Una riflessione molto interessante

letto su hookii, grassetti miei.

Sorgente: Il Green Pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori – hookii

Miki M • un’ora fa • edited
Comunque la cosa che impressiona è che in Italia stanno avvenendo delle compressioni sempre più evidenti dei diritti individuali e non solo nel dibattito pubblico non si discute sulla loro fondatezza, proporzionalità ed efficacia, ma addirittura la si nega tout court.

Beninteso, è legittimo sostenere che questa compressione sia giustificata dallo stato di emergenza, ma, cazzo, non sostenere che non ci sia perché significa negare l’evidenza!

Molti son talmente tifosi che se il loro “leader” dicesse che a mezzogiorno è notte,  sosterrebbero acriticamente tale idea.

Ora, in Italia, unico paese Occidentale, si è introdotto l’obbligo di un trattamento sanitario per poter lavorare dopo che lo si era fatto per poter andare a scuola o viaggiare, ed è stato non attraverso un obbligo legale esplicito, ma attraverso un meccanismo formalmente volontario ma sostanzialmente coercitivo [e no, non è la stessa cosa, anche e soprattutto sul piano risarcitorio: resta un vaccino “consigliato” quindi l’accesso ai risarcimenti della legge 210/1992 deve passare attraverso un’estensione giurisprudenziale].

Questo è il punto critico che lascia perplesso anche me; perché non si è scelta la via diretta di un obbligo ufficiale, obbligo magari rinforzato dal GP come sistema di controllo? Perché? Le congetture lette nei vari commenti sono una peggio dell’altra, da: “c’è una emergenza e quindi non rompere altrimenti moriremo tutti” al “ma se lo mette deve pagare il prezzo politico delle proprie scelte”.
Un crescendo rossiniano di stronzate. Che un governo, ente politico per prende scelte politiche pretenda di non pagare per le scelte fatte…

Qualunque argomentazione minimizzatrice sul fatto che “tanto il libretto vaccinale si è sempre richiesto, tanto per certe categorie l’obbligo c’era già” è inaccettabile perché appunto quelle erano specifiche deroghe giustificate per alcune categorie di professioni, qui si parla di tutti i lavoratori, qualunque sia il loro lavoro, qualunque sia il rapporto che hanno con il pubblico/con gli altri lavoratori. Per assurdo pure se faccio l’agricoltore o il pastore e vedo 10 persone l’anno solo all’aperto, devo vaccinarmi comunque.

Deroghe previste dalla legge, alla base c’è una norma che, secondo  quanto richiede la costituzione, impone un trattamento sanitario.

Questo è un fatto storico, ed è stupido ridurlo al solo qui ed ora: è vero, si può dire che nella pratica questo provvedimento non è così opprimente perché questo vaccino è obiettivamente sicuro ed è obiettivamente l’unica via d’uscita ad un problema enorme come è questa pandemia.
Ma il bilanciamento tra rischio potenziale e severità della misura l’ha fatta il governo in autonomia, come tutto in questa pandemia: con il parlamento completamente soggiogato ed un opinione pubblica terrorizzata e disorientata da una stampa inadeguata, umorale e populista, in nessun modo in grado di dare giudizi nel merito.
Se un domani la misura fosse più invasiva, la minaccia meno incombente, chi potrà protestare ora che si è dato per acquisito questo precedente?

Questa conclusione la condivido alquanto; la storia insegna che le peggiori porcherie spesso son state fatte in nome di altissimi ideali, e che, scagliata la prima pietra, per le seconde i requisiti sono meno stringenti.

Si è visto con la riservatezza della corrispondenza; hai voglia oggi, dopo aver montato l’opinione pubblica su suo diritto a sapere, che, chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere, di scandalizzarti perché tutte le intercettazioni finiscono puntualmente sui giornali.

4 pensieri su “Una riflessione molto interessante

  1. La cosa che preoccupa molto i “non sciroccati” è esattamente questa.

    E senza scomodare precedenti storici (privacy post 2001, inversione dell’onere della prova post Tangentopoli, assunzione del potere legislativo da parte di quello giudiziario praeter maxiprocesso, uso “fantasioso” degli strumenti di privazione della libertà da parte del braccio esecutivo ed invenzione dei “pentiti” post Anni di Piombo…) che a catena si riflettono gli uni sugli altri giustificando ognuno l’abuso successivo che fa apparire normalità quello precedente, basta guardare agli ultimi 20 mesi.

    Tutto parte con l’invenzione del DPCM, che attraverso un atto amministrativo “fa cose” che spettano alla legge. Sempre più cose. A questo punto, il DL “fa cose” che competono alla legge costituzionale.
    Diventa perfettamente naturale che la Legge possa “fare cose” che vanno oltre a qualsiasi principio costituzionale.

    Ora che è perfettamente normale questo scivolamento, cosa potrà essere fatto in futuro? Quodlibet.

    Però, in ogni singolo momento, ognuna di queste cose è parsa assolutamente accettabile alla stragrande maggioranza della popolazione. E si è normalizzata in fretta.

    Quello che non vuole entrare in testa a nessuno è che lo Stato, una volta che capisce che può fare qualcosa, la fa.
    Oggi contro i terroristi, domani contro i corrotti, dopodomani contro i ladri, poi contro i pedofili, poi contro i fondamentalisti, poi contro chi semplicemente non vuole ubbidire. Poi contro tutti.

    In uno Stato libero sono i cittadini ad essere tutelati contro i poteri dello Stato. Dai pesi e contrappesi e dai limiti a priori di ogni organo istituzionale.
    In uno Stato autoritario, è questo che si tutela contro i propri cittadini. Limitandoli, minacciandoli e controllandoli.
    In quale delle due situazioni ci sembra di vivere?

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  2. Quello che più mi ha spaventato dall’inizio di questa c.d. “pandemia” è proprio il quanto poco ci è voluto a far strame della libertà individuale.
    E’ bastata una grave malattia, millantata come il ritorno della Peste Nera di manzoniana memoria grazie a un nugolo di pseudo virologi di accatto e imbrattacarte compiacenti per accettare senza, o quasi, proteste limitazioni pesantissime e non sempre giustificate della nostra libertà.
    Penso che una simile situazione dovrebbe farci riflettere su quanto sia fragile, in realtà, la nostra civiltà e quanto in fretta una persona qualunque si faccia opprimere senza ribellarsi…
    Non mi pare una bella situazione….
    P.s: suL discorso di ” ente politico che pretenda di non pagare per le scelte fatte ” hai mai sentito un politico italiano, di qualunque colore o ideologia, farsi carico di qualche errore commesso?

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