L’ecomondo

La “fattoria” era un reality show; da wikipedia

Il regolamento prevede che un gruppo di “VIP” (in alcune edizioni internazionali partecipavano concorrenti sconosciuti) abbandoni le comodità della vita abituale per vivere in una fattoria con solo gli oggetti essenziali. Ogni settimana si svolgono le nomination e i concorrenti vengono progressivamente eliminati mediante il “televoto”. In finale i tre o quattro concorrenti rimasti si contenderanno il premio in denaro. Ogni settimana si svolgono delle prove che riguardano la vita quotidiana in una fattoria, o almeno ciò che l’immaginario collettivo ritiene tali. Se vincono la prova i concorrenti avranno in premio cibo oppure l’immunità dalla nomination

Ricordo una scena; ero a casa di un collega di università, di famiglia contadina da generazioni, e c’era Selen, partecipante al reality stava raccontando di aver appena sparso il letame sui campi. Quello che notò la nonna del mio amico era che Selen aveva un abito ottocentesco con i polsini bianchi inamidati. Disse che quando si spargeva il letame si usciva sudati e sporchi dalla testa ai piedi, non con abiti perfetti e polsini bianchissimi inamidati. Era, come prevedibile, tutto finto e preaparato.  Le azioni non erano le azioni reali che facevano i contadini del passato ma quelle che l’immaginario collettivo credeva fossero. 

Ecco penso che molti che vogliono fare gli ecologici vivendo “come nel passato” siano come i partecipanti alla fattoria, fanno finta di fare una certa vita e certe azioni, ma non è la vera vita che veniva fatta nel passato.

Se mi si chiedesse di indicare un danno fatto dalla scarsa conoscenza della storia direi proprio la mitizzazione del passato visto come una età dell’oro senza tutti i difetti e i problemi della vita moderna. Prendiamo il biologico, terra terra significa coltivare la terra con le tecnologie e i sistemi del 1800, e magari anche con i sementi del periodo. Quale sarebbe il risultato? per l’ecoimbecille un mondo bucolico come quello cantato da Virgilio e Orazio nelle loro odi(1), per chi conosce la storia un mondo agricolo come quello del 1800 sarebbe un incubo. 10 ore di lavoro al giorno per tutti, problemi per la conservazione del cibo, senza frigoriferi devi usare altri sistemi come il sottosale, sott’olio, essicazione…rese per ettaro bassissime; se oggi un ettaro sfama, cifra a caso 10 persone, nel 1800 sfamava a malapena 2 persone, quindi scarsità di alimenti.
I trasporti? se puoi muoverti solo a piedi al giorno riesci a spostarti massimo massimo di 50 km (considerando una velocità media di 5 Km/h e 10 ore di camminata al giorno) non parliamo del tempo per spostare merce sugli ecologicissimi carri a buoi a 3 Kmh. 
Per dirne una il treno quando giunse in ogliastra, nel 1900 circa, permise ai commercianti di Jerzu di poter raggiungere Cagliari con sole 11 ore di viaggio invece che 3 giorni. (Cagliari Jerzu oggi in macchina son circa 2 ore…)

(1) Da notare comunque come tutti i poeti che celebravano il ritorno alla terra ed alla vita pastorale preferissero rimanere a gozzovigliare a Roma a spese di Mecenate invece di prendere armi e bagagli ed andare a zappare la terra.

3 pensieri su “L’ecomondo

  1. E vogliamo parlare dell’aspettativa di vita? Vogliamo parlare delle malattie che tornerebbero non curabili perché laboratori farmaceutici e ospedali consumano un bordello di energia? E magari riprendiamo a fare 15 figli per donna (anche pillola preservativi spirali diaframmi spermicidi sono prodotti dai suddetti laboratori) un terzo dei quali non supera l’infanzia e un altro terzo non arriva all’età adulta?

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    • Purtroppo un mucchio di imbecilli pensa all’era preindustriale come una sorta di età dell’Eden, dove l’aria era pulita e il cielo azzurro e dove il bifolco medio stava tutto il giorno in panciolle salvo allungare una mano a raccogliere frutti che spuntavano spontaneamente dal terreno…
      Come dice Barbara ci si dimentica degli innumerevoli progressi garantiti dalla tanto disprezzata ‘modernità’ che, malgrado tutte le brutture che certi pseudoecologisti ci millantano ha migliorato di parecchio la vita di tutti.
      Qualche mesetto di reale ‘vita bucolica’, comunque, sicuramente cambierebbe loro la vita.
      P.S. : da uno studio che ho letto qualche tempo fa, oltretutto, il ritorno ad un regime di vita ‘naturale’ implica la seccatura di un ‘lieve’ esubero delle persone che possono essere sostenute. Circa del 93%…

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      • Infatti io sarei per accontentarli. Ecco il campo, ecco gli attrezzi, lì c’è la fonte e giù il fiume. Vivi pure in maniera ecologica. Ma non per due giorni come fanno molti miei amici, nei campeggi ecologici, convinti di salvare così Gaia, ma per circa un mesetto o due. Ah, ovviamente nessun cellulare, niente elettricità e niente fuochi, troppa CO2. Imho finiranno a celebrare Greta bruciando copertoni di camion in suo onore…

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