La russia non è il far west

Una cosa che ho notato lavorando con gli americani è che spesso sembrano non rendersi conto che il mondo non sia l’america e che posti diversi possono avere convenzioni diverse, usanze diverse, modi di dire diversi. Interpretare il mondo pensando che sia l’america porta spesso a svarioni colossali.

Qui sotto un messaggio comparso su twitter che parla della russia e della mentalità russa, che non è quella dello zio sam e non è neppure quella che lo zio sam sta raccontando. Poi riguardo al teorema “che basti levare il dittatore per trasformare uno stato canaglia in una democrazia occidentale” abbiamo già sotto gli occhi gli effetti del teorema applicato alla libia e alla siria.

Sorgente: Thread by @MMastrantuono on Thread Reader App – Thread Reader App

👉 DUE O TRE COSE CHE SO DI PUTIN E DEI RUSSI 👈
Conosco la realtà russa vivendola da dieci anni a questa parte e ho studiato il passato.

🔹 Per farlo partirò da Gorbachev che in Occidente viene considerato l’ultimo grande statista russo “buono”.

➡️ Ma la pensa in maniera opposta la maggior parte dei russi che ne collega il ricordo alla povertà negli ultimi anni dell’Unione Sovietica (vi ricordate le file chilometriche davanti ai negozi di Stato vuoti?).
➡️ E la pensò diversamente anche l’Occidente a cui lui aveva aperto l’Urss ma che gli preferì l’inconsistente ma addomesticato Eltsin. Alle leadership americane ed europee interessava poco la Russia democratica e molto di più, invece, le sue materie prime e il suo sterminato
mercato interno. Gorbachev non avrebbe mai permesso la rapina delle risorse russe, mentre Eltsin in fondo si accontentava di un tozzo di pane per se e per la sua famiglia per chiudere un occhio su tutto, inclusa l’espansione a est della Nato.
così arrivò Eltsin. Generalmente dai russi viene visto come colui che svendette le materie prime e le imprese “pesanti” del Paese ai grandi capitali americani e tedeschi.
Memorabile rimane l’azionariato popolare per privatizzare le grandi imprese pubbliche operato sotto la regia dalla troika occidentale che lo affiancava e che aveva messo tenda dentro il Cremlino. Miliardi di azioni da pochi rubli per ogni operaio delle varie imprese; azioni senza
valore alcuno e che in tal modo furono facilmente rastrellate dai nascenti oligarchi russi coi capitali stranieri degli amici della troika.
Con pochi spiccioli furono “acquistate” le ricchissime ma inefficienti grandi imprese russe e sorsero così gli oligarchi che non sono un’invenzione recente di Putin ma che nacquero proprio in quei mesi.

Infatti in quel periodo la russia aveva una economia disastrata e la valuta “di fatto” era il marco tedesco e non il rublo. Dubito che pochi vogliano tornare a quella situazione

E memorabili sono pure le cannonate sparate nel 1993 dai carri armati dei Corpi Speciali di Eltsin contro il Parlamento che fu preso in ostaggio perché non ratificava i Decreti di privatizzazione delle aziende statali e di liberalizzazione delle materie prime russe.
infatti, quando fu travolto dalla crisi del terrorismo ceceno che mieteva vittime ormai anche nei centri storici di Mosca e di San Pietroburgo, e fu così necessario ricorrere all’uomo forte del Kgb, in cambio del passaggio pacifico delle consegne a Putin, pretese e ottenne per sé
e per la sua famiglia uno “scudo legale a vita” che lo proteggesse dalle sicure condanne per le tante ruberie perpetrate e permesse.

Una cosa che si può notare infatti è che in russia ci son nostalgici del comunismo ma pochissimi di “corvo bianco”.

E così siamo a Putin. Su di lui il giudizio della grandissima maggioranza dei russi è, invece, molto positivo. Viene identificato come il primo vero Presidente “russo” della Russia post sovietica. Per comprendere in modo semplice perché i russi apprezzino Putin basterebbe
rispondere a due semplici domande.
1️⃣ È più libera, democratica e rispettosa dei diritti civili la Russia di oggi oppure quella sovietica oppure quella del cannoneggiatore delle opposizioni Eltsin? Indubbiamente, lo è di gran lunga quella attuale.

Se devi venderti per un tozzo di pane o se devi pensare alla pellaccia hai poco tempo per pensare alla schwa e a tutte le pippe mentali occidentali. La prova l’ha data proprio la guerra in ucraina, nessuna femminista si è scandalizzata perché al fronte vanno solo generali e non generalesse o della legge marziale che impone ai pisellomuniti, sia che si sentano uomini, sia che si sentano donne o che si sentano tostapane, di rimanere in patria a lottare.

2️⃣ Il popolo russo (intendendo le classi sociali medie e basse) vive meglio nella Russia odierna oppure in quella sovietica (per lo meno delle sue ultime due generazioni) oppure negli anni di caos e di rapina eltsiniani? Indiscutibilmente, sta molto ma molto meglio oggi.
E allora perché sorprendersi del consenso di cui Putin gode in patria?

Perché molti incapaci di capire la realtà chiedono la narrazione, e chiedono una narrazione a livello romanzetto di 3a categoria con i buoni buonissimi da una parte e i cattivi cattivissimi dall’altra che si affrontano in un mondo bianco e nero. Logico che a quelle condizioni non capisci niente.

➡️ Per i russi è il Presidente che ha dato stabilità alla crescita economica per tutti (e non solo per i papaveri dell’era sovietica, o per gli oligarchi e per i banchieri dell’era Eltsin) e che ha ridato prestigio e forza alla Russia nella scena internazionale fermando
l’espansione a est della Nato permessa da Eltsin.
È “semplicemente” tutto ciò che da forza a Putin presso l’opinione pubblica russa. Parliamo di quel popolo russo che proprio negli anni di Putin, per la prima volta, ha avuto accesso a quel consumismo sfrenato che prima “spiava” solo dalle tv occidentali e che ora ha imparato a
farsi due o tre viaggi all’estero ogni anno al punto di essere ormai il mercato turistico più ambito per gli operatori occidentali.

E infatti una delle conseguenze delle sanzioni sono anche le perdite di quel mercato. In costa smeralda qualcuno si è reso conto di quanti soldi portassero i ricchi russi; tanto personale di servizio, custodia, manutenzione etc, etc, è finita licenziata.

Ed è ancora proprio per questo che Putin registra le sue prime incrinature di consenso, oltre che nelle élite intellettuali, proprio nei giovanissimi che non hanno vissuto quel “prima” e “dopo” e che sono nati quando già “c’era Putin”.

E che magari, come capita per i gretini occidentali non hanno conosciuto e non si rendono conto degli effetti di quello che chiedono. Basta prendere un libro di storia della Sardegna per vedere come si viveva bene nel XIX e nel XX secolo, quando l’agricoltura era 100% biologica. Basta dire che molti preferivano la miniera alla campagna perché garantiva entrate mensili sicure. La cura migliore contro il gretismo imho sarebbe costringere le persone a fare per un mese la “vita da greta” integralmente. Cioè vivi del pannello solare e se è nuvolo o di notte col cavolo che ti scaldi il cibo al microonde. Niente motori a scoppio…

La democrazia e i diritti civili. Anche su questo l’Occidente legge la Russia con occhi sbagliati. Anche qui per comprendere basta rispondere a qualche domanda.
1️⃣ Le prime elezioni veramente libere (anche se solo per censo) in Occidente risalgono a dopo la Rivoluzione Francese. In Russia? Solo nel 1991, cioè ben due secoli dopo, si sono svolte libere elezioni ed è così che sono stati eletti Eltsin e Putin. Vale a dire che la Russia ha
completamente saltato il periodo delle riforme democratiche borghesi dell’800 e del primo ‘900. E quindi, lo si voglia o meno, sono proprio loro due a essere i primi Capi di Stato eletti democraticamente nella storia millenaria della Russia.
2️⃣ I diritti civili? La servitù della gleba finisce in Europa insieme al medioevo, mentre in Russia viene abolita solo nel 1861 dallo zar “illuminato” Alessandro II. Inoltre, la Russia (contrariamente alla stessa Cina, per esempio) non ha mai conosciuto le varie rivoluzioni
culturali, sessuali e di genere del ‘900, come quella del ‘68, poiché il regime sovietico lo impedì.
Sembrerà, quindi, strano e difficile da comprendere per le nostre società occidentali che hanno vissuto le lotte sociali, politiche e nazionali dell’800 (si pensi anche solo al Risorgimento italiano) e che sono passate attraverso i fermenti culturali libertari del secondo
dopoguerra, ma in effetti in Russia la democrazia
politica, la conquista delle libertà civili individuali e del benessere diffuso sono arrivati con Eltsin e, soprattutto, con Putin che, pertanto, non viene affatto visto dai russi come un dittatore che ha oppresso le libertà democratiche precedenti semplicemente perché prima di
lui c’erano stati l’Unione Sovietica, gli zar e i principati, a parte la brevissima e caotica parentesi di Eltsin già dimenticata dai russi stessi.
➡️ Anche per questo il paragone con Hitler e Mussolini è ridicolo: loro avevano introdotto un regime dittatoriale in un sistema democratico maturato tra la metà dell’800 e l’inizio del ‘900. Mentre Putin, al contrario, si è trovato a gestire il processo di democratizzazione di
una Società totalitaria da millenni.

Arriviamo ora al discorso Ucraina.

Ma questi spunti di riflessione possono servire a far capire che quella ucraina non è solo la guerra di Putin ma è la guerra della Russia. E se si vuole la Pace è con questa Russia che bisogna trattare e bisogna farlo subito, senza aspettare

una messianica caduta di Putin, perché ogni giorno che passa muoiono centinaia di innocenti, e perché la Storia russa ci dimostra che non è affatto detto che il suo successore sia più “buono” di lui.

E la storia recente dimostra anche che gli USA son sì capaci di far cascare il dittatore o il farabutto però come, impietosamente, dimostrano libia, siria, afghanistan etc. etc. non son capaci di sostituirlo con qualcuno che riesca a stabilizzare il paese e avviarlo verso il non essere uno stato canaglia.

Una russia libicizzata, divisa in clan in lotta fra loro per il predominio sarebbe pericolosissima, pericolosissima perché avremo N bastardi in lotta fra loro con il potere di ricatto delle armi atomiche. Non è roba che farebbe dormire sogni tranquilli.

4 pensieri su “La russia non è il far west

  1. ci sarebbe da aggiungere che gli attuali russi “nostalgici del comunismo”, lo sono perché ne hanno sentito parlare senza averlo mai visto, o lo hanno visto quando avevano cinque anni, e quindi “ricordano” un comunismo fantasy un cui c’era lavoro per tutti, non esisteva la povertà e c’era meritocrazia a tutti i livelli perché “la nazione era fatta dai cittadini” (un po’ come i nostalgici italiani della lira, che ricordano degli anni ottanta fantasy in cui tutti erano ricchissimi).

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  2. ERRATA CORRIGE: “Eltsin in fondo si accontentava di un tozzo di pane per se e per la sua famiglia” – e di un fiasco di vino tutto per sé.
    PS: sono stata in Unione Sovietica nell’87 e nell’88; qui da noi Gorbaciov era adorato (come in precedenza era stato adorato il contadino Khrusciov con la sua scarpa sbattuta sul tavolo, e prima di lui Stalin – perfino dai fascisti capitava di sentire il fatidico, ammirato e speranzoso, “addavenì baffone”). Beh, lì lo odiavano tutti, era una cosa che proprio si toccava con mano, ti capitava di fare il suo nome e vedevi la faccia dell’interlocutore contorcersi in una incontenibile smorfia.

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