La cassazione conferma la sentenza di II grado del processo dell’Aquila. Assolti perché il fatto non sussiste.

La corte di cassazione ha confermato la sentenza di secondo grado del processo dell’Aquila per la Commissione Grandi Rischi(1). E’ stato quindi confermato quanto venne detto nel processo di appello. Processo che ribaltò completamente la sentenza di condanna di primo grado.

E di ciò ne son contento. Sono invece un poco meno felice che le questioni a margine che la vicenda ha posto non siano state affrontate con la serietà richiesta.

Quindi mi ripeto quanto scrissi sulla sentenza di secondo grado:

Che dire? la sentenza di primo grado erano 900 e passa pagine di supercazzole per giustificare la condanna di quelli che erano stati scelti dal bobolo come i capri espiatori per tutto, giusto che tale sentenza venga riformata in secondo grado.

Peccato che si sia perso tempo e impiegate risorse per cercare di condannare il capro espiatorio invece di iniziare da subito a procedere contro i responsabili reali della tragedia; chi ha costruito case con il culo, chi ha fatto restauri mentula canis, chi non si è curato di mettere in sicurezza casa sua o le strutture ad esso affidate.

Speriamo che la cassazione, inevitabilmente ci sarà il ricorso, confermi la decisione di secondo grado.

Un ultima nota sulle grida “vergogna”. (alla lettura della sentenza di II grado è stato gridato vergogna in aula, NdR) La vergogna imho è il vedere il processo non come il momento cui si decidono ragioni e torti ma il momento cui il capro espiatorio viene condannato affinché con la sua morte mondi il bobolo dai suoi peccati. Volere il televoto invece delle sentenze è barbarie medioevale da processi di piazza e santa inquisizione e non da moderna democrazia costituzionale.

Per il resto piena solidarietà agli ex inquisiti per tutto ciò che hanno dovuto passare.

(1) In realtà il processo non era alla commissione grandi rischi ma ai partecipanti, alcuni membri della commissione altri no, alla riunione convocata a fine marzo da bertolaso. Però oramai quel processo ha assunto tale denominazione e per chiarezza, anche se impropria, ho continuato ad usarla.

Terremoto dell’aquila, assolti perché il fatto non sussiste

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_italiana/2014/11/10/l_aquila_terremoto_e_mancato_allarme_assolta_la_commissione_grand-5-395008.html

L’Aquila, sentenza ribaltata
Scienziati assolti per il sisma

Tutti e sette i componenti della Commissione Grandi rischi che si erano riuniti 5 giorni prima del terremoto del 6 aprile 2009 sono stati assolti dalla corte d’appello de L’Aquila perché “il fatto non sussiste”.
(…)
La sentenza è stata accolta dal pubblico al grido di “Vergogna, vergogna!”

Che dire? la sentenza di primo grado erano 900 e passa pagine di supercazzole per giustificare la condanna di quelli che erano stati scelti dal bobolo come i capri espiatori per tutto, giusto che tale sentenza venga riformata in secondo grado.

Peccato che si sia perso tempo e impiegate risorse per cercare di condannare il capro espiatorio invece di iniziare da subito a procedere contro i responsabili reali della tragedia; chi ha costruito case con il culo, chi ha fatto restauri mentula canis, chi non si è curato di mettere in sicurezza casa sua o le strutture ad esso affidate.

Speriamo che la cassazione, inevitabilmente ci sarà il ricorso, confermi la decisione di secondo grado.

Un ultima nota sulle grida “vergogna”. La vergogna imho è il vedere il processo non come il momento cui si decidono ragioni e torti ma il momento cui il capro espiatorio viene condannato affinché con la sua morte mondi il bobolo dai suoi peccati. Volere il televoto invece delle sentenze è barbarie medioevale da processi di piazza e santa inquisizione e non da moderna democrazia costituzionale.

Per il resto piena solidarietà agli ex inquisiti per tutto ciò che hanno dovuto passare.

Cose da pazzi…

fonte: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/292122

L’Aquila, Commissione Rischi
I membri condannati a 6 anni

Il giudice del tribunale dell’Aquila ha condannato a sei anni di reclusione per omicidio colposo i 7 membri che parteciparono alla riunione del 31 marzo 2009 sul terremoto. In quell’occasione i sette avevano rassicurato gli aquilani circa l’improbabilità di una forte scossa.

Sarei curioso di conoscere le motivazioni della sentenza. Se qualche colpa c’è stata da parte della commissione è stata nella comunicazione. Ma non mi sembra abbastanza grave da condannare per omicidio colposo.

Domani tutti con l’elmetto che potrebbe cadere un meteorite in testa.