Renzi non ha mai vinto le elezioni…

A quanto pare in italia esiste la costituzione a geometria variabile, un testo nel quale, come capita con le quartine di nostradamus, chiunque purché abbastanza preparato o paraculo può leggervi quello che, al momento, fa più comodo.

Prendiamo la questione del titolo. A norma di costituzione(1) (titolo III articoli 92, 93, 94)

Art. 92.

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.

Art. 93.

Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.

Art. 94.

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

Il Governo per essere valido deve avere il Presidente (e i Ministri) nominati dal Presidente della Repubblica e deve avere la fiducia delle Camere. L’elezione diretta del capo del governo non è prevista dalla costituzione italiana. Gli italiani possono solo eleggere i parlamentari, i quali poi daranno loro la fiducia al governo. Quando berlusconi mise il suo nome sulla scheda elettorale molta dell’intellighenzia italiota si sbracciò a dire che era una presa in giro in quanto non si poteva votare direttamente per il presidente del consiglio(2). Quindi che Renzi debba avere avuto bisogno di vincere le politiche per poter dirigere in maniera legittima il governo è una solenne bufala.  E non è neppure richiesto che il presidente del consiglio debba per forza essere un Parlamentare, per prassi generalmente lo è ma, come ad esempio nel caso del governo Ciampi, può non esserlo.

Bufala che poi diventa un boomberang tremendo quando viene svelata e la crassa ignoranza istituzionale si palesa.

Lenticchia Renzi si può criticare per mille motivi però, se si critica prevalentemente con motivi pretestruosi od infondati l’unico risultato è di far apparire quasi tutte le critiche, anche quelle che sarebbero fondate e validamente motivate, come pretestuosamente polemiche.

Senza considerare anche un altro fatto: supponiamo per assurdo che gli italiani possano votare direttamente il presidente del consiglio; chi era il candidato presidente del consiglio dei 5 stelle ovvero, in caso di vittoria chi avrebbe dovuto ricevere l’incarico di formare il governo? Che io ricordi non è stato fatto alcun nome ergo qualunque stellino avesse ricevuto l’incarico e avesse formato il governo tale governo sarebbe stato illegittimo. Bella zappa sui piedi…

(1)Interessante notare che più la costituzione viene invocata per accusare qualcosa di incostituzionalità e meno  probabile che la qualcosa sia effettivamente incostituzionale.

(2) Cosa prevista ad esempio dalla riforma costituzionale del cdx, riforma bocciata dal referendum del 2006.

sacro colpo della risata beffarda di hokuto

Circa 2000 anni fa, la Dinastia Principale di Hokuto dominava già il mondo come “Scudo dell’Imperatore del Cielo” (ovvero l’Imperatore della Cina, ritenuto una Divinità). Alla morte dell’Imperatore , la Cina entrò in quel periodo storico chiamato “Guerra dei Tre Regni” ( 206 a.C.-220d.C. ), durante il quale venne sconvolta dalle lotte tra le fazioni appartenenti ai 3 Generali che si erano divisi il territorio. I Monaci Tutelari della Dinastia di Hokuto erano molto preoccupati… dovevano fare in modo che un uomo si elevasse al di sopra di tutti gli altri. Tale guida doveva discendere dal ramo principale della Dinastia e il suo compito era quello di creare una nuova e invincibile arte marziale. La scelta ricadde su Shuken, il quale, partendo dalle basi del ’arte marziale della Dinastia Principale (Hokuto Soke), la quale aveva ormai raggiunto il suo limite, sviluppò un nuovo micidiale sistema di combattimento capace di adattarsi ad ogni situazione e di evolversi continuamente, non trovando mai un limite di potenza finito: L’Hokuto Shinken.

Da quello che sto vedendo nei vari forum e su twitter si è evoluto un nuovo tipo di attacco a bufalari e cazzari vari del web, colpo contro il quale attualmente hanno pochissime difese e contro il quale la tecnica “della montagna di merda” non ha efficacia.
La tecnica della “montagna di merda”, consiste nell’incasinare sempre di più il racconto e tirar fuori tre nuove bufale per confutare lo sbufalamento di una vecchia. Talvolta funziona contro certe smentite tecniche ad una bufala, parlo del mercurio nei vaccini che causa l’autismo e quando mi dicono che oramai è eliminato aggiungo che ci sono anche i virus e i batteri dentro i vaccini; e la discussione si allunga. O al complotto delle scie chimiche aggiungo quello di ladyD e poi i rettiliani massoni ebrei atei illuminati che vogliono dominare il mondo con il signoraggio.

Contro la tecnica della montagna di merda si sta dimostrando efficacissimo il sacro colpo della risata beffarda di hokuto noto anche come il colpo dei mille perculamenti. Smontare congetture campate per aria sui rettiliani, ladyD, le scie chimiche e il signoraggio può essere complicato, perculare qualcuno che le diffonde con l’hashtag #StrakerEraPresenteQuando invece è molto più facile e contro quel tipo di attacco aggiungere ai servizi segreti deviati, i rettiliani e le oscure trame di bigpharma serve a poco, anzi ti rendi molto più ridicolo.

La stessa cosa è capitata in alcuni articoli patascientifici pubblicati sul fatto come quello sulla chelazione; il forum era pieno di perculate e pernacchie verso l’autore e verso i complottisti che cercavano di tenergli il bordone.  Che si stia sviluppando una nuova, micidiale tecnica dialettica?

Per concludere un confronto fra due citazioni

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.
Mahatma Gandhi

The fact that some geniuses were laughed at does not imply that all who are laughed at are geniuses.
They laughed at Columbus, they laughed at Fulton, they laughed at the Wright brothers. But they also laughed at Bozo the Clown.
[Carl Sagan – Broca’s Brain (1979), p. 64 ISBN 0394501691] from wikiquote

Il fatto che alcuni geni siano stati oggetto di ridicolo non implica che tutti quelli di cui si ride siano dei geni.
Hanno riso di Colombo, hanno riso di Fulton, hanno riso dei fratelli Wright. Ma hanno anche riso di Bozo il Clown
[Carl Sagan]

PS
#StrakerEraPresenteQuando Stanley Kubrick girò le riprese del falso allunaggio dell’Apollo.

toh, la magistratura si occupa anche di caccia alle streghe…

Articolo, del fatto quotidiano, abbastanza inquietante.

da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/23/vaccini-la-procura-di-trani-apre-uninchiesta-su-possibile-connessione-con-autismo/923396/

Vaccini, procura di Trani apre inchiesta su possibile connessione con autismo
Gli accertamenti sono partiti dopo la denuncia dei genitori di due bambini ai quali è stata diagnosticata dai medici una sindrome autistica che, secondo le denunce, potrebbe essere stata causata proprio dai vaccini. L’ipotesi di reato contro ignoti è di lesioni colpose gravissime

La Procura di Trani ha avviato un’indagine conoscitiva, quindi senza indagati, sulla somministrazione del cosiddetto vaccino “raccomandato” (contro il morbillo, rosolia e parotite). L’inchiesta è condotta dal pm Michele Ruggiero ed è stata delegata ai carabinieri del Nas. Gli accertamenti sono partiti dopo la denuncia dei genitori di due bambini ai quali è stata diagnosticata dai medici una sindrome autistica che, secondo le denunce, potrebbe essere stata causata proprio dai vaccini. L’ipotesi di reato contro ignoti è di lesioni colpose gravissime. Lo scopo dell’inchiesta è capire se esiste una correlazione tra l’insorgere della sindrome e la vaccinazione. I bimbi interessati hanno circa tre anni. In Italia ci sono state diverse sentenze di condanna da parte di tribunali che hanno riconosciuto il nesso di causalità.

La correlazione tra vaccino e autismo resta, per ora, un punto interrogativo. E, anche se sono passati diversi anni da quando gli studi che legavano i vaccini all’autismo sono stati ritirati dalle stesse riviste che li hanno pubblicati perché frode deliberata, ancora oggi si vedono gli effetti di quella campagna denigratoria, come nel caso dell’epidemia di morbillo dell’anno scorso in Gran Bretagna, che ha fatto anche un morto. A ribadire l’assenza di un legame è tornata l’Oms, che nel suo ‘vademecum’ pubblicato sul sito alla fine dell’anno scorso ha raccolto le principali domande sulla malattia. ”I dati epidemiologici disponibili non mostrano nessuna evidenza di correlazione tra il vaccino trivalente per morbillo, rosolia e parotite e l’autismo, e lo stesso vale per ogni altro vaccino infantile – si legge -. Studi commissionati dall’Oms hanno inoltre escluso ogni associazione con gli adiuvanti al mercurio usati in alcune formulazioni”. (…)

Grave per tutta una serie di motivi mica da ridere.

1) Grave che la magistratura indaghi su una vicenda già analizzata e per la quale ci sono molti articoli scientifici che dimostrano che il legame fra vaccini e autismo è una bufala. Che una procura non creda a tali articoli ma voglia che i NAS indaghino ulteriormente è benzina per tutti i fuffari antivaccinisti del complotto nazipedoterrosatanista di big pharma. Si rischia di alimentare una psicosi inutile che, ad esempio, a Manhattan(1) ha creato un focolaio. Nell’ultima epidemia in italia, in campania, il morbillo aveva portato a 600 ricoveri ospedalieri, 15 encefaliti e 6 decessi (fonte: Stradeonline).

2) Che una procura, aprendo un procedimento di tal tipo dimostri a una plateale ignoranza scientifica, e neppure un minimo di buon senso di contattare uno o due esperti della materia per avere un parere ufficioso e valutare se sia il caso di aprire un indagine o archiviare la denuncia visto che porterebbe l’indagine immediatamente in un vicolo cieco. Aggiungendo ulteriori rischi ad una azienda che vorrebbe investire in italia. E se un domani, per ipotesi, i nas sequestrassero tutti i cellulari della ACME, con gli ovvi danni del caso, perché, secondo una denuncia del signor Tonteddu Konk’e’ Linna(2), le radiazioni da loro prodotte emanano karma negativo che gli impedisce di vincere alla lotteria italia?

3) Già dopo la sentenza dell’aquila la comunità scientifica internazionale ha protestato per una sentenza scientificamente illogica e campata per aria, per stamina idem, continuiamo la serie

4) C’è anche la questione delle risorse impiegate, non credo che a Trani non ci siano altre cause pendenti e altri procedimenti più urgenti? che i nas non abbiano nulla di meglio da fare? Ci si lamenta per la scarsità di risorse e poi si buttano fuori dalla finestra i soldi in indagini, diciamo, alquanto inutili.

Serve urgentemente una riforma della giustizia, serve un sistema per stoppare i PM che vogliono aprire indagini senza né capo e né coda, serve una verifica terza della qualità del lavoro dei periti e la possibilità di cassare inappellabilmente sentenze basate su perizie campate per aria.  Altrimenti si finisce male, molto male.

PS

La terra è ferma ed il sole ci gira intorno. Lo dimostra una sentenza della magistratura (cfr il caso Bellarmino contro Galilei).

(1) Manhattan, New York, non uno slum di Calcutta o un sobborgo di  Bujumbura (capitale del Burundi). Alla faccia di tutti quelli che sostenevano che i virus si erano suicidati solo per il miglioramento delle condizioni igieniche.

(2) Letteralmente “Tontolone testa di legno”.

Dato e metadato, l’importanza di questi ultimi…

Un metadato (dal grecometa- “oltre, dopo” e dal latinodatum “informazione” – plurale: data), letteralmente “dato su un (altro) dato”, è un’informazione che descrive un insieme di dati.

Un esempio tipico di metadati è costituito dalla scheda del catalogo di una biblioteca, la quale contiene informazioni circa il contenuto e la posizione di un libro, cioè dati riguardanti i dati che si riferiscono al libro. Un altro contenuto tipico dei metadati può essere la fonte o l’autore dell’insieme di dati descritto oppure le modalità d’accesso, con le eventuali limitazioni.
[fonte wikipedia]

I metadati sono importanti perché forniscono la cornice cui è possibile interpretare i dati e le informazioni. Un trucco dialettico molto sottile è il taroccare non i dati o le informazioni ma i metadati in maniera tale da forzare una lettura errata del dato. Prendiamo ad esempio il caso Stamina e le Iene: il dato è il filmato con i bambini che si muovo. A meno di non voler pensare a sofisticatissimi taroccamenti con computer graphics, roba che avrebbe fatto schiattare di invidia la Pixar, dobbiamo considerare vero il dato: i bambini si muovono, è innegabile. Dove stà quindi il taroccamento: nel metadato, ovvero nell’affermazione che i bambini con SMA non trattati non si muovono. Il falso non è nel filmato ma nel suo titolo.  E ovviamente tutte le volte che viene messo in discussione il titolo, e non il contenuto, parte la polemica: ma nel filmato i bambini si muovono.

Altro esempio questa polemica: http://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2013/03/24/in-queste-ore-studenti-di-veterinaria-subiscono-persecuzione-nazimalista/ le foto sono vere, quello che viene taroccato è il metadato, l’informazione sul contenuto della foto. Una didascalia come: studenti di veterinaria si esercitano in una autopsia avrebbe causato molte meno reazioni da parte si simpatizzanti animalisti.

Quindi il modificare i metadati senza toccare i dati è una tecnica dialettica abbastanza sofisticata e sottile, anche perché consente di rispondere a molte contestazioni sfruttando la genuinità, reale, del dato. Ecco perché. a mio avviso quando si sospetta che venga utilizzata tale tecnica, come nel caso della polemica dei naziambientalisti per la dissezione del cane, a mio avviso è utile attaccare con un: “la foto è vera ma il titolo è sbagliato.”

Il confondere dato e metadato è anche uno degli errori classici dei giornalisti; in molti casi ho letto articoli dove il fatto era ignorato e i commenti si basavano solo sul titolo, magari ad effetto, mentre il contenuto dell’articolo era di segno opposto. Uno dei casi più clamorosi che ricordo è questo: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/cassazione-bocciatura/cassazione-bocciatura/cassazione-bocciatura.html.

Titolo:  “Minacciare la bocciatura è reato” Cassazione conferma pena a prof

Impressione leggendo il titolo: La cassazione stavolta l’ha sparata clamorosa.

Sunto dell’articolo : un docente che minaccia la bocciatura per cause extrascolastiche commette reato. La cassazione ha confermato la condanna ad un professore che aveva minacciato di bocciatura una studentessa a causa dei comportamenti della madre di lei.

(…)In particolare, il professore aveva detto a Silvia C. che “non aveva più alcuna possibilità di essere promossa”, per ‘vendicarsi’ di un intervento fatto nell’Assemblea dei genitori dalla mamma della ragazza che proponeva di rimuovere il docente, per la sua scorrettezza (obbligare gli studenti a prendere ripetizioni private a pagamento dal docente stesso NdA), nel triennio successivo. (…)

Impressione leggendo l’articolo: titolo abbastanza fuorviante.

Ecco perché quando cominciano ad essere citati immagini, video su iotubo etc, etc. occorre chiedere, e nel caso contestare i metadati e non limitarsi a polemizzare sul dato.

Storia di una teoria fisica: la luce.

Nature and nature’s laws lay hid in night;
God said “Let Newton be” and all was light.
[Alexander Pope]

It could not last; the Devil shouting “Ho!
Let Einstein be!” restored the status quo.
[John Squire]

La natura e le sue leggi giacevano nascoste nella notte
Dio disse: “sia Newton” e luce fu.

Ma non finì in quel modo.
Il Diavolo urlando: “Ho! sia Einstein”, riportò tutto allo status quo

Dopo aver visto precedentemente, cosa sia un’osservazione, una ipotesi, l’esperimento e una teoria, vediamo come funzionano prendendo come esempio la teoria fisica sulla luce(1); Da sempre i filosofi naturali si chiedevano quale fosse la natura della luce. Alcuni congetturarono che fosse composta da atomi di luce (Democrito) altri che fosse invece una sorta di fluido evanescente: l’etere (Aristotele).

Saltiamo avanti di qualche anno e arriviamo al 1675 circa, gli scienziati discutevano della natura della luce se essa fosse formata da corpuscoli o da onde. Erano state fatte alcune osservazioni sperimentali grazie alla campana di Torricelli, una campana di vetro in cui era possibile fare il vuoto, ovvero se noi mettiamo una campanella sotto la campana di vetro e, all’interno della campana di vetro facciamo il vuoto, anche se agitiamo la campanella non sentiamo il suono ma continuiamo a vedere la campanella. Quindi le onde sonore si propagano attraverso l’aria e/o i mezzi materiali(2), ma le onde luminose attraverso quale mezzo materiale si propagano ? A quell’epoca i fisici non credevano possibile che delle onde si potessero propagare nel vuoto.

Il maestro Jedi (che la forza sia con te) Isaac Newton sostenne, sulla base di quegli esperimenti, che la luce era formata da particelle, la così detta teoria corpuscolare della luce. Quella teoria spiegava bene i fenomeni come la riflessione, la rifrazione o la scomposizione della luce in un prisma. La riflessione era spiegata in termini, matematici, di urto elastico, per dare un idea lo stesso che avviene quando una palla da biliardo ideale colpisce una sponda del biliardo. La scomposizione della luce invece viene spiegata dalla differente velocità delle particelle di luce attraverso il prisma.

L’astronomo Christiaan Huygens invece sosteneva l’ipotesi ondulatoria della luce, ovvero che la luce fosse un onda ma tale teoria non riusciva, all’epoca, a giustificare come mai le onde si propagassero nel vuoto, quindi tale ipotesi non veniva accettata dai fisici dell’epoca

Quindi grazie alla statura di Newton si afferma la teoria corpuscolare, teoria che spiega bene (nel senso del formalismo matematico) i fenomeni osservati.

Arriviamo circa al 1800; Thomas YoungAugustin-Jean Fresnel realizzano delle esperienze sperimentali che mostrano che la luce ha, inequivocabilmente, una natura ondulatoria. Ovvero mostrano che la luce fatta passare attraverso fessure strette presenta fenomeni di diffrazione e, soprattutto usando l’esperimento dell’interferenza a doppia fenditura. Esperimento inspiegabile dalla teoria corpuscolare e spiegabilissimo invece se si considerava la luce come un onda. Quindi, per evidenza sperimentale, la teoria corpuscolare venne abbandonata e venne adottata la teoria ondulatoria.

Rimaneva però aperto il problema: “come si propagano le onde luminose”. Per risolverlo venne congetturata l’esistenza di una sostanza, l’etere luminifero, nella quale le onde luminose si propagassero. L’etere era una sostanza incredibile, non poteva essere eliminata dalle pompe a vuoto, permeava tutti i corpi, doveva avere una rigidità incredibile.

Nonostante questo buco nella teoria, la teoria ondulatoria veniva accettata ed utilizzata perché spiegava benissimo gli esperimenti.

Arriviamo al 1865, James Clerk Maxwell  rielabora i lavori precedenti sull’elettromagnetismo in modo da trattare la materia in maniera più organica, in particolare riporta quattro equazioni mediante le quali si riesce a descrivere, in termini matematici, molto bene i fenomeni elettrici e magnetici. Le soluzioni di tali equazioni infatti descrivevano il comportamento dei campi elettrico e magnetico.

Venne notato che esisteva una soluzione di tali equazioni che descriveva un campo elettrico ed un campo magnetico oscillanti nel vuoto, ovvero le onde elettromagnetiche poi scoperte da Heinrich Rudolf Hertz. Ed inoltre nelle equazioni che descrivevano il comportamento dei campi elettrico e magnetico nel vuoto compariva una costante che aveva le dimensioni fisiche di una velocità al quadrato.

Contemporaneamente continua la ricerca dell’etere; i fisici MichelsonMorley ideano e compiono un celebre esperimento per misurare la velocità dell’etere rispetto alla Terra, Terra che si muove nello spazio alla velocità di circa 30 Kilometri al secondo misurando le differenze di velocità della luce a seconda della direzione in cui viaggia il raggio luminoso. E fu un fiasco, non ci riuscirono, la luce sembrava avere la stessa velocità in qualunque direzione. Risultato, per la fisica dell’epoca, ancorata alla relatività galileiana inspiegabile.

Immaginiamo di avere due persone, una su un treno che viaggia di moto rettilineo a 360 Km/h (100 m/s e uno a terra.  Se quello sul treno lancia, in direzione opposta al moto del treno, un sasso con la fionda e tale sasso si muove alla velocità di 100 metri al secondo rispetto all’osservatore sul treno, l’osservatore a terra, secondo la relatività galileiana, vedrà il sasso praticamente fermo. Per la relatività galileiana infatti le velocità si sommano.

Adesso immaginiamo che il treno viaggi a 100.000 kilometri al secondo, se invece di un sasso l’osservatore sul treno lancia un impulso luminoso, lui lo vedrebbe muoversi a 300.000 Km/s mentre per l’osservatore a terra l’impulso dovrebbe viaggiare a 200.000 kilometri al secondo. In realtà la velocità misurata da entrambi gli osservatori è di 300.000 kilometri al secondo. La relatività galileiana, teoria testata e verificata sperimentalmente molte volte, non funziona più(3).

Ricapitoliamo: le equazioni di Maxwell descrivono, matematicamente, delle onde la cui velocità deve essere costante indipendentemente dalla velocità della sorgente, la luce sembrava avere la stessa velocità in qualsiasi direzione la si misurasse, anche questo in aperto contrasto con la relatività galileiana e newtoniana.

C’era anche un altro esperimento che le teorie fisiche del momento non riuscivano a spiegare: l’effetto fotoelettrico: se lanciamo contro una lastra metallica onde elettromagnetiche abbiamo che vengono emessi, dalla lamina, alcuni elettroni. La giustificazione del fenomeno per la fisica classica era: il campo elettromagnetico fa oscillare l’elettrone e se lo fa oscillare troppo lo strappa all’atomo in maniera simile alla fiamma di un fornello che porta pian piano l’acqua all’ebollizione.

Peccato che ci fossero alcuni fatti che quella spiegazione non riusciva a giustificare: innanzitutto affinché avvenisse il fenomeno la radiazione elettromagnetica doveva avere una frequenza superiore ad un certo valore di soglia. Come dire: se il fornello brucia a 200 gradi l’acqua bolle, se brucia a 150 non succede nulla. Secondo: se aumentavamo l’intensità delle onde incidenti aumentava il numero di elettroni strappati ma non la loro velocità e terzo la velocità degli elettroni strappati dipendeva solo dalla frequenza dell’onda incidente.

Conclusione: le teorie fisiche, che poi vennero dette classiche, non riuscivano a spiegare quei fenomeni, era un fiorire di ipotesi che cercavano di spiegarli, ad esempio Lorentz congetturò, per salvare la meccanica classica, che le distanze venissero contratte e i tempi dilatati nel verso di propagazione del raggio di luce per giustificare la costanza della velocità della luce, analogamente fiorivano ipotesi per spiegare i risultati ottenuti da Plank.

Uno studente del dottorato di ricerca in fisica al politecnico di Zurigo, temporaneamente impiegato all’ufficio brevetti di Berna(4), pubblica alcuni articoli sulle riviste scientifiche in cui, sviluppando la teoria sui quanti messa a punto da Max Plank, fornisce una spiegazione matematica dell’effetto fotoelettrico. Ipotizza che la luce sia formata da particelle (i quanti di luce) e che l’energia fra il quanto di luce e l’elettrone venga trasmessa di botto come avviene nel caso di un urto secco fra due palle da biliardo e non gradualmente come avviene con l’ebollizione.

Se il quanto ha poca energia si limita a rimbalzare come capita ad esempio ad un pallone lanciato contro un muro. Se invece ha abbastanza energia fa saltare un elettrone causando l’effetto fotoelettrico.

Dopo 100 anni ritorna in auge la teoria corpuscolare della luce. Oggi è noto che la luce si comporta sia come onda che come particella così come, ad esempio, gli elettroni. E per trovare una interpretazione di quei fenomeni ci son stati dibattiti all’interno della comunità dei Fisici, caspita se ce n’è son stati.

Riguardo poi alla costanza della velocità della luce, l’impiegato dell’ufficio brevetti elaborò le idee di Lorentz e le descrisse in maniera matematicamente organica in un suo celebre articolo che portò alla relatività ristretta.

Le idee di Einstein, come le ipotesi dei fisici precedentemente citati vennero accettate dal resto della comunità scientifica grazie agli esperimenti. Grazie al fatto che tali teorie spiegavano meglio ed in maniera più efficace osservazioni sperimentali e che, come capita nelle migliori teorie, consentivano di prevedere nuovi fenomeni che vennero realmente osservati.

Da notare anche che, a differenza della vulgata fuffista che vuole Einstein un incompetente a scuola che tira fuori, non si capisce da dove, idee innovative e, prima viene coperto di ridicolo e poi si copre di gloria, la realtà è che Einstein è stato un ottimo fisico, che ha elaborato e dato organicità a molti lavori e idee di grandi fisici precedenti(5) e che ha lavorato secondo i crismi della comunità scientifica portando a supporto delle sue ipotesi un sacco di esperimenti che venivano spiegati benissimo da quelle. Ed inoltre erano descritte in termini matematici rigorosi(6) a differenza di molti fuffari che si paragonano ad Einstein ma le cui ipotesi fanno acqua da tutte le parti e non son mai state verificate sperimentalmente.

E che la comunità scientifica non ha difficoltà ad accettare le novità purché fornite di robuste ed inequivocabili prove sperimentali, non è quel blocco monolitico di conservatori che si oppongono, per partito preso, a qualsiasi novità o spiegazione, come la teoria dei quanti di Plank, in aperta contraddizione con le teorie precedenti. L’importante è che:

  1. La teoria sia descritta matematicamente e che tale descrizione sia consistente.
  2. Le evidenze sperimentali portate a supporto della teoria siano state confermate da terze parti
  3. Gli eventi previsti dalla teoria effettivamente vengano misurati.

(1) È un articolo divulgativo quindi non crocifiggetemi per qualche semplificazione azzardata.

(2) Più è denso il mezzo e più viaggiano veloci, giova ricordare i western dove puntualmente l’indiano appoggiando l’orecchio al binario sentiva l’arrivo del treno molto prima di vederlo.

(3) In realtà per velocità “basse” ovvero molto inferiori rispetto alla velocità della luce, masse e distanze “piccole”, i risultati ottenuti usando la relatività galileiana differiscono da quelli ottenuti usando la relatività di Einstein di un valore di molti ordini di grandezza inferiori rispetto alla precisione degli strumenti di misura usuali. Come dire che nel disegnare la piantina di casa vostra il geometra può ignorare la curvatura terrestre e far finta che la terra sia piatta.

(4) Sì, Eintein quando elaborò le sue teorie era studente di dottorato di ricerca in Fisica.

(5) Ad esempio Michelson, Lorentz e Plank erano vincitori del premio Nobel per la Fisica.

(6) Per strutturare matematicamente la teoria della relatività Einstein chiese aiuto perché si trovò nella necessità di dover utilizzare l’ “absolute differential calculus  (quella che costituirà la base dell’analisi matematica tensoriale)”, una branca della matematica messa a punto in quegli anni da G. Ricci Cubastro e T. Levi Civita

l’aumento dei tumori, big pharma e il paradosso dell’elmetto,

Durante la prima guerra mondiale, dopo l’introduzione da parte degli eserciti di elmetti in acciaio per la fanteria, il numero di feriti fra i soldati aumentò enormemente. Perché avvenne ciò?

Volendo fare i complottisti si potrebbero usare le statistiche sui feriti, mostrare la forte correlazione (vera e dimostrata) fra l’aumento di ‘uso dell’elmetto  e l’aumento del numero di feriti e usare i dati ottenuti per confezionare un articolo di fuoco contro la lobby degli elmetti che sta complottando con quella delle bende e cerotti per far aumentare il numero di feriti.

Volendo invece fare i seri basta far notare che ad un aumento di feriti corrisponde un diminuzione di morti per ferite alla testa. E che l’elmetto pur non permettendoti di uscirne illeso almeno in certi casi evita di farti lasciare le penne.

Quindi l’aumento di certi eventi, come l’essere ferito, che prima erano mascherati da altro, ovvero l’essere morto, è fisiologico. Tutte le volte che vai a ridurre l’evento che prima mascherava avrai come risultato un aumento di eventi che prima erano mascherati.

E un trucchetto dei ciarlatani è denunciare l’aumento dei casi mascherati (morti per tumore, autismo nei bambini, etc. etc.) senza però attribuirlo alla causa corretta ovvero la riduzione dell’evento mascherante.

Prendiamo ad esempio l’aumento dei tumori come causa di morte, un fatto che viene citato tutte le volte che qualche ciarlatano, per promuovere il suo mirabolante olio di serpente, urla al gomblotto di big pharma. E’ vero che c’è un aumento delle morti a causa di tumore, ma questo più che da bigpharma è causato da una drastica riduzione delle morti per altre cause o altre malattie: al giorno d’oggi in italia è rarissimo morire di tubercolosi, malaria, vaiolo. Ad esempio alla fine dell’Ottocento in Italia si avevano, mediamente, 15.000 morti per malaria(1) all’anno, e numeri simili per molte altre malattie oggi curabilissime. Dove prima avevi, cifre a caso, 1000 malattie incurabili oggi di malattie incurabili c’è ne sono 50.

Lo stesso riguarda i vaccini; grazie alla vaccinazione sono state ridotte enormemente le cause di morte infantile e logicamente sono emerse le altre cause di morte e/o malattia che prima venivano mascherate dal vaiolo, dalla poliomielite et altre.

Questo dimostra come mai i dati sull’aumento di certe malattie pur essendo veri vengono letti in maniera da falsare le conclusioni da ottenere, un caso da manuale di uso delle statistiche per mentire.

(1) Fonte wikipedia italia https://it.wikipedia.org/wiki/Malaria

Osservazione, ipotesi, sperimentazione, teoria

Una delle cose che ho notato leggendo i forum del fatto quotidiano è che molte persone ignorano quale sia il ciclo di vita di una teoria scientifica e confondano osservazione con sperimentazione, ipotesi con teoria.

Vediamo grosso modo come funziona la creazione di una nuova teoria scientifica; la base è sempre l’osservazione. Cos’è l’osservazione? semplicemente la mera registrazione di un fatto: “ho visto un palloncino azzurro volare via e una palla rossa verso il basso”.

Un’osservazione è solo quello. Prova poco e dimostra solo il fatto in se, non dice nulla sulle cause, non spiega alcun perché; “perché il palloncino invece di cadere è volato via, perché invece la palla è caduta?”.

L’osservazione non lo spiega, l’osservazione è solo un fatto.

Per spiegare il fenomeno devo fare una ipotesi; ipotizzo che il peso dipenda dal colore degli oggetti: gli oggetti “azzurri” tendono a salire mentre gli oggetti  “rossi” tendono a cadere, e che il peso dipenda da quanto azzurro e quanto rosso ci sia nel corpo (la celeberrima teoria cromogravitazionale(1) di Shevathas). Magari formalizzo la mia ipotesi con una formula matematica:

P = α⋅R – β⋅A

Il peso è dato dalla differenza fra il peso della componente rossa (R) moltiplicato per una costante di proporzionalità (α) meno il peso della componente azzurra (A) anche lui moltiplicato per una costante di proporzionalità (β).

Creata l’ipotesi questa va verificata mediante degli esperimenti. Cos’è un esperimento ? Un esperimento altro non è che una osservazione fatta però prestando attenzione alle condizioni nelle quali viene svolto l’esperimento e cercando di misurare il fenomeno oggetto dell’osservazione allo scopo di verificare se l’ipotesi riesce a spiegare bene il fenomeno. E per fare questo non basta una sola osservazione ma ne devono venire svolte diverse sotto diverse condizioni sperimentali. Nel nostro caso: verificare che il peso dipenda solo dal colore del corpo e non, ad esempio, dal materiale usato per gonfiare il palloncino. Quindi per verificare se il peso dell’oggetto è dovuto solo al colore possiamo operare in diversi modi:

  1. Operare usando una luce monocromatica, che ovviamente altera i colori dei corpi e vedere se ci son variazioni di peso.
  2. Prendere due corpi uguali, ad esempio due barattoli di vernice bianca, e provare a versare in uno un pigmento rosso e nell’altro un pigmento blu e pesarli per vedere se ci son differenze.
  3. Prendere dei palloncini azzurri tutti uguali, riempirli con gas diversi e pesarli.

Ovviamente le condizioni devono essere il più possibile uguali per entrambi i corpi che vogliamo pesare. Dovrebbe essere logico che un corpo pesato sulla luna pesa di meno di un corpo pesato sulla terra, d’altra parte il cielo è azzurro, no ?

Fatto questo si descrivono gli esperimenti ed i risultati ottenuti in un paio di articoli scientifici che verranno letti e valutati dal resto degli specialisti della materia (peer review) e non dall’uomo della strada o dalla casalinga di Voghera.

Se gli esperimenti vanno a buon fine e il modello matematico sembra descrivere bene il fenomeno l’ipotesi verrà accettata e diventerà una teoria. Magari la teoria potrà venire usata per prevedere nuovi fenomeni, ad esempio il comportamento di un palloncino giallo o viola, nuovi comportamenti che verranno sottoposti anche loro a verifiche sperimentali.

Se invece gli esperimenti si dimostrano in disaccordo con la teoria, ad esempio lo stesso palloncino riempito di elio vola via e di anidride carbonica invece casca a terra, l’ipotesi dovrà essere rigettata.

E qui si aprono alcune strade: o si modifica l’ipotesi iniziale per giustificare gli esperimenti falliti: “il palloncino con elio sale perché l’elio è un gas azzurro mentre il neon è un gas rosso”, o si contestano gli esperimenti: “son falliti perché son stati fatti in un laboratorio alla luce artificiale che falsa i colori”, oppure, spesso la più gettonata, se la si prende contro la famigerata lobby dei fisici: “rigettano la mia teoria perché dovrebbero cambiare drasticamente il loro modo di pensare”…

Ovviamente se si modifica l’ipotesi bisogna tornare a sperimentare cercando di individuare quale sia stata la causa che ha falsato l’esperimento(2).

Quindi il ciclo di una teoria scientifica è:

osservazioni –>

creazione di una ipotesi per spiegare le osservazioni –>

verifica sperimentale dell’ipotesi –>

se la verifica ha avuto successo l’ipotesi diviene teoria, se invece fallisce si deve cercare di modificare l’ipotesi o rigettarla.

Con il caso della piccola Sara e della cura Stamina molti, comprese le iene, si son fermati all’osservazione (un miglioramento non si capisce se dovuto alla cura o ad altre cause) senza passare alla fase sperimentale. Rendendo teoria un’ipotesi a causa della vox populi e non delle prove sperimentali. Come dire: Galileo aveva torto perché il popolo credeva al sistema geocentrico.

PS

Come esercizio si provi a calcolare il crackpot index della cromogravitazione.

(1) Esiste, e funziona la cromodinamica quantistica e non può esistere una cromogravitazione?

(2) Cosa che spesso ha portato ad aprire nuovi campi di ricerca, ad esempio il fenomeno della precessione del perielio dell’orbita di mercurio.

tecniche di debunking

Talvolta discutendo nei forum su internet arriva il complottista – fuffaro che ad esporre le sue teorie.  In certi casi il discuterci e “debunkare” le sue teorie può essere uno svago divertente.  Di seguito un piccolo prontuario con le tecniche di debunking che preferibilmente uso.

  1. Chi fa una affermazione deve portare delle prove per dimostrarla. Una delle tecniche dialettiche preferite dai fuffari è sparare la loro affermazione: esiste il “truffolone“(1) e poi richiedere a chi si dimostra scettico di dimostrare lui la non esistenza del truffolone. E’ un trabocchetto nel quale è meglio non caderci, sia perché in molti casi è impossibile dimostrare che qualcosa non esiste, sia perché spesso lo smentire una cavolata richiede molto più lavoro rispetto allo spararla. Quando qualcuno afferma che esiste “il truffolone” chiedete che porti le prove. Se afferma che il supermotore produce energia gratuita chiedete quanti joule al secondo produce(2).
  2. Matematica e Fisica sono le tue amiche. Generalmente i fuffari hanno violente reazioni di rigetto nei confronti delle scienze ed in particolare della Matematica. Un modo per spiazzarli è chiedere loro di provarle calcoli alla mano. Prendiamo ad esempio il fantomatico pianeta Niburu, l’ipotetico decimo(3) pianeta del sistema solare che dovrebbe sfiorare la Terra.  Per chiudere in fretta la discussione basta chiedere di fornire i parametri orbitali come eccentricità, dimensione del semiasse maggiore o periodo di rivoluzione, posizione di uno dei fuochi(4). Difficilmente saranno in grado di rispondere a domande precise(5).
  3. Cortocircuita le teorie fuffa. E’ una delle tecniche più spassose, si tratta di smentire una teoria fuffa ricorrendo ad affermazioni contrastanti dovute ad un altra teoria fuffa, come magistralmente illustrato nella vignetta di Randall Munroe. Occhio però a non abusarne altrimenti si rischia di passare a propria volta per fuffaro.
  4. Usare internet. Spesso le stesse storie: niburu, il signoraggio, le scie chimiche, vengono copiaincollate da diverse parti. Una cosa divertente è copia incollare gli articoli dei debugger (citando correttamente la fonte) o inserire i link all’articolo.
  5. Il rasoio di Occam è un’arma potentissima contro la fuffa. Generalmente non appena si trova un punto debole in una teoria il fuffista aggiunge ulteriori ipotesi sempre più strampalate, una buona applicazione del rasoio può servire per chiudere la discussione quando comincia la moltiplicazione delle ipotesi.
    Mah guarda che per il rasoio di Occam la tua teoria sarebbe da scartare perché compie troppe assunzioni rispetto alla teoria classica.
  6. Nel caso di teorie fisiche usate l’indice delle bufale. Scritto inizialmente da John Baez e qui tradotto in italiano. Calcolate l’indice di bufala della teoria e sparatelo a freddo.
    Complimenti, hai realizzato 300 punti nel crakpot index(6); hai praticamente l’Ig Nobel in tasca.
  7. Usate l’ironia. Ed evitate di scadere negli insulti puerili.

(1) Da 299+1 di Leo Ortolani.

(2) Il Watt come unità di misura della potenza è abbastanza nota.

(3) O il nono dopo che Plutone è stato degradato.

(4) Suggerimento: I legge di Keplero. 😉

(5) Se non conoscono la posizione di almeno uno dei fuochi dell’orbita si può ragionevolmente supporre che non si tratti di esperti di astronomia.

(6) in inglese suona meglio 🙂

scienza antitruffa for dummies

Molte delle bufale e delle truffe che girano su internet si basano anche sulla “crassa” ignoranza scientifica di chi abbocca.
Basterebbe un minimo di conoscenze scientifiche in più per evitare di cascarci, peccato che la scuola italiana, e nello specifico gli insegnanti di materie scientifiche, non parlino anche di tali applicazioni delle conoscenze scientifiche.

Ad esempio durante le spiegazioni di matematica si potrebbe studiare il funzionamento dello schema di ponzi oppure di quanto poco sia vantaggioso partecipare a sistemi di marketing piramidali; per fare ciò non serve una matematica particolarmente elevata, basta saper fare le moltiplicazioni e avere una infarinatura base base di teoria degli insiemi.

Potrebbe sembrare una cosa di poco conto eppure sono questi gli esempi pratici che fanno capire a cosa possa servire la scienza, e più in generale la cultura, molto più di certe filippiche sulla conoscenza e la cultura.