pattern del piagnisteo

La vittima si riconosce dalle lacrime, il colpevole dal piagnisteo.
[Uriel Fanelli]

Cosa hanno in comune le polemiche sul razzismo sollevate dalla Kyenge, sul femminismo sollevate dalla Boldrini, sull’omofobia sollevate da Scalfarotto e quelle sollevate per la camicia di Matt Taylor ?

Son tutti comportamenti che seguono uno stesso pattern; dovendolo descrivere in termini informatici lo descriverei in questo modo:

  1. Scegli un grave problema del passato come il razzismo, la persecuzione degli omosessuali, la condizione femminile.
  2. Siccome la maggior parte del problema è stata risolta e rimangono solo aspetti marginali tralascia il lavoro fatto e concentrati sugli aspetti marginali; ad esempio oggi i contratti di lavoro non distinguono affatto per sesso, a parità di mansioni corrisponde una retribuzione eguale fra uomini e donne. Le differenze se esistono esistono perché le donne tendono a voler fare meno straordinari o trasferte di lavoro. Ma la base retributiva è identica.
  3. Lamentati e frigna che a causa di tali aspetti marginali il problema non è stato ancora risolto e rimane identico a prima. Siccome le donne guadagnano mediamente meno ciò significa che ancora oggi il pater familias ha diritto di vita e di morte sulla moglie…
  4. Usa i sensi di colpa indotti per estorcere visibilità, fondi od altre utilità.

Pattern che emerge chiaramente dalle azioni delle persone citate sopra; qualsiasi critica alla Kyenge, che un italiana naturalizzata nominata ministro della repubblica, era solo razzismo; qualsiasi critica alla Boldrini per quanto cortese e fondata è un attacco a tutte le donne, sorvoliamo per carità di patria sul fenomeno puramente mediatico e costruito a tavolino del femminicidio o sulle leggi liberticide di Scalfarotto e le reazioni violente contro le sentinelle in piedi giustificate in nome della lotta contro l’omofobia. E, ultimo caso, la camicia di Taylor; una accusa pretestruosissima.

Qual’è il problema di tale comportamento? Il primo è più o meno lo stesso che il gridare continuamente al lupo, alla fine la gente si stufa e bolla come fregnacce qualsiasi protesta anche se è fondata. E questo alla fine danneggia proprio le persone che si trovano in situazioni realmente gravi come in questo caso. Caso grave non solo perché un professore si permette di offendere uno studente ed alla reazione lo aggredisce. Se quanto riportato dai giornali fosse vero il docente sarebbe da licenziare in tronco ma non per l’omofobia, ma per l’inaccettabile comportamento tenuto ovvero l’insultare ed il colpire uno studente. L’insulto, in tal caso, è irrilevante poteva averlo insultato perché omosessuale, per la pettinatura, perché di colore o perché juventino, un docente che, in qualunque modo, si permette di insultare uno studente e poi lo aggredisce è da buttar fuori a calci dalla scuola sempre e in ogni caso, dire sì in questo caso perché l’insulto era omofobo e no in un altro caso perché l’insulto era per il sovrappeso è un comportamento poco coerente.

E il secondo è che invece di affrontare realmente i problemi residui si spostino risorse invece per far smettere di frignare chi invece urla più forte, costruire reti di rieducazione per potenziali stupratori o incentivare lo studio di teorie di genere sono false soluzioni al problema della scarsa sicurezza in strada, la soluzione è l’aumento del controllo del territorio, dissuadere balordi e imbecilli a tenere comportamenti poco consoni,  ma questo ovviamente danneggia chi spera di campare grazie a studi sull’aria fritta o guerre senza quartiere contro draghi invisibili.

(0) Un pattern in informatica è uno schema ripetuto.

donne che non votano le donne ovvero poche donne elette in sardegna.

Passate le elezioni impazza, in sardegna, la polemica perché al consiglio sono state elette poche donne, solo 4 in questa legislatura, e come al solito si urla alla legge antidemocratica e femminicida (1). Polemica, a mio avviso, strumentale per chiedere qualche “poltrona non elettorale”.

Perché penso che la polemica sia strumentale per estorcere posti di governo e sottogoverno per persone il cui unico merito è indossare una gonnella?

In primo luogo la legge elettorale regionale ammette le preferenze quindi l’elettore del partito podda(2) può scegliere liberamente se dare la preferenza a mariedda bellu pillittu(3) o a tonteddu conch’e linna(4), non ci sono liste bloccate come nella legge nazionale italiana. Quindi se mariedda prende più preferenze rispetto a tonteddu viene eletta lei anche se tonteddu è davanti in lista.

Secondariamente questa è la distribuzione per sesso degli elettori regionali in sardegna rilevata al 31/12/2012(5):

Elettori:  Uomini: 731.603 (~49%)  Donne: 761.537 (~51%)  Totale 1.493.140

E questo è il risultato delle elezioni regionali(6)

Circoscrizione Elettori Votanti uomini Votanti donne Tot. % Votanti
Regionale 1.480.332 388.149 386.790 774.939 52,34

da notare due cose: c’è stata una grossa astensione e soprattutto l’astensione femminile è stata maggiore di quella maschile.

Quindi in Sardegna le donne non hanno votato le donne, possiamo discutere sulla farraginosità del metodo di votazione, possiamo discutere della disaffezione dalla politica ma resta il fatto principale che

le donne non hanno votato le donne.

Ci sarebbe da chiedersi il perché, perché una donna giudichi come migliore politico un uomo rispetto ad un’altra donna. Ma queste sono scelte politiche e le motivazioni sicuramente faranno a pezzi tutta le storie pseudofemministoidi di donne vessate e marginalizzate per colpa degli uomini.

Quindi è politicamente più conveniente frignare e sperare di avere una poltrona, per il mero motivo di indossare una gonnella, che fare un poco di autocritica e di capire perché la tanto, tanto, tanto decantata solidarietà femminile ha fatto cilecca.

(1) Kelledda Accabbadora ha preso il 10% e le liste di supporto il 6,5% nonostante i sondaggi la dessero al 20%. E con il 6,5% totale delle liste è fuori dal consiglio visto che per le coalizioni lo sbarramento è al 10%. Femminicidio!!!!!1111!!!!111

(2) Partito podda: formazione storica di cagliari, celebre per il suo slogan; Partito Podda, pappa [mangia] buffa [bevi] e codda [fai sesso]

(3) Pillittu: cognome sardo che in alto casteddaio significa organo genitale femminile.

(4) Testa di legno

(5) http://amministratori.interno.it/public_html/semestrale/html/archivio.htm

(6) http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=2187&s=1&v=9&c=11993&t=1&tb=11625&st=20&opt=votanti&t=1&tb=11625&st=20

femmiuominicidio ?

da: http://www.unionesarda.it/articolo/notizie_mondo/2013/09/18/francia_rissa_dopo_le_nozze_e_gay_marito_picchia_il_marito_arrestato-3-330134.html

Francia, rissa dopo le nozze gay
Marito picchia il marito: arrestato

Dopo essersi detti sì, due novelli sposi sono venuti alle mani al culmine di una discussione sulle rispettive madri. Il più violento dei due è finito in cella.

Finisce nel peggiore dei modi la festa di nozze di una coppia gay francese. Uno dei due sposi, infatti, un giovane di 22 anni, è stato condannato a 18 mesi di prigione per violenze coniugali dopo aver picchiato il marito la sera stessa del matrimonio, celebrato al comune di Alencon sabato scorso. Lo ha deciso oggi il tribunale della città nel nord-ovest della Francia, dove dallo scorso aprile è stato legalizzato il “mariage pour tous”.
I due sposi avevano bevuto molto dopo le nozze e si sono messi a discutere sulle rispettive madri. La lite è però degenerata. Il marito violento, già noto ai servizi di polizia, ha dunque colpito il compagno, prima lo ha fatto cadere a terra con una testata, poi ha continuato a picchiarlo. Dovrà scontare un anno e mezzo dietro le sbarre più sei mesi con la condizionale.
A nulla sono valse le suppliche del marito-vittima che chiedeva al tribunale di essere clemente e lasciare allo sposo per quanto violento “un’altra chance”.

Corsivi miei.

Che dire? fosse successo fra un lui e una lei sarebbero partiti gli articoli di fuoco contro gli uomini maneschi e violenti e le donne che, poverine, rimangono con loro per pressione sociale e tutto il resto della solfa sul femminicidio…

Quella di sopra è l’ennesima prova che l’idiozia è una delle cose più equamente suddivise nel mondo.

 

Combinazioni

In europa se una persona torna a casa e trova il proprio compagno/a a letto con un/una terzo/a e gli uccide viene inquisito per duplice omicidio. In italia invece si avrebbe:

 

Tizio (M) torna a casa e becca il partner Caio(M) a letto con Sempronio(M). Pum Pum e gli uccide entrambi. -> Duplice omicidio con aggravante dell’omofobia.

Tizio (M) torna a casa e becca il partner Caio(M) a letto con Sempronia(F). Pum Pum e gli uccide entrambi. ->  Omicidio più femminicidio.

Tizio (M) torna a casa e becca la partner Caia(F) a letto con Sempronio(M). Pum Pum e gli uccide entrambi. ->  Omicidio più femminicidio.

Tizio (M) torna a casa e becca la partner Caia(F) a letto con Sempronia(F). Pum Pum e gli uccide entrambi. -> Duplice femminicidio con aggravante dell’omofobia.

Tizia (F) torna a casa e becca il partner Caio(M) a letto con Sempronio(M). Pum Pum e gli uccide entrambi. -> Duplice omicidio con aggravante dell’omofobia.

Tizia (F) torna a casa e becca il partner Caio(M) a letto con Sempronia(F). Pum Pum e gli uccide entrambi. -> Duplice omicidio

Tizia (F) torna a casa e becca la partner Caia(F) a letto con Sempronio(M). Pum Pum e gli uccide entrambi. -> Duplice omicidio

Tizia (F) torna a casa e becca la partner Caia(F) a letto con Sempronia(F). Pum Pum e gli uccide entrambi. -> Duplice omicidio con aggravante dell’omofobia.

Femminicidio

Ottimo articolo sul fatto quotidiano del prof. Tonello, con i numeri del fenomeno che lo ridimensionano grandemente.
L’articolo conferma quello che avevo già sospettato, e cioè che il femminicidio è una parola feticcio usata per manipolare emotivamente l’opinione pubblica allo stesso modo, ad esempio, degli stupri commessi dagli extracomunitari, dall’allarme sars etc. etc.
I giornali ne parlano ossessivamente e, funzionando come una lente distorcente, tendono ad ingrandire enormemente il problema.(1)

Vediamo ad esempio la definizione, riportata da somma e de maglie di femminicidio

Femminicidio termine teorizzato da Marcela Lagarde, antropologa messicana e qualunque atto di violenza compresa l uccisione, nei confronti di una donna in quanto donna, perche’ non rispetta un codice di comportamento imposto dalla morale, la tradizione, la religione. Per femicidio si intende la sola uccisione e il termine e’ stato teorizzato da Diane Russel.

Imho già nella definizione di femminicidio si notano due scorrettezze: in primo luogo la desinenza “cidio” indica, nella lingua italiana, la morte a causa di azioni violente; (infanticidio, suicidio, genocidio), non la generica azione violenta. Quindi il parlare di femminicidio intendendo qualunque atto di violenza è fuorviante allo stesso modo in cui si tende a parlare di vivisezione nel caso di sperimentazione animale.  Secondariamente anche le motivazioni per distinguere i casi di femminicidio sono abbastanza fumose: se il movente fosse, ad esempio, intascare l’assicurazione sulla vita della moglie, avremmo un caso di femminicidio o di omicidio? Come classificare ad esempio i  casi di omicidio-suicidio? e i suicidi di coppia?

Terza cosa la definizione di violenza è abbastanza vaga che può comprendere tutto e il contrario di tutto; secondo la definizione sia un singolo schiaffo volato durante un litigio accesso, magari per una mancata precedenza, che una donna che, a causa del marito, finisce all’ospedale con gli occhi neri ed un paio di costole incrinate sono femminicidio. Beh provate a sostituire omicidio in un qualsiasi articolo che parla di violenza “fra maschietti” e rendetevi conto dell’effetto.

Omicidio: l’arbitro lo espelle e Tizio, giocatore del pincopallo footbal club da una sberla all’arbitro.

Tizi fa un occhio nero a Caio, colpevole di non aver rispettato uno stop. Tizio è inquisito per omicidio.

 

Vediamo adesso anche i numeri; de maglie e somma in questo articolo parlano di 129 donne uccise, causa femminicidio, nel 2011. Tanto per avere un riferimento secondo l’istat in quell’anno sono morte 855 donne a causa di incidenti stradali.  (http://www.istat.it/it/archivio/73732, Tavola 2.27). Quindi per una donna morta a causa di atti violenti compiuti da partner e/o persone della cerchia familiare, ci son 14 donne morte per incidenti stradali.  Eppure il problema è il femminicidio e non la sicurezza stradale.  Imho trasformare la violenza contro le donne, in un babau a cui alla fine, con l’esclusione di qualche nazifemminista, non ci crede più nessuno è il modo migliore per peggiorare la situazione di chi, non per colpa sua, si trova in situazioni di reale disagio.

(1) Uno dei trucchi usati dalla pubblicità di concorsi a premi, giochi d’azzardo e casinò è di parlare solo dei vincitori e non di chi ha giocato ed ha perso così da dare l’impressione che chiunque gioca automaticamente vince. Capisco che la notizia sia Tizio che ha vinto un premio, magari il primo, alla lotteria Italia e non il 99% degli acquirenti di biglietti che hanno comprato il tagliando e non hanno vinto.

Il femminicidio e la sterilizzazione del linguaggio.

Sulla stampa è stata pubblicata un articolo di M. Murgia riguardo al linguaggio ed alla violenza sulle donne riportato anche nel suo sito;  http://www.michelamurgia.com/di-diritti/generi/per-le-donne-scriviamo-unaltra-storia
Devo dire che l’articolo non mi è piaciuto molto, mi è sembrato la solita sequenza di lagne e di luoghi comuni, frequente quanto trovi paladini del niente vestiti di armature scintillanti che si scagliano contro draghi immaginari.
Qui ci sono un paio di cifre  che mostrano come la battaglia contro il femminicidio sia una battaglia contro un drago immaginario costruito a tavolino dalla grancassa mediatica.

L’uomo è cacciatore.
È da quando ho le orecchie per sentire che questo modo di dire ritorna inesorabile in ogni discorso in cui si voglia giustificare in un uomo l’attitudine all’incostanza sentimentale, l’insistenza ottusa nel corteggiamento o la frustrazione di chi si è visto sfuggire di mano la preda(…)
Non realizzano di avere dentro alla testa l’associazione micidiale tra seduzione e morte.
Fanno finta di non ricordarsi che il cacciatore la preda la insegue per ucciderla.

Prima sbroccata sul linguaggio e non sulla sostanza, l’uomo è cacciatore significa semplicemente che è l’uomo che generalmente manda i messaggi più espliciti nel gioco della seduzione mentre la donna, anche se interessata rimane più indiretta. E un altra postilla, se ogni volta che una donna dicesse no il cacciatore ricorresse alla violenza difficilmente ci sarebbe qualche donna ancora viva.

(…) chi li veicola non ne è perfettamente consapevole, perché le parole hanno un grande potere: confermano immaginari, consolidano visioni e generano realtà.

Le parole descrivono la realtà ma non possono generare niente. Qualche volta il giochetto di ripetere una balla N volte affinché diventi verità riesce, ma spesso, e per fortuna, no.

Il modo in cui i quotidiani danno le notizie dei femminicidi è un esempio evidente di normalizzazione della narrazione violenta che riguarda i rapporti tra uomini/cacciatori e donne/prede. Delitto Passionale, Violenza Familiare, Dramma della Gelosia, Raptus di Follia: sono tutte espressioni che ripetono e amplificano l’idea che amore e morte siano apparentati, che familiare sia un complemento di specificazione della violenza, che il sentirsi traditi o deprivati la possa giustificare e soprattutto che gli esiti estremi, quelli che lasciano le donne senza vita sui pavimenti delle loro stesse case, siano gesti fuori dalla ragione, colpe senza colpevoli, buchi neri dove far svanire ogni tentativo di lettura più complessa.

Qui siamo alla sborccata pura. Familiare specifica l’ambiente in cui è maturato il delitto, come incidente automobilistico, passionali, gelosia, follia indicano semplicemente le cause che hanno portato al gesto estremo. Non vedo cosa ci sia di male nel mettere queste specificazioni e che effetto possa avere con il linguaggio.  O che significato assolutorio o giustificativo possano avere; il termine “pirata della strada” ispira forse simpatia ?

È necessario che i narratori delle trame pubbliche si fermino e si riprendano la responsabilità delle parole. Occorre fare insieme la fatica di confrontarsi per provare a rivedere le storie comuni che tutti abbiamo contribuito a consolidare; solo da una nostra differente volontà narrativa può scaturire la possibilità che il futuro delle donne sia un’altra storia.

Mah negli articoli non mi sembra che si minimizzi la violenza o che si chieda ogni volta l’assoluzione per il carnefice. E secondariamente non riesco a capire il senso di questa candeggina semantica. Perché invece di lambiccarsi il cervello per creare l’ennesima inutile neolingua ipocrita politically correct non si parla di porcherie come queste:

fonte: corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/24-novembre-2012/infibulazione-genitori-assolti-2112857612276.shtml

Infibulazione: genitori assolti
Verona, bimbe incise: «In patria sarebbero state discriminate». Furono i primi ad essere condannati grazie alla nuova legge, sentenza ribaltata in Appello

PS da notare l’illustrazione che accompagna l’articolo, una vignetta di Altan raffigurante una donna con il seno nudo; donna = seno nudo ?