La foglia di fico

Stavo leggendo sui social le reazioni all’affossamento del ddl zan, devo dire che le ho trovate interessanti. Seguo sia account di destra che di sinistra ma, mentre a destra si parla poco del ddl a sinistra non si fa altro che esprimere indiNNNiazione.

Come avevo scritto il ddl era ufficialmente morto quando, a luglio agosto, si rifiutarono di trattare sui punti più controversi, ieri son solo stati messi i chiodi sulla bara.

Di chi è la colpa, ovviamente non di chi, senza i numeri tenta il bluff tutto o niente, ma della terribile destra omofoba… Una comoda foglia di fico per evitare di ammettere i propri gravi errori tattici e strategici. Lo stesso capitato con il referendum sulla procreazione assistita ad esempio. Sbagliarono completamente la comunicazione, saltavano al collo di chiunque esprimeva dubbi, chi non era d’accordo con loro era un baciapile… Però la colpa della batosta era del mefistofelico Ruini, non di una comunicazione politica demenziale.

Qui alcuni stralci di un post scritto da Politica per Jedi che trovo emblematici

Il ddl Zan non è stato affossato dall’incapacità negoziale di Enrico Letta né dai tradimenti di Italia Viva, ma da una destra parlamentare orribilmente omofobica e transfobica. (…)

La destra omofobia e tranfobica è una buona foglia di fico per nascondere moltissimi errori, i pasticci dell’articolo 1 e dell’articolo 4 ad esempio. Contro l’articolo 1 si erano anche levate voci, autorevoli, di lesbiche. Anche loro omofobe e transofobe?

Per me il “blindare” il decreto, spacciarlo per “bene contro male”, dare del nazipedosatanista omofobo a chiunque avanzasse dubbi, fosse esso Pillon o fosse una giurista di sinistra è stato un grosso errore.

È stato un miracolo che all’alba di quella stagione il parlamento precedente sia riuscito ad approvare la legge sulle unioni civili e al suo tramonto quello attuale abbia messo in mano a Mario Draghi il timone di un paese allegramente diretto verso gli scogli del socialpopulismo.

Miracolo dovuto alla capacità di trattare di Renzi e di trovare punti di accordo con gli altri partiti. Evitando di andare in parlamento ad urlare: “chi non vota è un nazipedosatanista omofobo”. Trattando probabilmente si avrebbe avuto un buon 70/80% come capitato con la legge sulle unioni civili. Si è preferito il 100% di niente. Se l’Italia fosse quel pozzo di omofobia che si narra, perché quella legge venne approvata? Perché Draghi? Spiace dirlo ma per quanto antipatico Renzi è uno dei pochi politici di razza capace di prendere buone decisioni politiche e di saper manovrare. Non sarà il top del top ma nel paese dei ciechi l’orbo è il re.

Sarei pronto a giurare che tutti i parlamentari e i partiti che alla Camera hanno votato il ddl Zan lo abbiano sostenuto in buona fede e altrettanto in buona fede abbiano tentato di farlo passare al Senato. Il PD così com’era, Italia Viva con una mediazione. Ma credetemi, in questo Parlamento quella legge non sarebbe mai passata, in nessuna forma. Camere piene zeppe di eredi della fiamma tricolore che pescano nel torbido dell’intolleranza neofascista, di bigotti del family day, di atei devoti e baciapile, di vigliacchi che si rifugiano nel voto segreto per dar sfogo alle loro inconfessabili miserie omofobe mai avrebbero fatto uscire una legge contro l’omotransfobia. I franchi tiratori fanno parte di quella destra, in qualsiasi partito militino.

Ecco questo è l’errore grosso. Lo stesso che puntualmente si ripete sempre, l’evitare di fare autocritica e di pensare ai colossali errori fatti. IV voleva trattare, chi si mise in mezzo a dire “o tutto o niente” e volle andare a tutti i costi alla conta, vincendo per un, (uno) solo voto? In quel preciso istante venne rivelato il bluff, al senato non c’erano i numeri. O si trattava, da subito un compromesso al ribasso o il ddl sarebbe morto. Oppure si uccideva allora denunciando il fascismo del parlamento. Sono andati avanti tentando un bluff a carte scoperte. Facendo un paragone calcistico, l’allenatore scende in campo con una formazione demenziale e maldisposta, sbaglia i cambi però la colpa della batosta è dell’arbitro venduto.

La battaglia andava comunque combattuta, e segna un punto di non ritorno fondamentale: adesso ne abbiamo la prova e la piena consapevolezza, il progressismo non può in alcun modo convivere né scendere a patti con il populismo. E abbiamo anche la drammatica conferma che nella destra italiana le posizioni ragionevoli e moderate non hanno alcuna cittadinanza.

Mah dare del nazipedosatanista a chiunque non condivide totalmente le proprie idee non mi sembra una delle posizioni moderate e di trattativa. Certo spararsi pose da eroi tragici in lotta contro il mondo è bello e stuzzica molto l’ego, però si tenga a mente che l’eroe tragico è tale perché finisce in tragedia, senza la tragedia finale non ci sono eroi tragici. Il voler essere eroi tragici a tutti i costi e contemporaneamente lamentarsi della inevitabile fine in tragedia è solo un comportamento sciocco ed infantile.

Inutile, adesso, rinfacciarci l’un l’altro il fallimento. Bisognerebbe semplicemente ricordarsi di questa infamia quando tra un anno e mezzo torneremo a votare.

Traduzione: accusiamo la destra di tutte le nefandezze del mondo, compresi i nostri leader politici che non ne azzeccano una neanche per sbaglio e riescono a sbagliare tutto quello che possono fare. La stessa tecnica, efficacissima, usata contro Berlusconi, infatti sta ancora lì a fare a da ago della bilancia…

Troppo piagnisteo e poca autocritica.

6 pensieri su “La foglia di fico

  1. E’ il consueto modus operandi dei sinistroidi: partire lancia in resta contro un mulino a vento e cominciare a frignare quando si è presa la scoppola.
    Alcune considerazioni:
    – del Ddl Zan alla ‘gente comune’ (quella che di solito vota i politicanti) importava nè punto nè poco
    – la democrazia, quella vera, prevede che a vincere sia la maggioranza. Se quello che questa decide non ti garba, padrone, ma tacciare chi la pensa in maniera diversa come farabutto o mentecatto non è certo segno di mentalità democratica.
    – ormai il termine ‘fascismo’ per i sinistrati significa ‘persona che la pensa in maniera differente da me’
    – condurre la politica ad una assurda lotta dei ‘buoni’ contro i ‘cattivi’ serve solo a esacerbare gli animi
    Se si parte dal presupposto che gli avversari siano emuli di Hitler, sostenuti da legioni di scervellati ignoranti non si può certo indignarsi se si viene attaccati in maniera poco civile.
    – Fino a che la campagna elettorale dei signori di cui sopra sarà ‘votate noi che siamo l’unico baluardo della civiltà contro la barbarie’ difficilmente si attireranno i sempre più cittadini stufi di politicanti capaci solo di berciare slogan e tenere il di loro tafanario ben incollato alla poltrona…
    Sia ben chiaro: non sono un sostenitore degli attuali partiti di destra o centrodestra che dir si voglia, del ddl Zan non mi interessa uno stimatissimo cappero e tornerò a votare quando riuscirò a trovare un politico con un q.i. maggiore di quello del mio gatto…

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  2. In Italia abbiamo i “Fascisti di Schrodinger”: quattro gatti che non riempirebbero la piazzetta Beata Vergine degli Angeli, cancellati dalla storia e, nel contempo, la maggioranza bigotta, un pericolo per la democrazia che ci impedisce di vedere il sole dell’avvenire ed è a un passo dall’istituire il Quarto Reich. Ovviamente a seconda di cosa il Segretario di turno voglia tirare fuori dalla scatola.

    Comunque è bello, perché Yoda è quello che vorrebbe fare scuola di politica e mostra di non capire che i “franchi tiratori”, in qualsiasi situazione, non possono venire dall’opposizione.

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    • Effettivamente molta gente si rapporta con la politica come con il calcio: il partito ‘del cuore’ deve essere supportato ad ogni costo, gli avversari sono tutti scorretti e farabutti e vincono grazie al cattivo arbitraggio eccetera eccetera…

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  3. […] Alla fine son messaggi e comportamenti come questo a “demolire” il ddl, molto, ma molto di più che le pittoresche chiassate di Pillon. Dovrebbero ringraziare Pillon di esistere perché senza capro espiatorio cui scaricare le colpe dei fiaschi avrebbero dovuto spiegare la decisione del “muro contro muro” e di voler andare alla conta quando non si avevano i numeri… […]

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