Errori di comunicazione

Io credo che molto del successo di Salvini sia dovuto non a suoi meriti ma, come capitato a Berlusconi, a tremendi errori di comunicazione dell’altra parte. Sto vedendo ripetere gli stessi errori stigmatizzati da Ricolfi in questo celebre libro: https://www.ibs.it/perche-siamo-antipatici-sinistra-complesso-libro-luca-ricolfi/e/9788830425491

Aggiungendone due ulteriori:

1 – l’imitazione è la più sincera forma di adulazione. Fai una battaglia contro i comportamenti dell’avversario e poi li ripeti paro paro. E’ una cosa che spiazza molto soprattutto quando ti trovi a dover giustificare comportamenti che fino ad ieri stigmatizzavi. Ad esempio l’attaccare le persone sugli aspetti fisici; deplori gli attacchi, basati sull’aspetto fisico, alla Murgia e poi cerchi di rigirare la frittata per giustificare quelli ad Adinolfi. Così facendo si sta dando ragione, e giustificando, anche chi attaccava la Murgia per l’aspetto fisico. Queste incoerenze fregano alquanto.

2 – il pensiero totalizzante. Esiste solo la lotta contro il male assoluto; tutto il resto è secondario e passa in secondo piano. Peccato che questa sia una strategia politica suicida, la gente vorrebbe votare programmi, progetti ed idee. Se i programmi e i progetti finiscono a ridursi ad “avversario caccapupù”, si sta dando la vittoria all’avversario. Vedi quanto capitato nel 2001 oppure nel 2006. Soprattutto nel 2006 questo madornale errore di comunicazione, prima fuori Berlusconi poi si vedrà, fece risorgere un Berlusconi politicamente morto e lo proiettò alla vittoria del 2008. Adesso sto vedendo gli stessi errori. L’importante è andare contro Salvini sempre e comunque. Le “sardine” che, a parte salvini caccapupù, non hanno una idea politica che una finiranno a trasformarsi in un puntello per la lega, levando voti e frazionando ancora di più il csx. Dovrei votare loro solo per non votare salvini? Fanculo, me ne sto a casa.

Un esempio di errore è questo tweet di una attivista LGBT sulla vicenda della tesi copiata dalla Azzolina

La ministra azzolina avrebbe copiato la tesi
di sicuro non da salvini

Ci son un bel po’ di zappe sui piedi in quel messaggio:

  • Cosa c’entra salvini nella vicenda? perché tirarlo dentro?
  • Alla fine si parla sempre e solo di salvini, ottima pubblicità per lui. Una regola base della pubblicità è: che se ne parli, bene o male se ne parli.
  • L’impressione che ho avuto, e penso altri, è che siano ossessionati da salvini, vedano salvini ovunque e debbano attaccarlo almeno 5 volte al giorno.
  • Se qualcuno ricorda che anche Zingaretti o la Bellanova non son laureati, usando lo stesso giochetto, poi, se reagisci ti autosputtani in una maniera meravigliosa.

Errori che in campagna elettorale pesano. E l’uscire come al solito che gli elettori della regione X son solo nazipedoterrosatanisti zotici e ignoranti serve solo a peggiorare la situazione per le prossime elezioni.

Perché la scienza non si comunica a suon di schiaffi – Valigia Blu

Un articolo molto interessante riguardo alla divulgazione scientifica ed al rapporto fra lo scienziato che vuole divulgare ed il pubblico.

Sorgente: Perché la scienza non si comunica a suon di schiaffi – Valigia Blu

(…)
Ad essere messa in discussione è stata la stessa concezione della comunicazione della scienza come di un’attività di mera spiegazione di fatti ed evidenze. I fatti, da soli, possono non bastare a convincere il pubblico della validità di una teoria o di una ricerca. L’esposizione a una maggiore dose di informazione non solo può non bastare a mutare le opinioni del pubblico, ma talvolta può, al contrario, irrigidirle. Un fenomeno che è stato osservato proprio nel caso della comunicazione sui vaccini da parte delle istituzioni sanitarie.

Questo accade perché le persone non si comportano come recipienti vuoti da riempire con nozioni. Ma da soggetti che elaborano attivamente queste nozioni, sulla base anche delle proprie credenze ed esperienze personali. I fatti vengono collocati all’interno di quelli che vengono definiti frames, cioè quadri concettuali di riferimento che condizionano la propria opinione. Oltre i fatti, insomma, esistono i valori. E questi valori non sono elementi secondari nel modo con cui le conoscenze scientifiche passano dai centri di ricerca e dai dipartimenti universitari al grande pubblico. Per non parlare del ruolo che in questo percorso rivestono i media generalisti, dove non sempre i nuovi studi, e le loro implicazioni, vengono riportati e descritti correttamente. (…)

 

Comunicazione non verbale…

Stavo commentando questo articolo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/17/prato-circolare-del-preside-no-a-minigonne-e-magliette-scollate-a-scuola/1691958/; brevemente il presied della scuola ha mandato una circolare dove, ai ragazzed alle ragazze (e non solo alle ragazze come invece titola il fatto[1]) raccomandando un abbigliamento consono alla scuola ed all’ambiente scolastico. Quello che dovrebbe stupire è che un preside faccia un circolare per raccomandare una banale norma di vivere civile e cioè che si deve tenere un abbigliamento consono all’ambiente cui ci si trova. Banalissima norma di educazione. Ovviamente son partite le solite polemiche che non bisogna limitarsi al vestito, che bisogna valutare la persona etc. etc.

Polemiche che dimostrano come si ignori cosa sia la comunicazione non verbale e cosa essa significhi. La comunicazione non verbale è costituita dai messaggi che inviamo con il corpo, l’atteggiamento, la postura, anche il gesticolare oppure il vestito indossato. E questa comunicazione può essere in accordo o contrastare con quanto viene detto verbalmente, e, come tutte le comunicazioni ambigue spiazza o causa fastidio.

Prendiamo un esempio fatto durante la discussione: uno va ad un colloquio di lavoro vestito come un punkabbestia. Delle due una: o il potenziale candidato ha caratteristiche che lo rendono essenziale per la mia azienda e tali capacità mi permettono di bollarlo come “bizzarro” e soprassedere al suo abbigliamento. O, caso normale, il vestito e l’atteggiamento mostrano, come d’altronde la filosofia punk prevede, un disprezzo per le regole e per le convenzioni sociali. E ho bisogno di inserire in azienda uno che mi sta dicendo, con il suo modo di vestire, che non tiene alcun conto delle regole anche se giura di essere un dipendente diligente?

Quello che molti che sostengono: “bisogna guardare alla persona e non ai vestiti” dimostrano di non tener conto che, soprattutto in ambito lavorativo, vale anche la comunicazione non verbale. Perché il mac donald impone una divisa ai dipendenti? sia per motivi pratici: identificare immediatamente un dipendente da un non dipendente, sia per dare l’impressione di essere una azienda organizzata. Quindi il non considerare questi fatti, cioè che nell’ambito lavorativo conti anche la comunicazione non verbale, è già di per se segno di scarsa professionalità.

PS

Da notare come la comunicazione non verbale venga curata maniacalmente dalle pop star per apparire il personaggio costruito che devono interpretare. Un fedez senza tatuaggi e vestito in un impeccabile loden non bucherebbe il video come invece il fedez reale.  Belen senza farfallina e con un castigatissimo taieur sarebbe una anonima modella come tante. O lady gaga senza stramberie.

[1] Ormai i titoli vengono fatti più per invitare al trolling che per introdurre la notizia. La dura regola del click.

 

Parlare di scienza

Stavo commentando questo articolo sul fatto quotidiano: https://disqus.com/home/discussion/fattoquotidiano/sentenza_grandi_rischi_sacralita_della_scienza_o_impunita_istituzionale ed ho trovato molti spunti di riflessione sul rapporto fra la scienza ed il suo linguaggio e il popolo.

Molti equivoci infatti nascono perché la scienza usa un linguaggio simile a quello di tutti i giorni ma con alcune differenze legate al significato di specifici termini, nel linguaggio scientifico hanno un significato molto più preciso, e in certi casi anche abbastanza diverso, da quello che hanno nel linguaggio naturale.

Il primo esempio che si può fare è quello dell’implicazione logica “=>”; in molti casi le persone si confondono fra l’implicazione “se … allora …” e la doppia implicazione, il famigerato “se e solo se”.

Ad esempio, consideriamo la frase: “se piove allora prendo l’ombrello” alcuni deducono in maniera errata che “se prendo l’ombrello allora piove” ma non c’è nulla che mi vieti di prendere un ombrello anche se c’è un sole che spacca le pietre. La deduzione precedente sarebbe invece corretta se la frase fosse stata “prendo l’ombrello se e solo se piove”.

Un esempio più chiaro: “se un numero intero è multiplo di quarantadue allora è pari”, è un teorema matematico facilmente dimostrabile(1), l’inverso non è: “se un numero intero è pari allora è multiplo di 42” ma “se un numero intero non è pari allora non può essere multiplo di 42″. In simboli (A=>B) <=> NOT(B)=>NOT(A).

E in effetti leggendo tutti i commenti esempi di fallacie dovute alla mancanza di competenze di calcolo delle probabilità si notano, dal confondere la probabilità a priori, ovvero la provabilità che l’evento A causi l’evento B con quella a posteriori, la probabilità che B sia stato causato da A.

Ad esempio la probabilità che il Cagliari vinca la partita sapendo che ha segnato almeno un gol è diversa dalla probabilità che il Cagliari abbia segnato sapendo che ha vinto la partita. Visto che per vincere una partita occorre segnare una rete in più degli avversari è certo che se il Cagliari ha vinto allora ha segnato. Mentre non è detto che, anche se segna, poi vinca la partita, nulla vieta che la partita sia stata persa, dal Cagliari, per 2-1.

Idem per i terremoti, il fatto che tutti i grossi terremoti siano stati preceduti da uno sciame sismico purtroppo non fornisce informazioni su quante volte uno sciame sismico  venga seguito da un terremoto grosso; è impossibile matematicamente calcolare la probabilità che A causi B, conoscendo solo la probabilità che B sia stato causato da A.

Oppure le questioni degli ordini di grandezza e dei fattori di moltiplicazione.

non è vero, ad esempio l’OEF ha stabilito che una sequenza sismica aumenta di circa mille volte la probabilità di base di un mainshock, anche il testo più volte citato di Grandori Gsaugenti arriva a simili conclusioni (parla di un ordine 100)

Da notare la confusione fra un fattore di 100 e un ordine di grandezza di 100. Senza valori assoluti come riferimento ma solo valori relativi è difficile giudicare quanto abbia sbagliato la CGR, il fatto che una probabilità passi da una su un miliardo ad una su un milione è sì un aumento di mille volte della probabilità ma quest’ultima rimane ancora molto bassa, ha senso organizzare evacuazioni quando il rischio è dello 0.0001%?

Tanto per renderci conto delle cifre in italia (60 MLN di abitanti) son morti nel 2013 a causa di incidenti stradali 3.385 persone. Calcolando brutalmente la probabilità di morire a causa di incidenti stradali abbiamo una probabilità dello 0,0056%.

Le questioni riguardo al tempo medio di ritorno, con gli scienziati che per praticità spesso omettono il termine “medio”

– Boschi parte parlando di tempi di ritorno molto lunghi, di 2-3000 anni, da qui ritiene improbabile una scossa come quella del 1700.
Qui, immaginando uno scenario ipotetico di comunicazione corretta, nessuno obietta “non diciamo pericolose sciocchezze: questo è un errore madornale e ridicolo se proferito dal presidente dell’INGV! ma quali 3000 anni??? siamo impazziti??? I tempi di ritorno sono di 300 anni!!! sono ora!!!! quindi dobbiamo pensare che una scossa è probabile eccome!”

Però tempo di ritorno di 300 anni non significa che il terremoto si presenterà puntualmente passati 300 anni ma che il tempo di ritorno medio è di 300 anni, qui l’errore di ragionamento è lo stesso che si presenta con i numeri ritardatari del lotto. Mediamente un numero del lotto viene estratto ogni 18 estrazioni, ma ciò non significa che se il 7 non è uscito nelle 17 estrazioni precedenti uscirà con certezza alla 18-esima, la probabilità di uscita del 7 sapendo che non è uscito nelle 17 settimane precedenti rimane sempre di 1/18.

E infine nel dibattito è stato riportato un link ad una pagina della protezione civile che mi ha fatto riflettere alquanto; la pagina è questa http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/commissione_sismologi.wp e parla dei risultati della commissione internazionale di sismologi sulla predicibilità dei terremoti. La pagina presenta il rapporto conclusivo della commissione, in inglese, e giustifica tale scelta così (grassetti miei):

A causa della complessità dell’argomento trattato e della difficoltà di traduzione di alcuni termini scientifici, non si riporta la traduzione in italiano del rapporto finale. Si è ritenuto, infatti, opportuno non fornire un testo italiano impreciso o interpretabile diversamente dalle intenzioni degli autori.

Che interpreto come: siccome chi vuol fraintendere riesce a fraintendere l’impossibile il testo rimane in inglese, questo non è un ostacolo per gli scienziati “scienziati” ma una buona barriera per gli improvvisati sismologi della domenica.

Brutta cosa comunque che la scienza debba occultarsi quasi come se fosse un argomento esoterico riservato agli iniziati per tutelarsi rispetto all’ignoranza ed all’arroganza di voler sapere della ggggente.

(1) A cura del lettore