Polemiche chiesa – salvini

TRE MOTIVI PER DIRE CHE GESU’ ERA CALIFORNIANO:
Non si tagliava mai i capelli.
Era sempre scalzo.
Ha inventato una nuova religione

Stavo leggendo le polemiche sul fare o non fare il presepe in polemica contro Salvini. Devo dire sinceramente che io, da laico, sarei per avere chiesa e stato separati; “libera chiesa in libero stato” come diceva quel tale. E per questo motivo sarei per invitare gentilmente il santo padre, e i religiosi ad occuparsi di religione ricordano loro che se mischiano politica e religione poi la religione diventa argomento di discussione politica. E’ giusto che la religione parli alle coscienze e consigli le persone di agire secondo coscienza; è sbagliato pretendere che il potere “civile” si debba piegare ai dogmi religiosi.

Da laico son d’accordo che la chiesa parli di etica e di cosa sia giusto o sbagliato per i credenti, sbagliato che diventi “partito politico” e vada a fare azioni politiche; io ritengo che i sacerdoti che usano la religione come strumento di lotta politica sbaglino, sbagliano perché il piegare il messaggio religioso alle tue convenienze significa poi far sì che  anche gli altri lo pieghino alle loro; e quello che si sta facendo è far nascere tenti personal jesus1 e corrispondente personal pope.

Il non fare il presepe per protestare contro la gestione dei migranti lo vedo come un voler entrare a gamba tesa usando la religione come strumento di lotta politica. Poi però non ci si stupisca se entra la politica nelle questioni religiose. Cosa si penserebbe di una legge “antidiscriminazione” che imponga al sacerdote di celebrare i sacramenti a tutti? Che obblighi di celebrare matrimoni gay, che richieda che le preghiere siano rese “gender free” 2 o che permetta ad un ateo strozzapreti dichiarato di fare da padrino di battesimo? E alle, giuste. proteste cosa ci vuole a rispondere: ma voi non siete contro le discriminazioni?

E anche chi esalta tale azione di resistenza imho sbaglia; quando si tornerà a parlare di omosessualità o di aborto con che faccia inviteranno i sacerdoti a non ingerire? Se arruoli il santo padre sotto le tue bandiere non stupirti poi di dover pagare l’obolo a S. Pietro. Imho chi è veramente per la laicità sostiene il “santità si faccia i BIP! propri e non ingerisca” sempre non a seconda della convenienza del momento.


  1.  Il “personal Jesus” e’ la tendenza a mutilare una credenza religiosa delle parti che si ritengono imbarazzanti, allo scopo di avere piu’ fedeli, oppure se avviene dalla parte del fedele, consiste in un espediente personale che ha lo scopo di dirsi “cattolico”, “islamico”, “qualsiasicosa”, senza per questo seguire al 100% i precetti religiosi, ma solo alcune qualita’ estetiche degli stessi. [Uriel] 
  2. Cos* nostr* che sei nei cieli (ma anche negli inferi)…. fa la sua sporca figura… 

La vicenda Acquarius – cherry picking delle leggi

(((Blackwell)))
“Il mio crocifisso è più lungo del tuo”. u_u

Un’altra cosa che ho visto sui social è stato il cherry picking delle norme della dottrina cristiano-cattolica ed il loro uso strumentale. Cosa che ritengo sia una mostruosa cazzata per diversi motivi.

Prima cosa: io penso che lo stato debba essere laico, questo vuol dire che le norme religiose devono essere separate dalla legge civile. Giustamente si dice: “se pensi che il divorzio sia peccato allora non divorziare (tu) ma non pretendere che non lo facciano altri”.  Quindi se si vuole uno stato laico è giusto che si pretenda che i politici seguano le leggi e non le norme religiose. Chi si dichiara non religioso e contemporaneamente pretende di giudicare la religiosità di Salvini lo trovo più patetico di Salvini e delle sue pagliacciate con il vangelo. L’anima di Salvini sono affari suoi e del suo “fantasmino preferito”, del comportamento come ministro invece sono affari dello stato. E se ha violato le norme dello stato allora lo si denunci per quello e si agisca di conseguenza, ma si eviti di mescolare religione e legge civile.

Seconda cosa: se ti allei con la caritas e la chiesa poi non stupirti se viene chiesto di pagare l’obolo a San Pietro; se si è realmente per la laicità si risponde “santità si faccia i BIP! suoi” a qualsiasi ingerenza. Urlare viva il papa per i migranti e cloro al clero al gay pride è leggermente incostante o meglio, poi spedisci la tua credibilità sotto i tacchi.

Terzo: come ha osservato qualcuno: come mai si pretende che salvini debba comportarsi da cristiano sempre e comunque e poi ci si incazzi se si comporta da cristiano anche per il “gay pride”? Far passare l’idea che si possa fare cherry picking delle norme a seconda della convenienza oltre ad essere un idea demenziale è anche abbastanza pericolosa. Perché ovviamente ognuno pescherà le ciliegie che gli interessano. Uriel, in un suo articolo abbastanza forte, fece un’osservazione corretta:

Non potete rompere la legge SOLO DAL LATO CHE VI FA COMODO, signori. Quando la rompete, non funziona piu’.

Se fai passare l’idea che è lecito scegliere quali leggi applicare quali no a seconda della convenienza poi diventa difficile spiegare come il non rispettare la norma X è un crimine contro l’umanità mentre il non rispettare la norma Y è sacrosanto perché la norma Y 1 è sbagliata, soprattutto quando qualcuno gioca ad invertire X con Y.

Una piccola aggiunta: in quel vomitatoio di bile che è twitter ho letto più di un messaggio in cui i sostenitori pro salvini, compresi alcuni molto, ma molto, imbecilli, gente che tifava per i siluri per dire, “gente che sicuramente va a messa” e poi lamentarsi perché loro, i troll, avevano classificato tutti i 600 e passa soccorsi dalla nave come feccia e clandestini. C’è un bel brano nel vangelo che parla di pagliuzze e di travi. Sarebbe opportuno rileggerlo. Perché credo che anche le trollate non si sommino algebricamente ma in valore assoluto e che due colossali stronzate eguali ed opposte pro migranti e contro migranti rimangono solo due colossali stronzate, non un messaggio giusto.


  1. Una legge sbagliata si cambia, nei modi e nei tempi previsti dalla legge stessa. 

Belgio, la Lidl cancella le croci dalle confezioni di cibo greco – IlGiornale.it

Sorgente: Belgio, la Lidl cancella le croci dalle confezioni di cibo greco – IlGiornale.it

Sceglie di comprare del cibo surgelato che gli ricordi le ferie. Va alla Lidl, dove adocchia i prodotti della marca Eridanous. Afferra una busta di pollo gyros surgelato quando la foto stampata sulla confezione lo fa sobbalzare. Le case bianche, il sole, il mare azzurro… ma sulle cupole blu delle chiese, inconfondibili in tutte le isole della Grecia, sono sparite. Tolte con Photoshop, evidentemente da qualche esperto di marketing che pensava potessero essere offensive.

Basito, sceglie di scrivere alla tv Rtl. Che a propria volta rende pubblico il caso e chiede spiegazioni alla catena di supermercati. La quale, senza scomporsi, si giustifica spiegando che la politica aziendale evita di utilizzare simboli religiosi per non escludere alcuna credenza religiosa: “Siamo un’impresa che rispetta la diversità e questo desiderio è alla base della scelta adottata per questo imballaggio”.

Una giustificazione assurda, presa sulla base del timore che qualcuno potesse sentirsi discriminato da una confezione di moussaka surgelato con la foto di una chiesa greca. Un po’ come se una catena di supermercati italiani cancellasse la mezzaluna dalle immagini di moschee che adornano le confezioni dei datteri secchi, nell’assurda paura di perdere i clienti cristiani. Follie del politically correct.

Che dire? mi sembra una stupidaggine colossale dovuta allo sforzo di rendere eccessivamente neutrale tutto. Se non vuoi mettere la foto di una chiesa piazzaci qualche altro edificio caratteristico ed eviti figuracce; perché mettere una chiesa se poi devi cancellare la croce?

E’ un comportamento stupido anche perché magari convinci le persone che la realtà è solo come la intendono loro e non come è realmente, con il rischio di causare forti traumi quando il sogno finisce.
La LIDL è una ditta privata ed ha diritto di voler essere religion neutral per accalappiare anche chi non comprerebbe mai un prodotto che abbia la foto di una chiesa sulla confezione od un simbolo religioso, però imho se qualcuno ha problemi nel comprare prodotti che hanno nella confezione foto di chiese (o moschee o questo o quello), imho è lui ad avere qualche grosso problema.

multi idiozia

Puntualmente durante le feste saltano fuori gli intelligenti che, in nome di un malinteso ed idiota, multiculturalismo negano la storia e la cultura italiana. Come capitato a brescia

Sorgente: Brescia, via Gesù da Merry Christmas. Salvini: “Follia” e pubblica numero della scuola – Il Fatto Quotidiano

Il taglio dalla scaletta dei canti di Natale di Merry Christmas con la citazione diretta di Gesù, deciso dalla preside della scuola elementare di Pontevico (Brescia), ha innescato l’ennesima polemica da parte del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che sui social ha invitato a “complimentarsi” con la preside Paola Bellini e a “farle gli auguri di Natale” pubblicando il numero di telefono dell’istituto. (…)

La scelta di sostituire nel brano tutti i versi “canta perché è nato Gesù” con “canta perché è festa per te” è stata motivata dalla dirigente scolastica con l’intenzione di promuovere una educazione interculturale. “L’uguaglianza è un obiettivo che deve essere difeso. Nelle nostre scuole sono appesi crocifissi, immagini della Vergine Maria e si mandano gli alunni cattolici a incontri di preghiera, in collaborazione con la parrocchia. Nella nostra scuola non si nega alcuna tradizione né religione, ma si garantisce il diritto di ognuno al rispetto della persona e delle sue peculiarità” si legge in una nota. E a ilfattoquotidiano.it chiarisce: “Non è la festa di Natale quella che abbiamo organizzato. Si tratta di uno spettacolo che fa parte di un progetto di propedeutica musicale”.

Sinceramente, penso che la dirigente abbia fatto una stupidaggine. Multiculturalismo non significa negare la propria tradizione in nome di un malinteso rispetto verso gli altri; significa una tolleranza reciproca. Nota bene: reciproca in quanto non ci può essere tolleranza verso gli intolleranti. L’azione della dirigente, pur con tutte le buone intenzioni del mondo è una grandissima stupidaggine e la “pezza” messa è peggiore del buco.

  1. Se cancelli i riferimenti alla religione “cristiana” e “cattolica” dalle canzoncine per non offendere la sensibilità di chi non è “cattolico”, poi, domani, con che faccia rispondi a chi chiede di vietare il velo (nota bene il velo che copre solo i capelli e non il volto, non il burqa, già vietato da legge dello stato italiano la cui ratio è vietare che per strada girino, salvo casi particolari, persone non identificabili) “per non offendere la sensibilità di chi non è musulmano”?
  2. Usare la sensibilità “verso gli altri” per queste stupidaggini significa additarle come responsabili di genialate partorite da altri. Con risultati opposti rispetto alle buone intenzioni iniziali, e magari a loro del verso che riguarda Gesù poco importa.
  3. Se fai passare l’idea di dover rispettare tutte le seghe mentali di chiunque poi non scandalizzarti se il padre del piccolo Adolf Benito pretende rispetto per il “culto del Duce”, culto ove il Duce è il messia venuto a redimere il mondo ed è stato ingiustamente ucciso dalle forze del male. E, in nome del rispetto delle proprie credenze, pretende che non si celebri alcunché il 27 gennaio o il 25 aprile.
  4. Ripeto: la tolleranza deve essere reciproca; chi non sopporta che gli altri cantino “è nato Gesù” poi non rompa le palle se gli altri non sopportano alcuni aspetti delle sue credenze e pretendono che lui le autocensuri nel nome del rispetto verso gli altri.
  5. Non si vuole celebrale il natale o lo si vuole sostituire con la festa del “sol invictus” o la sagra del grande cetriolo? Benissimo, lo si faccia, però si abbia il coraggio di ammetterlo apertamente invece di cercare pretesti in un farlocco e malinteso multiculturalismo che in realtà è solo un a-culturalismo amorfo.

 

Fare la cosa giusta per motivi sbagliati.

fonte: Unione Sarda

Alunni musulmani a scuola
Preside vieta le benedizioni
In una scuola di Decimoputzu la dirigente scolastica non ha permesso al parroco di effettuare la benedizione di Pasqua per rispettare le minoranze religiose.

Due modi di interpretare l’integrazione: da una parte il prete di Decimoputzu e dall’altra la dirigente scolastica della scuola Antonio Gramsci.

Due opposte visioni che sono entrate in rotta di collisione in occasione della benedizione pasquale, quando al parroco della Nostra Signora delle Grazie è stato impedito di interrompere le lezioni per svolgere il suo ufficio.

La preside non ha voluto sospendere l’attività per rispettare le minoranze religiose e i piccoli studenti musulmani (una decina).

Secondo il parroco “l’eccesso di laicità applicato può arrivare a sfociare nell’intolleranza”, mentre la dirigente scolastica fornisce la propria versione: “Non potevo permettere che entrasse nelle loro classi senza prima aver chiesto l’autorizzazione alle famiglie”.

Penso che la dirigente abbia fatto una cosa non del tutto sbagliata ma per dei motivi sbagliatissimi. Avesse sostenuto che la scuola deve essere laica e quindi non son permesse manifestazioni religiose di alcun tipo durante le ore di lezione avrei capito e sarei stato d’accordo. Si tratta di una posizione condivisibile.  Invece l’usare il pretesto di non voler sospendere l’attività per rispettare le minoranze religiose è una stupidata galattica.

La preside non ha voluto sospendere l’attività per rispettare le minoranze religiose e i piccoli studenti musulmani (una decina).  cosa significa per rispettare le minoranze religiose? significa che le minoranze sono offese dai riti religiosi della maggioranza, nello specifico il gettare un poco di acqua dicendo una preghiera? Se la risposta è si quello che si sta dicendo è che le minoranze sono intolleranti e cosa più grave si sdogana e si insegna, con l’esempio, il rispetto per l’intolleranza. Se si impedisce al prete di benedire per rispettare Ahmed poi, con che faccia si dirà a Carlo che è sbagliato protestare e offendersi per il velo di Amina? La tolleranza deve essere reciproca, l’essere minoranza non può e non deve diventare un pretesto per l’intolleranza. Perché se cominci a dover rispettare qualsiasi pippa mentale di chichessia la situazione finisce in merda immediatamente.

“Non potevo permettere che entrasse nelle loro classi senza prima aver chiesto l’autorizzazione alle famiglie”. Anche qui non capisco il punto di vista, cioè se una famiglia ha problemi che un tizio entri nella classe del figlio per gettare un poco di acqua e si sente offesa da ciò io mi farei qualche domanda su quanto possa essere realmente pacifica la convivenza e quanto invece possa solo essere la quiete prima della tempesta. Anche qui parliamo di reciprocità: come mai si accontenta il padre di ahmed che non desidera che suo figlio veda dei riti di altre religioni e si critica la madre di Simona perché non desidera che sua figlia veda donne velate? Doppiopesismo a gogo. E questo doppiopesismo crea alla fine il razzismo.

Il sentirsi dire che devi tollerare anche l’intollerabile mentre agli altri viene permesso di non tollerare niente e vengono accontentati in tutti i capricci fa girare le scatole, e questo giramento di scatole alla fine si traduce in voti e preferenze verso personaggi che in altre situazioni sarebbero stati bollati come inutili pagliacci.

 

 

 

my 2 cents sul discorso di bergoglio

da: http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_15/intervista-papa-bergoglio-filippine-sri-lanka-624f6434-9cab-11e4-8bf6-694fc7ea2d25.shtml

Santità, ieri mattina durante la messa ha parlato della libertà religiosa come diritto umano fondamentale. Ma, nel rispetto delle diverse religioni, fino a che punto si può andare nella libertà di espressione, che è anche quella un diritto umano fondamentale?
«Grazie della domanda, intelligente. Credo che tutti e due siano diritti umani fondamentali, la libertà religiosa e la libertà di espressione. Non si può nascondere una verità: ognuno ha il diritto di praticare la propria religione senza offendere, liberamente, e così dobbiamo fare tutti. Non si può offendere o fare la guerra o uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio. A noi quello che succede adesso ci stupisce, no?, ma pensiamo alla nostra storia: quante guerre di religione abbiamo avuto!

E quante guerre si dicevano per il dio trino ed invece chi dominava era il dio quattrino. Lo scisma di oriente, la riforma protestante, lo scisma anglicano avevano tutti un minimo comune denominatore: chi doveva cantare il la e chi doveva suonare l’accompagnamento. Lo scisma di oriente era per decidere se comandava nella chiesa. Molti duchi e baroni divennero protestanti per poter sfanculare l’imperatore. Lo scisma anglicano lo fece Enrico di Tudor per sfanculare  il re di spagna e il papa che a quest’ultimo reggeva il bordone. Gratta la religione e vedi sotto la politica.

Lei pensi alla notte di San Bartolomeo. Anche noi siamo stati peccatori su questo. Ma non si può uccidere in nome di Dio. È una aberrazione. (…) Abbiamo l’obbligo di parlare apertamente. Avere questa libertà, ma senza offendere. E vero che non si può reagire violentemente, ma se il dottor Gasbarri, che è un amico, dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno! Ma è normale! Non si può provocare.Non si può insultare la fede degli altri. Non si può prendere in giro la fede. (…) Ogni religione ha dignità, ogni religione che rispetta la vita e la persona umana, e io non posso prenderla in giro. Questo è un limite. Ho preso questo esempio per dire che nella libertà di espressione ci sono limiti. Come quello della mia mamma».

No, la battuta di Sua Santità non mi è piaciuta per niente. Se ti danno uno schiaffo porgi l’altra guancia dov’è? Il perdono cristiano, il vogliate il bene dei vostri nemici? Posso capire il punto di vista che è scorretto offendere le credenze religiose ma il “lo aspetta un pugno” mi sembra tanto una giustificazione per la violenza. No, da credente il pugno lo giustifico solo se necessario a difendere se stessi o meglio un altra persona. E’ vero che la libertà di espressione ha dei limiti ma son limiti dati da altre libertà e altri diritti non paletti messi da qualche ente superiore.

Santità, c’è molta preoccupazione nel mondo per la sua incolumità. Secondo i servizi americani e israeliani il Vaticano sarebbe nel mirino dei terroristi islamici, sui siti fondamentalisti è comparsa bandiera dell’Islam che sventola su San Pietro, si teme anche per la sua sicurezza nei viaggi all’estero. Lei non vuole rinunciare al contatto diretto con la gente. Ma a questo punto crede che sia necessario modificare qualcosa nei suoi comportamenti e nei suoi programmi? C’è anche timore per l’incolumità dei fedeli che partecipano alla celebrazioni, in caso di attentati. È preoccupato per questo? E più in generale, secondo lei, qual è il miglior modo di rispondere a queste minacce degli integralisti islamici?
«Il miglior modo di rispondere è sempre la mitezza. Essere mite, umile, come il pane, senza fare aggressioni. Io sono qui, ma c’è gente che non capisce questo. A me preoccupano i fedeli, questo mi preoccupa. Ho parlato con la sicurezza vaticana, con il dottor Giani che è incaricato di questo (Domenico Giani, comandante della Gendarmeria vaticana, ndr) e mi aggiorna su questo problema. Questo mi preoccupa. Ho paura? Lei sa che io ho un difetto, una bella dose di incoscienza. A volte mi sono posto una domanda, ma se a me accadesse qualcosa?, e ho detto al Signore: chiedo una grazia, che non mi faccia male, perché non sono coraggioso davanti al dolore. Sono molto timoroso. Ma so che si prendono cura, le misure di sicurezza sono discrete ma sicure».

Buona risposta ma il minacciare non è provocare? tirare pugni rimanendo miti? Mah… Mi sembrano risposte ambigue ed ipocrite, vero che se si provoca c’è una reazione ma parimenti è vero che tale reazione non può essere giustificata dalla provocazione. Se Dio è onnipotente saprà farseli gli affaracci suoi e tirare qualche fulmine sulla testa dei miscredenti che gli stanno sulle divine palle?

 

sul presepe

Sinceramente, e lo dico da credente, se c’è una cosa che non mi piace delle feste è, puntualmente, tutto il dibattito che si fa sui presepi e sugli auguri di natale. Allora il presepe e l’alberello sono simboli della tradizione occidentale del natale come santa Lucia, san Nicola (babbo natale) etc. etc. Non capisco che fastidio possano dare a persone di altre religioni o credenze o meglio: se Abdul (islamico), Ahbram (ebreo) o Rajiv (induista) provano fastidio e, per correttezza, è giusto non solo non mostrargli i simboli della religione cristiana e delle feste cristiane perché causano loro fastidio ma è giusto censurali, per quale motivo se Matteo, Michela o Carlo provano fastidio per i simboli di fedi non cattoliche debbano beccarsi invece dei trogloditi reazionari alla loro richiesta di censura dei simboli dell’islam, dell’ebraismo, dell’induismo?

Sinceramente preferirei la soluzione francese: fuori tutti i simboli, tutti! al pasticcio all’italiana con la classifica dei simboli ammissibili a scuola(1) e dei simboli blasfemi(2) da eliminare da scuola e dalla società. Preferirei quello al dovermi sorbire mille contorsioni lessicali usate per dimostrare come sia corretto che la scuola di Carlo rinunci al presepe e alla festa di Natale e che però la scuola  festeggi con Abdul  la fine del ramadan o la nascita di Krishna con Rajiv(3).

(1) Quelli adorati dai paladini del politically correct.

(2) Quelli che invece ai predetti paladini stanno sulle scatole.

(3) Il buffo di dover accontentare ogni capriccio purché motivato dalla multietniticità sarà vedere quando capiterà lo scontro fra l’uno che considera i politeisti ancora meno del popolo del libro e l’altro che considera certe tradizioni come sciocco modernismo…

sistema pratico per l’individuazione di stronzate religiose

Spesso in vicende come quella della piscina per donne cui ho parlato nel post precedente il dibattito si arena sulla questione: ma la richiesta, giustificata da motivazioni religiose, è una richiesta legittima o è solo un capriccio da bambino? Personalmente in questi casi per decidere adotto il seguente sistema:

  1. faccio le seguenti sostituzioni:
    1. $aderente_alla_religione ->pastafariano
    2. $simbolo_religioso -> scolapasta
    3. $abbigliamento_religioso -> vestiti da pirata
  2. rileggo l’articolo, se non mi metto a ridere forse c’è un fondo di verità.

Ad esempio il già citato articolo sulla piscina per donne diventerebbe:

Chiedono che la piscina per un ora sia frequentata solo da gente vestita da pirata e che non possa entrare nessuno abbigliato da pirata.

Sembra un dress code che potrebbe avere senso per una festa di carnevale privata più che per un locale pubblico.

Oppure quest’altra questione:

“Mi avrebbero accettata – afferma Omaima – solo se avessi tolto il velo. Ma io ho risposto assolutamente no, perché rappresenta un segno irrinunciabile della mia fede e identità culturale”. “Mi hanno discriminata – è lo sfogo della ragazza – ancor prima di vedere le mie capacità e competenze solo per un foulard”.

che diventa:

Mi avrebbero accettata – afferma Omaima – solo se avessi tolto lo scolapasta. Ma io ho risposto assolutamente no, perché rappresenta un segno irrinunciabile della mia fede e identità culturale”. “Mi hanno discriminata – è lo sfogo della ragazza – ancor prima di vedere le mie capacità e competenze solo per uno scolapasta”.

Ecchediamine, una alla recepionist di un hotel a cinque stelle non può ricevere gli ospiti con uno scolapasta in testa? perché potrebbe offendere i celiaci?

Oppure per parlare di altre polemiche

Manifestano silenziosamente vestiti da pirata e con uno scolapasta in testa contro un ddl che vieterebbe la comparazione fra i condimenti degli spaghetti.

E cosa ci sarebbe di male a protestare in quel modo?