La realtà e la narrazione nel caso Kyle Rittenhouse

Stavo leggendo questi due articoli, relativi alle reazioni di divi e politici, sul caso Rittenhouse

  1. Fox News – Le celebrità reagiscono al verdetto di non colpevolezza di Kyle Rittenhouse: “Un colpo devastante” – L’Osservatore Repubblicano
  2. Fox News – Progressisti e Democratici infuriati per l’assoluzione di Kyle Rittenhouse: “È disgustoso” – L’Osservatore Repubblicano

Quale è il minimo comune denominatore? che i commenti, tutti, non parlano della vicenda elettorale e delle evidenze in essa emerse ma parlano invece della “narrazione” sulla vicenda. E, ovviamente, si mostrano scandalizzati perché non c’è il lieto fine ma il buono muore. Come se in star wars Anakin prima facesse fuori Luke poi Palpatine e diventasse lui il supremo signore dei Sith.

Nella vicenda reale il tizio:

  • Poteva portare legittimamente le armi che aveva con sè.
  • Viene aggredito da tre persone che sfruttano i disordini per saccheggiare.
  • Reagisce sparando per autodifesa uccidendone due e ferendone uno.
  • La giuria riconosce l’autodifesa e dichiara non colpevole.

Nella narrazione invece

  • Il tizio è un suprematista bianco che vuole giocare alla caccia. all’attivista, perciò esce con il fucile.
  • Incontra tre attivisti “neri”(1) che pacificamente manifestavano contro il razzismo.
  • Spara a loro a sangue freddo e poi sostiene di essere stato aggredito
  • La giuria in nome del principio “black lives don’t matter” assolve.

 

Perché tirano fuori la storia dell’attacco da parte di Kyle, continuano con la bufala delle pacifiche proteste e ovviamente se la prendono con il cattivo della narrazione. Imho stanno cercando di essere i puri più puri, per poter ovviamente attaccare una comoda etichetta “amico dei suprematisti” al compagno un poco meno puro e prendere le sue preferenze.

Peccato che questa gara di purezza  da una parte lasci cocci, tanti, fra i compagni visto che puntualmente finisce in una guerra intestina a colpi di “fascista” e dall’altra, una volta che si viene scoperti a mentire spudoratamente su una vicenda poi si diffida di tutto il resto. E magari qualcuno comincerà a dubitare che la polizia spari solo a santi appena discesi dal cielo(2).

(1) in inglese “black attivist” può significare sia attivista pe i negri che attivista negro. In realtà i tizi erano bianchissimi.

(2) Vabbe’ anche in italia abbiamo avuto un aula del senato dedicata ad un santo martire non violento ucciso a sangue freddo mentre cercava, con un estintore, cercava di spegnere i fuochi dell’odio… Mi sa che nel caso di floyd la narrazione ha coperto la realtà…

7 pensieri su “La realtà e la narrazione nel caso Kyle Rittenhouse

  1. Relativamente a “realtà & narrazione”, ti consiglio di dare un attimo d’attenzione a questa notizia su un suv che è passato attraverso una parata facendo cinque morti, è accaduto In Wisconsin lo stato del processo a Kyle Rittenhouse, è accaduto dopo il verdetto e chi portava il suv appartiene alla categoria degli “oppressi”.

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  2. Avevo letto che Rittenhouse si è fatto svariate ore di macchina per andare sul luogo della rivolta. E’ vero? Se fosse vero, fermo restando tutto il resto, un certo desiderio di “giocare alla guardia” probabilmente lo avvertiva; allo stesso modo di come gli altri tre “giocavano ai ladri” usando a pretesto una causa non loro.

    Di sicuro rimane soltanto la dichiarazione del ferito: è stato un duello di fatto, ed è rimasto in piedi il più veloce ad estrarre. Poi ognuno può fare tutte le considerazioni morali che vuole.

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    • Tra Antioch e Kenosha ci sono 32 minuti di viaggio in auto 35 km di distanza (goglando si vede), quindi non ore e ore di viaggio.
      Da quello che ho letto ha parenti e amici a Kenosha ed andava spesso li.
      Sul perché sia andato, idealismo.
      Il non stare a guardare mentre il posto che conosci viene raso al suolo e saccheggiato, un tipo di idealismo che a questo punto fa molto vecchia America, molto distante dal nostro “tengo famiglia” nostrano, e Kenosha dopo le “pacifiche” proteste sembrava essere stata bombardata, stessa cosa accaduta per altri luoghi dove si è “pacificamente” protestato, e lui non è stato il solo “vigilante” (di tutte le razze) che si è attivato per limitare ciò in quei giorni.
      Che abbia voluto giocare alla guardia non credo, penso che volesse essere presente come deterrente non aspettandosi di essere attaccato, e invece si è trovato in mezzo a gente che volevano linciarlo, non è lui che è andato a cercare i tre ma quei tre che (ci sono i filmati) hanno cercato lui, quanto a quei tre dichiarati santi (e i dem americani stanno ripartendo da loro) erano dei violenti accusati e condannati per pedofilia, maltrattamenti contro le donne e e atti violenti, cosa che nei resoconti italiani si omette a favore della beatificazione dei poveri attivisti martiri.
      In fondo ognuno ha i “santi eroi” che si merita.

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      • A quanto dicono, il padre vive a Kenosha, e prima di essere aggredito, oltretutto ha sparato DOPO essere stato minacciato, colpito, buttato a terra e preso a calci, si era occupato di cancellare scritte sui muri e spegnere cassonetti incendiati, insomma cose da onesto cittadino che ci tiene alla sua comunità: sembra un altro mondo, vero?

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      • Non sapevo dei soli 30 minuti di macchina, ti ringrazio.

        Invece l amnesia selettiva del commentatore quadratico medio sulla fedina penale tutt’altro che intonsa dei tre l avevo già inquadrata anche io.

        È vero, è tutto molto americano.

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        • Ho letto tra l’altro che era stato ingaggiato, come altri, per fare la guardia armata a un parcheggio per impedire che i pacifici manifestanti dessero fuoco alle macchine, come già era successo: questo perché la polizia non aveva forze sufficienti per fare fronte alla violenza scatenata dai manifestanti. Qui
          https://osservatorerepubblicano.com/
          tutta la vicenda è stata accuratamente seguita.

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