Siamo al delirio.

Penso che il dividere la società in buoni e cattivi sia un errore, e soprattutto penso che chi vuole essere più realista del re stia facendo danni colossali, anche se in buona fede ma sta facendo danni colossali.

Questo articolo è abbastanza inquietante; in primo luogo le informazioni sanitarie sono dati sensibili e per quello il GDPR prevede per essi tutele particolari. Chiedere e raccogliere senza autorizzazione tali dati significa rischiare signore multe. I docenti stanno rischiando. Se volevano fare statistiche potevano organizzare una raccolta dati “anonima”, ogni studente dichiarava “in busta chiusa” con questionari anonimi se era vaccinato o meno. Non ci sarebbe stato nessun problema. Far dire a Tizio o a Caio in pubblico il suo stato vaccinale invece no, è una solenne violazione della privacy. Devo dire che arrivassero le tirate di orecchie della magistratura o del garante non mi dispiacerebbe molto. Non si può fare il paladino selettivo della legalità scegliendo quali leggi son da rispettare pedissequamente e quali no.  Se scegli quali son le leggi da rispettare allora non sei un paladino della legalità ma solo un paraculo che usa quel pretesto per nobilitarsi.

Spero che per difendere i docenti non si tiri fuori l’idiozia che per la tutela della salute si possa violare la privacy, perché che qualcuno usi la stessa giustificazione per ex alcoolisti, ex tossicodipendenti o chi ha avuto malatiee veneree o l’AIDS è un attimo…

4 pensieri su “Siamo al delirio.

  1. Mi permetto di dubitare della buona fede.
    larga parte del ceto medio riflessivo, insegnanti e professori, in primis, rigorosamente antifascista, inclusivio ,dedito alla lotta alla discriminazione e al razzismo pro LGBTQ non vedeva l’ora di un certificato che attestasse la superiorità morale e orra può goderne e sbattelo in faccia agli inferiori.
    Chi ha costruito il lasciapassare , lo sapeva bene, come conosceva bene la propensione della società italiana a dividersi in guelfi e ghibellini e chi lo sostiene è complice
    Ultima osservazione: venerdì sera osservo questo cartello affisso sul vetro di una pizzeria fiorentina: tutti i dipendenti sono vaccinati.
    il vaccino è dato sensibile che non dovrebbe essere divulgato, si dà per scontato che chi lavora ottemperi alle prescrizioni di legge! Cosa si direbbe se ci fosse stato scritto: nessun dipendente è affetto da hv o da altra malattia venerea ?

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  2. Domenica sera eravamo in sette, a discutere su un progetto fotografico e testuale che analizzi e illustri gli aspetti sociali delle conseguenze del covid nel momento attuale. Fra la persona più giovane e la più vecchia (io) c’era mezzo secolo giusto di distanza. Tre vaccinati convinti, uno dei quali, che per lavoro viaggia spesso e non tutti i vaccini sono riconosciuti come validi dappertutto, si accinge, benché appena cinquantenne, a fare la terza dose, che risolve l’ostacolo. Una non vaccinata convinta e ben decisa a non vaccinarsi – non la classificherei come no-vax dato che si limita a fare le sue scelte, e a dichiararle se la situazione lo richiede, ma non si è mai sognata di fare propaganda, meno che mai spacciare bufale come verità e dati taroccati. E tre non dichiarati. Il tema della discussione non era il vaccino, ma volendo parlare della situazione dal punto di vista sociale era inevitabilmente un elemento importante, ed è stato abbondantemente toccato. Non sempre si era d’accordo su quello che veniva detto, ma mai, neanche per un momento, qualcuno ha alzato la voce o ha assunto un tono non dico aggressivo, ma neanche semplicemente “forte”, o con lessico sopra le righe. Chi mi conosce sa che di carattere sono tutt’altro che pacata e misurata, e spesso neppure rispettosa, ma in quell’ambiente, in quel contesto, con quelle persone, con quel clima, neanche a me è mai venuto da uscire dalle righe.
    Voglio dire, volendo, con un po’ di buona volontà, si può.

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    • per come la vedo io eravate fra persone civili e stavate discutendo civilmente. Se ci pensi anche fra noi due è capitato di non essere in accordo su qualche argomento eppure la discussione non è degenerata in una sterile gara di insulti.
      Il problema è chi, provax o novax è uguale, crede di essere l’eroico paladino in lotta contro le forze delle tenebre e tende a rimancare in ogni dove la sia appartenenza alle forze della luce, spesso in maniera talmente odiosa da convincerti a tifare per il lato oscuro.

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