Duck typing legale

Sul blog di Mattia si parlava della proposta di legge sull’agricoltura biologica e di come quella norma equiparasse l’agricoltura biodinamica a quella biologica. Per curiosità sono andato a vedere la norma:

Art. 1.

(Oggetto e finalità)

1.  (…)

2.  (…)

3. Ai fini della presente legge, il metodo di agricoltura biodinamica, che prevede l’uso di preparati biodinamici e specifici disciplinari, applicato nel rispetto delle disposizioni dei regolamenti dell’Unione europea in materia di agricoltura biologica, è equiparato al metodo di agricoltura biologica.

A quanto pare la polemica riguarda l’equiparazione dell’agricoltura biodinamica, agricoltura basata sulla pseudoscienza, all’agricoltura biologica; sentendo la polemica mi sembrava che il parlamento volesse legiferare un qualcosa di analogo al voler stabilire per legge la validità dell’omeopatia, una gran puttanata. In realtà si tratta solo di un “duck typing” legale.

Il termine “duck typing” prende il nome da una tecnica della programmazione ad oggetti, che terra terra è l’applicazione del duck test inventato dal poeta J. W. Riley : “Se sembra un’anatra, nuota come un’anatra e starnazza come un’anatra, allora probabilmente è un’anatra.

La norma infatti dice: se la produzione di “agricoltura biodinamica” rispetta le norme e i regolamenti in materia di agricoltura biologica allora è agricoltura biologica. Cosa banale e scontata ma che consente di vendere ai gonzi che credono ai mirabolanti poteri dell’agricoltura biodinamica un riconoscimento “scontato” che in realtà non esiste.

Si può discutere se usare le leggi per far credere che l'”agricoltura biodinamica” funzioni e sia riconosciuta sia opportuno o no però quella legge non equipara in toto l’agricoltura biodinamica con quella “tradizionale biologica”, è solo uno specchietto per allodole per chi è convinto che invocare il grande Cthulhu mentre si semina porti ad un raccolto “da sogno”.

 

Serve una legge per… una riflessione a margine della proposta di legge Fiano

Ho avuto su twitter un interessante scambio di battute; secondo alcuni la legge Fiano servirebbe per far applicare le leggi Scelba e Mancino. Questo il messaggio che ho ricevuto:

Negazionismo e apologia del fascismo sono reati.
Punto Legge appena votata lo ricorda a chi ha memoria corta
Resto sono sciocchezze da bar

Se ci si pensa poco poco si nota subito la demenzialità della posizione; che senso ha una legge per far applicare una legge già in vigore?

Si tratta di una cosa senza alcun senso logico; o la legge esistente, ad esempio la legge Scelba,viene già applicata e quindi la nuova legge è solo un inutile doppione, oppure non viene applicata.
Se non viene applicata allora il problema è: “come mai non viene fatta rispettare? Perché chi dovrebbe farla rispettare o perseguire chi la viola non lo fa?”.
In tal caso mi aspetterei prima una riflessione sul perché la vecchia legge non viene applicata ed una nuova “legge correttiva” che corregga i problemi della vecchia. Altrimenti stiamo di nuovo facendo una legge inutile; se la legge non esistente viene rispettata perché invece si dovrebbe rispettare una nuova legge che impone di rispettare la legge vecchia?

Se io volessi ricostruire il partito fascista sarei perseguibilissimo e punibilissimo grazie alla legge Scelba, a cosa serve quindi la proposta legge Fiano?
Se io andassi in giro a menare omosessuali sarei perseguibilissimo e punibilissimo dalle leggi che già sanzionano le aggressioni, il causare lesioni, l’ingiuria, la molestia. Perché invece si dice che senza legge sull’omofobia resterei impunito?
Sarò malizioso ma penso che il far approvare una nuova legge per far applicare la vecchia sia solo una dichiarazione di “impotenza” nel far rispettare la vecchia ed un “faccite ammuina” per mascherarlo.

il montare il caso pietoso per aggirare le norme

Stavo leggendo la vicenda della studentessa marocchina premiata come studentessa modello a roma alla quale è stato impedito, in quanto non cittadina comunitaria, di assistere ai lavori della camera. Caso che è stato preso a cuore dalla presidente boldrini per chiedere una modifica, senza specificare quale, alla legge per la concessione della cittadinanza.

Alcune riflessioni sparse; la parte che accusa salvini di parlare alla pancia del paese poi si fa beccare con le mani nella marmellata quando invece alla pancia parla lei. La differenza è che salvini sfrutta le paure invece la boldri le carrambate che sorpresa; con l’aggravante che mentre salvini è il presidente della lega e quindi ha tutto il diritto di far campagna per il suo partito la Boldrini essendo presidente della camera ha un ruolo istituzionale di garanzia.  Può fare politica però non può essere contemporaneamente in partes e super partes. O l’uno o l’altro. Però se scegli “in partes” poi non opporre agli attacchi dell’altera partes il tuo ruolo di garanzia. La pulce del caso montato ad arte è avvenuta grazie ad un commento di un utente del FQ che ha notato come, nel filmato divulgato su twitter dalla boldrini, la ragazza sullo sfondo indossa una maglietta con sopra scritto “italiani senza cittadinanza”. Chissà come mai ha scelto tale maglietta per accompagnare la studentessa nella visita.

 

Emblematiche son state anche le dichiarazioni riportate dai giornali;  questa è la dichiarazione riportata da sardiniapost, dichiarazione che, per me, fa pendere la bilancia per “piagnisteo alla carramba che sorpresa”

Per quanto mi riguarda, è stata una delle tante ingiustizie e assurdità del nostro Paese, che non ci riconosce come cittadini, è la prova che la legge va approvata al più presto. Sono arrivata in Sardegna dal Marocco quando avevo due anni, mi sono laureata a Sassari, amo l’isola dove vivo con la mia famiglia. Credo in un’Italia migliore e sogno di rappresentarla. Non sopporto più che la mia vita e quella di tanti come me dipendano dalla decisione di una classe politica che inspiegabilmente vuole ignorarci”.

Sarei curioso di sapere quali son le altre ingiustizie e assurdità di un paese che non riconosce come cittadino chi non è cittadino. Se io andassi in marocco, ma anche in francia, svezia, inghilterra etc. etc. avrei subito e automaticamente i diritti (e i doveri) dei cittadini, o dovrei almeno far lo sforzo di presentare una domanda? E qui e mi ricollego a Mattia, sarei curioso di sapere perché non ha la cittadinanza italiana pur avendo i requisiti “temporali” per poterla richiedere; ha presentato domanda? Se ha presentato domanda, la domanda è stata rigettata? e per quale motivo? Se invece non ha presentato domanda cosa pretende?

Poi, quali son le altre discriminazioni e assurdità che hai subito? Ti hanno impedito di frequentare le scuole e l’università? Negato le cure sanitarie?  Domande che qualche giornalista serio magari avrebbe potuto porre invece di rilanciare acriticamente questo spot pubblicitario.

 

 

 

Personalità elettronica per tutti i robot o della demenza legislativa.

fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/06/24/news/legge_robot_personalita_elettronica_ue-142679939/?ref=fbpr

Il titolo “Personalità elettronica per tutti i robot”. Dall’Ue una legge che dà diritti e doveri agli automi è molto accattivante ed invoglia a vedere la notizia, anche perché il sito che l’ha pubblicata non è il solito sito demenziale acchiappaclick, però il titolo è, come al solito fuorviante. A leggere l’articolo si scopre che si tratta di una proposta di mozione presentata al parlamento e non ancora votata. E dalla proposta di mozione, ne vengono presentate a iosa, alla legge ne passa ma molto.

A margine comunque l’articolo mi ha fatto pensare ad una questione che non penso sia marginale: in che modo si potrebbe definire, in maniera legalmente valida, cosa sia un’automa o un robot? Siamo pieni di sistemi automatici e sistemi esperti che sulla base della loro esperienza cambiano il loro comportamento, tanto per dirne una il cellulare che presenta la lista dei numeri più chiamati o il sistema di navigazione che memorizza i percorsi preferiti. Dobbiamo pagare anche per quello? Sì, vabbè che la fantasia per inventare tasse c’è e magari molti che si aspettano Goldrake

Piccola parentesi, credo che molta diffidenza verso l’europa nasca anche da titoli acchiappaclick come quello. Se uno si limita a leggere il titolo finisce a pensare che al parlamento europeo giri tanta roba da far sembrare woodstock un raduno degli scout.

Il Parlamento di Bruxelles ha presentato una mozione per imporre ai “lavoratori artificiali” di essere registrati, pagare un’assicurazione e contribuire alle pensioni degli umani che per colpa loro saranno licenziati

Da notare che nel sottotitolo c’è la stessa imprecisione del titolo. Una piccola nota di stile, le mozioni si presentano al parlamento oppure il parlamentare ha presentato la mozione. Il parlamento non presenta nulla. Poi parlare di umani licenziati ha poco senso, è vero che le automobili hanno “ucciso” i maniscalchi  ma quanti meccanici, carrozzieri ed elettrauto son sorti?

ROMA – Le tre leggi di Asimov non bastano più. Il Parlamento Europeo ne ha allo studio una quarta, che doterà i robot di “personalità elettronica”. Sempre più numerosi, autonomi, intelligenti e diffusi nelle industrie, i robot dovranno avere diritti e doveri. Saranno registrati e muniti di una sorta di carta d’identità, pagheranno per i danni che commettono e contribuiranno – ancora non è ben chiaro come – al welfare delle nazioni che li impiegano.

mah i robot industriali hanno un numero di serie e son registrati come acquisti. Ghost in the shell o Kyashian sono ancora fantascienza.

La mozione sulla “personalità elettronica” dei robot è stata presentata al Parlamento Europeo da Mady Delvaux, proveniente dal partito operaio socialista del Lussemburgo. Difficilmente, in realtà, verrà approvata dall’assemblea di Bruxelles e trasformato in una legge vincolante dalla Commissione. Ma non si può negare che il testo sollevi un problema importante per un’Europa che, come molti altri paesi, si affaccia su quella che la proposta definisce la “nuova rivoluzione industriale”.

La bozza di legge parte dalla letteratura, citando Frankenstein, Pigmalione, il Golem di Praga fino a Karel Capek, lo scrittore ceco inventore della parola robot. Poi passa sul terreno più concreto dell’economia. Le vendite di automi, impiegati soprattutto nelle industrie automobilistica ed elettronica, ma anche negli ospedali e nell’assistenza agli anziani, sono cresciute nel mondo del 17% all’anno tra il 2010 e il 2014, per fare un balzo del 29% l’anno scorso. I brevetti nell’ultimo decennio sono triplicati.

E quindi? parliamo anche di Goldrake e del pericolo vegano?

La bozza di legge suggerisce una sorta di tassa sui robot per rimpolpare il sistema previdenziale privato di tanti lavoratori umani. Ogni cittadino che impiega degli automi dovrà segnalarli allo stato, indicando anche quanto risparmia in contributi grazie alla sostituzione dei lavoratori in carne e ossa con quelli in acciaio e silicio.

Come valuto il risparmio? che strategie produttive devo usare? la catena di montaggio? tutto a mano dalla miniera al chip di silicio?

Anche i robot dovranno rispettare le leggi. Prima di tutto quelle di Asimov, poi un codice di condotta redatto ad hoc da Bruxelles. Qualora un automa dovesse infrangere una norma o causare un danno a qualcuno, sarebbe giusto che ne risponda legalmente, soprattutto se dotato di intelligenza artificiale, di capacità di apprendere autonomamente e – come pure prevede la bozza di legge – di surclassare l’uomo in quanto a facoltà intellettive. Una sorta di registro traccerebbe l’identità di tutti i lavoratori artificiali in Europa, con un obbligo di assicurazione simile a quello previsto per le auto.

Sì ciao, Asimov citato a pera. Come può un robot capire se il suo comportamento causa danni diretti o indiretti ad un essere umano? E se i danni son causati dal rispetto delle norme di legge, ad esempio un auto a guida automatica che si ferma per far passare una persona sulle strisce venendo tamponata da un’auto che correva dietro? Pensate sia fantascienza? Sul risponderne legalmente difficilmente un robot per la saldatura industriale o l’avvitamento dei bulloni di notte va in giro per la città a menare. E le industrie sono già assicurate.

La notizia della bozza di legge è stata accolta in rete da parecchi sberleffi (e dal no generalizzato degli industriali). Ma non sono mancati commenti più avveduti. Parlare di personalità giuridica per i robot oggi potrà sembrare prematuro. Ma l’avanzata galoppante di intelligenza artificiale, computer capaci di apprendere, auto senza guidatori e perfino armi in grado di prendere decisioni autonome, ci porterà probabilmente un giorno a rispolverare la bozza della deputata Delvaux.

Io proporrei di eliminare i giornali da internet e tornare alle buone vecchie e sane rune incise nelle pietre e nella corteccia degli alberi. Signora mia ma a cosa serve quella diavoleria del torchio da stampa inventato poi da un teutonico? E gli alberi, nessuno pensa agli alberi? Meglio un sano obelisco di arenaria a Km zero.

 

Negazionismo e reati d’opinione

Approvata alla camera la “legge sul negazionismo”. A mio avviso solo una pessima legge inutile e pasticciata

fonte: ANSA
Manette per chi inciterà al negazionismo o al genocidio: lo prevede la legge definitivamente approvata dall’Aula della Camera dopo una lunga ‘navetta’ con il Senato. Il testo approvato oggi a Montecitorio prevede, in particolare, la reclusione fino ad un anno e sei mesi o la multa fino a 6.000 euro per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Mi sembra solo un inutile doppione della legge mancino e delle norme sull’apologia di reato.  Senza considerare che  “istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi” significa mettersi a fare i sommelier di merda. Prendiamo ad esempio il caso della “hostess” non assunta perché si era rifiutata di lavorare a capo scoperto; è discriminazione o no?

La legge, a mio avviso, dovrebbe punire le azioni e poi indagare sulle cause e sulle motivazioni e non fare il contrario con inutili processi alle intenzioni.  Tizio ha aggredito Caio? Bene, si punisca Tizio per aggressione e poi, nel caso, si valuti se il comportamento di Tizio merita particolari aggravanti invece di menarla se è stata violenza semplice, omofobia o femminicidio.

La reclusione andrà da sei mesi a quattro anni per chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Viene, quindi, vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo che abbia tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi: chi vi parteciperà rischierà sei mesi a quattro anni di prigione, che passeranno da uno a sei anni per chi quelle associazioni promuove o dirige. Viene quindi prevista nell’ordinamento penale la reclusione da 2 a 6 anni, nei casi in cui la propaganda, l’istigazione e l’incitamento si fondino “in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra” come vengono definiti dallo Statuto della Corte penale internazionale.

Siamo al reato d’opinione. L’essere imbecilli non è un reato, non può e non deve mai diventarlo a differenza del comportarsi da imbecilli o fare azioni da imbecilli.  Usare il codice penale per difendere una tesi è sempre un rischio. Sia perché rischia di indebolire la tesi: “ma se è vera perché allora punire chi non ci crede? Non è lo stesso che hanno fatto con(1)…

Galileo, Galileo,
Galileo, Galileo,
Galileo, Figarò…

Magnificòòòooo ooh ooh
(cit.)

Già con l’omofobia si è visto come sia stata usata allo stesso modo di un maglio per stroncare qualsiasi obiezione e/o critica per quanto validamente motivata ed espressa in maniera non volgare e non offensiva. Le obiezioni sul bambino, concepito grazie all’utero in affitto, dal compagno del compagno Vendola erano tutte causate dall’omofobia, qualsiasi critica alla Kyenge era razzismo, alla Boldrini sessismo etc. etc. Scommetto che la legge verrà usata come un maglio alla prima protesta contro gli immigrati clandestini o i campi Rom abusivi.

Comunque penso che un tale comportamento avrà l’unico effetto di spingere gli imbecilli nell’ombra, di farli parlare per metafore.  Siamo seri, le censure raramente son state efficaci contro simili idiozie, anzi paradossalmente le rafforzano. I problemi si risolvono risolvendoli, vietare di parlarne, anche se il divieto è coperto da tonnellate di glassa alle buone intenzioni, è inutile se non controproducente.

(1) Puntualmente viene tirato fuori il caso di Galileo Galilei, soprattutto da gente che ricorda molto il card. Bellarmino.

Strumentalizzare la pietà per modificare le leggi.

Sembra che in Italia le leggi, anche le più strampalate come quella sull’omofobia o sul femminicidio debbano venire approvate a son’e corru(1), grazie all’onda emotiva del momento. Fino a pochi giorni fa girava su faccialibro la foto di una persona pestata e un appello che grosso modo diceva:

Tizio[non ricordo il nome] è stato pestato perché omosessuale e per evitare altre aggressioni simili occorre approvare quanto prima la legge sull’omofobia.

E adesso già cominciano gli appelli a cambiare le norme sull’immigrazione clandestina e sullo ius soli sull’onda emotiva della tragedia di Lampedusa.

Personalmente trovo questo modo di comportarsi una solenne bastardata; le leggi dovrebbero, almeno in teoria, essere ponderate e non emanate in fretta e furia per soddisfare i bassi istinti del popolino. La storia insegna che spesso le leggi emanate sull’onda emotiva dovuta ad un grave fatto di cronaca poi si son rivelate essere emerite leggi porcata. Come quella, per fortuna cassata, non senza polemiche, dalla corte costituzionale che stabiliva l’automatismo della custodia cautelare in carcere per gli inquisiti dei reati di stupro di gruppo.

Prendiamo ad esempio il caso della legge sull’omofobia. Una legge sull’omofobia può servire a bloccare le aggressioni verso gli omosessuali? Imho tanto quanto il codice penale blocca le aggressioni di altro tipo (non legate all’omofobia). Potrebbe servire a punire più severamente chi mena omosessuali? E si torna all’obiezione che già feci alla legge:  menare un omosessuale perché omosessuale è più grave del menare un grassone perché grassone o un negro perché negro?

Adesso aspettiamoci tante richieste strappalacrime per alleggerire le norme sull’immigrazione clandestina proposte da chi agita le foto delle persone morte sul barcone.

Spiace dirlo ma se molti tentano la traversata è perché oramai siamo il ventre molle dell’europa, europa che per fortuna sta iniziando a rendersi conto che lo scaricare il barile sull’Italia e lavarsene le mani non è un comportamento molto accorto, perché abbiamo ministri che fanno passare il messaggio: chi nasce in italia è italiano(2), che bisogna abolire il reato di clandestinità. Che poi se si realizzasse quanto sogna il ministro il giorno dopo sorgerebbe, da Ventimiglia(3) a Trieste un muro da far sembrare il muro di Berlino uno steccato da aiuola. Come quello realizzato, con i fondi UE, dalla Spagna a Ceuta e Melilla

Comunque non penso che verrà modificata drasticamente la bossi-fini, al più sarà un cambio di nome con qualche euro in più per chi accoglie migranti, e la legge sullo ius soli sarà solo una legge maquillage, legge che però verrà fraintesa e finirà a fare da spot per scafisti vari. Però soddisferà l’ego di chi ha versato qualche lacrimuccia e per questo si sente taaanto bbbuono.

(1) modo di dire sardo, letteralmente significa “al suono del corno” e indica il venire obbligati, da qualcuno, a fare qualcosa molto in fretta.

(2) Evitiamo i millemila distinguo su cosa ha detto realmente il ministro, quello che realmente conta è il messaggio che viene, cinicamente, fatto fraintendere a quei disperati.

(3) Durante gli sbarchi per i casini in Tunisia i francesi non c’hanno pensato due volte prima di revocare il trattato di Shengen per la frontiera con l’Italia.

l’omofobia, le leggi, gli utili idioti e la nuova chiesa…

Stavo seguendo su FB il dibattito che si è generato, dopo la morte del ragazzo di 14 anni di Roma, riguardo alla richiesta di una legge contro l’omofobia.
E l’impressione che ho avuto è che gli omosessuali vengono, di nuovo, cinicamente usati come carne da cannone nello scontro fra due “chiese”. Da una parte la chiesa cattolica e dall’altra la santa chiesa del politically correct, con quest’ultima che specula su notizie simili per chiedere interventi legislativi a supporto della sua santa dottrina, come già capitato con la pessima legge sul femminicidio.

Secondo la santa chiesa del politically correct l’omofobia è causata anche dall’insegnamento della dottrina cattolica. È vero che la chiesa considera peccato qualsiasi forma di sesso al di fuori del matrimonio, ma se fosse vero che l’omofobia è colpa degli insegnamenti riguardo al sesso della chiesa cattolica mi chiedo come mai non abbiamo anche la scambistofobia, l’orgiofobia, la meretriciofobia(1) la conviventofobia.  Lo scambio di coppia, il sesso se non si è sposati, le orge, l’andare a prostitute son tutte azioni considerate, dalla chiesa peccati gravi allo stesso modo di avere rapporti omosessuali; perché i rapporti omosessuali generano l’omofobia e i rapporti fuori dal matrimonio non generano la concubinofobia?

Quindi perché usare gli omosessuali come terreno di scontro con la chiesa cattolica? Perché la nuova chiesa del politically correct vuole compiere la classica azione di tutte le chiese: diffondersi imponendo la sua visione del mondo e la sua morale, e per far questo ha bisogno di sostituirsi alla vecchia chiesa ed alla vecchia morale, ecco perché ogni pretesto è buono per polemizzare con la vecchia chiesa, per accusarla di essere retrograda e voler discriminare e contemporaneamente mostrarsi come una nuova chiesa più ecumenica e, apparentemente, più tollerante(2), e gli omosessuali sono una categoria apparentemente discriminata(3) che si presta tanto a fare da testimonial per la nuova chiesa. Cinicamente vengono usati e poi, come capita con la carne da cannone, abbandonati quando non sono più funzionali alla causa.

E la causa reale è avere una legge, sulla falsariga delle leggi Mancino e Scelba, da usare per chiudere la bocca a tutte le voci scomode(4) fuori dal coro, nel caso capitato a roma una legge sull’omofobia è inutile, una volta ottenuto l’obiettivo desiderato delle esigenze della carne da cannone non se ne terrà più conto.

Roba già vista con il matrimonio omosessuale, alla richiesta iniziale si son accodate tante e tali richieste: e i diritti delle coppie di fatto? e i diritti degli animali? e i diritti dei migranti, e i bambini di gaza etc. etc. che non s’è più capito cosa si stesse chiedendo di attuare. E infatti non s’è fatto niente.(5)

(1) Anzi quando un noto politico italiano è stato bacchettato per essersi intrattenuto, a pagamento. con signorine ricordo che si son alzate poche voci a ricordare, ai prelati che bacchettavano, che, a meno che non ci siano violenze in camera da letto due (o più) persone adulte e vaccinate possono fare quello che vogliono.

(2) Potere dare del maiale a Tizio e del verme a Caio, soprattutto se di qualche specifica parte politica, ma non azzardatevi a dare dell’orango ad qualcheduno/a diversamente pigmentato/a.

(3)A parte il poter stipulare un contratto matrimoniale c’è qualcosa che è vietato, dalla legge, a due persone dello stesso sesso e permessa a due persone di sesso opposto?

(4)In un forum che frequento i commenti che puntualmente vengono cassati sono quelli, corretti, in tema e ben argomentati ma che contrastano con le idee dell’autore del blog. I post di sostegno e i post contro che contengono solo insulti o sembrano scritti da trogloditi sgrammaticati restano. Un gioco manipolativo per far vedere che chi è contro è capace solo di scrivere insulti sgrammaticati.

(5) Un caso da manuale dell’applicazione della tecnica “Abbraccia Estendi Estingui”.

la tragedia di roma e la legge sull’omofobia

Un ragazzo decide di suicidarsi a Roma, con la motivazione che veniva emarginato dagli “amici” perché gay, come conseguenza parte il circo mediatico a favore della legge sull’omofobia, magari galvanizzato dall’essere riuscito a far approvare un altra legge porcata come quella contro il femminicidio.

Ferma restando la pietà per il ragazzo, trovo abbastanza cinico e scorretto l’usare questa tragedia per speculare e portare avanti una legge all’atto pratico inutile e anzi con forti dubbi di costituzionalità. Inutile perché in italia esistono già le leggi che puniscono le discriminazione e le vessazioni; più che chiedere una legge contro l’omofobia sarebbe stato più onesto chiedere come mai le leggi esistenti non siano state applicate, come mai genitori, educatori etc. etc. non siano intervenuti prima, al rivelarsi della situazione di disagio. Secondariamente è inutile tentare di cambiare la mentalità della gente a furia di leggi, se gli “amici” non ti invitano ad uscire con loro, non vogliono che giochi a calcetto con loro, non vogliono frequentarti, non sarà di certo una legge contro l’omofobia a far cambiare loro il comportamento, cosa fai gli denunci perché non vogliono frequentarti?

Secondariamente perché se il bullo Tizio vessa Caio perché gay deve essere punito in maniera più severa rispetto, ad esempio, alla punizione per aver vessato Mevio perché grassone oppure Sempronio perché balbuziente? Ci rendiamo conto del messaggio che stiamo dando, cioè che gli omosessuali non sono persone come noi, come Mevio il ciccione o Sempronio il balbuziente ma sono dei teneri panda che necessitano di una protezione ad hoc?

il problema è convincere Tizio, con le buone o con le cattive, a smettere di fare il bullo indipendentemente dal bersaglio scelto e chiedersi come mai la legge non ha funzionato invece di incasinare di più il codice penale.