Il valore dei nemici…

Stavo pensando a quel detto secondo il quale un uomo – o una idea – si valutano anche in base ai suoi nemici: Ezio aveva Attila. Carlo V aveva Francesco I. Napoleone aveva Wellington. Antonio Gramsci aveva Mussolini. Roosevelt, Stalin e Churchill avevano Hitler. Togliatti aveva De Gasperi. Kennedy aveva Krusciov. La sinistra italiana, a quanto pare, aveva Sbirulino e Raimondo Vianello e i 5stelle hanno Capitan Findus e il Mocio Vileda

parzialmente modificato da Toscano Irriverente

Chi ha eletto virginia raggi?

Stavo vedendo del pasticciaccio di Roma, e, nelle discussioni, è saltato fuori il contratto firmato dalla Raggi e dai candidati del movimento (qui una copia scaricata da: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma/codice_comportamento_M5SRoma.pdf. Contratto che prevede una penale di 150K euro di multa e dimissioni immediate se chiesto dal direttorio.

Ciascun candidato si dichiara consapevole che la violazione di detti principi comporta l’impegno etico alle dimissioni dell’eletto dalla carica ricoperta e/o il ritiro dell’uso del simbolo e l’espulsione dal M5S e che pertanto a seguito di una eventuale violazione di quanto contenuto nel presente Codice, il M5S subira’ un grave danno alla propria immagine,che in relazione all’importanza della competizione elettorale, si quantifica in almeno Euro 150.000.

Ci son due spunti interessanti: il risarcimento di 150K euro è legittimo? L’altro è l’impegno etico alle dimissioni; nessuno, salvo pochi casi precisi previsti dalla legge, può imporre a chi viene eletto ad una carica elettiva di doversi dimettere. Per molti grillini la giustificazione di tale impegno è che le persone non hanno votato la persona virginia raggi ma il movimento a 5 stelle e quindi la legittimità della raggi come sindaco di roma non deriverebbe dalla sua elezione da parte degli elettori ma dall’essere stata scelta dal moVimento e dalla vittoria del moVimento nelle elezioni comunali.

Non è una questione di poco conto ma apre molti spunti di discussione interessanti sul rapporto fra elettori, eletti e partiti. Quanto deve pesare la persona e quanto il partito? Terra terra, se il pacchetto di voti è del partito e non della persona allora è giusto che il partito possa cambiare il suo portavoce. Come capita nel caso delle società per azioni: l’azionista nomina, per presenziare alle assemblee, la persona che più gli aggrada e le da mandato di votare per il proprio pacchetto di azioni. E il delegato può essere cambiato come e quando si vuole. Il delegato è legittimato dal pacchetto di azioni dell’azionista. Di contro invece se i voti li ha presi la persona, il sindaco viene eletto direttamente, non viene nominato dal partito dopo le elezioni, la persona è legittimata dagli elettori non dal partito; il che significa poter legittimamente mandarlo a cagare e continuare a governare, se non viene sfiduciata dal consiglio, nonostante gli strepiti del partito.

La prima questione quindi è: chi ha legittimato la Raggi come sindaco? Ovviamente è impossibile sapere se Tizio ha votato Virginia Raggi perché voleva votare il moVimento e avrebbe votato anche Renzi se candidato per gli stellini, o se ha votato la Raggi perché convinto da lei. Però siccome si vota il sindaco direttamente e non il partito che poi, se vince le elezioni, indicherà il sindaco direi che son stati gli elettori a legittimare la Raggi ergo la pretesa delle dimissioni è sbagliata.

A margine, tornare ai partiti che contano i voti e poi decidono come dividersi incarichi e poltrone nominando chi deve occuparle significa tornare alla classica partitocrazia dell’epoca democristiana. Un clamoroso ritorno al passato per un partito che voleva essere il nuovo.

La seconda questione è un eventuale recall; dal codice etico

c) Il Sindaco, ciascun Assessore e ciascun consigliere sarà ritenuto gravemente inadempiente laddove,
secondo il principio della democrazia diretta, detto “recall”, già applicato negli Stati Uniti: i) almeno 500
iscritti al MoVimento 5 Stelle alla data del 31/12/2014, residenti in Roma e nelle zone sotto la competenza
territoriale di Roma Capitale, abbiano motivatamente proposto di dichiararlo gravemente
inadempiente; ii) la proposta sia stata approvata mediante votazione in rete a maggioranza dagli iscritti al
MoVimento 5 Stelle al 30/6/2015 residenti in Roma e nelle zone sotto la competenza territoriale di Roma
Capitale.

vale quanto scrissi qui sul recall degli onorevoli

Si potrebbe avanzare l’obiezione che il recall non debba essere deciso da tutti gli elettori ma solo dagli attivisti iscritti, ma in questo caso casca l’asino: chi garantisce che Tizio sia stato eletto solo dai voti degli attivisti, attivisti che magari sono 100 e i voti di tizio 1.000? minimo sarebbe opportuno che si pronunciasse chiunque l’abbia votato ma, per ovvi motivi, è impossibile sapere chi ha votato chi.

Perché Beppe dovrebbe decidere del mio voto?

La terza invece è la prova provata che uno vale uno, e gli alti un cazzo…

b) Il Sindaco, ciascun Assessore e ciascun consigliere assume altresì l’impegno etico di dimettersi qualora sia ritenuto inadempiente al presente codice di comportamento, al rispetto delle sue regole e dei suoi principi e all’impegno assunto al momento della presentazione della candidatura nei confronti degli iscritti al M5S, con decisione assunta da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio o dagli iscritti M5S mediante consultazione online. 

Chi garantisce la correttezza e la validità delle votazioni on line? come è possibile fare una riconta? come si può provare che i voti non siano dovuti a bot o a giochini con i database? Se il sindaco deve governare come dice Beppe allora sarebbe più corretto che Beppe si candidasse, prendesse lui i voti e ci mettesse direttamente faccia e culo invece di governare, lui, per interposta persona.

Ultima questione il risarcimento, sarei proprio curioso di sapere quanto sia costituzionale un contratto in cui un eletto si impegna a votare come deciso dai capoccia del (non) partito, decisioni prese non si capisce come o con quali sistemi democratici interni, pena il dover risarcire il partito con 150K euro.

La Taverna aveva ragione; Roma è stata un trappolone per far esplodere tutte le contraddizioni dei grillini e mostrare come la loro idea pasticciata di politica, un mix di infantile idealismo e discorsi “de panza” porti al disastro.

Sacra tecnica della “culona inchiavabile”

Tutte le volte che il governo Berlusconi stava affrontando qualche passaggio critico, puntualmente usciva qualche polemichetta su cose fatte o dette dal cavaliere, come la celebre telefonata in cui definiva la Merkel “culona inchiavabile”, e si parlava di quello, solo di quello, sempre di quello invece che delle azioni del governo.

A quanto pare il cavaliere ha trovato un degno allievo; adesso si sta parlando e ci si sta scandalizzando per la “lobby dei malati di cancro“, polemiche utili a nascondere la porcheria reale, ovvero che andando contro i sacri dettami del moVimento, o meglio a quelli che erano fino a ieri i sacri dettami, il presidente del consiglio in pectore ha incontrato dei lobbisti e li ha incontrati a porte rigidamente chiuse. Tutti parlano della gaffe sui malati di cancro e poche voci chiedono conto di questo rinnegamento dei valori del moVimento.

Proprio vero che la storia si ripete sempre due volte, però stavolta prima come farsa e adesso come tragedia.

Tirar fuori a sproposito il sessismo.

Su twitter qualcuno ha segnalato questo articolo.

“Cara Virginia, hai firmato un licenziamento in bianco. Un’umiliazione per le donne”

“Come puoi vendere la tua libertà sotto minaccia di una sanzione di 150mila euro?”

(…) C’è una cosa più importante che vorrei discutere da donna a donna. La forza di tutte le donne è la battaglia per la libertà e l’indipendenza, personale, professionale e lavorativa, familiare e culturale.

(…)Tu invece hai affermato che se il tuo capo, un uomo, te lo chiedesse ti dimetteresti. Che figura ci facciamo tutte noi?

Scusa la crudezza, ma davvero sei disposta a vendere la tua libertà sotto minaccia di una sanzione di 150.000 euro? Non ci posso credere. Come è possibile?

Abbiamo lottato per anni per evitare che le donne dovessero firmare licenziamenti anticipati in bianco magari perché costrette o per impedire che l’attesa di un figlio le sbattesse fuori. Ti prego di non umiliarci tutte con questa specie di asservimento, le donne non sopportano catene o taglie sulla loro libertà. Ritira quella firma e facciamola insieme questa battaglia.

Perché non mi è piaciuto? Per due motivi; il primo è che, personalmente, l’ho trovato sessista. Mi chiedo, e se invece di Virginia e Beppe si parlasse di Virginie Beppe, di Virginio e  Peppa oppure di Virginia e Peppa cambierebbe qualcosa nella storia della penale di 150K euro e delle promesse dei candidati M5S?
Io penso di no, quindi cosa c’entra, nella vicenda, che cosa hanno in mezzo alle gambe i protagonisti? Il vedere la vicenda come una oppressione del maschio sulla femmina, oltre ad essere sbagliata, il documento è stato chiesto anche ai candidati con il pisello, può diventare anche nociva. Nociva perché può far pensare che la storiella “mi discriminano in quanto donna” sia solo un pretesto dialettico per avere ragione. Un poco come quando qualcuno o qualcuna ci rimane a causa dei suoi colpi di genio, se è un lui è un premio darwin, se invece è una lei allora è victim blaming.

E veniamo al secondo punto: una parlamentare esperta come l’autrice dovrebbe sapere che quei documenti non valgono la carta cui sono scritti e che quelle penali sono inesigibili. Il contratto secondo il quale un candidato si impegna a votare e a seguire le direttive di chi che sia è illegale ergo sono nulle tutte le sue clausole. Certo se il sindaco si mette in rotta con il partito, il partito ha tutti i diritti del mondo di buttarlo fuori a calci. Non può però pretenderne le dimissioni o pretendere risarcimenti per l’esercizio della libertà di coscienza dell’eletto ad una carica elettiva riguardo alle azioni che compie come eletto a tale carica. Volendo proprio fare i cattivi quel documento potrebbe essere considerato prova plateale di voto di scambio. Più che “ritira quella firma” avrei concluso con “smettila con quella pagliacciata”.

 

Carta dell’onestà, le mie opinioni.

Contro la corruzione il moVimento a 5 stelle ha presentato la carta dell’onestà. Devo dire che, sinceramente, non mi è piaciuta molto, l’ho trovata un mix di vacui slogan come il “daspo ai corrotti” e di demagogia spicciola. Da segnalare la lotta alla prescrizione, un caso da manuale dove la cura è molto peggio del male.

LA CARTA DELL’ONESTA’ (10 proposte per sconfiggere la corruzione)

1. DASPO AI CORROTTI: chi, tra politici, imprenditori o funzionari, viene condannato in via definitiva per aver commesso reati contro la pubblica amministrazione, non può più assumere alcun incarico pubblico e/o lavorare con la pubblica amministrazione;

Inutile, esiste già la pena di “interdizione dai pubblici uffici”, sarebbe un inutile doppione.  Disapprovo.

2. AGENTE PROVOCATORE, SOTTO COPERTURA E WHISTLEBLOWING: per scovare i responsabili di reati contro la pubblica amministrazione bisogna agire anche all’interno del malaffare, si introducono figure speciali come l’agente provocatore o l’agente sotto copertura. Si introduce anche il “Whistleblowing” che assicura protezione a chi segnala atti di malaffare e corruzione appresi sul posto di lavoro, sia pubblico che privato;

L’agente provocatore mi sembra un metodo staliniano di operare. Ok per il whistleblowing. Parzialmente disapprovato.

3. PRESCRIZIONE: stop alla prescrizione con l’inizio del processo. Niente più processi cancellati perchè sono trascorsi troppi anni, nessuna impunità per i colletti bianchi quindi e stop allo spreco inutile di denaro per processi destinati ad essere cancellati;

Quindi un “beppe”, nome a caso, potrebbe essere inquisito per corruzione oggi e la sentenza potrebbe tranquillamente arrivare fra quarant’anni? (se si pensa che stia esagerando basta pensare alla durata abnorme di certe cause civili). Disapprovo.

4. REATI FINANZIARI ED EVASIONE: abbassare le soglie che garantiscono agli evasori di farla franca; sequestro e confisca del patrimonio o dei beni detenuti dai grandi evasori, direttamente e/o indirettamente qualora non venga giustificata la legittima provenienza da parte dei condannati in via definitiva per evasione con modalità uguali a quelle per il contrasto alla mafia;

la ratio delle soglie è evitare di spendere 100 per recuperare sì e no 10.  Il resto è solo fuffa propagandistica come il daspo ai corrotti. Disapprovo

5. POTENZIAMENTO DEL REATO DI AUTORICICLAGGIO: sanzioni penali severe per chi utilizza i soldi derivanti dalla commissione di TUTTI i reati, per investirli nel mercato e nasconderli, tramite una semplificazione della norma;

Cioè dal furto si passerebbe al furto più autoriciclaggio? Non ne vedo l’utilità. Disapprovo.

6. VOTO DI SCAMBIO POLITICO – MAFIOSO: spezziamo il legame tra politica e mafia per sempre potenziando il reato di voto di scambio politico mafioso (art. 416 ter c.p.). Per farlo bisogna alzare le pene e intervenire in modo che si possa colpire la mafia che procura voti ai politici anche senza l’utilizzo delle sue modalità tipiche ed il politico che si mette a disposizione dei mafiosi;

Intervenire come? chiedere allo #staffdibeppegrillo di indagare? dettagli prego. Nel frattempo disapprovo.

7. STOP CORRUZIONE NEGLI APPALTI PUBBLICI: più controlli e trasparenza sugli appalti pubblici e sulle imprese che vi partecipano, riduzione del criterio del massimo ribasso, potenziamento e risorse all’Autorità Nazionale Anti Corruzione;

Più trasparenza come? per il momento son solo slogan. Neutro.

8. PARTITI POLITICI E FONDAZIONI: abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti politici e all’editoria; trasparenza e pubblicità dei bilanci di partiti, associazioni e fondazioni e dei soggetti che li finanziano;

Cominciare con quello dei 5stelle no? comunque approvo anche se mi sembra ipocrita che a proporlo sia un movimento opaco più degli altri.

9. TERZO SETTORE: prevedere che tutte le cooperative e gli enti del terzo settore che gestiscono ed erogano servizi sociali o culturali, non possano avere fini di lucro e speculare sulla pelle dei lavoratori e della pubblica amministrazione ed in alcun modo finanziare i partiti politici;

Le ONLUS non devono avere fini di lucro. Le imprese invece lo hanno e possono lavorare tranquillamente nel terzo settore. Disapprovo.

10. CLASS ACTION: proteggere e tutelare i cittadini e consumatori truffati o danneggiati dalle lobby (assicurative, bancarie, finanziarie) e dai poteri forti.

Forse l’unica proposta sensata. Approvo.

Conclusione 6 punti disapprovati, 1 parzialmente disapprovato, 1 neutro e 2 approvati.

Obbedite schiavi…

Talvolta ci son piccoli dettagli che svelano tutte le balle e mostrano impietosamente la realtà nonostante ci si sbracci per edulcorarla arrivandone fino alla negazione.

Stavo leggendo sul gazzettino dei pentastellati (aka il fatto) il resoconto dello spettacolo intervista fatto da grillo a la7; la frase seguente è da incorniciare.

sul referendum delle trivelle del 17 aprile dice: “Bisogna votare sì, senza neanche cercare di capire e convincere il prossimo governo a parlare di questo”.

Il primo motivo è una contraddizione nella frase: magari voti sì senza capire per convincere il governo a parlare della questione energetica ma poi, dopo, come potrai capire se il governo ne ha parlato bene o male? Il diavolo sta nei dettagli e se non sei capace di capire i dettagli vieni imbrogliato molto facilmente.

Se ad esempio il quesito fosse stato:

Volete voi che la Ka$ta regionale possa, al pari di quella nazionale, esercitare concussione riguardo alle attività di estrazione e ricerca idrocarburi?

la risposta credo sia un solenne “vaffa…” e al seggio andrebbero a malapena scrutatori e FF OO; meglio una sola Ka$ta che una Ka$ta nazionale replicata anche in tante piccole subcaste regionali.  Eppure, gratta gratta, la vexata quaestio(1) è proprio quella, non la storia delle concessioni. Le regioni nella politica energetica possono mettersi in mezzo, con l’ovvio rischio di possibile concussione, o non possono farlo?

Il secondo, più importante, è il “bisogna votare senza neanche cercare di capire” che significa: boccaloni credeteci perché lo dico io, tanto voi siete ignoranti e vi dovete fidare di quello che dico. E tante grazie al magnificato senso critico degli elettori pentastellati.  Non serve pensiero critico serve credere ciecamente a quello che dice il guru della setta… Tanti saluti ai grandi discorsi di principio sulla gggente e la Ka$ta della scorsa campagna elettorale.

Saluti pronunciati  anche nei casi della Bedori a milano, prima eletta e poi “convinta” a fare un passo indietro e nel caso di Capoterra.

(1) Basta leggere le interviste a michele emiliano, promotore del referendum insieme ad altri consigli regionali. Gli ecofuffari come al solito sono semplicemente utili idioti da impiegare per dare una mano di idealismo a banali questioni di bottega.

La rete non perdona

La frase del titolo venne pronunciata da un grillino. Sarà contento di scoprire che vale anche per il suo partito.

fonte: http://www.estense.com/?p=536085

La consigliera M5S annuncia un servizio di National Geographic sull’inquinamento ma il direttore la smentisce pubblicamente

“Quello che vedete alle nostre spalle è un fotoreporter del National Geographic. La prestigiosa rivista ci ha chiesto di accompagnarli nel tour della devastazione ambientale del nostro territorio. ‪#‎NoTrivM5Slottaedenuncia‬”. Schermata 2016-03-21 alle 12.25.56

Con questo post sulla pagina Facebook (…) la consigliera comunale grillina il 16 marzo scorso ha annunciato l’interesse dell’importante rivista per l’inquinamento nel territorio ferrarese. Lunedì 21 però arriva la smentita, pubblica e diretta, da parte del direttore di National Geographic Italia, Marco Cattaneo, che sotto il post ha chiesto chiarimenti: “Questa mattina – osserva Cattaneo – ne abbiamo parlato in redazione e a nessuno risulta di aver commissionato il servizio di cui si parla né chiesto a chicchessia di accompagnare un nostro fotografo per documentarlo. Può essere che ve lo abbiano chiesto i nostri colleghi americani? La ringrazio per un cortese riscontro”. Il riscontro non è arrivato subito, (…) Sollecitata nuovamente, questa volta i chiarimenti sono arrivati via mail.

(…)

Stampa quotidiana che, proprio per raccontare al meglio quel servizio, oltre a intervistare la capogruppo pentastellata, ha chiesto il nome dell’autore che però rimane un mistero: non è stato dato in quell’occasione, e non è stato dato neppure in un successivo colloquio telefonico: “Non voglio vanificare il suo lavoro e voglio tutelare la sua privacy”, risponde la consigliera alle nostre insistenze, nonostante i rilievi sul fatto che ormai la realizzazione del servizio è divenuta pubblica, proprio per merito suo, e che sulla sua pagina Facebook il fotoreporter compaia sia di spalle che di profilo.(…)

Che dire?

La prima cosa è che con la rete è facile andare a vedere le fonti iniziali di una qualsiasi informazione e magari verificare se ci siano o meno dei riscontri. Gli “ipse dixit” in rete raramente hanno fortuna.

La seconda è che è un errore inventarsi troppe cazzate per sostenere la propria fazione perché se scoperte si trasformano in un’onda di guano.

La terza è che mi aspetto provvedimenti da un movimento che si fa vanto della correttezza e dell’onestà dei suoi membri “portavoce”, altrimenti si ha l’impressione che l’onestà e la correttezza siano solo pose da spararsi e non valori in cui si crede veramente.

La quarta è che la privacy viene usata, da parte del movimento per la trasparenza totale, come scusa per coprire svarioni e sparate.

E l’ultima è la considerazione che è facile dire, fare e promettere quando non sei sotto i riflettori ma sei comodamente seduto ai tavolini del bar sport. Un poco meno quando sei invece nelle aule della politica.

Politici a contratto

Stavo leggendo l’ultima cavolata fatta dagli stellini; nati come partito della gggente per la gggente alla fine si stanno rivelando come “marionette politiche” mosse da chi ha interesse a vendere il prodotto “partito della gggente”. Nello specifico mi riferisco al documento che i candidati dovrebbero firmare e che prevederebbe una penale di 150 mila euro per chi “sgarra” dagli ordini di scuderia ovvero alle disposizioni dei due caporioni. Non capisco una simile ingenuità, a meno che l’obiettivo sia non vincere le elezioni e continuare a poter promettere mani e monti sapendo che, essendo all’opposizione, non si debba mantenere quanto promesso.  Io avrei dubbi sulla legalità di tale contratto, il voto non credo sia qualcosa di cui si possa fare commercio ergo neppure possono essere previste penali per chi si pone in rotta con il proprio partito.

Penso quindi che quella roba sia funzionale a due cose: rafforzare presso i boccaloni l’idea che il partito sia il partito degli onesti e che sia pronto a “legnare” chiunque, disonesto perché in rotta con il partito degli onesti, non obbedisca ciecamente al partito e contemporaneamente evitare di essere il partito vincitore e doversi confrontare con i mille compromessi che la politica ti impone. Stanno giocando con il fuoco.