Centocelle, la Serracchiani e il razzismo

Premessa: quella capitata a centocelle è una tragedia indipendentemente dalla nazionalità delle vittime e dei carnefici. Quello che non mi è piaciuto della vicenda son stati gli sciacalli pronti a polemizzare ed accusare immediatamente la controparte di essere la mandante morale della tragedia prima ancora che ci fosse qualche ipotesi, attendibile, sull’autore e sul movente. E già questo dovrebbe insegnare a diffidare tanto della giustizia dei pistoleri da tastiera. Comunque per par condicio anche dall’altra parte c’è stata la fiera dell’idiozia con tanti subumani che esultavano per la tragedia. Comportamento estremamente riprovevole anche se non grave come quello di chi ha lanciato direttamente la molotov. Eppure, una volta che si è saputo che la pista principale era la vendetta interna alla comunità, su twitter sembrava che esultare per la tragedia fosse più grave dell’averla causata.

E veniamo alla Serracchiani, un’altra presa di mira dai social allo stesso modo degli imbecilli che esultavano. Cosa ha dichiarato di tanto scandaloso?

“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza”.

Io non ci vedo nulla di razzistico e nulla di scandaloso; volendo fare il colto farei notare che Dante Aligheri nel fondo dell’inferno mise i traditori e nel fondo del fondo, la Giudecca, mise i traditori dei benefettori. Che che ne pensino tante animelle belle la Serracchiani ha ragione; tradire la fiducia di chi accoglie è un comportamento abietto, non mi sembra ci sia nulla di scandaloso in ciò. Peccato che ciò strida con la vulgata che vuole “i migranti” degli angeli torturati dalle brutture del mondo e che chi “accolga” sia un benefattore al di sopra delle leggi.

Le anime belle non si accorgono che reagire in maniera così scomposta: lanciando immediatamente la merda contro il ventilatore o scatenando shitstorm contro chiunque non sostenga l’autoevidente santità di chi viene accolto alla fine causa fastidio e ribrezzo nelle persone. Chi esulta per una tragedia è un verme, è pacifico, ma cosa dire di chi stigmatizza i vermi che esultano e contemporaneamente evita di parlare di chi ha realmente causato la tragedia? Lo stesso di chi accusa, a sproposito, la Serracchiani di razzismo; il messaggio che si percepisce è che lo status di migrante dia diritto ad una sorta di immunità diplomatica; ottimo spot per chi sostiene il “ributtateli a mare”.
Quante simpatie hanno portato queste due vicende ai partiti “simpatizzanti” verso le posizioni xenofobe? Purtroppo molte animelle candide non si renderanno conto dei loro errori ma continueranno a lagnarsi di italiani razzisti e chiedersi, scandalizzate, come sia possibile votare Salvini incapaci di capire che esiste qualcosa di peggio di Salvini: loro.

 

Sdoganare il nazismo comportandosi da nazisti.

Hitler può avere perduto la guerra sul campo di battaglia, ma ha finito per ottenere qualcosa,” dice M. Halter. “Perché l’uomo del ventesimo secolo ha creato il campo di concentramento e risuscitato la tortura, e ha insegnato ai suoi simili che è possibile chiudere gli occhi davanti alle sventure degli altri.”
[Paulo Coelho, Manuale del Guerriero della Luce]

Su G+ si stava parlando dell’ennesima genialata degli opliti del bene {che volete} OdBcV, un registro, accessibile via web, in cui segnalare i cattivi che in un modo o nell’altro si oppongono alle idee degli OdBcV, Ovviamente i cattivi non possono essere semplicemente persone con idee diverse ma, nella migliore logica degli OdBcV e come insegna il “Goebbels-Beria – propaganda politica efficace”, devono essere fonte di ogni turpedine ed empietà.

Imho è una delle migliori zappe sui piedi per la causa che gli OdBcV dicono di voler sostenere, combattere i nazisti con i loro stessi metodi è il modo migliore per dimostrare che l’errore dei nazisti non era il comportamento ma la motivazione che giustificava il comportamento. Un ottima apologia di tali metodi e dei loro inventori. L’apologia del nazifascismo è anche questo, non solo lo scrivere uno stupido “viva il duce, viva il fuhrer”. Marchiare le persone è sbagliato se si fa per il motivo X ma è giustissimo se invece si fa per il motivo Y.  Il capo politico del partito Z che si lamenta dei giornalisti A, B, C commette attentati contro la democrazia o la difende a seconda di quanto piaccia o meno il partito Z. La “caccia al giornalista” è giusta se la fa Tizio, sbagliata se la fa Caio. La macchina del fango è giusta informazione se rivolta contro Tizio, “metodo Boffo” se invece viene preso di mira Caio.

Gli autori stessi del sito scrivono, chiaramente, nella pagina dove spiegano gli scopi del sito, che vogliono usare la marchiatura allo stesso modo dei nazisti, rendere le persone oggetto per starne alla larga, evitarle, emarginarle. Se non è apologia del nazismo quella…

Il creare un sito dove si possono denunciare pubblicamente i cattivi, con espressioni abbastanza ingiuriose, lo ritengo quindi, per i motivi sopra espressi, barbarie. Se qualche “cattivo” ha commesso reato o si ritiene lo abbia fatto, giudicarlo, e nel caso condannare, è la magistratura non un gruppo di autonominati paladini del ueb; quindi invece dell’equivalente digitale dello “scrivere sui muri” si prenda carta e penna e si vada a denunciare. Se invece il cattivo si è limitato ad esprimere le proprie idee senza commettere alcun reato, il reato, grave, lo state compiendo voi; sputtanare persone con espressioni ingiuriose sul web è reato, non è libertà di parola. E se per tale motivo verrete perseguiti, per favore non atteggiatevi a martiri della libertà di pensiero. Siete solo ultrà identici agli altri che volete condannare, l’unica differenza fra voi e loro son solo i colori della maglia.

PS

Come è capitato anche con le sentinelle in piedi, hanno fatto diffondere di più le loro idee le reazioni violente dei centri sociali e i tentativi di nazificare quattro persone che leggevano i libri. Quando c’è stata la protesta a Cagliari, protesta di 16 persone, SE_DI_CI, le foto della manifestazione sono state rilanciate continuamente da molti miei contatti su FB, per contestarle vero, ma con la controindicazione di diffondere anche le idee, delle sentinelle, che andavano a contestare. Si è parlato molto di quella che era una manifestazione di sole 16 persone e che senza la grancassa dei social non avrebbe meritato neppure un trafiletto nella cronaca locale.

 

Partigiani 2.0 o teppaglia N.0 ?

Stavo leggendo il commento del maestro riguardo ai fatti di cremona e c’è stata una frase riportata da lui che mi ha fatto drizzare i cappelli in testa.

Ho provato (l’autore dell’articolo citato NdR) a parlare con una persona che ha sostenuto, pur non partecipando, la manifestazione. Mi ha detto: “Penso che i giornali abbiano fatto il solito gioco, non mi pare una città terrorizzata dai manifestanti, quanto più dai nuovi gruppi neofascisti. E comunque i partigiani non hanno combattuto a parole. Sei contro pure i partigiani? Non trovo furbo rompere una vetrina perché ti danno dieci anni per devastazione e saccheggio ma rompere una vetrina è un atto simbolico”.

Quella riportata chiarisce molto bene come funziona la testolina di quelli che Yossarian chiama opliti del bene. Gente che crede che il ritenersi partigiani 2.0 permetta di fare tutti i loro porci comodi e ammantare di bontà e giustizia le loro azioni dimostrative.

Ci son da fare un paio di considerazioni: la prima: ma tarzan lo fa, siccome i neofasci neri sono idioti allora è giusto che anche i neofasci rossi possano fare gli idioti allo stesso modo.

Seconda cosa: dal punto di vista del diritto di guerra, i partigiani erano bande paramilitari che operavano in un paese in piena guerra civile dove le leggi erano sospese o quasi, ed erano persone che facevano azioni militari, sabotaggi, spionaggio etc. etc. E se beccati dal nemico potevano venire passati per le armi senza che ciò fosse una violazione delle convenzioni di Ginevra, convenzioni che tutelano i soldati membri di un esercito regolare e i civili disarmati.

In un paese non in uno stato di guerra civile invece il mantenimento dell’ordine pubblico, il far rispettare le leggi e il giudicare chi non le rispetta, è demandato agli organi istituzionali preposti e non a gruppi di privati cittadini.

Giocare a fare il partigiano significa giocare alla guerra civile, però se sei in guerra civile contro lo stato, le banche, la signora del terzo piano, poi non stupirti se lo scendono in guerra con te.  La guerra la può dichiarare solo una persona, vero, ma la cessazione delle ostilità deve essere concordata da tutti i partecipanti; lo stato di guerra civile non è qualcosa che si può accendere o spegnere a piacimento. E in guerra tutti sparano, tutti anche gli altri, quindi non stupirti se volano pallottole.

Qui ci sta benissimo una citazione della descrizione, fatta da Uriel, dell’anticontroboicottaro

    • La lotta come strumento a senso unico. Chiunque abbia fatto a pugni sa che in un conflitto l’avversario cerchera’ di colpirti, tanto quanto te, e se possibile di piu’. E chiunque abbia superato con successo l’adolescenza con le sue liti sa che se tu hai uno stuzzicadenti in mano mentre l’avversario ha una pistola, probabilmente morirai se gli rompi i coglioni. L’anticontroboicottaro, invece, ha sviluppato un’idea secondo la quale lui lotta mentre l’avversario deve (o dovrebbe) stare fermo. Allora, Cuba e’ nemica ideologica degli stati uniti, ma gli stati uniti sono malvagi se le fanno l’embargo anziche’ aiutare la loro economia. Eccerto: che cosa si aspettano da un nemico? Che ti aiuti?. Con la stessa mentalita’ vanno in piazza, sfasciano citta’, assaltano camionette e poi si scandalizzano se prendono un colpo in testa. Nessuno, a quanto pare, ha mai spiegato loro che una lotta si puo’ perdere. Si puo’ perdere se l’avversario e’ piu’ forte, se e’ piu’ furbo, se e’ piu’ intelligente, se e’ piu’ organizzato, a volte solo perche’ e’ piu’ violento.Ma questo semplice concetto, ovvero che una lotta NON garantisca di per se’ la vittoria, e’ troppo complessa per i loro stupidi cervellini.
    • La rivoluzione come vestito sempre alla moda. Diciamolo: se nessuno si fa male (vedi alla voce lotta) giocare ai rivoluzionari e’ una figata. Si vive a spese altrui nei locali occupati, si mangia a spese altrui con le sottoscrizioni, si scopa un sacco con la storia del corpo come territorio politico, ci si diverte a sfasciare le cose. Se non ci fossero eventi traumatici, come quel cazzo di tendenza dell’avversario a reagire, il gioco potrebbe durare per sempre. Cosi’, che bisogno c’e’ di risolvere davvero i problemi? Non e’ meglio se si incancreniscono, se le richieste sono volutamente impossibili ed esose in modo da rendere impossibile un accordo, cosi’ da continuare la lotta per sempre? Bene: tutte le richieste dell’anticontroboicottaro sono SEMPRE impossibili da realizzare, e SEMPRE inaccettabili per la controparte scelta. Questo non e’ un caso, e non e’ dovuto alla loro capacita’ di sognare, ma semplicemente alla loro determinazione a portare avanti all’infinito la festa della rivoluzione come vestito sempre di moda.

Se leggiamo nell’ottica della guerra civile quello che è avvenuto a San Carlo dall’Estintore è semplicemente: partigiano in battaglia si becca una pallottola in testa da un soldato. Sconvolgente, cosa mai capitata.

Terzo: ti ritieni in lotta contro uno stato fascista e oppressore e poi ti lamenti che lo stato fascista e oppressore cui dichiari guerra, si comporta da stato fascista e oppressore? Logica mon amour…