Il rogo del re del carnevale e le fake news.

Una antica tradizione del carnevale, arrivata immutata da tempi pre cristiani, è il rogo del “re del carnevale” che chiude i festeggiamenti.

Durante il carnevale viene portato in città un fantoccio che viene eletto “re del carnevale”, con tanto di corte, feste e balli in piazza. Ed alla fine del carnevale viene ritualmente processato e bruciato in piazza.

Questo capita, ad esempio, in sardegna nel carnevale tempiese dove l’ultimo giorno del carnevale il “re del carnevale”, chiamato re Giorgio, viene processato, condannato e bruciato.

Il rito del bruciare il re del carnevale si innesta su antichi riti legati all’anno contadino; a gennaio e febbraio infatti si celebrano i fuochi di S. Antonio e di S. Sebastiano, ove in onore dei santi vengono accesi grandi falò sulla pubblica piazza con benedizioni balli e canti. Quella dei fuochi era una antica tradizione pagana poi cristianizzata.

In Sardegna la leggenda vuole che sia stato S. Antonio, detto Sant’Antoni de su fogu, a portare il fuoco agli uomini. La “cristianizzazione” del mito pagano è evidente.

Tutto questo per dire che è il bruciare fantocci in segno di buon auspicio è una antica, risalente all’antichità pre cristiana, tradizione del periodo carnevalesco, il periodo che va dall’epifania alla quaresima.

Nel periodo odierno non è raro che il fantoccio che impersona il re del carnevale e che verrà bruciato abbia le fattezze di qualche uomo politico o vip. Nei vari carnevali sardi con carri allegorici mi è capitato di vedere varie volte Berlusconi, o altri personaggi politici come Renzi, Renato Soru. Tanto per fare un esempio, qui il “Re Giorgio” del 2017 a tempio pausania; Re Giorgio con le fattezze di Trump.

Tutta questa premessa per parlare di un esempio concreto di come sia possibile, partendo da un fatto vero e dicendo solo cose vere, semplicemente enfatizzando  o minimizzando alcuni particolari, portare la gente a pensare alcune cose invece che altre.

Consideriamo la seguente notizia:

No, il fantoccio della Boldrini bruciato in piazza non è solo “goliardia giovanile”
A Busto Arsizio con la scusa di una festa locale le fiamme hanno avvolto un manichino della presidente della Camera
pira

Immaginate per un attimo se fosse accaduto nella piazza sotto casa vostra. A pochi passi dal vostro portone, dove giocano i bambini e passeggiano gli anziani. Un fantoccio raffigurante la presidente della Camera Laura Boldrini, che termina il mandato con eroica resistenza contro ogni genere di orrore che le è stato rovesciato addosso, viene bruciato in pubblico. Una pira come se ne vedono solo ai telegiornali, nei posti martoriati ai quattro angoli del pianeta, nelle manifestazioni di rabbia e violenza contro questo o quel leader mondiale, questo o quel Paese, questa o quella bandiera.

si nota subito la drammatica narrazione. Peccato che si parli non di un fantoccio portato, senza alcun motivo apparente in piazza ma di un fantoccio bruciato nelle feste carnevalesche dove spessissimo è presente il rito del rogo del re del carnevale, o della strega dell’inverno o di altre figure allegoriche. Figure che puntualmente hanno fattezze di politici o di vips. Quest’anno son stati bruciati, in quella festa tradizionale, fantocci con le effigi di Boldrini, Gentiloni e Trump. Ma stranamente lo scandalo grande è per la Boldrini, molto, ma molto, di meno per Gentiloni, nullo per Trump.

Impossibile fraintendere o soprassedere quanto è successo in piazza Einaudi di Busto Arsizio, in provincia di Varese: il manichino improvvisato ha il volto dell’ex portavoce dell’Unhcr per cinque anni a Montecitorio, ora candidata con Liberi e uguali. Non solo: intorno le è stata costruita una piccola e raccapricciante scenografia di cui ovviamente non daremo il minimo cenno. Basta limitarsi a spiegare che, al solito, prende di mira i migranti mescolando il tema alla tragedia della Costa Concordia.

Davvero il parto malato di un gruppo di nullafacenti che passano troppo tempo al bar.

A mettere a in scena il teatrino il Movimento Giovani Padani della Lega, che ha colto l’occasione – per così dire – della festa tradizionale della Giobia nella quale si brucerebbe un fantoccio in segno di buon auspicio. Un fantoccio che nel tempo ha assunto le sembianze di una strega e che quest’anno i nipotini di Matteo Salvini hanno pensato bene di sostituire col volto della presidente della Camera.

E che gli anni scorsi aveva fattezze di altri uomini politici come spiega bene questo tweet: (Ho letto l’articolo e non spiega esattamente che da anni i fantocci hanno le sembianze dei personaggi pubblici/potenti di turno che sono stati bruciati berlusconi salvini monti renzi pure il sindaco.. che è insomma una carnevalata che non meritava proprio di farci un articolo.. ) e quest’altro.

Sarà stato anche di pessimo gusto ma il pessimo gusto non è reato.

Nel corso della festa, tanto per non farsi mancare nulla (neanche un pizzico di contraddizione e nonsense), sono stati lanciati nel fuoco anche simulacri del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e di Donald Trump.

E già qui la vicenda comincia a puzzare; Boldrini e Trump, ok. Come mai lo scandalo è la boldrini mentre per Trump se ne parla di sfuggita? Non è che stiamo parlando di una carnevalata?

La Polizia ha avviato le indagini e identificherà, se non l’ha già fatto, i “creativi” del cretinismo leghista di provincia. Intanto, rimangono sul tavolo due questioni. La prima è la solita: la chiamerei sindrome da giustificazionismo. Sembra una leggerezza, è una strategia precisa per alzare l’asticella della tolleranza dell’opinione pubblica. Serve a fare in modo che sempre meno fatti di questo genere ci appaiano raccapriccianti come in effetti sono. Non è un caso che i vertici provinciali e cittadini del partito abbiano bollato il fatto come la solita “goliardia giovanile”. Alla pari, tanto per rispolverare lo stesso vocabolario, dell’invasione dei neofascisti di Como di qualche mese fa. “La goliardia giovanile non voleva mancare di rispetto all’ormai ex presidente della Camera” spiegano i dirigenti locali. Per fortuna il coordinamento federale del Movimento Giovani Padani di Milano si è dissociato “nella maniera più assoluta rispetto a quanto accaduto questa sera nella piazza di Busto Arsizio“.

Gombloddo…

L’altro elemento si riaggancia alla situazione concreta. Non risulta che nessuno abbia interrotto la violenta pagliacciata o abbia chiamato le forze dell’ordine in modo tempestivo. Ed è probabilmente questo l’aspetto più preoccupante, al netto degli sfortunati giovani padani. La mancanza di reazione, l’elettrocardiogramma piatto di cui parlavamo rispetto all’astensionismo che sembra scaricare i suoi effetti sulla cittadinanza attiva.

Al netto dello schieramento politico, infatti, e a maggior ragione nel contesto di una mezza tradizione locale, ci sono soglie che dovrebbero innescare una qualche reazione, un segno di vita e di disgusto, un po’ di dignità. E invece tutto tace e in piazza si bruciano, metaforicamente ma non troppo, le istituzioni della repubblica.

E qui stiamo allo sdegno a palate.

Faccio notare la struttura dell’articolo: apertura drammatica che da l’impressione che il rogo sia stato organizzato senza un motivo preciso che non l’odio verso la Boldrini, ovviamente santificata, viene minimizzato che si trattava di una tradizionale festa carnevalesca e viene omesso, o quasi, che i fantocci bruciati hanno avuto da sempre fattezze di politici, come i due tweet dimostrano e come ricordo personalmente dai carnevali tempiesi che ho visto. Ricordo di aver visto, a Tempio, in svariati carnevali, bruciato “Re Soru”, “Re Cappellacci”, “Re Berlusconi”, il sindaco, il vicesindaco, e nessuno che si sia mai scandalizzato.

Faccio notare che se il titolo dell’articolo fosse stato: “nella festa di busto arstizio bruciati fantocci rappresentanti Boldrini, Gentiloni e Trump”, molti avrebbero pensato alla solita carnevalata e si sarebbe persa un sacco di drammaticità.

Io mi chiedo quindi dove sia lo scandalo:

  1. Che venga bruciato un fantoccio in una festa carnevalesca?
  2. Che venga bruciato un fantoccio che somigli ad un politico in una festa carnevalesca?
  3. Che venga bruciato un fantoccio che somigli ad un politico italiano in una festa carnevalesca?
  4. Che venga bruciato un fantoccio che somigli ad un politico italiano di rilevanza nazionale in una festa carnevalesca?
  5. Che venga bruciato un fantoccio che somigli alla boldrini in una festa carnevalesca? (come dire)

Temo che la risposta sia la 5; la solita coerenza (con annesso kilometro di coda di paglia) di chi è charlie quando charlie ha nel mirino qualcuno che stia sulle balle altrimenti diventa uno degli sfegatati del Torquemada fans club.

PS

Tanto per par condicio queste “goliardate” stranamente non hanno sollevato la stessa indignazione Torino, i fantocci di Renzi, Salvini e Fassino appesi a testa in giù: “A piazzale Loreto c’è ancora posto”.

PPS

I giovani padani hanno fatto una stronzata dando un pretesto a tanti di piangere al ritorno del neofascismo, al vittimismo ed ad andare in piazza a stracciarsi le vesti (e chissà se tali vesti verranno stracciate anche per tanti altri carri allegorici carnevaleschi).

 

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