Dibattito sulle onde elettromagnetiche

Una discussione sul fatto cui ho preso parte (grassetti miei e cognomi censurati per riservatezza).

Andrea [***] • 3 giorni fa
I router Wi-Fi trasmettono informazioni utilizzando radiazioni non ionizzanti, che non interagiscono a livello molecolare, quindi non pericolose per la salute. La notizia vera, che purtroppo però non è una novità, è che anche un caprone ignorante può diventare sindaco.

Thinkabout Andrea [***] • 3 giorni fa
Ci sono studi fatti da caproni coltissimi che dimostrano una stretta correlazione tra esposizione quotidiana e prolungata a onde elettromagnetiche ad alta frequenza e tumori alla testa.

Shevathas Thinkabout • 3 giorni fa
la banale luce solare e la radiazione infrarossa hanno entrambe frequenza maggiore di quella del wi-fi, come si può verificare in qualsiasi sito che tratti di onde elettromagnetiche. Quindi tutti a bagno al buio nell’elio liquido ? (-270° gradi){1}

zioJay Shevathas • 2 giorni fa
nonsense.
la luce solare espone le forme di vita su questo pianeta da oltre 100 milioni di anni. le onde wifi le abbiamo introdotte di recente. non mi sembra un paragone accettabile, dato che abbiamo avuto tutto il tempo per adattarci alla luce solare (pelle nera).

l’assioma che piu energia = piu nocività non regge. le frequenze basse possono anche avere degli effetti su determinati elementi. basti pensare come diversi componenti edilizi hanno diverse reazioni a diverse frequenze sonore. qualcosa vibrerà in alta frequenza, qualcos’altro in bassa.
quindi non significa niente.
tant’è che il nostro campo magnetico corporeo è a bassissima frequenza. problema? se per caso ci aggiungiamo qualcosa che confligge con la nostra ‘fisiologia magnetica’?

come esercizio il lettore trovi le affermazioni errate o improprie dal punto di vista della fisica.

laurea_youtube_italiana

{1}  Qualunque corpo per il semplice fatto di trovarsi ad una temperatura superiore allo zero assoluto irradia onde elettromagnetiche (radiazione di corpo nero)

 

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Elena Fattori e i danni del vaccino anti-influenzale [edit]

Next quotidiano pubblica uno scambio di post fra la senatrice E. Fattori del Movimento 5 stelle, Salvo di Grazia (medbunker) e Marco Cattaneo (le scienze). Scambio di battute dove la cittadina dimostra:

  • Di non aver capito molto dello studio da lei citato; lo studio riguardava l’aumento di casi di narcolessia in caso di malattia influenzale o vaccinazione antiinfluenzale.
  • Di non avere ben chiare le competenze del ministero della sanità: il ministro della sanità non è un tuttologo medico ma quello che deve organizzare il funzionamento della sanità in italia.
  • Che il moVimento mira fortemente ai voti dei falocchi e degli alternativi di internet, che probabilmente sono un buon bacino elettorale, anche a costo di coprirsi di ridicolo.
  • Di mostrare una spregiudicatezza politica degna dei partiti della kasta, oggi con i rischi connessi alle stupidaggini antivacciniste, ha senso presentare interrogazioni su un vaccino non utilizzato in italia, solo per carpire i voti degli antivax?

Qui tutto lo scambio di battute: http://www.nextquotidiano.it/elena-fattori-e-i-danni-del-vaccino-anti-influenzale/

Edit:

La vicenda la tratta bene anche BUTAC

http://www.butac.it/welcome-to-cialtronevo-dove-il-ban-e-la-censura-sono-sinonimo-di-democrazia/

A quanto riporta la cittadina portavoce si è dimostrata pronta a discutere eliminando tutti i pareri contrari e bannando chiunque li avesse espressi.

 

I rischi reali connessi alle vaccinazioni

Ricopio qui una parte della pagina del sito vaccinarSì (http://www.vaccinarsi.org/) che confronta le probabilità di eventi avversi a causa della malattia cui ci si sta vaccinando rispetto a quella del vaccino che servirebbe a prevenirla.
Per correttezza: la probabilità reale del danno è data da probabilità di contrarre la malattia P(contrarre) per probabilità del rischio P(rischio).

La probabilità di contrarre P(contrarre) è difficile da stimare ma è sicuramente inversamente proporzionale al numero di vaccinati, all’aumentare del numero di vaccinati decresce e viceversa al ridursi del numero di persone vaccinate aumenta.

I rischi reali connessi alle vaccinazioni
a cura di Giovanna Zanoni (*), Roberta Opri (*), Ugo Moretti (**), Giuseppina Napoletano (***), Liera Chiara (***), Antonio Ferro (****)
(*) Programma Regionale Canale Verde, UOC di Immunologia, Policlinico G.B. Rossi, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona
(**) Sezione di Farmacologia, Università di Verona
(***) Dipartimento di Prevenzione Azienda Ulss 20 di Verona
(****) Direttore Sanitario dell’Azienda ULSS 20 – Verona
pubblicata il 15 aprile 2013 ultimo aggiornamento il 19 maggio 2015
(…)

Tabella 1: Rischi delle malattie paragonate ai rischi delle vaccinazioni (a cura di Rocco Iudici, Serena Miotto, Antonio Ferro)

Rischi relativi alla malattia Rischi relativi alla vaccinazione
Morbillo 1

Polmonite: 1/20
Encefalite:1/2000
Morte: 1/3000

Parotite 2

Encefalite: 1/300

Rosolia 3

Rosolia congenita: 1/4 se contratta ad inizio gravidanza

Vaccino MPR 6

Encefalite o reazione allergica severa: 1/1.000.000

Difterite 4

Morte: 1/20

Tetano

Morte: 3/100

Pertosse 5

Polmonite: 1/8
Encefalite: 1/20
Morte: 1/20

Vaccino DTP 7

Pianto inconsolabile poi completo recupero: 1/100
Convulsioni o shock poi completo recupero: 1/1.750
Encefalopatia acuta: 0-10,5/1.000.000
Morte: non provata

Varicella

Incidenza: 4.000/100.000 8
Letalità: 4-9/100.000 9,10
Ospedalizzazione: 1,3-4,5/100.000 11

Complicanze neurologiche:

0,4-10,1% dei pz ospedalizzati 11
Polmonite 5-14% casi 12
Sovrainfezioni cute: 36% dei pz ospedalizzati 13

Vaccino Varicella 23

Soggetti sani di età compresa tra 12mesi e 12 anni (1 dose)

Rash simil varicella: 3,8%
Polmonite: < 1%
Convulsioni Febbrili: < 0,1%
Reazioni allergiche gravi: < 0,01%

Meningococco

Incidenza: 500.000 casi nel mondo 14
1–3 casi /100 000 15
Letalità: 10% 14
Complicanze: 25% (amputazioni; perdite di tessuto cutaneo; anomalie neurologiche: emiplegia, ritardo mentale, epilessia, sordità neurologica; conseguenze psicologiche: disturbo post traumatico da stress, depressione, ansia) 16,17

Vaccino Meningococcico 24

Non comune (da ≥1/1.000 a <1/100): capogiro.
Molto raro (<1/10.000): parestesia, reazioni anafilattiche

Pneumococco IPD

Incidenza: 15-20/100.000, 25-90/100.000 nelle fasce d’eta` estreme della vita 18.
Letalità: sepsi pneumococcica 15-20% tra gli adulti e a 30-40% in soggetti al di sopra dei 65 anni di età, meningite pneumococcica 12% 18
Complicanze: 40% dei sopravvissuti alla meningite presenta sequele neurologiche.

Pneumococco Non IPD

Incidenza CAP: 1,6-15/1.000 19
Mortalità CAP: varia dal 5 al 15% tra gli ospedalizzati, 20-45% nei ricoverati in terapia intensiva, 40% in soggetti oltre gli 80 anni19/sup>

Vaccino Pneumococcico 25

Raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000): reazioni di ipersensibilità compreso edema facciale, dispnea, broncospasmo, convulsioni (comprese convulsioni febbrili), rash, orticaria o rash urticarioide, reazione anafilattica, angioedema, episodio iporesponsivo-ipotonico, orticaria al sito di iniezione, prurito al sito di iniezione, vampate di calore, apnea in neonati molto prematuri.

Molto raro (<1/10.000): linfoadenopatia (localizzata nella regione del sito di iniezione), eritema multiforme.

Infezione da Haemophilus Influenzae (HiB) 20

Incidenza della malattia invasiva: 1/100.000 bambini di età ≤ 5 anni

Letalità: 3%-6%
Complicanze: 20% dei pazienti che sopravvivono alla meningite da Hib riportano perdita dell’udito e altre sequele neurologiche. Ogni anno si verificano 3.000 di casi di patologia invasiva e 386.000 morti.

Vaccino HiB 26

Molto raro (<1/10.000): reazioni allergiche, angioedema, episodi ipotonici-iporesponsivi, convulsioni, sincope o reazioni vasovagali all’iniezione, sonnolenza, apnea, orticaria, rash, gonfiore esteso dell’ arto sede dell’iniezione, indurimento al sito di iniezione.

Poliomielite 21

Incidenza annuale: prima dell’introduzione del vaccino 11.4 casi/100.000, dopo OPV (Polio Virus orale), 0.002 – 0.005 casi VAPP (paralisi associata al vaccino polio)/ 100.000. Nel 1999 è stata adottata una schedula solo IPV per eliminare i pochi casi di VAPP.
Infezione asintomatica: 95%
Infezione paucisintomatica: (febbre, debolezza, cefalea, nausea, sindrome simil-influenzale, rigidità nucale/spinale, dolore agli arti, spesso risolventisi completamente): 4-8%
Paralisi permanente: 1%
Mortalità: 5%-15% dei casi di poliomielite acuta paralitica

Vaccino Poliomielite

Molto comune (≥ 1/10): Reazioni locali nel sito di iniezione (dolore, rossore, indurimento, edema) 27

VAPP (paralisi associata al vaccino polio): 1/2.4 milioni dosi OPV, non possibile con IPV 21

Epatite B 22

Incidenza: 1,29 (UE)–1,5 (USA)/100.000 persone
Mortalità per epatite acuta: 2 %
Cronicizzazione: >30% bambini, <5% adulti
Complicanze post cronicizzazione: cirrosi epatica 25%, cancro epatico 5%

Vaccino Epatite B 28

Raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000): linfoadenopatia, artralgia, parestesia, orticaria, prurito e rash.
Molto raro (<1/10.000): >> Sorveglianza post-marketing: trombocitopenia, encefalite, encefalopatia, convulsioni, paralisi, neurite, neuropatia, ipoestesia, apnea in neonati molto prematuri (≤alle 28 settimane di gestazione), eritema multiforme, edema angioneurotico, lichen planus, artrite, debolezza muscolare, meningite, vasculiti, ipotensione, anafilassi, reazioni allergiche incluse reazioni anafilattoidi e sindrome simil malattie da siero.

FONTI / BIGLIOGRAFIA

  1. http://www.cdc.gov/measles/index.html
  2. http://www.cdc.gov/mumps/clinical/qa-disease.html#f
  3. http://www.cdc.gov/vaccines/vpd-vac/rubella/in-short-adult.htm#comp
  4. http://www.cdc.gov/ncidod/dbmd/diseaseinfo/diptheria_t.htm
  5. http://www.cdc.gov/pertussis/about/complications.html
  6. http://www.cdc.gov/vaccinesafety/Vaccines/MMRV/Index.html
  7. http://www.cdc.gov/vaccines/vpd-vac/tetanus/default.htm
  8. www.epicentro.iss.it/problemi/varicella/epid.asp
  9. Rawson H, Crampin A, Noah N. Deaths from chickenpox in England and Wales 1995e1997: analysis of routine mortality data. BMJ 2001 Nov 10;323(7321):1091e3
  10. Brisson M, Edmunds WJ. Epidemiology of varicella-zoster virus in England and Wales. J Med Virol 2003;70(Suppl. 1):S9e14
  11. Bonanni P, Breuer J, Gershon A, Gershon M, Hryniewicz W, Papaevangelou V, Rentier B, Rümke H, Sadzot-Delvaux C, Senterre J, Weil-Olivier C, Wutzler P. Varicella vaccination in Europe – taking the practical approach. BMC Med. 2009 May 28;7:26. doi: 10.1186/1741-7015-7-26. Review. PubMed PMID: 19476611; PubMed Central PMCID: PMC2697173
  12. Nathwani D, Maclean A, Conway S, Carrington D. Varicella infections in pregnancy and the newborn. A review prepared for the UK Advisory Group on Chickenpox on behalf of the British Society for the Study of Infection. J Infect 1998 Jan; 36(Suppl. 1):59e71
  13. Petaros P, Marchetti F. La Varicella. Medico e Bambino 2005;24:89-98
  14. Centers for Diseases Control and Prevention. Meningococcal disease: technical and clinical information (http://www.cdc.gov/meningitis/clinical-info.html)
  15. Harrison LH, Trotter CL, Ramsay ME. Global epidemiology of meningococcal disease. Vaccine 2009;24:B51–63
  16. Wright C. Counting the cost of meningitis. Presented at the Meningitis Research Foundation Conference 2011. November 8th/9th 2011, London, UK: Royal Society of Medicine
  17. Garralda ME, Gledhill J, Nadel S, et al. Longer-term psychiatric adjustment of children and parents after meningococcal disease. Pediatr Crit Care Med 2009;10:675–80
  18. World Health Organization (WHO). Estimates of disease burden and cost-effectiveness. Geneva, 2008 (http://www.who.int/ immunization_monitoring/burden/estimates_burden/en/index.html)
  19. Welte T, Torres A, Nathwani D. Clinical and economic burden of community-acquired pneumonia among adults in Europe
  20. WHO Position Paper on Haemophilus influenza type b conjugate vaccines
  21. http://www.cdc.gov/vaccines/pubs/pinkbook/downloads/polio.pdf
  22. http://www.ecdc.europa.eu/en/healthtopics/hepatitis_B/Pages/index.aspx
  23. http://www.fda.gov/downloads/BiologicsBloodVaccines/Vaccines/ApprovedProducts/UCM142813.pdf
  24. http://prontuario.eperto.com/farmaco.php?nome=MENVEO*IM+1FL%2B1SIR+0%2C5ML#a
  25. http://prontuario.eperto.com/farmaco.php?nome=PREVENAR+13%2AIM+1SIR+0%2C5ML#a
  26. http://prontuario.eperto.com/farmaco.php?nome=HIBERIX%2AIM+1FL+1D%2BSIR+0%2C5ML#a
  27. http://prontuario.eperto.com/farmaco.php?nome=IMOVAX+POLIO%2AIM+SC+1SIR+0%2C5ML#a
  28. http://prontuario.eperto.com/farmaco.php?nome=ENGERIX+B%2AIM+FL+1ML+20MCG#a

Per saperne di più

l’importanza del campione di controllo

Stavo commentando nell‘articolo di Gava sui vaccini pubblicato dal fatto quotidiano e, come spesso capita visto che il predetto è omeopata, si è finito a parlare dell’omeopatia. Fra i tanti commenti è comparsa questa perla:

Anche le piante reagiscono all´omeopatia http://libri_su_omeopatia
Dallo stesso libro si impara che canfora dinamizzata fa andare via le formiche. So può fare lo stesso esperimento con lachesis dinamizzato. Sarà che le formiche non sono informate che l´omeopatia è troppo diluita per farle paura?

Perla che mostra come, nei corsi di scienze a scuola, spesso viene trascurata l’importanza del campione di controllo. Molto spesso viene raccontato l’esperienza o l’esperimento in questo modo: “se fai X, Y e Z allora succede così”. Non viene però detto: “invece se fai solo Y e Z allora la qual cosa non succede, e questo dimostra che una causa è proprio X”.

Che le formiche scappino dalla canfora dinamizzata è vero, però per dimostrare che sia proprio la dinamizzazione a far scappare le formiche dobbiamo provare, non solo che le formiche scappano dalla canfora dinamizzata ma che non scappano da quella non dinamizzata (campione di controllo). Se ciò avviene possiamo ragionevolmente sospettare che la dinamizzazione modifichi in qualche modo la canfora. Se invece le formiche scappano da entrambe allo stesso modo allora la dinamizzazione è ininfluente.

La canfora viene venduta al supermercato e in drogheria come rimedio per allontanare le formiche quindi scappano dalla canfora in ogni caso.  L’ignoranza del concetto di “campione di controllo” ti fa bere come acqua fresca la panzana che sia la “dinamizzazione” della canfora e non la canfora in sé a far allontanare le formiche.

Per vedere una proprietà mirabolante di un qualcosa devi confrontare due situazioni identiche la cui unica differenza è che nel primo caso la sostanza c’è e nel secondo caso è assente. Se i risultati coincidono (in senso statistico) allora la proprietà mirabolante non esiste.

L’omeopatia, nei confronti verso i campioni di controllo (placebo), è sempre uscita soccombente.

PS

Il confronto con il campione di controllo è stato anche il sistema usato per smontare la mirabolanti palle-detersivo, in ambiente controllato si è dimostrato che la pallina “lava” con lo stesso potere pulente dell’acqua senza pallina e senza detersivo.

 

 

Pensare per medie

Leggendo i commenti agli articoli di Stefano Feltri sul fatto quotidiano riguardo alla scelta della facoltà ed al fatto che in media è più facile trovare lavoro come ingegnere che come letterato, ho notato quanto molti ignorino le basi del ragionamento statistico e delle medie statistiche. Emblematico il sonetto di Trilussa (grassetti miei)

LA STATISTICA
di Trilussa

Sai ched’è la statistica? È na’ cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pè via che, lì,la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perch’è c’è un antro che ne magna due.

Mostra chiaramente due cose: la prima è che la statistica descrive come mediamente si comporta un grosso numero di persone e, seconda cosa più importante, che l’applicare la statistica a pochi casi o, peggio, ad un solo caso porta a risultati completamente assurdi.

Se considero la popolazione della Sardegna, prendendo per buona la statistica di un pollo all’anno,  posso stimare che in Sardegna si consumino circa un milione e mezzo di polli all’anno. Non posso assolutamente garantire che Tonteddu Konk’e Linna si mangi sicuramente un pollo.  Altro esempio ancora più assurdo, la popolazione italiana è formata da circa il 49% di portatori di pisello e dal 51% di portatrici di patatina. Scelto un individuo a caso questo  è per il 49% uomo e per il 51% donna? Ovviamente no(1) Applicare la statistica ad un caso solo è una cosa senza senso.

E ovviamente un solo caso sporadico non può negare una statistica. Se la statistica dice che, in media, i laureati nella materia X guadagnano Y euro/anno questa affermazione non può essere negata ne dall’affermazione: “mio cuggino è laureato in X e guadagna un gozzillardo di euro al giorno”, ne dall’affermazione “mio cuggino è laureato in X e lavora part time al call center a cinquanta centesimi l’ora. Un caso singolo non nega una statistica(2).

Eppure vedo tanti post dove a colpi di aneddoti “mio cuggino…” si cerca di negare le statistiche. La snumeratezza, o analfabetismo matematico che dir si voglia, è una brutta cosa…

(1) Potrebbe essere se fosse un oggetto quantistico anche se la misura poi causerebbe il collasso della funzione d’onda.

(2) E’ uno dei bias più forti nel caso delle pseudoscienze. Infatti l’affermazione: “l’omeopatia ha la stessa efficacia del placebo” scritta in un forum causerà immancabilmente una risposta: “ma io ho preso il medicinale omeopatico e adesso sto bene”.

storia dei sistemi di numerazione

Stavo discutendo con Ysingrinus delle particolarità di suddivisione del tempo. Come mai invece di avere ore di 10 (o 100) minuti e minuti di 10 (o 100) secondi usiamo il sistema sessagesimale? Perché le ore del giorno sono 24 e le uova si comprano, di base, a dozzine?

La risposta, che è una delle parti più interessanti della storia della matematica e della storia, è: perché l’uso di basi di numerazione diverse da 10 rende più facile lavorare con le frazioni.

Facciamo un piccolo excursus storico: la notazione posizionale e lo zero giunsero, grazie agli arabi, in europa nel medioevo. Prima si utilizzava una notazione additiva (i numeri romani). E con la notazione additiva è abbastanza difficile lavorare con le frazioni e con i resti non interi. Ecco perché se si dovevano utilizzare frequentemente le frazioni dell’unità conveniviva usare come unità di base un numero che fosse divisibile, senza resto, per molti numeri piccoli.

Ad esempio il numero 12 è divisibile per 2, 3, 4, e 6. Quindi si può facilmente calcolare quanto sia una mezza dozzina di uova o un terzo di dozzina. Molto più rognoso calcolarlo per una decina invece.

Idem per le ore del giorno. con la durata di 24 ore è facile calcolare quanto debba durare un terzo o un quarto di giornata.

Veniamo al calendario. Il nostro calendario ha origini sumere babilonesi; furono i babilonesi fra i primi popoli a stabilire che l’anno dura 365 giorni solari e a calcolare i calendari solari e lunari. è per questo motivo che gli angoli, se li misuriamo in gradi, li misuriamo usando il sistema babilonese che suddivideva l’angolo giro in 360 (un valore che approssima 365) parti, e ogni parte veniva a sua volta suddivisa in parti di 60. Perché proprio 60? 60 ha resti interi se diviso per 2,3,4,5,6,10,12,15,30. In particolare è divisibile per 2,3,4,5,6, 10 e 12 rendendo facile il calcolo delle frazioni che hanno tali numeri a denominatore.

Ecco giustificate le basi numeriche strane, diverse dalla nostra usuale base 10, usate dai popoli del passato. Fare in modo che fosse facile lavorare con le frazioni, visto che la notazione usata per i numeri e l’aritmetica rendeva ostico operare con numeri “decimali”.

Si tratta di un argomento interessante che fornisce indizi su quanto fossero portati o per la tecnica o per il commercio certi popoli, se hai interessi in questi due campi cerchi di sistemare le cose in maniera tale da poter lavorare facilmente con i numeri.

Se non provi come fai a dire che non funziona?

Si narra che un cardinale, quando Galileo gli volle mostrare le macchie lunari, si rifiutò di guardare nel cannocchiale sostenendo che era impossibile che  perché Aristotele aveva scritto diversamente. Questa storia viene tirata fuori spesso quando qualcuno enuncia qualche teoria mirabolante, come la free energy, oppure vuole vendere qualche prodotto dalle proprietà sorprendenti come la biowashball.  Se non provi come fai a dire che non funziona?

Apparentemente il ragionamento calza: se non si guarda nel cannocchiale, come ci si permette di dire: “Galileo sta dicendo stupidaggini”? Che differenza esiste fra la vicenda del cardinale con Galileo e quella del fisico con dell’inventore del moto perpetuo?   La differenza è che mentre il Cardinale che faceva appello all’autorità di Aristotele e basta, il fisico invece fa appello ad un sacco di esperimenti e di teorie basate su tali esperimenti.  E un nuovo fatto che smentisce un sacco di esperimenti precedenti dovrebbe essere dimostrato in maniera rigorosa e a prova di “trucchetti”. Fatti mirabolanti richiedono prove mirabolanti.

Dai tempi di Galileo la scienza è andata avanti, si è cercato in tutti i modi di ridurre gli errori dovuti ad imprecisioni strumentali e ad errate percezioni umane. I sensi umani sono molto facili da imbrogliare. Prendiamo ad esempio il classico gioco di prestigio del coniglio tirato fuori dal cilindro; è una prova scientifica della generazione spontanea? Ecco. Come fate a dire che è un gioco di prestigio? avete comprato (per 100 euro) e provato il mitico cilindro genera conigli?

Stamina, come l’omeopatia, la biowashball, il tubo tucker e tanti altri prodotti mirabolanti (che spesso son finiti in processi per truffa) hanno queste caratteristiche in comune:

1 -> nessuna teoria scientifica accreditata può spiegare il funzionamento del prodotto.

2 -> spiegazioni tecniche contraddittorie od inconsistenti.

3 -> nessuna prova scientifica di funzionamento validata dalla comunità scientifica.

Fenomeni veri “appena scoperti” possono giustificare i punti 1 e 2 (1) però il punto 3 è inderogabile, senza prove di funzionamento possiamo sostenere con ragionevole certezza che non funziona.  Inoltre raramente fenomeni “appena scoperti” portano subito a prodotti commerciali di consumo.

Confrontiamo ad esempio l’omeopatia con la superconduttività. La scoperta della superconduttività è stata fatta nel 1911 e la teoria scientifica accreditata che la spiegava invece è stata prodotta nel 1957, 46 anni dopo. Eppure la superconduttività è stata accettata da subito dalla comunità scientifica perché(1)? L’omeopatia invece è stata scoperta verso la fine del 1700 e ad oggi non esiste una teoria scientifica che la spieghi. E, a differenza della superconduttività, non esiste alcuna prova scientifica di funzionamento validata dalla comunità scientifica, anzi se l’omeopatia, per assurdo, funzionasse, dovremmo riscrivere tutti i libri di chimica esistenti. Oppure consideriamo la biowashball; anche qui i punti 1 e 2 ci sono, e, purtroppo, c’è il punto 3. Se la biowashball funzionasse dovremmo riscrivere un bel po’ di testi di fisica o di chimica. Ecco perché anche senza sperimentare direttamente il prodotto si può affermare con ragionevole certezza che non funziona; basta vedere quali siano i fatti scientifici a supporto del prodotto.

(1) Per il banale motivo della replicabilità: scienziati diversi avevano replicato l’esperimento e ottenuto gli stessi risultati.

 

 

 

Articolo di Nature sul rapporto fra scienza, politica e giustizia in Italia

Il fatto quotidiano ha pubblicato la traduzione di un interessante articolo apparso in nature che riguarda il combattuto rapporto fra scienza, politica e potere giudiziario. L’articolo merita una attenta lettura.

Questi i punti salienti che mi hanno colpito:

Quando il giusto batte il potere

(…)

Per sette anni, la “Stamina Foundation” ha venduto delle terapie non testate basate su cellule staminali agli italiani come panacea per una serie di malattie. Un rapporto sulla vicenda, pubblicato dal Senato italiano la scorsa settimana, analizza che cosa sia andato storto. Descrive nei dettagli la complicata storia di questa vicenda e identifica la lista pietosa dei personaggi, tra cui molti politici, che ne sono responsabili.

Il rapporto fa dieci proposte ragionevoli per rettificare il sistema. I politici adesso devono accettarle e promulgarle. Quella della Stamina Foundation non è la sola terapia non testata che lo stato italiano ha approvato negli ultimi anni, ma bisogna che questo sia l’ultimo caso. I ricercatori e gli enti regolatori in altri paesi farebbero bene a imparare da questa vicenda, perché questa lezione mostra che essere nel giusto non è abbastanza per impedire che vengano fatti dei danni.

qui c’è il rapporto conclusivo; le proposte espresse sono molto ragionevoli. Manca, ma è un peccato veniale, la constatazione che per contrastare i giochetti dei ciarlatani più che il metodo scientifico conviene usare il metodo Randi.

La vera sorpresa è stata che l’inchiesta del Senato non ha trovato alcuna responsabilità da parte delle agenzie techiche statali incaricate di proteggere il pubblico. Il messaggio degli esperti scientifici di queste agenzie era forte e chiaro: le affermazioni della Stamina non avevano alcun merito e la tecnica comportava dei rischi notevoli. Ma queste raccomandazioni sono state ignorate dagli altri pilastri dello stato: il potere legislativo e quello giudiziario.

Ovvero gli scienziati hanno fatto gli scienziati ed hanno risposto, onestamente, secondo lo stato dell’arte noto al momento. Giova ricordare che la I commissione su stamina fu cassata dal TAR del lazio poiché il tribunale riteneva che i membri fossero viziati da pregiudizi sulla vicenda.  La scienza non è democratica, nella scienza contano i fatti e le misure non le opinioni, e nessun movimento d’opinione può cambiare le misure. Come aveva giustamente scritto nel suo blog Dario Bressanini: “Nella scienza una opinione non supportata dai fatti, fosse pure di un premio Nobel, non ha alcun valore e merita solo di essere fatta a fettine e gettata nella spazzatura.”.

Nel 2012, l’Agenzia Italiana del Farmaco dichiarò che la terapia Stamina era pericolosa, e ordinò la chiusura del laboratorio dell’azienda situato nell’ospedale di Brescia. Tuttavia, istigate dalla inarrestabile campagna della Stamina, più di 450 persone fecero ricorso ai tribunali locali e richiesero di usufruire della terapia per motivi umanitari. Circa la metà di essi ottenne il permesso. I politici, temendo una sconfitta elettorale se avessero mostrato di ignorare i pazienti, chiusero un occhio, nonostante sapessero che c’era un’inchiesta dalla polizia in corso.
Ma essi andarono anche oltre. Nonostante le formali raccomandazioni da parte delle agenzie scientifiche governative, furono approvati vari decreti ministeriali per promuovere la cura della Stamina, tra cui uno che sanzionava l’inizio di test clinici sponsorizzati dal governo. I ricercatori di tutto il mondo assistettero increduli allo svolgersi della vicenda: le terapie continuarono fino all’Agosto 2014 quando un tribunale di Torino ordinò finalmente la confisca della strumentazione e delle cellule dal laboratorio della Stamina. (…)

Grave decisione quella presa dai tribunali così come quella presa dai politici. Ad un giudice ed un politico si chiede di essere il più possibile distaccato e obiettivo non di dover prendere decisioni “di pancia” sulla base della pressione generata da articoli di fuoco e storielle strappalacrime. Entrambe hanno mancato alla grande alla loro missione, sopratutto la magistratura, ordine che, molto più della politica, dovrebbe essere indipendente dai volubili umori della piazza. Invece la storia recente non è avara di sentenze “di pancia” pronunciate per accontentare i desideri della piazza.

Una delle proposte del rapporto finale è che qualunque tribunale in futuro incaricato di raccomandare un trattamento non autorizzato sulla base di motivi umanitari, deve avere sia un rappresentante del Ministero della Sanità che un pubblico ministero, per essere sicuri che tutte le argomentazioni siano ascoltate. Un’altra proposta vuole introdurre nei tribunali italiani, gli “standard di Daubert” per regolamentare la qualità delle perizie scientifiche. Questi standard, che sono usati nei tribunali americani, richiedono che i giudici si assicurino che la testimonianza di un esperto scientifico sia basata su nozioni che sono il prodotto di un valido metodo scientifico.

Inserire gli standard di Daubert sarebbe da fare immediatamente; quante sentenze pronunciate, sul caso stamina e anche su altri casi, giudicate dal punto di vista della scienza possono venire classificate come colossale mucchio di supercazzole scritte per cercare di negare, a furia di sofismi, un fatto scientifico accertato? Troppe. Quante sentenze clamorose se il tribunale avesse dovuto seguire quegli standard non sarebbero mai state scritte?

Inoltre il rapporto propone di cambiare i decreti e i regolamenti relativi all’uso compassionevole di terapie non autorizzate, per evitare scappatoie che potrebbero portare ad usi illeciti. Vengono anche suggerite nuove regole per assicurarsi che i comitati etici siano veramente indipendenti e suggerisce linee guida per i media simili a quelle adottate dalla Bbc l’anno scorso.

Giova ricordare che la libertà di stampa non è la libertà di scrivere qualsiasi cazzata venga in mente e di spacciarla come fatto vero ed accertato.

I ricercatori italiani sono spesso delusi dalla mancanza di rispetto per la scienza nel loro Paese. Sono ancora scossi dal verdetto di omicidio colposo che un tribunale ha inflitto ai sismologi che avevano agito da consiglieri del governo prima del terremoto dell’Aquila nel 2009; la condanna è stata ribaltata in appello lo scorso anno. (…)

nota il termine “ribaltata”, non “riformata”, “ribaltata”.

Il caso Stamina è stato una vergogna per l’Italia, ma mostra l’influenza che dei singoli ricercatori possono avere nei conflitti contro forze anti-scientifiche, anche in presenza di disparità apparentemente enormi. E, come per sottolineare il fatto che la scienza può prevalere negli ambienti più ostili, il giorno dopo la pubblicazione del rapporto del Senato, la Commissione Europeaha formalmente autorizzato l’approvazione della prima terapia basata sulle cellule staminali: il trattamento per un tipo raro di cecità è stato sviluppato recentemente da ricercatori italiani che lavorano esclusivamente in Italia.

Come si vede, non è solo nel mondo politico che i ricercatori possono aiutare gli altri a vedere con più chiarezza.

L’articolo e soprattutto la conclusione sarebbe da leggere in tutte le scuole ed in tutti i tribunali del regno e delle colonie. Purtroppo è vero che l’Italia, oltre ad essere il paese dei Commissari Tecnici della Nazionale è anche il paese dei tuttologi laureati. Purtroppo, anche a causa di un egualitarismo malinteso, di un narcisismo patologico, ignoranza e conseguente effetto Dunning-Kruger in Italia è pieno di incompetenti convinti che le loro opinioni sulle vicende scientifiche valgano tanto quanto quelle di esperti della materia. E ciò viene usato, da politici o giornalisti spregiudicati per arruffianarseli. La realtà però dovrebbe essere diversa, come è stato scritto in un magistrale pezzo di Patrick Stokes: ma se “diritto ad un’opinione” significa “avere il diritto che i propri punti di vista siano trattati come seri candidati per la verità” allora la frase è chiaramente falsa. 

 

Articolo originale apparso su Nature il 24 Febbraio 2015

Traduzione di Loredana Spadola e Gaia Restivo perItaliaDallEstero.info

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La laurea degli esperti del bobolo e della gggente

 

Domande sull’omeopatia…

Stavo discutendo l’ennesimo articolo demonizza vaccini del falso e mi sono imbattuto nel solito sostenitore di teorie fuffa convinto di essere illuminato e di avere la mente aperta per il semplice motivo che rifiuta il canone scientifico corrente e congettura, come altri, che possano esistere altri fenomeni, altri eventi ed altre spiegazioni.

Cosa non del tutto scorretta, la scienza è andata avanti a furia di altri fenomeni, altri eventi, altre spiegazioni. Il sistema copernicano è un altra spiegazione, alternativa al sistema tolemaico, di come si muovono le stelle e i pianeti, la teoria di Pasteur è un altra spiegazione di come nascono le malattie.

La differenza, come spiega bene questo articolo, è che le altre spiegazioni, nel caso scientifico, spiegano bene l’esistente e prevedono eventuali nuovi fenomeni, diciamo che inglobano la vecchia teoria e la espandono rimanendo coincidenti con quella negli ambiti in cui valeva la vecchia teoria. Nel caso pseudoscientifico invece l’esistente difficilmente viene inglobato, anzi spesso è in contraddizione reale e non apparente come nel caso scientifico. Esempi, di inglobamenti nel caso scientifico, se ne possono fare a bizzeffe:

– Per orientarsi con le stelle si usa ancora il sistema tolemaico: si pensa la terra al centro dell’universo e si ragiona sui movimenti apparenti delle stelle, l’uso del sistema copernicano porta agli stessi risultati (cioè scoprire approssimativamente il punto della terra ove mi trovo) ma con molti, molti più calcoli.

– Se studiamo il sistema terra luna con la teoria della relatività otteniamo praticamente gli stessi identici risultati che otterremo usando la più semplice teoria della gravitazione di Newton.

– Nonostante il calore non sia più considerato un fluido che scorre dentro i corpi, le equazioni del calore sono identiche alle equazioni di propagazione di un fluido.

– La terra è curva ma nel fare le misure per costruire un pollaio non si tiene conto della curvatura della terra e si considera la terra piatta.

Quindi la scienza procede per inglobamento, non per sostituzione. La nuova teoria ingloba ed espande la vecchia. La relatività coincide con la fisica newtoniana in “ambito newtoniano”, la fisica quantistica coincide, nel caso di moltissime particelle, con la fisica classica.

Questa premessa per parlare delle domande cui deve rispondere una nuova teoria scientifica:

-> Giustifica tutte le osservazioni e gli esperimenti precedenti ?

-> Nell’ambito di validità delle altre teorie si ottengono risultati coincidenti ?

-> Consente di fare esperimenti (anche mentali) per essere verificata ?

-> È logicamente coerente ?

-> I suoi enunciati sono, almeno teoricamente, falsificabili ?

Se la risposta è no ad almeno una delle domande precedenti la risposta è semplicemente: non è una teoria, è pura spazzatura.

Quindi per dimostrare la “fuffosità” di una teoria non occorre smentire tutte le sue affermazioni ma basta che ci sia una risposta negativa ad una delle precedenti; ecco perché alla discussione sulla veridicità o meno dell’omeopatia e alla richiesta di dimostrazione puntuale della farloccaggine di quest’ultima ho risposto con quattro domande più che con il ritrito 6,022*10^23 :).

da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/09/vaccino-antinfluenzale-dati-mortalita-fede/1258733/#comment-1744637353

Stefano B -> Paolo-A
“Un esempio tipico è arrivare a conclusioni quantomeno affrettate sulla
base di dati insufficienti o di metodi di indagine discutibili (in
particolare quando si fanno esperimenti o analisi statistiche [cita un messaggio precedente di Paolo-A NdA]).”
Guarda caso quello che fa l’omeopatia…

Paolo-A -> Stefano B
Ma per asserirlo bisogna dimostrarlo in maniera puntuale.

Shevathas -> Paolo-A
la dimostrazione è semplice e anche logica, basta porsi le domande giuste:
A) supponiamo che l’acqua abbia memoria e ricordi le sostanze cui sia venuta a contatto. Perché dovrebbe ricordarsi della sostanza A invece magari della sostanza cui son costituiti i contenitori o le attrezzature usate per mescolarla?
B), come si può far dimenticare all’acqua il contatto con sostanze precedenti (ovvero cancellare o sovrascrivere la sua memoria?)
C) come distinguere l’acqua con memoria dall’acqua “smemorizzata”?
D) come distinguere l’acqua con la memoria di una sostanza A da quella con la memoria di una sostanza B ?

Queste son domande alle quali chi sostiene la teoria della memoria dell’acqua dovrebbe poter saper rispondere

Se l’omeopatia è valida allora è valida la teoria della memoria dell’acqua cui essa si basa ed allora, conseguentemente, sarebbe gradito conoscere la risposta a quelle quattro domande. Risposta che credo non ci sarà. E il silenzio e la reticenza a rispondere a tali domande prova molte cose…