La lezione dello storico Alessandro Barbero che tra Putin e Zelensky non si schiera

Lezione magistrale di Barbero che, tanto di cappello all’onestà intellettuale, dice le cose come stanno staccandosi dalla narrazione che vede jedi contrapposti a sith. (Ovviamente il ruolo degli jedi e dei sith varia a seconda delle simpatie politiche).

Da notare comunque il titolo polemico; è un ottimo esempio di pensiero binario ove, se non condividi totalmente e incondizionatamente la filosofia e i comportamenti jedi sei in pratica uno scagnozzo di Palpatine.

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CONTRO L’ADESIONE DI FINLANDIA E SVEZIA ALLA NATO
La lezione dello storico Alessandro Barbero che tra Putin e Zelensky non si schiera

SELVAGGIA LUCARELLI
19 maggio 2022 • 09:20
Aggiornato, 19 maggio 2022 • 14:57
«Ci sono stati reparti delle SS che parlavano ucraino e hanno collaborato con i nazisti fino all’ultimo. Ciò non fa parte della loro narrazione, del resto chi se ne vanterebbe oggi».
«Questo fa sì però che se qualcuno in Ucraina è ancora attaccato a quel passato nazista, nella narrazione ufficiale si dice “è un fenomeno irrilevante, marginale”. Noi però nel nostro paese non accetteremmo mai l’esistenza di gruppi neo nazisti riconosciuti dall’autorità e integrati nell’esercito».

Infatti in italia c’è il problema opposto, i fanatici in overdose di antifascismo, pazzoidi pronti a vedere fascisti saltar fuori ovunque quasi che domani sia il giorno della “marcia su roma 2.0”. E la paranoia è stata talmente forte da dover trasformare anche innocue lucertoline, partiti che assieme hanno preso meno del SVP, in tremendi draghi sputafuoco. Son passati dallo 0.001%  allo 0.002%, domani aprono i lager…

La storia è fatta di aggressioni e lo storico sa che farsi prendere dalle emozioni, avere come reazione principale la condivisione della sofferenza di chi è aggredito non può essere la reazione dominante.

Infatti il bravo storico cerca cause ed effetti tralasciando qualsiasi giudizio morale. Il pagliaccio invece dice “hitler cacca pupù” e pazienza se hitler appare come un alieno piovuto dal cielo che ha fatto impazzire la Germania. Quest’ultima narrazione è molto più funzionale alla storia del bene contro il male, oltre ad evitare qualche riflessione su “paci cartaginesi”, crolli economici e “pericolo rosso”.

Dall’inizio della guerra in Ucraina lo storico Alessandro Barbero ha sempre rifiutato richieste di interviste e interventi televisivi. Lo hanno cerato tutti, ha sempre risposto che preferisce evitare di infilarsi nell’aspro dibattito sul tema.

E fa bene vista la paranoia e il fanatismo dei buoni, quelli che “o sei con noi o sei contro di noi…”

Poi però succede che qualche giorno fa decida di concedere un’intervista a un liceo, il Torricelli di Somma Vesuviana. Che quel video, un po’ nascosto, venga caricato su youtube, passando pressoché inosservato. Ed è un peccato, perché ci sono inciampata per caso e racconta il suo punto di vista, come sempre lucido e per nulla scontato. Eccolo:

«La Russia e l’Ucraina sono paesi in cui il passato, al contrario che nell’Occidente, conta molto sia nell’atteggiamento collettivo che nelle scelte politiche. Il discorso con cui Putin ha annunciato l’entrata in guerra è impressionante, dopo pochi secondi lui stava già parlando dell’Unione Sovietica e di come non ripeteranno più gli errori del passato.
Ha giustificato la sua azione facendo riferimento ai nazisti, alla memoria. Che ovviamente è una memoria selettiva. Ma anche l’Ucraina guarda molto al passato ed entrambi i paesi scelgono la memoria che fa più comodo.

Interessante e prevedibile ogni paese ricorda selettivamente quello che li fa più comodo omettendo le ombre, che esistono.  Anche se può essere sconvolgente per chi sposa acriticamente la narrazione della guerra fra forze del bene, gli jedi, e forze del male, i sith. Jedi contro sith va benissimo per un film d’azione, un poco meno se devi spiegare fenomeni storici complessi come il nazismo stesso.

Nella memoria dei russi la più grande tragedia del ‘900 è l’invasione nazista e il fatto che in quel frangente i nazisti abbiamo trovato collaboratori e simpatizzanti tra gli ucraini. L’oppressione che l’Ucraina ha subito da Mosca è ignorata.

Dall’altra parte, in Ucraina c’è la consapevolezza dei periodi di oppressione subiti dalla Russia e per loro la tragedia del Novecento è la grande carestia, quando milioni di persone morirono affamate da Stalin.

Nella memoria pubblica degli ucraini però viene rimosso il fatto che i loro grandi leader indipendentisti sterminavano gli ebrei con grande piacere e del resto nelle piazze ci sono monumenti dedicati a quei leader ucraini sterminatori di ebrei».

Ognuno ricorda quello che gli fa comodo. Cosa che facciamo anche noi italiani; a sentire la retorica sembra che l’italia sia stata invasa dai fascisti e liberata dai partigiani, con gli americani comparse sullo sfondo. La storia è diversa, parla di un paese fascista che, causa le sconfitte, decide di arrendersi e per arruffianarsi il vincitore cerca anche di cambiare bandiera sperando di rifarsi una verginità. L’aggressione italiana alla francia è stata una vigliaccata ma la dichiarazione di guerra del governo badoglio al giappone una patetica pagliacciata.

«Per questo nel cercare di interpretare quello che accade oggi bisogna fare attenzione alla complessità, parola che non è di moda nel dibattito pubblico.

La selettività della memoria vuol dire che la cultura collettiva dell’Ucraina è basata su un passato di oppressione da parte dai russi e su una faticosa conquista della libertà.

Tutto questo è vero, ma è solo un pezzo della verità. In certi momenti della lotta per l’indipendenza gli ucraini hanno sterminato gli ebrei, sono stati anti-russi e antisemiti.

Luci e ombre, ovvio che chi è convinto che l’essere ucraino ti iscriva d’ufficio fra gli jedi, reagisce male e accusa di doppiopesismo o peggio. E questo è puro pensiero binario: o sei buonissimo senza macchia e paura o sei un cattivissimo…

Ci sono stati reparti delle SS che parlavano ucraino e hanno collaborato con i nazisti fino all’ultimo. Ciò non fa parte della loro narrazione, del resto chi se ne vanterebbe oggi. Questo fa sì però che se qualcuno in Ucraina è ancora attaccato a quel passato nazista, nella narrazione ufficiale si dice “è un fenomeno irrilevante, marginale”. Noi però nel nostro paese non accetteremmo mai l’esistenza di gruppi neo nazisti riconosciuti dall’autorità e integrati nell’esercito.

All’opposto, nella narrazione russa il filone minoritario neo-nazista con reparti ucraini che si ispirano alla tradizione nazista e eroi nazionali che hanno collaborato con i nazisti è un tema centrale. Insomma.

Gli ucraini dicono che tutto questo non è importante, i russi invece dicono è l’unica cosa importante».

ognuno tira l’acqua al suo mulino, cosa scontata per chi conosce la storia e la politica internazionale. I torti non stanno tutti da una sola parte così come le ragioni. Ma questo, ripeto, viene considerato blasfemo da chi pensa in bianco e nero.

«Chi fa lo storico, ma anche chi vuole comprendere la realtà a mente aperta deve essere consapevole che siamo di fronte a una realtà e a due modi di raccontarla in modo propagandistico: il modo ucraino di dire “il passato nazista è irrilevante” e il modo russo di dire “il passato nazista è la caratteristica di fondo dell’Ucraina”. Entrambe le narrazioni sono false perché c’è un passato filo-nazista presente, con cui l’Ucraina dovrebbe fare i conti, ma anche la pura propaganda russa per cui l’Ucraina è tutta nazista».

E l’ammettere onestamente la situazione è segno di onestà intellettuale.

LA DOMANDA DELLO STUDENTE
Uno studente del liceo replica che tutto questo sarà vero ma «esistono un aggressore e un aggredito».

Il professore Alessandro Barbero replica:

«Questa osservazione tradisce l’odierno clima collettivo: noi oggi siamo trascinati da questa necessità di decidere chi ha ragione e torto e per deciderlo ci sembra che ci sia un unico elemento, ovvero quello di ricordare che un paese ha invaso l’altro. E quindi anche nel valutare le menzogne dell’uno e dell’altro dovremmo avere due pesi e due misure.

In questi ultimi tempi mi sono reso conto che il mio mestiere di storico rischia di anestetizzarmi rispetto a certe emozioni.

Lo storico, di fronte agli avvenimenti del presente, è come il medico abituato a vedere gente che muore e non si emoziona più come gli altri davanti alla malattia e alla morte. Intellettualmente è giusto, ma succede che non si sia più in sintonia con i contemporanei.

Quando sento che è una guerra nel cuore dell’Europa penso che anche l’atroce guerra nella ex Jugoslavia era nel cuore dell’Europa.

dove noi siamo andati ad aggredire uno stato sovrano “per ragioni umanitarie”.

La storia è fatta di aggressioni e lo storico sa che farsi prendere dalle emozioni, avere come reazione principale la condivisione della sofferenza di chi è aggredito non può essere la reazione dominante. Il mio mestiere è un altro, è capire. Questo non vuol dire che non ci siano casi in cui io faccio il tifo.

Nella Sconda guerra mondiale i vincitori erano dalla parte giusta, ma non faccio fatica a dire che hanno commesso orrori. Che i sovietici hanno sterminato gli ufficiali polacchi nelle fosse di Katyn, che Churchill ha fatto morire milioni di indiani ai tempi della carestia del Bengala, non faccio fatica a dire che i bombardamenti aerei degli alleati sulle città italiane e tedesche siano stati indiscriminati.

Tutto questo non mi impedisce di dire che c’era una parte che aveva ragione. E per fortuna ha vinto quella che aveva ragione. Anche nella guerra tra Russia e Ucraina, se uno è convinto che l’Ucraina abbia ragione va bene, ognuno fa le sue scelte emotive e morali, ma questo non deve diventare tifo da stadio.

Su questo è stato attaccato accusandolo di essere filonazista. Ma cosa ha detto in realtà? che esistono gradazioni di grigio, che ci sono macchie nere, piccole macchie nere, nella parte bianca. Cosa che dovrebbe essere scontata.

E’ come se uno, discutendo di Seconda guerra mondiale, siccome gli alleati avevano ragione dicesse “non voglio discutere delle bombe atomiche sul Giappone e se tu discuti la legittimità di sganciare delle bombe atomiche vuol dire che sei con Hitler”. Io non ci sto».

Per questa frase è stato attaccato, tolta dal contesto e usata per dimostrare che era filonazista. In realtà ha colpito in pieno mostrando platealmente che molti seguono il ragionamento. “se non sei totalmente, completamente e incondizionatamente con gli jedi allora sei, in pratica, il più fido scagnozzo di Palpatine.” Questo “pensiero binario” (anche nel senso della stessa capacità di pensiero di un binario ferroviario) puntualmente porta a scontri fratricidi di jedi per dimostrare di essere il puro più puro, (che epura) oltre a mastodontici errori di valutazione. Basta pensare alle isole Salomone. Tonnellate di retorica sull’autodeterminazione dei popoli per giustificare l’Ucraina e il suo voler diventare una “testa di ponte della NATO” e un imbarazzato silenzio sulle minacce se le isole Salomone osano ospitare basi militari cinesi.

«Lo storico deve analizzare anche le motivazione dei malvagi perché i malvagi non sapevano di esserlo, pensavano perfino di fare cose giuste. Se si accentua una dimensione e se ne attenua un’altra, si fa politica».

Altra cosa vera e scontata.

Sulle ragioni per cui Putin ha invaso l’Ucraina il professor Barbero parla di “ventaglio di motivi”:

«Immaginiamo un paese A e uno B che confinano, non si vogliono bene e hanno un lungo passato di contrasti. Nel paese A, vicini al confine, ci sono abitanti che parlano le lingue del paese B e si trovano male nel paese A, dicono che sono oppressi, discriminati. Molti di loro vorrebbero essere nel paese B. A un certo punto il paese B invade A con lo scopo dichiarato di liberare i compatrioti dall’oppressione.

Sto raccontando il 24 maggio del 1915 quando l’Italia ha dichiarato guerra invadendo l’impero austriaco per liberare Trento e Trieste. Una pagina della nostra Italia che è sempre stata raccontata come gloriosa.

Ovviamente perché noi siamo sempre i buoni. Penso che gli alto altesini la raccontino invece in maniera diversa…

Se però stessi raccontando la decisione della Russia di invadere l’Ucraina per liberare i connazionali oppressi del Donbass, in cui i russi che vivono in Ucraina non hanno diritto di usare la loro lingua neppure nelle scuole, cosa diciamo?

Uno dei problemi dell’Europa orientale post sovietica è che ci vivono minoranze russe.

I russi sono stati la nazione imperiale che ha dominato tanti piccoli paesi.

Quando quei paesi sono diventati indipendenti, i russi rimasti lì sono diventati minoranza guardata con antipatia e discriminata. Anche gli italiani sono stati discriminati quando sono diventati minoranze dopo il 1945 nella Jugoslavia, Hitler ha smembrato la Cecoslovacchia per recuperare gli abitanti tedeschi dei Sudeti. É la normale vendetta dei popoli che a lungo sono stati dominati contro il popolo dominatore.

Infatti. Questa catena di vendette ha fatto detonare l’ex jugoslavia.

Poi c’è la paranoia russa. Nella cultura politica russa l’ossessione di essere aggrediti è costante, risale ai tempi delle invasioni mongole. Certo, la Russia è sempre stata spietata e imperialista ma nel suo dna non ha mai avuto la voglia di espandersi a occidente “fino al Portogallo”, come qualcuno ha detto.

L’Occidente, diciamo nel suo candore, aveva promesso a Gorbaciov di non allargarsi ad est e invece ha progressivamente fatto entrare nella Nato tutti i paesi dell’Europa orientale, ci sono le basi della Nato ai confini con la Russia.

Ora. Se tu hai a che fare con una grande potenza paranoica, devi sapere che se ti avvicini ai suoi confini potrà avere una reazione».

Cosa che dovrebbe essere evidente a chiunque abbia un poco di testa.

«Riguardo la richiesta di Finlandia e Svezia di entrare nella Nato, va detto che l’Ucraina intratteneva rapporti con la Nato da parecchi anni, gli istruttori Nato istruivano l’esercito ucraino che è a tutti gli effetti un esercito della Nato.

Putin ha invaso l’Ucraina per questo e perché c’era probabilità che l’Ucraina entrasse nella Nato. Se fossi un cittadino della Svezia o della Finlandia non direi che per essere più sicuri si dovrebbe entrare nella Nato, a meno che non ci sia la convinzione che la Russia sia pronta a lanciarsi in azioni di conquista.

Ma non mi sembra uno scenario plausibile, quindi secondo me non è una scelta sensata».

Ha argomentato bene, avrà detto anche cavolate, per qualcuno, per me no, ma ha argomentato. E questo lo mette anni luce avanti su chi ragiona solo di russi cattivi e di ucraini buoni, che qualsiasi azione contro la russia, per quanto idiota e controproducente possa essere come il censurare corsi di letteratura o cacciarla fuori dallo sport, è santa perché contro la Russia.

4 pensieri su “La lezione dello storico Alessandro Barbero che tra Putin e Zelensky non si schiera

  1. La dichiarazione di guerra al Giappone dopo l’8 settembre è stata una pagliacciata, ma che dire della dichiarazione di guerra agli Stati Uniti quando questi, dopo Pearl Harbor, hanno dichiarato guerra al Giappone?

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    • una smargiassata del duce dovuta al fatto che si era deciso di condividere la guerra con la germania e il giappone cui eravamo alleati. Non la vedo comunque vigliacca come la dichiarazione di guerra verso una francia oramai già sconfitta.

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