Salvare il mondo spegnendo il frigo (ma usando quello della vicina)

Per la cronaca come sentirsi buoni facendo finta di fare il bene del pianeta, perché, come ad esempio capita con le auto elettriche, i consumi vengono spostati ma non eliminati. Ma l’importante è non vederli per sentirsi molto ecologici. Mi spiace ma non è stato un mese senza consumi, ma direi più un mese senza consumi evidenti.

Alcune chicche dall’articolo

Sorgente: Il frigo? Spento. E l’auto fermaUn intero mese senza consumi«È un’eco-sfida per il Pianeta»

Frigo spento e auto ferma, un mese senza consumi. «È la nostra eco-sfida» (…)
 «Posso garantire – sottolinea Francesca, chef laziale trasferita prima a Milano e poi in Brianza – che senza il ronzio del frigo nelle orecchie si dorme benissimo!

Ronzio del frigo? Mi suona assurdo; tenevano un frigorifero industriale anteguerra in camera da letto? 

Per un mese tutto l’equilibrio della giornata è stato spostato sul mattino: la spesa di prodotti biologici a chilometro zero nell’azienda agricola accanto a casa, solo quelli necessari, senza accumuli né sprechi, ogni due o tre giorni; tutte le lavorazioni della cucina, la produzione di candele con lo stoppino di cotone: abbiamo fuso gli avanzi aggiungendo cera di soia, molto meno impattante. E consumato cereali solo sfusi, conservati in barattoli di vetro. Le lenzuola, poi, le abbiamo lavate a mano con sapone biodegradabile: i detersivi tradizionali inquinano pazzescamente».

Bene; prima cosa: l’azienda agricola non raccoglie i prodotti il giorno quando arriva la tizia per la spesa, generalmente raccoglie tutto e mette nelle celle frigorifere togliendoli un poco al giorno. Non son nel frigo di casa, sono in quello dell’azienda ma sempre in un frigo sono.

Seconda cosa: il Km0, difficilmente in lombardia hai molti agrumi a Km0 o altri prodotti che crescono meglio al sud. Hanno acquistato solo prodotti coltivati localmente o anche prodotti coltivati da altre parti e trasportati al mercato agricolo cui si rivolge il contadino? E anche qui abbiamo veicoli e frigoriferi.

Fuso gli avanzi; sarei curioso di sapere come li fondevano, fiamme? (e la co2), energia elettrica? fornello solare?  motore a desideri di greta(1)? E già che ci siamo cucinavano qualcosa e come o solo dieta crudista?

3Alla manifestazione milanese sul clima del primo ottobre scorso, guidata da Greta Thunberg, Chiara e Francesca sono andate coerentemente con i mezzi: a piedi fino alla stazione di Oggiono all’andata, sfruttando il passaggio di un compaesano al ritorno.

Facile rinunciare all’auto se hai a disposizione treni o passaggi da parte di amici e se non devi trasportare pesi per lunghi tratti.

«È vero, però anche con i bambini si può cominciare dai gesti semplici: una serata trascorsa a fare le ombre cinesi sul muro anziché a guardare un film in streaming (se avete un pannello solare che ricarica i vostri devices potete tentare uno streaming low impact, ndr) e poi la conoscenza che passa attraverso il cibo non ha età», risponde Francesca.

ROTFL. L’alto impatto è tutto l’ambardabam di server che serve per tenere in piedi la rete telefonica e lo streaming, confronto a quello l’energia usata da un televisore, da un telefonino son bazzeccole. Poi lo streaming per i figli no perché è poco ecocompatibilie però scrivere tanto e pubblicare tanto sui social sì…

Nessuno, in questo appartamentino su due piani che profuma di incenso e pensieri positivi, pretende di impartire lezioni di comportamento all’umanità.

Mi sta venendo il diabete da quanto è zuccheroso…

L’arrivo del pannello solare, installato sul balcone (…) hanno imparato a calcolare i watt (il loro pannello è da 400 w), a capire cosa consuma quanto e l’enormità della nostra dipendenza dall’energia elettrica ma anche dal clima e dal sole, perché quando era nuvoloso – paradossalmente – si sono ridotte le telefonate (il cellulare si ricaricava meno). «L’idea non è rinunciare, lo scopo è fare le cose con più criterio, rendendosi conto di cosa è davvero indispensabile e cosa invece superfluo».

Noto che come al solito chi scrive di ecologia ha una leggerissima difficoltà a distinguere il watt, unità di misura della potenza, con il wattora, unità di misura dell’energia, errore da espulsione immediata con lancio del libretto in qualsiasi esame di fisica. Una cosa che ho notato è la frequenza con la quale gli ecologisti che vogliono salvare il mondo confondano quelle due unità di misura.

Per il resto, come spesso capita non si capisce cosa sia realmente il superfluo e anzi si confonde l’essenziale con il superfluo. Per dire al frigo ci puoi rinunciare se hai a disposizione una catena di approvvigionamenti che, usando lei i sistemi di conservazione mediante il freddo, ti permette di avere ogni giorno prodotti freschi. Diverso è se spariscono tutti i frigoriferi, si deve tornare al cibo conservato sotto sale, sott’olio o sott’aceto. 

Per il nostro benessere dipendiamo da colossali quantità di energia, e non parlo della doccia fredda, parliamo di approviggionamento alimentare o del non essere costretti ad avere il 90% della popolazione nei campi per produrre cibo. La produzione “ecologica” c’è già stata in passato, era il bellissimo periodo, ecologicissimo, ove una gelata fuori stagione o una carestia significava far morire un sacco di persone di fame. La storia non è avida di racconti di carestie con drammatiche conseguenze. Non era come a “la fattoria”…


(1) Una evoluzione del motore a gatto imburrato crea millemila godzillardi di watt ma noncielodikono

5 pensieri su “Salvare il mondo spegnendo il frigo (ma usando quello della vicina)

  1. Fortunatamente l’articolo non era solo-per-abbonati quindi me lo sono letto da cima a fondo.
    A me pare in gran parte uno spottone per l’attività delle due protagoniste (il cui lavoro è a chiamata, quindi più sono note meglio è per loro; che hanno un libro in uscita; che hanno un blog sulla loro vita di coppia; che hanno per fortuna superato una malattia, etc).
    Infatti una delle due è social media manager e, lo ammetto, non sono stupito.
    Il tono è davvero da “articolo sponsorizzato”, per loro, per la ditta dell’impianto fotovoltaico, per l’azienda agricola a due passi da casa, pure per la Maugeri!
    Un paio di chicche che mi sono piaciute: il pannello fotovoltaico ottenuto gratis previa sponsorizzazione “che però adesso compreremo davvero, giuro!”, e le serate a far le ombre cinesi coi bimbi.

    Bella la descrizione dell’utopia ma peccato che all’incauto intervistatore sia sfuggito il particolare fatale: quando c’è nuvolo il pannello non funziona. Ma non mi dire!

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  2. Non è solo il problema del pannello, è la solita utopia da radical chic…
    Loro hanno un azienda agricola sotto casa, una stazione ferroviaria relativamente vicina, il tempo per fare la spesa tutti i giorni eccetera eccetera.
    Provate a chiedere a un tizio che parte alle sei e mezzo per lavorare a Milano, deve fare la spesa durante il ritorno e campa a piatti pronti e surgelati perchè dopo otto ore di lavoro e quattro di coda non ha la voglia di spadellare…

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  3. Sempre in linea con l’utopia, segnalo un articolo di oggi sul Post: “Lo Sri Lanka vorrebbe passare all’agricoltura biologica, ma è complicato”

    https://www.ilpost.it/2021/10/21/sri-lanka-agricoltura-biologica/

    Sintesi: “Ministro, non abbiamo soldi in cassa per importare abbastanza concime chimico per il fabbisogno nazionale! Qua finisce che ci inseguono coi forconi!”
    “Ce l’ho! Da oggi per legge si passa al bio! e diciamo che lo facciamo per far contenta Greta, così non ci possono dire nulla!”
    “Genio!”
    Seguono: troppo poco concime biologico per coprire le richieste degli agricoltori; colture di qualità scarsa e quantità ancora peggiore; crisi alimentare; il governo che ritorna sui suoi passi in fretta e furia.

    D’altra parte non sarebbe utopia se fosse applicabile su larga scala senza danni.

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  4. la storia è di una stupidità sconvolgente.

    il frigorifero è uno degli elettrodomestici più straordinariamente efficienti e, quindi, spegnerlo (a meno di non avere un frigorifero vecchissimo, o una cella frigorifera degna di un albergo) fa una differenza microscopica, in termini di consumi mensili.

    inoltre, il frigorifero fa parte di quella catena che ha reso tutti i meccanismi intorno all’approvvigionamento alimentare gigantescamente più efficienti: si possono conservare cibi deperibili direttamente, senza bisogno di preparazio di conservazione a lungo termine, non è necessario rinnovare frequentemente le proprie scorte, e si sprecano meno materiali, per via di una più efficiente conservazione degli ingredienti.

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  5. Sfugge come si possa lavorare nella gig economy o fare i “social media manager” senza elettricità. Il router e il cellulare vanno grazie allo spirito santo?
    Tralasciamo per carità cristiana quanto sia ridicola una che fa la cuoca a domicilio, presumo lavorando su Milano, e parla di chilometro zero, ritorno alla natura e altre minchiate del genere. D’altra parte si sa, il chilometro zero funziona sempre così: io prendo tutto localmente e “difendo il territorio” ma poi se devo esportare il lavoro finito in Australia… be’, quella è promozione del Made in Italy, baby.

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