Paragoni indecenti

Una lettera di Giovanni Bernardini, riportata da Barbara nel suo blog, che, sinceramente, avrei voluto scrivere io. La lettera riguarda chi si lamenta, mistificando, dell’emergenza umanitaria in Libia e che si lancia in improbabili paragoni “Migranti : Libia = Ebrei : Nazismo”, non rendendosi conto che tale comportamento più che suscitare sdegno serve solo ad annacquare la tragedia, reale, della Shoa e banalizzarla. Se tutto è un genocidio, una Shoa, una deportazione allora niente lo è.

Qualcuno aveva scritto: “se ti prendono tanto per culo forse è perché c’è una comoda maniglia”; beh se ti trovi tanti nazisti per casa forse è perché gli hai mandato tanti cordiali inviti e messo un bel tappeto rosso.

PARAGONI INDECENTI

In Libia è in corso una nuova Shoah, dice Gad Lerner.
Certo, non passerei le mie vacanze in Libia. Del resto sono decenni, se non secoli, che l’Islam è traversato da continue guerre civili, e non per colpa dell’occidente.
Ma qualsiasi tipo di paragone con la Shoah è semplicemente INDECENTE.
Ormai è di moda banalizzare tutto, paragonare cose non paragonabili, definire “genocidio” qualsiasi episodio di guerra. La Libia ha un governo riconosciuto dalla comunità internazionale, un governo con cui anche Minniti ha trattato e firmato accordi. Era complice di un genocidio?
Ma, a parte ogni altra considerazione, qualcuno riesce ad immaginare che gli ebrei nel 1943 ENTRASSERO in Germania, o in Polonia?
Qualcuno riesce ad immaginare che durante la dittatura di Pol Pot ENTRASSERO in Cambogia centinaia di migliaia di persone provenienti da altri paesi asiatici?
Riusciamo ad immaginare gente che ENTRASSE nella Russia di Stalin o nella Cina di Mao, sia pure a scopo di transito?
In Libia arrivano “profughi” da mezza africa e dal medio oriente. Vanno proprio là dove sarebbe in corso un genocidio. E, stranamente, una volta entrati in Libia partono alla volta dell’Italia e dell’Europa. E’ in corso un genocidio ma nessuno impedisce alle vittime di andarsene tranquillamente. Esattamente lo stesso comportamento di Hitler, di Stalin, di Pol Pot, di Mao. Lo sanno tutti: dalla Germania nazista era facilissimo fuggire, come dalla URSS staliniana, dalla Cambogia dei Kmer rossi o dalla Cina di Mao. Per inciso, a suo tempo Gad Lerner fu ammiratore della Cina di Mao. Oggi vede un genocidio in Libia, NON VIDE il massacro di milioni di contadini cinesi.
Anche avere la faccia tosta è un diritto, ma tutti i diritti andrebbero esercitati con moderazione.

PS
Giova ricordare che negli anni 70 ed 80 del 1900 c’erano molti convinti che il muro di Berlino servisse a proteggere la DDR dall’assalto dei proletari in fuga dal corrotto occidente plutocratico verso i paradisi dei lavoratori e non che servisse per impedire di andare dal paradiso dei lavoratori all’inferno del capitalismo. E giova anche ricordare come pochi degli sfegatati abbiano preso armi e bagagli e siano andati nel paradiso dei lavoratori.

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Creare razzismo how to /14 – Judith ha lanciato una nuova moda?

Stavo cercando notizie sulla situazione meteo in sardegna, al sud si è in allerta rossa, quando ho visto questo articolo: “Non piaci ai clienti”: a Tempio rifiutata l’assunzione a un giovane africano.

Mi è venuto da pensare subito al “caso” di venezia. Noto che le cause di indignazione vanno “a moda”; adesso è di moda il datore di lavoro razzista e leghista che nega il lavoro al bovero immigrado per razzismo. Prima erano le persone di colore che erano tanto amate da sentirsi come attori in un porno interracial che di punto in bianco, dalla vittoria della lega, si son sentite come nell’alabama degli anni 50.

Devo dire che questo modo di agire lo trovo alquanto stupido: un datore di lavoro è libero di assumere chi vuole e non deve motivare in nessun caso il suo diniego. È liberissimo di dire che Tizio non l’ha convinto, che magari vuol fare altri colloqui, che ha trovato uno migliore. Far passare l’idea che il diniego sia sempre e solo dovuto al razzismo, classico modus operandi di molti SJW, significa fare continui spot pro salvini.

La notizia ha tutte le caratteristiche della fake news ed inoltre mostra molta della plateale idiozia di tanti antirazzisti che, convinti di agire a fin di bene finiscono a far disastri peggio di quelli che credono di voler evitare.

“Non piaci ai clienti”: a Tempio rifiutata l’assunzione a un giovane africano

Un gruppo di cittadini ha denunciato l’episodio sul web. I titolari della pizzeria si giustificano: dispiace ma qui il lavoro è a rischio

TEMPIO. La denuncia, sotto forma di lettera, sta facendo il giro del web. Gli autori si firmano come un gruppo di cittadini e l’intento che li ha spinti a scriverla è quello di rendere pubblico un fatto accaduto a Tempio che farà sicuramente discutere: a un giovane africano è stato rifiutato di lavorare in una pizzeria in modo da prevenire le possibili proteste dei clienti.

I titolari del locale non smentiscono l’accaduto. Tengono, anzi, a spiegare ciò che li ha spinti ad agire così, precisando che in passato (e si tratta di un fatto accertato) avevano assunto personale di diverse nazionalità

Dagli autori della lettera viene fuori una proposta-sfida e che potrebbe piacere a quella parte di clienti e consumatori che badano più alla qualità del servizio e del prodotto che alla nazionalità del lavoratore. «…Potrebbe accadere di scoprire che scegliere di giustificare le discriminazioni non paghi, perché i cittadini che si indignano per le ingiustizie sono più numerosi di quelli che le praticano».
Il servizio completo sul giornale in edicola e nella versione digitale

Le cose che non mi convincono:

a un giovane africano è stato rifiutato di lavorare in una pizzeria in modo da prevenire le possibili proteste dei clienti.
La stessa cosa che è capitata a Judith; peccato che la notizia sia stata data con i piedi e che ci siano fortissimi dubbi che sia falsa. Sarei curioso di sapere come ha fatto il comitato dei cittadini a sapere l’esatto motivo per il quale il ragazzo non è stato scelto. Il candidato datore di lavoro l’ha ammesso candidamente? dubito sia così idiota. E se anche fosse, un datore di lavoro ha tutto il diritto di assumere o non assumere chi gli pare senza doversi giustificare con nessuno così come chiunque è libero di andare nei ristoranti di suo gusto.

I titolari del locale non smentiscono l’accaduto. Tengono, anzi, a spiegare ciò che li ha spinti ad agire così, precisando che in passato (e si tratta di un fatto accertato) avevano assunto personale di diverse nazionalità
E lo ammettono così candidamente dicendo che in passato avevano assunto personale di diverse nazionalità? mah mi sembra un comportamento da imbecilli. Sarebbe bastato un secco “no comment”.

Dagli autori della lettera viene fuori una proposta-sfida e che potrebbe piacere a quella parte di clienti e consumatori che badano più alla qualità del servizio e del prodotto che alla nazionalità del lavoratore. «…Potrebbe accadere di scoprire che scegliere di giustificare le discriminazioni non paghi, perché i cittadini che si indignano per le ingiustizie sono più numerosi di quelli che le praticano».
Campagna virale per un locale “concorrente” più politically correct? vabbè che il commercio è una jungla ma l’abusare di accuse di razzismo per carpire qualche cliente in più spesso si traduce in un boomerang. Come avevo scritto anche nell’altro articolo: cosa penserà un “bianco” che si vede scartato? che al negretto basta piangere un poco di discriminazione per trovare lavoro?

Scegliere un negro perché negro è razzismo così come scegliere un bianco perché bianco. A furia di inventarsi casi di razzismo immaginari B->A si rischia di rinforzare il razzismo “reale” A->B. Poi quando le simpatie verso certe parti politiche crescono enormemente, forse sarebbe il caso di fare un poco di autocritica invece di raccontarsi tante balle autoassolutorie per la propria idiozia.

Io non ho visto la lettera, non son riuscito a reperirla su FB e non sono abbonato a “la nuova” per vedere l’articolo completo; ma ho il sospetto che sia un caso simile al caso di judith, la storia mi sembra troppo artefatta e troppo simile a quella di venezia per essere genuina.

Storie come queste sono tanti, ma tanti, voti per gli xenofobi… sinceramente:

Ma brutte teste di cavolo non vi rendete conto che inventare simili balle significa fare un’ottima campagna elettorale a Salvini, che per un voto di anticontroboicottaro che guadagnate ne portate dieci a Salvini? Volete che salvini perda voti? Buttate il cellulare, eliminatevi dai social e ritiratevi in un eremo nella foresta amazzonica, grazie. E non provate a giustificare le tremende batoste con favolette tipo che gli italiani stanno diventando tutti razzofascisti xenofobi.