A bologna il sole splende anche sui gay…

mentre a milano(1), bigotta, no.

Questo è quello che ho pensato leggendo questa notizia:

Niente più giro di deleghe per andare a prendere il figlio a scuola o per parlare con educatori e insegnanti. Da quest’anno, le famiglie omosessuali con bambini iscritti agli asili nido o alle materne di Bologna hanno a disposizione un modulo diautocertificazione, che estende al partner i diritti del genitore biologico. Un sistema che, oltre a mettere sullo stesso piano i due genitori, di fatto semplifica parecchio la vita quotidiana delle famiglie arcobaleno.

Non vedo dove sia la novità. In tutte le scuole è possibile, per i genitori, indicare un adulto che ne faccia le veci e che possa agire come loro ed al loro posto. Adulto che può essere il nonno, la zia, un vicino di casa, la babysitter… Basta che sia maggiorenne. Si va a scuola, si firma la liberatoria e si consegna coppia dei documenti di identità. Quindi dove sarebbe il vantaggio specifico per le famiglie “arcobaleno”? e poi, anche se fosse, perché solo per le famiglie arcobaleno e non per le famiglie single, coppie di fatto in cui un partner non è genitore biologico del pupo?

Credo che il vantaggio sia per il sindaco di poter mettere al bavero, per scopi meramente elettorali, la spilletta ‘gay friendly’ spacciando come novità eclatante qualcosa che esisteva da tempi immemori. E questo mostra come il ‘gay friendly’ più che una lotta politica sia oramai facciata usata per fare pubblicità e marketing. Un poco come cruelity free,  vegan compatibile o bio nelle confezioni di alimentari. Non pensavo esistessero carote vegan cruelity free…

Lo svantaggio invece quale sarebbe? che si perde tempo a discutere di queste stupidaggini e si perde di vista il vero nocciolo del contendere.

(1) A milano il sole non splende neppure sugli etero se per quello… 😀

 

 

Teorie gender, controesempio

Stavo leggiucchiando qualcosa riguardo alle teorie gender quando mi son imbattuto nella recensione di questo libro che parla della storia di David Reimer la cui biografia, tratta da wiki, è riportata sotto.
Brevemente David, nato maschio perse, a 7 mesi, il pene a causa di un incidente operatorio e, seguendo le teorie di genere del dott. Money, venne cresciuto come una bambina. Però l’esperimento è fallito, nonostante operazioni, ormoni etc. etc. non si è riusciti a trasformare Bruce in una bambina.
E il fiasco prova che non è possibile influenzare con l’educazione quello che uno sente dentro, anzi un educazione discordante fra i sentimenti di una persona e il ruolo che essa deve svolgere può essere causa di nevrosi.
In parole povere non è possibile trasformare un etero in un omosessuale con l’educazione e viceversa, non è possibile trasformare un uomo in una donna. Cosa che disturba alquanto tutta la comunità che si è raccolta dietro tali teorie fuffa e che, le difende a spada tratta, usando tonnellate di retorica politically correct.

David Reimer

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

David Reimer, nato Bruce Peter Reimer (Winnipeg, 22 agosto 1965 – Ottawa, 5 maggio 2004), è stato un cittadino canadese che, nato maschio, dopo la nascita fu sessualmente riassegnato al sesso femminile a causa della perdita del pene durante una maldestra operazione di circoncisione. Lo psicologo John Money (1921-2006) seguì clinicamente il suo caso, guidando Reimer verso l’accettazione della condizione sessuale femminile. Money dichiarò che la terapia ebbe esito positivo: Reimer apprese la nuova identità di genere. Tuttavia il sessuologo Milton Diamond scoprì[1] che Reimer non si identificò mai con una donna e che dall’età di 15 prese a vivere come un uomo. Reimer stesso volle che la sua storia fosse resa pubblica affinché a nessun altro capitasse quello che era capitato a lui. Morì suicida nel 2004[2].Biografia

Bruce Reimer nacque, insieme al fratello gemello Brian, a Winnipeg (Canada). All’età di sei mesi, stante la difficoltà di entrambi di urinare, fu loro diagnosticata la fimosi, una condizione medica per la quale il glande è completamente coperto dal prepuzio. Fu deciso di circonciderli. L’operazione, eseguita il 27 aprile 1966, fu eseguita attraverso la bruciatura (cauterizzazione) dello strato di pelle che causava la fimosi. I due medici che non avevano mai adottato tale tecnica sul pene, sottoposero per primo all’operazione Bruce. Il risultato fu che il suo organo sessuale fu irrimediabilmente danneggiato. I medici decisero di non eseguire la pratica sul fratello Brian, che fu curato in altro modo.

I genitori di Bruce, preoccupati per la futura vita sessuale del figlio, decisero di portarlo in cura negli Stati Uniti. Avevano visto, alla televisione canadese, un’intervista allo psicologo John Money (dell’Ospedale Johns Hopkins diBaltimora), nella quale egli aveva illustrato la sua teoria sul genere maschile e femminile[3]. Money era uno dei principali sostenitori della Teoria della neutralità di genere, secondo la quale l’identità sessuale si sviluppa in base al contesto sociale (quindi è appresa) nell’infanzia e può essere modificata attraverso opportuni interventi.

John Money aveva una vasta esperienza nel trattamento dei pazienti intersessuati. Egli riteneva che i bambini nati con organi sessuali non chiaramente maschili potessero essere indirizzati verso l’altro sesso. Secondo Money tale trattamento poteva essere applicato anche a Bruce Reimer. Indicandolo come il modo migliore per garantire la felicità del bambino, consigliò ai genitori di modificare chirurgicamente i suoi organi genitali, trasformandoli da maschili in femminili, e di crescerlo come una femmina.[4]

All’età di 22 mesi Bruce fu operato da un’équipe di chirurghi del Johns Hopkins: gli furono amputati i testicoli, poi furono suturati “il funicolo e i vasi che nell’età adulta avrebbero avuto la funzione di portare lo sperma all’uretrarecisa. Nel rinchiudere lo scroto”, i chirurghi, agli ordini di Money, modellarono “una rudimentale vagina esterna”.[3]

Successivamente Bruce fu seguito nel suo sviluppo evolutivo secondo un programma di “riassegnazione”: egli doveva imparare a convivere con il suo nuovo genere sessuale. Fu rinominato Brenda ed educato come una bambina. Money lo visitò una volta all’anno per circa dieci anni. Il caso di Brenda era particolarmente interessante dal punto di vista scientifico per due motivi: innanzitutto aveva un fratello gemello, Brian. Si poteva così parametrare il suo sviluppo con quello di Brenda, i quali condividevano lo stesso patrimonio genetico e lo stesso ambiente familiare; in secondo luogo, era il primo caso di un riassegnamento condotto non su un soggetto che portava malformazioni congenite o prenatali, ma che era nato con organi sessuali normali.

John Money, sicuro che il trattamento avesse avuto successo, lo riportò nei suoi scritti come “il caso di John/Joan”. Il caso dimostrava che la Teoria della neutralità di genere era corretta. Brenda aveva sviluppato un’identità femminile. Lo psicologo si era basato anche sulle dichiarazioni dei genitori, che riferivano di comportamenti diversi dei due gemelli. Purtroppo i genitori di Brenda avevano mentito.

Reimer non era mai riuscito a vivere come una bambina, come testimonia la sua autobiografia.[5] Egli non pensò mai di essere una femmina. Visse invece tutte le angherie ed i soprusi che subiscono i bambini che non sono accettati dal gruppo: fu vittima di bullismo. Neanche gli estrogeni, che gli furono somministrati per fargli crescere il seno, indirizzarono il suo sviluppo. All’età di 13 anni Reimer iniziò a pensare di togliersi la vita ed espresse il desiderio di non vedere più il dottor Money. Il cambiamento di genere si era rivelato un fallimento, sia sul piano teorico sia su quello pratico.

Finalmente, nel 1980 i suoi genitori gli dissero la verità: seguendo il consiglio dello psichiatra di Brenda, gli parlarono del riassegnamento di genere[4]. A 14 anni Reimer decise di assumere un’identità maschile, cambiando il suo nome in David. Nel 1997 completò il ciclo di operazioni, che compresero: iniezioni di testosterone, doppia mastectomia e due interventi di falloplastica. Il 22 settembre 1990 David si sposò con Jane Fontaine.

La sua storia salì all’attenzione internazionale nel 1997, quando una ricostruzione del suo caso fu pubblicata dal sessuologo Milton Diamond[1]. Successivamente Reimer decise di rendere pubblico il suo vissuto raccontandosi allo scrittore John Colapinto. Ne uscì un vivido ritratto, pubblicato nel dicembre dello stesso anno sulla rivista a larga diffusione «Rolling Stone». Colapinto scrisse anche un libro, As Nature Made Him: The Boy Who Was Raised as a Girl [6]. Il libro, uscito nel 2000, smascherò Money e rivelò al mondo il fallimento del suo metodo[4].

Nel 2002 David perse il fratello gemello, morto suicida con un’overdose di antidepressivi. Il 2 maggio 2004 la moglie gli annunciò l’intenzione di separarsi. Due giorni dopo David si suicidò con un colpo di fucile. Aveva 38 anni.

Adozioni e omosessuali, facciamo chiarezza

Personalmente credo che difendere una causa, che può essere anche giusta e condivisibile, dicendo troppe balle o lanciandosi in troppe libere interpretazioni sia, alla lunga, alquanto controproducente.

Controproducente perché quando i nodi vengono al pettine le troppe “libertà” possono inficiare tutti gli argomenti, anche i più sensati e fondati, a favore della causa. Come dire: se Tizio viene riconosciuto come bugiardo d’istinto si tenderà a diffidare di qualsiasi affermazione fatta da Tizio per quanto corretta e sensata possa apparire.

Uno degli argomenti a favore del matrimonio (e dell’adozione) omosessuale riguarda la gestione degli eventuali orfani.

Una delle storie tirate fuori più frequentemente è che se Tizio e Caio vivono assieme e Tizio muore, Sempronio il figlio di Tizio, ma non del compagno Caio, verrà messo in istituto o dichiarato adottabile perché Caio è legalmente un estraneo per Sempronio.

La storia è verosimile e vera solamente in parte. In primo luogo l’adozione non è un diritto della coppia o della persona ma è un sistema per mettere un minore in situazione di disagio, od orfano, in una situazione migliore. E spesso la soluzione migliore per un minore, non neonato, è l’essere affidato a qualche adulto che fa parte della familiarità del minore, una parente, un amico dei genitori, i nonni. E la ratio di ciò è il non costringere il minore a non cambiare ambiente cui è già inserito.

Ciò è previsto dalla legge in quanto in tali casi è possibile l’impiego della così detta adozione non legittimante, ovvero il minore non tronca con la famiglia d’origine, semplicemente viene affidato ad un adulto che viene nominato suo tutore. (art. 44 della Legge sull’adozione (n. 184/1983))

La legge prevede esplicitamente all’articolo 44

44. 1. I minori possono essere adottati anche quando non ricorrono le condizioni di cui al comma 1 dell’articolo 7:
a) da persone unite al minore da vincolo di parentela fino al sesto grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo, quando il minore sia orfano di padre e di madre; (…)
3. Nei casi di cui alle lettere a), c), e d) del comma 1 l‘adozione è consentita, oltre che ai coniugi, anche a chi non è coniugato. Se l’adottante è persona coniugata e non separata, l’adozione può essere tuttavia disposta solo a seguito di richiesta da parte di entrambi i coniugi.

Direi quindi che l’essere omosessuali e l’avere un rapporto stabile e duraturo con il minore e con il suo genitore biologico permette, ai sensi della legge sulle adozioni sopra citata, al coniuge del genitore biologico, nel caso di assenza o indegnità dell’altro genitore biologico, l’adozione, non legittimante, del minore.

che per inciso è anche l’adozione che viene usata nel caso in cui il coniuge voglia adottare i figli dell’altro coniuge.

Quindi perché impietosire la gente raccontando storie strappalacrime di minori, che alla morte del genitore vengono piazzati in istituto e poi messi a spalare carbone per 16 ore al giorno? Perché non chiedere il rispetto della norma sulle adozioni e che, in caso di convivenza come è giusto che sia, venga valutato se sia opportuno far rimanere il minore con un adulto con cui ha avuto un preesistente rapporto stabile e duraturo? Ciò che si chiede è banalmente il rispetto della legge e del suo spirito.

Raccontare storie romanzate strappalacrime non serve, al più servirebbe chiedere che i servizi sociali e la magistratura minorile svolga bene il suo lavoro.

Già che ci siamo parliamo anche dell’altro tipo di adozione: quella legittimante, il minore diventa in tutto e per tutto figlio dei nuovi genitori troncando con la famiglia d’origine.

Fermo restando che l’adozione è un sistema per porre il minore in una situazione migliore rispetto a quella cui ha avuto la sfortuna di trovarsi e non un diritto delle coppie sposate, vediamo i due casi:

Minori italiani adottabili: il loro numero è talmente ridotto rispetto al numero di coppie potenzialmente adottabili che il problema: o coppia omosessuale o istituto praticamente non si pone.

Adozioni internazionali: la situazione è complicata in quanto occorre sia l’approvazione del tribunale dei minori italiano che il nulla osta dello stato estero, e lo stato estero potrebbe vietare l’adozione a single od omosessuali. Non è solo una questione di legislazione italiana e di ciò che essa permette.

Ecco perché riguardo alla questione matrimonio civile per gli omosessuali la questione adozione è secondaria e per di più viene, imho, anche affrontata male rendendola un punto fermo quando invece è un dettaglio.

Un pezzo magistrale di mattia butta

fonte: http://www.butta.org/?p=16522

Spendo ancora due parole sul diritto d’espressione per essere quel cicinin più chiaro.

Un paese democratico funziona così: chiunque ha la libertà di esprimere liberamente il proprio pensiero, la gente ascolta (?), riflette (??) e poi decide da che parte stare.

Se tu ritieni che una persona dica una stupidaggine non gli tappi la bocca, ma dici perché secondo te è una stupidaggine.
Perché tappare la bocca è il modo con cui si mette freno alle stupidaggini in un regime, mentre il metodo che usa la democrazia è dare libertà a tutti di esprimersi, così che chiunque possa smontare la stupidaggine.

(…)

Per questo la legge mancino e la pdl scalfarotto sono abomini degni di un regime e non di uno Stato democratico. Oggi ti vietano di esprimere idee razziste o contro una religione (a proposito, se io fondo la religione dei carnivori poi posso chiedere che tutti i vegani vengano messi al gabbio? no, giusto per far capire come sono idiote certe leggi). Domani ti vietano di esprimerti contro il matrimonio ghei. Dopodomani?

State dunque attenti a chi propone di tappare la bocca al vostro nemico per non farvi più sentire quello che non vi piace sentire. Dovete aver paura di gente così, dovete scappare da chi vi offre questa opzione.
Vi sta mettendo in gabbia, perché se accettate che oggi sia vietato esprimere un’opinione a voi avversa domani potrebbe arrivare qualcuno per cui l’opinione da vietare è la vostra.

(…)

Non avrei saputo esprimere meglio perché fra bigotti liberali e non violenti e  fascisti truccati da progressisti che in nome di un non meglio precisato bene comune pretendono di sostituirsi alla legge, preferisco i primi.

pensiero sull’omofobia

Riccardo R***• 19 minuti fa
Detesto la parola “omofobia”. Qui non c’è nessuno che ha “paura” degli omosessuali.
Il matrimonio non è un “diritto umano” proprio dell’individuo, come il diritto alla vita, alla salute ecc. Nessuno vuole vietare a nessuno di vivere insieme a una persona.
Il matrimonio è un “diritto civile”, ovvero qualcosa che una società ritiene che meriti una tutela o un ordinamento e che quindi la istituzionalizza e la norma. Il fatto che un’unione non sia istituzionalizzata non significa che sia vietata. Per lo stato non esistono le amicizie, ciò non vuol dire che non si debbano avere amici.
Chi decide cosa debba e cosa non debba essere istituzionalizzato? La società, il sentire comune. Per questo credo che, come ha scritto ligabo, ci vorrebbe un referendum per tagliare la testa al toro.
Ma anche questo dovrebbe essere vissuto con serenità, perchè qualunque sia l’esito, questo non determinerebbe la presenza o meno di un divieto a fare qualcosa, ma la semplice istituzionalizzazione di quella cosa.
Il matrimonio dovrebbe essere visto come il diritto di voto; in nessuno stato esiste i suffragio universale: i minorenni non possono votare! E’ questo un motivo per essere tacciati di “pedofobia”, di lesione dei diritti dei minori? Certo che no. Chi stabilisce la maggiore età? La società, il sentire comune, che istituzionalizza l’età in cui un individuo può generalmente ritenersi in grado di fare una scelta politica, di guidare un auto, di rispondere penalmente delle sue azioni. A quanti anni corrisponde? 21? 18? 16? Chi può dirlo. Si vota e si vede. Senza che qualcuno debba essere accusato di discriminare i 16enni se si pensa che la maggiore età vada benissimo a 18 o debba essere alzata a 21.
Penso che la questione “matrimoni gay” andrebbe affrontata in questo modo.
da: https://disqus.com/home/discussion/fattoquotidiano/matrimoni_gay_piu_che_le_sentinelle_in_piedi_contesterei_il_governo#comment-1623662919

Molto condivisibile e chiarisce la differenza fra diritto umano (o diritto intrinseco della persona, vita, salute, libertà di espressione…) e diritto sociale (o diritto che la società riconosce a certi suoi individui, matrimonio, voto…)

la migliore risposta alle sentinelle in piedi…

Una sana perculata come quella svolta da Giampietro Bellotti

grande-dittatore-si-traveste-contro-protesta-protesta-bergamo-giampietro-belotti
che fa da sentinella in piedi vestita con lo stesso costume de “il grande dittatore” di charlie chaplin. Mettendoli in maniera pacifica e non violenta alla berlina. Anni luce avanti rispetto alle solite, ritrite, azioni da opliti del bene contro tutte le discriminazioni dei centri sociali e i mille distinguo della comunità omosessuale per cercare di essere contemporaneamente per la libertà di pensiero e contro le sentinelle in piedi.

Spiace che sia stato arrestato per apologia di fascismo, c’è da augurarsi che la sua azione finisca con un nulla di fatto dal punto di vista penale anche se vista la magistratura italiana non si può mai sapere.

 

Sentinelle in piedi, omofobia e fascismo 2.0 – seconda parte


Una delle caratteristiche dei totalitarismi era quello di radicalizzare lo scontro e di abbattere gli avversari colpendoli anche nella reputazione divulgando notizie diffamanti, che poi fossero vere o false poco importava(1), affinché non venissero riconosciuti come semplici avversari ma come nemici acerrimi fonte di ogni nefandezza e contro i quali si doveva lottare strenuamente senza se e senza ma.

Questo modus operandi, caricare di nefandezze l’avversario in maniera tale da rendere impossibile alcun tipo di trattativa ma solo una strenua lotta d’opposizione, si è propagato fino ad oggi, si cerca di demolire la reputazione dell’avversario avvicinandolo magari a grandi movimenti politici che hanno causato grossi casini cioè fascismo, nazismo e comunismo; la scelta del movimento da attribuire dipende sia dalle simpatie politiche attuali che da quelle del nemico da abbattere.

Comportamento tutto sommato stupido per due motivi: il primo è che se tutti son fascisti allora nessuno è fascista, il temine fascista viene svuotato del suo significato originario e finisce ridotto a semplice insulto come “coglione” o “stronzo”. A furia di urlare continuamente “al fascista”(2) si rischia di finire come nella celebre favoletta “al lupo al lupo” e quando arriva, realmente, il lupo nessuno ci crede. Vent’anni di allarme di fascismo prossimo venturo significa che al prossimo allarme fascismo la risposta sarà uno sbadiglio ed un “siamo alle solite”.

E il secondo motivo è: se per un caso o per un altro (vedi governo letta) devi accordarti con il nemicissimo rischi di finire epurato a chi ha interesse a dimostrarsi più puro di te (vendola, salvini, grillo) e di trovarti parte dei tuoi sostenitori che ti considerano un venduto traditore.

Conclusione: un comportamento politicamente stupido che porta più danni che vantaggi.

Tutto questo pippone per parlare di un messaggio su faccialibro che mi ha fatto pensare abbastanza. Il messaggio è questo:

screenshoot1

Leggendo il messaggio possiamo porci il dubbio se si tratti di un fake fatto per diffamare le sentinelle oppure se si tratti di un messaggio genuino.

Se è un messaggio genuino  significa che l’avversario è affetto da stupidità patologica. Fare apologia di nazismo per sostenere le proprie tesi è una delle mosse politicamente più imbecilli che si possono fare, soprattutto perché l’autore del messaggio dimostra di non conoscere il contenuto del “mein kampf” e ignora che in quel testo di omosessualità non se ne parla proprio(3). E un avversario che soffre di stupidità patologica lo disintegri in qualsiasi dibattito purché il pubblico abbia un QI a doppia cifra. Basterebbe considerare le loro manifestazioni chiassate folkloristiche e chiuderla lì, in pochissimo tempo si faranno fuori da soli(4).

Invece se siamo nel primo caso: fake per denigrare, ci sono due gravi errori. Il primo è la solita reductio ad hitlerum che oramai non convince a nessuno e anzi denuncia una drammatica mancanza di argomentazioni a favore. Se si deve approvare il matrimonio omosessuale perché se no è fascista vuol dire che, come argomentazioni a favore, siamo abbastanza scarsi. La seconda, più grave, è il volersi atteggiare ad antifascisti usando metodi fascisti cioè il denigrare la persona (o il movimento) invece che contestargli le idee. Molto coerente non c’è che dire.

Infatti qui ci sono alcuni commenti comparsi a seguito di quel messaggio, da notare la pacatezza e la morigeratezza di quelli evidenziati, ennesima prova che la cosa più equamente suddivisa nel mondo è l’idiozia.

screenshoot2

L’ultimo è il migliore “esistono le molotov per loro”… A voler malignare si potrebbe dire (e sinceramente lo spero) che anche quello sia un fake creato per infangare. Altrimenti la questione è grave; sciroccati che invocano le molotov per colpire chi, pacificamente, manifesta idee che a loro non vanno a genio. Ovvero fascisti doc, anche se hanno la camicia hawaiana invece di quella nera.

PS

Adinolfi mi sta alquanto sulle balle, lo considero, al pari di Ferrara, uno che sfrutta il cattolicesimo solo per farsi pubblicità però, finché si rimane nel recinto delle leggi e della costituzione, lui ha tanto diritto di manifestare le sue idee quanto ne ha Scalfarotto. Preferirei non vivere in un paese dove un autonominatosi comitato degli ulema si mette a sindacare su quali argomenti sia lecito manifestare e quali invece debbano essere taboo.

(1) Goebbels, ministro della propaganda del Reich, era un maestro in questo.

(2) Umberto Eco tracciò un futuro a tinte foschissime se berlusconi avesse vinto le elezioni del 2001. Oggi si può dire che prese una cantonata colossale perché, come moltissimi pseudo intellettuali italiani, confonde il proprio ombelico e la realtà. Il suo articolo “per chi suona la campana” è emblematico di cosa l’intellettuale italiano creda di essere: l’unico che capisce come funziona il mondo. Peccato che quanto il professore avesse previsto non si sia realizzato.

(3) Ernst Rohm, capo delle SA, era notoriamente omosessuale. Le persecuzioni contro gli omosessuali partirono dopo che Hitler prese il potere anche per accreditarsi verso la buona società tedesca del tempo.

(4) Movimento dei forconi ad esempio.

 

Sentinelle in piedi, omofobia e fascismo 2.0

Le sentinelle in piedi sono un movimento di persone che protestano contro le proposte di legge e le leggi che estenderebbero agli omosessuali alcune possibilità attualmente limitate alla coppia uomo donna come il poter stipulare un contratto di tipo matrimoniale oppure il poter adottare.

Le loro “proteste” consistono nello stare fermi in mezzo alle piazze leggendo dei libri, nulla di violento quindi, le proteste sono assolutamente pacifiche, e già questo forse disturba qualcuno che desidererebbe ardentemente dei martiri per la causa.

Quello che invece  mi fa pensare invece sono le reazioni isteriche e scomposte dell’altra fazione, quella che invece sostiene che vengano esteso anche alle coppie di uno stesso sesso la possibilità di stipulare un contratto di tipo matrimoniale e che le coppie omo vengano equiparate in tutto e per tutto con le coppie etero.  In prima istanza questa seconda fazione dovrebbe essere quella mentalmente più aperta e pronta al confronto, d’altronde si richiamano anche a grandi leader della non violenza come M.L. King o il sempreverde Gandhi, ma in realtà il loro sogno proibito penso sia un tizio con i baffetti. Parlano di battaglia di idee eppure sono i primi a chiedere il bastone contro chi non la pensa come loro e invece di partecipare ad uno scontro fra idee preferiscono tirar fuori il bastone.

Per rendersene conto basta leggere tale titolo: “Omofobia, veglie in 100 piazze delle ‘Sentinelle in piedi’ contro il ddl coppie gay” vorrei sapere cosa c’entra l’omofobia, oramai diventata, alla pari del femminicidio, parola jolly buona per vincere qualsiasi dibattito.  Manifestare, pacificamente, contro una legge o una proposta di legge che non si condivide, purché non si cada nell’apologia di reato è perfettamente lecito e legittimo; anzi è un caposaldo della democrazia e della liberalità. Sì, uno che manifesta per l’abolizione della legge che sanziona l’omicidio o i rapporti con minori di 14 anni può disturbare ma è perfettamente lecito, ed è meglio per tutti che lo rimanga. L’alternativa è un totalitarismo dove si potrà manifestare solo per quello che lo stato ritiene sia giusto e non per le proprie idee, per quanto esse possano non essere condivisibili dalla maggioranza.

E fra bigotti liberali e  fascisti truccati da liberali sinceramente preferisco i primi.

 

Arte, provocazione, idiozia

Stavo leggendo le polemiche riguardo al manifesto della mostra organizzata dal movimento per la libertà omosessuale Lgbt e patrocinata dal Comune. Nella locandina della Mostra Internazionale d’Arte Lgbte “La Grande Battaglia Trova Esito“, compare l’immagine di una donna grassa e nuda che calpesta un’immagine religiosa.

Ho visto l’immagine e sinceramente la trovo semplicemente brutta, non capisco cosa significhi e quale sia il suo senso oltre la mera provocazione. Ovviamente c’è stato il solito codazzo di polemiche, utili ad attrarre i riflettori, fra chi vuole un arte “irresponsabile” e provocatoria e chi invece vede nell’immagine solo una provocazione gratuita e senza nulla di artistico.  Propendo per la seconda ipotesi, mi sa che in questo caso son caduti nella fallacia del: siccome l’arte è provocatoria se qualcosa è provocatorio allora è arte. Fallacia che si smonta in 5”; “Froci di merda al rogo” scritto con la bomboletta sul muro davanti all’arcigay è provocatorio? direi di sì, soprattutto per la comunità LGBT, quindi secondo il ragionamento fallato di prima sarebbe arte e come tale dovrebbe essere tutelata e apprezzata.

Vedendo l’immagine ho pensato che la comunità LGBT in realtà viene usata come carne da cannone per scontri politici con la chiesa cattolica e come la carne da cannone, una volta che ha svolto il suo ruolo, viene accantonata con due medagliette del cavolo pronta per andare a farsi macellare alla prossima battaglia. Molte delle manifestazioni della comunità LGBT ironizzano pesantemente le cerimonie religiose cattoliche (la frocessione, la queeresima), manifestazioni che possono apparire anche mere provocazioni gratuite, come quelle che compie il ragazzino che scrive una bestemmia sui muri con una bomboletta. Perché cercare uno scontro a tutti i costi? perché disegnare la chiesa cattolica come una emanazione diretta di Sauron? perché riconoscere tutto questo potere politico alla chiesa (vista come istituzione) invece di ignorarla(1)?

La risposta potrebbe essere che la chiesa discrimina gli omosessuali e si oppone al matrimonio omosessuale, alle adozioni omosessuali etc. etc. ma mi sembra una difesa molto labile. La chiesa si oppone anche al sesso prematrimoniale, alle orge ed alla pornografia eppure pornopride non ne ho visto. E non è solo la chiesa l’unico oppositore, e quindi la questione è: “si lotta per l’idea o contro qualcuno che ha un idea opposta”?

La questione non è oziosa e spiega, ad esempio, come mai a tutt’oggi non c’è il matrimonio omosessuale, si poteva lottare per l’idea e quindi seguire la via Zapatero: leggina, magari presentata da un politico di riferimento della comunità LGBT, che stabilisce che l’essere dello stesso sesso non è causa ostativa alla celebrazione di un contratto di cui agli articoli XXX e seguenti del codice civile. Oppure si lotta contro un altra idea, la famiglia tradizionale, ma, in tal caso, il problema è cosa metterci al suo posto. Il casino matrimonio omosessuale è emblematico, se si chiede a tre sostenitori del matrimonio omosessuale cosa desiderano e cosa intendono si ottengono quattro risposte diverse. In quelle condizioni l’insabbiare tutto è facilissimo.

Un ultima nota: ci son state polemiche ma non c’è stato alcuna violenza a seguito di tale provocazione, a differenza di altri casi con altre religioni, vedi le vignette sataniche danesi. Volevano apparire martiri e invece appaiono solo cafoni; una bella zappa sui piedi per il movimento. Dovrebbero iniziare a lottare per e non fare le pedine usate da altri per andare contro.

(1) Paradossalmente il fatto che urlino che la chiesa ha tantissimo potere e muove tanti voti significa urlare che per guadagnare quei voti bisogna appiattirsi sulla chiesa. Uno spot niente male per la chiesa.

Omoidiozia

Stavo leggendo, e commentando, quello che è capitato in quel di taranto dove un cameriere, che forse voleva fare il simpatico, ha fatto una solenne cappellata.

Campagne pugliesi, fine luglio. Ulivi, luci soffuse e un “trattamento particolare” specificato dal cameriere nella comanda elettronica inviata al pizzaiolo. Gli amici mangiano, bevono e prendono il caffè. Poi arriva il momento di pagare: 52,50 euro per pizza, birra e caffè. Prezzo corretto, il conto non è salato. Ma amaro sì. Perché nello scontrino le ordinazioni sono riportate così come chi serviva al tavolo le aveva inviate tramite il palmare. Con una specifica per chi era in cucina: “Una pizza no pomodoro sì mozzarella, una pizza primavera e una con funghi porcini. Mi raccomando so ricchioni”.

I quattro ragazzi omosessuali hanno chiesto immediatamente spiegazioni al titolare del locale, che si trova nelle campagne tra Maruggio e Campomarino, nel Tarantino. “Ci ha chiesto scusa, anche a nome del cameriere. Poi ci ha telefonato il giorno dopo – ha raccontato uno dei quattro al sito BrindisiOggi.it – dicendo che aveva allontanato il dipendente. Ma in quel locale, comunque, non ci torneremo più”

La questione per me è semplice: un cameriere ha offeso gratuitamente dei clienti del suo locale, comportamento alquanto sciocco e decisamente poco professionale. E per questo ritengo sia giusto che sia stato allontanato dal locale così come ritengo giuste le scuse del gestore.

Inoltre ritengo che  l’epiteto usato per prendere in giro i clienti sia puramente accidentale poteva scrivere “ricchioni” come “negri”, “ladri”, “gobbi di merda” che la posizione del cameriere non si sarebbe spostata di un millimetro; in un locale pubblico non devi prendere in giro i clienti, stop. Come o perché non importa, è un comportamento grave sempre e comunque.

Protestare che ha usato un insulto omofobo invece lo vedo un poco controproducente, potrebbe dare l’impressione che prendere in giro i clienti omosessuali, perché omosessuali, sia più grave di prendere in giro i clienti “diversamente pigmentati” perché diversamente pigmentati o clienti in sovrappeso perché in sovrappeso. Lo vedo come un voler fare da sommelier di merda; annusare tutte per vedere quale sia quella più fragrante.