente il discorso(1) ne ho visti da quando ho iniziato a bazzicare in internet dai server dell’università nei newsgroups e nei forum. Anche prima di internet, con radio parolaccia, radio radicale che trasmetteva senza filtri le telefonate degli ascoltatori, si son sentiti tanti comportamenti da webeti, ergo i webeti non sono una creazione di internet; esistevano già da prima.

Quindi non capisco la novità del “webeti”, perché sollevare adesso la questione? Penso perché grazie a social e internet i giornalisti hanno perso la rendita di posizione dovuta al fatto di essere gli unici a poter filtrare, diciamo “edulcorare”, l’informazione da comunicare alle persone.  Prendiamo ad esempio i social e le lettere ai giornali. Nel caso delle lettere ai giornali io posso, giocando di selezione e di ordinamento far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Quello che veniva chiamato il gioco del sandwich; ad esempio voglio favorire la proposta X; prima intervisto qualcuno “pro”, poi qualcuno “contro”, e infine faccio concludere le interviste con qualcuno “pro”. Se garantisco gli stessi tempi a “pro” e “contro” formalmente ho rispettato la par condicio, praticamente ho favorito la parte pro. Magari posso far passare qualche grave atto di cronaca nera come un “atto sporadico”o “caso isolato” o viceversa generare una psicosi, vedi il femminicidio ad esempio. Pur non stravolgendola possono alterare l’informazione alterando la cornice, enfatizzando o minimizzando alcune informazioni.

Con i social e l’immediatezza dell’informazione questi giochetti non si possono fare; non puoi intervenire sull’ordine degli interventi su FB oppure nascondere o minimizzare alcuni e enfatizzare altri, o meglio non così facilmente come quando monti un servizio televisivo o impagini un quotidiano. Chiunque può verificare la realtà facilmente invece di fidarsi del giornalista; e questo può fare a pezzi la credibilità del giornalista stesso se, il medesimo, viene scoperto ad usare troppe “licenze poetiche”.

L’assenza di filtri ovviamente aumenta, e di molto, il rumore ma contemporaneamente riduce le distorsioni indotte dal filtro. Si tratta di un bene o di un male? non sono in grado di rispondere, entrambe le opzioni filtro sì, filtro no, hanno i pro e i contro. Io personalmente forse preferisco l’ambiente mezzo anarcoide che c’era a suo tempo nei newsgroup dove si poteva parlare liberamente anche se avevi disturbatori(2) e dovevi pensare tu ad eliminare la spazzatura ad ambienti più asettici che danno una impressione di pulizia, come uno studio televisivo. Anche perché il passaparola esisteva da sempre, il non mostrarlo in piazza permette di far credere che non esista ma non riesce ad eliminarlo. FB non l’ha creato, non ha fatto altro che velocizzarlo al massimo.

(1) Chi seguiva punto informatico sa.

(2) Inventori pazzoidi megalomani, alternativi ad oltranza, palloni gonfiati con l’ego ipertrofico, monomaniaci, paladini da strappazzo, polinick. C’era molta fauna in certi gruppi e alcuni erano anche divertenti con le loro boiate colossali e le risse telematiche.

Pornografia del dolore

Una delle cose che odio dei giornali è la “pornografia del dolore” che talvolta viene fatta a seguito di fatti “dolorosi”. Per pornografia del dolore intendo il mostrare persone piangenti e sofferenti, le interviste cretine ai parenti con domande inappropriate “ma lo perdona l’autore…” che, imho, giustificherebbero il linciaggio dell’intervistatore…

Domenica mattina è capitato, nella provinciale per Villasimius, strada in questo periodo dell’anno molto trafficata, uno scontro frontale con due vittime. La particolarità è che la convivente di una delle vittime ha appreso via facebook (credo da un gruppo ove si parla della situazione traffico di cagliari e zone limitrofe) da un testimone oculare che una delle auto coinvolte era quella del convivente.

Fin qui la notizia, nulla da aggiungere. Un giornale locale non si è limitato a dare la notizia secca ma ha anche mostrato gli screenshoot dei messaggi con i quali la donna chiedeva informazioni sull’incidente ad un testimone e le immagini del profilo della donna su FB. Mi chiedo a cosa sia servito ciò se non a stuzzicare curiosità morbose. Cioè qual’è il valore informativo di quello che lei ha scritto su faccialibro? che informazioni utili può dare? Non sarebbe il caso di essere discreti e rispettare il dolore altrui senza sputtanare, via facebook, la vita delle persone?

Purtroppo c’è da dire che il “guardonismo” paga e il gossip attira lettori…