e adesso?

Ammetto di aver sbagliato le previsioni; ha vinto il no. E adesso?

Renzi si è, giustamente, dimesso ed ora la palla passa di nuovo al parlamento.  Penso che la mossa più furba che possa fare Renzi è l’andare subito alle urne; il fronte del no è troppo vasto ed eterogeneo per poter capitalizzare la vittoria alle politiche. Ed una alleanza (in ordine alfabetico) Berlusconi – Boldrini – Dalema – Grillo – Meloni – Salvini, è semplicemente irrealistica; sarebbero d’accordo solo sul non essere d’accordo su niente, la versione ipertrofica dell’ulivo del 2006.

A questo punto sarei curioso di vedere, tanto peggio tanto meglio, un governo a cinque stelle; per vedere quanto, delle loro tante promesse elettorali, riescono a mantenere…

La mia previsione sul referendum

Fare previsioni è sempre un rischio ma può essere un gioco divertente come le scommesse.
Imho alla fine vincerà, anche se di pochissimo, il sì. Da cosa deriva questa convinzione?

Prima fatto: la macchina della sfiga della fazione del “No” sta funzionando a pieno ritmo. Prendere Dalema come sponsor è stata una vera genialata soprattutto per chi voleva mostrarsi come partito nuovo lontano dalla vecchia politica. Senza considerare che in nome della salvezza della costituzione si è creata una ammucchiata niente male che va da casa pound alla sinistra extraparlamentare passando per Salvini, Grillo e Bersani.

Secondo fatto: il motivo principe per il no al referendum è che Renzi sta sulle balle. Solo protesta e nessuna proposta. E questo spinge gli indecisi verso il sì oltre che a creare perplessità verso chi simpatizza per il no. Ok, vince il no e cade Renzi. Poi chi governa e con quale maggioranza? Vale la pena rischiare un salto nel buio solo per levarsi Renzi dalle scatole? Il movimento del no è solo un movimento di protesta ma non di proposta. Non hanno avanzato alcuna controproposta alle modifiche della costituzione fatte. Sembra che vada tutto bene con l’attuale costituzione. Ma il “tutto va ben madama la marchesa” lascia molte perplessità.

Terzo fatto: la veemenza degli attacchi verso chi si pronuncia a favore del sì o mette in dubbio il dogma della santità ed immutabilità della costituzione sta spingendo molti, che non vogliono perdere tempo in inutili litigi sui social, a tacere. Molti sembrano dimenticare che i risultati di un referendum dipendono dai voti nell’urna, e, nel caso di quelli abrogativi, da quanti vanno a votare. Non dipendono dai like su faccialibro. La situazione è simile al 2006 dove molti si vergognavano di dire che preferivano berlusconi all’ammucchiata “Prodi”. Pochissimi sostenevano pubblicamente Berlusconi nei social e i sondaggi davano il csx vittorioso con ampio vantaggio. Finì con un quasi pareggio.

Quarto fatto: fra un poco in un moVimento politico, punta di diamante del no, ci sarà “la notte dei lunghi coltelli“. “il delfino” sta sulle balle a molti ed ha fatto troppi svarioni per poter essere capace di reggersi da solo senza la stampella di Grillo. Una sconfitta sarebbe la pietra tombale per le sue ambizioni di premier in pectore oltre che un’ottima occasione per scaricagli tutte le colpe, presenti passate e future. Roma è stato un assaggio, adesso arriva il piatto forte. Come è già capitato con la sinistra. Ufficialmente il nemico era berlusconi e il centro destra, praticamente è molto più facile intercettare il voto di un deluso di un partito affine che il voto di un elettore di cdx. Ecco perché il nemico reale di Bertinotti non era Berlusconi ma Pecoraro Scanio e Diliberto. Idem fra gli stellini, il nemico è Renzi ma la pugnalata la tirerà chi è seduto nella sedia affianco.

Ecco perché penso che il sì sia sottostimato nei sondaggi mentre il no sovrastimato e di molto. Il 4 dicembre si vedrà se ho azzeccato oppure se ho preso una cantonata. Ai postumi (della sbornia) l’ardua sentenza. 🙂

Fascisti in camicia hawaiana

Hanno approvato la legge Cirinnà e Adinolfi, Sentinelle in Piedi etc. etc. si son attivati per chiedere un referendum abrogativo della legge. Fin qui nulla da eccepire, il chiedere un referendum abrogativo è una possibilità data dalle leggi, quindi l’attivarsi per raccogliere le firme è una attività perfettamente lecita.

E’ stato fatto anche per divorzio e aborto e, le chiare sconfitte in quei due referendum hanno mostrato quale fosse l’idea “reale” della maggior parte degli italiani. La sconfitta al referendum ha rinforzato la legge(1).

Adesso fioccano le polemiche sulla raccolta delle firme ed è pieno di opliti del bene che, con la solita tecnica della merda contro il ventilatore, chiedono di vietare la raccolta firme e di boicottarla in nome di non precisati motivi morali. O meglio i motivi son diversi ma essenzialmente due; il primo è il gettonatissimo “è un referendum per togliere diritti”, e il secondo invece è il solito piagnisteo sull’omofobia.

Io mi chiedo come, nonostante la comunità omosessuale sia, dal punto di vista politico, guidata da simili incapaci sia riuscita a portare a casa una mezza vittoria. Adesso sta ripetendo paro paro tutti gli errori svolti durante l’iter di approvazione della cirinnà per cercare di boicottare il referendum.

E gli errori, sempre i soliti, son molti:

1 – Adinolfi & co. sono quattro gatti quattro. Senza la grancassa mediatica degli anticontroboicottari nessuno li considererebbe, invece con le loro proteste stanno facendo loro un sacco di pubblicità alle loro idee. Una zappa sui piedi niente male. (2)

2 – Se il referendum viene accettato molti che, in quello sulle trivelle, l’hanno menata con il dovere civico di partecipare dovranno fare millemila contorsioni per giustificare il ricorso al giochetto dell’astensionismo per boicottare il referendum. Imho ci saranno un sacco di “distinguo” pelosi.

3 – L’aggirare o il negare norme in nome di una non meglio precisata “etica” spalanca la porta alle peggiori porcate. Se oggi, in nome della morale, si chiede di vietare la raccolta firme contro la cirinnà, domani, per lo stesso alto motivo morale, sarà vietata, ad esempio, la raccolta firme per chiedere un referendum abrogativo sull’italicum. Piegare la legge alla morale è sempre un errore. Se la legge non va più bene si deve avere il coraggio di cambiarla, aggirarla o subordinarla alla morale è un classico comportamento da stato totalitario. Piaccia o no se un comportamento non è vietato dalla legge, anzi è essa stessa a permetterlo è lecito che si compia e chi invece cerca di impedirlo si sta ponendo al di fuori ed al di sopra della legge. Ed il porsi al di sopra della legge è un comportamento da fascisti. Fascisti non in camicia nera ma in camicia hawaiana ma sempre fascisti.

(1) Anche se, come al solito, si son cercati tutti i modi per aggirarla.

(2)Ne avevo già parlato; a Cagliari si era svolta una manifestazione delle sentinelle fatta da 16 (sedici!) persone. Eppure sui social ove si parlava di Cagliari non si parlava di altro che di quei sedici. spesso per denigrarli però. Cioè 16 persone son riuscite ad avere una grancassa mediatica niente male e far conoscere le loro idee a molti. La domanda è: geni del marketing e della pubblicità loro o semplice cojonaggine degli oppositori?

votare come casapound, cosa c’è di male?

Nona Regola del Mago
La Catena di Fuoco: Capitolo 48 (rivelata da Zeddicus Zu’l Zorander)

Una contraddizione non può esistere nella realtà. Né in parte, né per intero.

«Credere in una contraddizione vuol dire rinunciare a credere nell’esistenza del mondo intorno a te e nella natura delle cose in esso contenute, per accogliere invece qualsiasi fortuito impulso colpisca la tua fantasia per immaginare che qualcosa sia vero solo perché tu vorresti che lo fosse. Una cosa è ciò che è, di per sé stessa. Non possono esistere contraddizioni. Non bisogna rifugiarsi nella cieca nebbia della fede. La fede è uno strumento d’autoillusione, un trucco da prestigiatore realizzato con le parole e le emozioni e fondato su qualsiasi nozione irrazionale possa essere immaginata. La fede è il tentativo di costringere la verità ad arrendersi al desiderio. In altri termini, vuol dire provare a dare il soffio della vita ad una bugia cercando di adombrare la verità con la bellezza dei desideri. La fede è il rifugio degli idioti, degli ignoranti e degli illusi, non degli uomini razionali in grado di pensare. Nella realtà le contraddizioni non possono esistere. Per credere in essa devi abbandonare la cosa più importante che hai: la tua mente razionale. In uno scambio del genere perdi sempre tutto ciò che scommetti.»
[Terry Goodkind, La spada della verità]

Stavo sentendo le polemiche legate alla risposta del ministro Boschi all’affermazione: “chi vota sì al referendum sulla riforma costituzionale vota come renzi e verdini”.

La Boschi ha dichiarato che “chi vota no vota come casa pound (area estrema destra)” e Cuperlo e con lui l’area sinistra alternativa, si è risentito alquanto. Perché? A mente fredda non c’è nulla di strano che in un referendum motivi diversi e, in certi casi contrapposti, portino a schierarsi per una sola risposta, è normalissimo che accada. Spessissimo in parlamento certe leggi son state contestate dalle opposizioni che sedevano ai margini opposti dell’aula, e che quindi hanno votato entrambe “no” anche se per motivi opposti: gli uni perché giudicavano la legge troppo morbida e gli altri perché invece la giudicavano troppo dura. Per uscire dal casino sarebbe bastato rispondere: e allora? o citare il principio dell’orologio fermo.

Perché allora tutte queste reazioni scomposte ad una constatazione scontata? Cuperlo e la sx hanno dichiarato di votare no, idem lega e casapound quindi votano allo stesso modo.

Temo che questa reazione sia dovuta al fatto che per molto tempo la sinistra è vissuta in una logica che se dovessi descrivere con assiomi scriverei:

  1. X o è buono buonissimo o è cattivo cattivissimo.   (X è variabile binaria, vale 0 o 1)
  2. Noi siamo i buoni.   (Sx = 1)
  3. chiunque sia contro di noi è cattivo.   (NOT(1) = 0)
  4. chiunque sia contro un cattivo è buono. (NOT(0) = 1)

Dati i due assiomi di sopra si arriva alle deduzioni:

((“Renzi contro Cuperlo [per il referendum]” => “Renzi cattivo” )  AND  “casapound contro Renzi [per il referendum]”) => “casapound buona”).

deduzione che fa saltare tutto in quanto i militanti di sx pensano che qualunque cosa sia alla loro destra sia fonte di ogni nequizia e di ogni male, e che essere di sinistra significhi fare da “porta NOT” a qualsiasi cosa venga detto dai cattivi. Ma questo, nel caso due cattivi dicano due cose opposte, porta al paradosso di cui sopra.

Ed è noto dalla matematica che una teoria che porta ad una contraddizione è una teoria nella quale si può dimostrare tutto e il contrario di tutto (principio di esplosione o ex falso quodlibet).

Per uscire dall’impasse e salvare la teoria ovviamente bisogna rigettare almeno uno dei quattro assiomi ma, a parte il secondo irrinunciabile, il rigettare uno qualsiasi degli altri significa uscire dalla logica bipolare con l’ovvia conseguenza di far sorgere un “più puro” pronto ad epurare(1). E questo spiega la reazione, alquanto scomposta, di Cuperlo.


(1) Epuratore che si fa forte del classico neneismo (né con X né con NOT(X) perché entrambi son le due facce della stessa medaglia e la loro contrapposizione apparente è solo facciata, vedi quelli che non stavano con lo Stato ma neanche con le BR)

 

Astensione ed analfabetismo funzionale.

Su faccialibro e in internet girano messaggi secondo i quali Renzi, esprimendo il suo favore all’astensione verso il referendum sulle trivelle, abbia commesso un reato. Reato previsto nel testo unico delle leggi elettorali (http://www.riforme.net/leggi/testo-unico-leggi-elettorali.htm).

L’articolo nello specifico è (grassetti miei):

Art. 98

1. Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.

Da notare che, affinché ci sia il reato, la legge prevede espressamente l’abuso delle proprie attribuzioni e la costrizione dell’elettore, senza costrizione non c’è reato. Quindi ciò che ha affermato renzi è perfettamente legittimo, avrebbe commesso reato se avesse costretto qualcuno all’astensione. Capirlo dovrebbe essere semplice. Invece moltissimo condividono i messaggi o basandosi solo sul titolo, pessimo vizio, o avendo anche letto la legge ma non avendola capita. In questo caso abbiamo un esempio lampante di “analfabetismo funzionale”. L’ultima alternativa è invece il “lancio della merda contro il ventilatore“, cosa che non mi sentirei di escludere.

Direi che questa bufala così come la frase, infelice, di grillo di votare sì anche senza capire mostrano cosa sia una parte del corpo elettorale italiano: una massa di gonzi livorosi pronti ad esaltare chiunque fornisca loro un bersaglio ove scaricare i loro travasi di bile, anche se la menano con il fatto di essere informati, consapevoli e superiori ai telelobotomizzati che non son d’accordo con loro.

PS

A quanto pare nella bufala ci son cascati anche dei bloggher del fatto che non son semplici supporter o condivisori compulsivi ma docenti universitari. E anche qui mi pongo la domanda: analfabetismo, disinformazione o malafede?

Fra i commenti a quell’articolo ho trovato una piccola perla:

Forse però non sapevi che anche Travaglio il 18 giugno del 2009 sosteneva la necessità di astenersi dal votare al referendum elettorale per no raggiungere il quorum.
All’elenco di gruppi e persone che hanno finora scelto l’astensione per far fallire il quorum (Craxi, Cei, Pds, Zagrebelsky, CGIL a guida Cofferati) aggiungiamo dunque anche Travaglio.
Come la mettiamo? Cos’è DOVEROSO adesso?

 

 

Obbedite schiavi…

Talvolta ci son piccoli dettagli che svelano tutte le balle e mostrano impietosamente la realtà nonostante ci si sbracci per edulcorarla arrivandone fino alla negazione.

Stavo leggendo sul gazzettino dei pentastellati (aka il fatto) il resoconto dello spettacolo intervista fatto da grillo a la7; la frase seguente è da incorniciare.

sul referendum delle trivelle del 17 aprile dice: “Bisogna votare sì, senza neanche cercare di capire e convincere il prossimo governo a parlare di questo”.

Il primo motivo è una contraddizione nella frase: magari voti sì senza capire per convincere il governo a parlare della questione energetica ma poi, dopo, come potrai capire se il governo ne ha parlato bene o male? Il diavolo sta nei dettagli e se non sei capace di capire i dettagli vieni imbrogliato molto facilmente.

Se ad esempio il quesito fosse stato:

Volete voi che la Ka$ta regionale possa, al pari di quella nazionale, esercitare concussione riguardo alle attività di estrazione e ricerca idrocarburi?

la risposta credo sia un solenne “vaffa…” e al seggio andrebbero a malapena scrutatori e FF OO; meglio una sola Ka$ta che una Ka$ta nazionale replicata anche in tante piccole subcaste regionali.  Eppure, gratta gratta, la vexata quaestio(1) è proprio quella, non la storia delle concessioni. Le regioni nella politica energetica possono mettersi in mezzo, con l’ovvio rischio di possibile concussione, o non possono farlo?

Il secondo, più importante, è il “bisogna votare senza neanche cercare di capire” che significa: boccaloni credeteci perché lo dico io, tanto voi siete ignoranti e vi dovete fidare di quello che dico. E tante grazie al magnificato senso critico degli elettori pentastellati.  Non serve pensiero critico serve credere ciecamente a quello che dice il guru della setta… Tanti saluti ai grandi discorsi di principio sulla gggente e la Ka$ta della scorsa campagna elettorale.

Saluti pronunciati  anche nei casi della Bedori a milano, prima eletta e poi “convinta” a fare un passo indietro e nel caso di Capoterra.

(1) Basta leggere le interviste a michele emiliano, promotore del referendum insieme ad altri consigli regionali. Gli ecofuffari come al solito sono semplicemente utili idioti da impiegare per dare una mano di idealismo a banali questioni di bottega.

Referendum sulle trivelle, io non vado a votare.

Tra due settimane circa c’è quello che nella vulgata viene chiamato “referendum sulle trivelle”, l’ennesimo referendum su questioni marginali spacciato per decisione strategica sul nostro futuro. Personalmente ero già orientato per l’astensione per i seguenti motivi:

  1. La domanda non c’entra nulla sulle nuove trivellazioni a 12 miglia (già proibite dalla legge) ma riguarda una eventuale proroga delle concessioni.
  2. Avere 10 persone che devono decidere assieme significa avere 10 potenziali corrotti, averne uno significa aver solo un potenziale corrotto, ma è più facile da controllare.
  3. Le grandi opere causano disagi ma servono, ormai in italia qualunque cosa si proponga è “non nel mio giardino”.
  4. Come al solito al referendum si sono accodati tutti i pseudoecologisti che sperano, con un mix di racconti dell’orrore e di fantascienza (un mondo bucolico a energia solare) di rifarsi un credito politico dopo le legnate “tombali” del 2008.

Interessante comunque il confronto fra due siti, uno pro http://ottimistierazionali.it/ e uno contro http://www.fermaletrivelle.it/.

Il sito protriv, favorevole all’astensione, presenta numeri, articoli in cui si discute di scenari, cerca di divulgare e presenta opinioni supportate da numeri e dati, quello contro le trivelle, ovvero a favore del sì al referendum, invece ha pochi articoli di approfondimento e tanti slogan, e questo non mi convince per niente.  Io penso che uno dei problemi dell’italia sia proprio il non fare politica, intesa come amministrazione della polis, analisi di pro e contro di ogni scelta ma si facciano troppe gare di scimmie urlatrici dove chi urla più forte gli slogan ha ragione. Questo articolo sembra venga direttamente dagli anni ’70, ne condivide il lessico e lo sciocco idealismo. Purtroppo le automobili vanno a benzina, e la benzina viene gestita dalle multinazionali petrolifere. E per contrastare tali multinazionali più che scrivere tazebao conviene prendere una auto ibrida come la prius o qualche auto puramente elettrica, spostarsi con i mezzi pubblici invece che con il mezzo privato. Eppure nel sito antitriv consigli come questo non ne ho letto, ho letto solo desideri, slogan e articoli sugli uomini immagine del movimento.

Penso che il referendum sulle trivelle sia una nuova incarnazione del referendum sul nucleare, un referendum che grazie alla paura e all’ignoranza ha impedito di nuovo che l’italia si dotasse di una politica energetica diversificando le fonti di approvvigionamento. Ah, una cosa al margine: nonostante il referendum stiamo ancora continuando a comprare energia nucleare dalla francia proprio perché a bassissimo costo. Eppure non ho visto nessun ecofondamentalista lamentarsi di ciò e proporre di sostituire tale energia con pannelli fotovoltaici.  Perché? Forse perché i sogni ecologisti svaniscono quando si scontrano con i freddi numeri e la fredda realtà.

Fra le scienza “scienza” e la scienza delle “iene”(1) preferisco la prima. Piaccia o no si è progrediti grazie ad un certo Galileo Galilei ed al suo metodo e non grazie alla superstizione ed agli “ipse dixit”.

Il 17 andrò a farmi qualche bel trekking, magari un percorso di “archeologia industriale” nel sulcis-iglesiente ma di certo non andrò a votare.

(1) Come nel caso stamina ciò che è vero non lo decide l’esperimento ma il volere del bobolo.

Riguardo al referendum sulle trivelle

Marco Cattaneo in questo articolo esprime bene quello che avrei voluto scrivere io. Cioè che è ipocrita, riguardo a tematiche globali, pensare solo all’orticello di casa. Come capitato con il referendum per il nucleare: se l’italia rifiuta la produzione di energia nucleare allora dovrebbe anche evitare di comprarla dai cugini francesi che invece usano il nucleare per produrla. E pazienza se la bolletta triplicherà; rifiutare l’energia nucleare ma comprarla dai francesi è solo una comoda foglia di fico per giustificare il classico: “non nel mio giardino sul retro, ovvero NIMBY”.

Perché non è partita una campagna per il boicottaggio reale del nucleare francese? Imho credo che davanti ad una bolletta triplicata(1) o al poter usare la lavatrice solo d’estate a mezzogiorno (2) qualsiasi velleità ecologista, da parte della massa, crolli miseramente. Idem per le trivelle. Come giustamente scrive Cattaneo:

(…)In parole povere, votare sì a questo referendum SENZA RIDURRE IMMEDIATAMENTE I NOSTRI CONSUMI DI COMBUSTIBILI FOSSILI significa continuare a godere dei benefici del gas e del petrolio, scaricando tutti i rischi su altri, molto più poveri di noi. I quali trarranno a loro volta qualche beneficio, molto più piccolo del nostro, ma si assumeranno tutti i rischi.

Allora mi raccomando. Da lunedì 18 aprile tutti un po’ più a piedi. Spegnete il riscaldamento. E non comprate materie plastiche. E tenete un po’ più spento il cellulare e il computer con cui vi battete per l’ambiente sui social network. Perché agire quotidianamente per salvare il pianeta è questo. Non è mettere un sì a un referendum.

Altrimenti il vostro sì non sarà stato contro i combustibili fossili. Sarà stato contro il Mozambico. Sarà stato sacrificare il canale di Mozambico per salvare l’Adriatico (che poi, vero…). Solo perché il canale di Mozambico è lontano e quelli che ci abitano non sanno nemmeno che cosa vuol dire, referendum. In inglese la chiamano sindrome NIMBY, Not In My Back Yard, «non nel mio giardino». A Roma, dove siamo più disinvolti, si dice «fare il frocio col culo degli altri».

[PS Questo post, per chi ancora fin qui non ci fosse arrivato, riguarda la necessità di assumersi la responsabilità di ciò che facciamo. Perché godere dei benefici senza assumersi i rischi è troppo comodo.]

Articolo che mi ha ricordato una discussione con un amico “verde”

E. In sardegna non abbiamo il metano Yabba Yabba…

Sh. Beh c’era il progetto GALSI

E Il GALSI? un tubo che taglia a metà la sardegna? la devastazione di Matzaccara? No mai.

Sh. Si potrebbe fare un rigassificatore a Porto Torres e …

E. Rigassificatori? sono pericolosi e se esplodono? Mai.

Sh. Allora l’unica è forare ed estrarre qui il metano dal sottosuolo

Sei pazzo? e il nostro ambiente? Mai.

Sh e che si deve fare allora?

Non lo so, ma il fatto è che in sardegna non abbiamo il metano e Yabba Yabba…

(1) Senza considerare che carbone e petrolio sono molto più inquinanti del nucleare dal punto di vista delle sostanze rilasciate nell’atmosfera.

(2) http://www.ilportaledelsole.it/index.asp?id_pagina=0443&avanti=true&cat=0025

difensori della costituzione

Dopo l’inaugurazione di venerdì sera, Beppe Grillo torna al Circo Massimo per la seconda giornata della kermesse Italia5stelle, e dal palco annuncia: “Stasera lanceremo ufficialmente il referendum consultivo(1) per uscire dall’Euro(2). O ci riprendiamo la nostra moneta o non c’è futuro”. E poi a margine, parlando con i cronisti: “Durerà sei mesi e vedremo chi sarà d’accordo. Quelli che dicono di voler uscire dall’euro lo voteranno

1 Il referendum consultivo non è previsto dalla costituzione quindi il referendum di grillo ha valore tanto quanto i sondaggi del gazzettino di roccacannuccia sulle opinioni dei soci della bocciofila.

2 La costituzione (più bellissima del mondo) all’articolo 75 recita:

E` indetto referendum popolare [cfr. art. 87 c. 6] per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge [cfr. artt. 76, 77], quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

sarebbe troppo pretendere che i difensori della costituzione (più bellissima del mondo) e della sua inemendabilità o modifica conoscano quello che dicono di voler difendere ad oltranza (e che magari lo rispettino anche…)?