il potere di deterrenza

Una cosa che molti pregiatissimi esperti di geopolitica da bar non capiscono o non vogliono capire è il così detto “potere di deterrenza”.

Cos’è? diciamo che è l’apparire grosso e cattivo e, nel caso mi rompi le scatole ne prendi anche tu abbastanza da non rendere conveniente il cercare la rissa. Infatti i bulli stranamente vanno a cercare sempre quelli gracili o che per un motivo o per un altro hanno difficoltà a reagire. Difficilmente vanno a cercare qualcuno che possa rendergli la pariglia.

Per esperienza personale, il lasciar perdere molti bulli lo interpretano come un semaforo verde per alzare di più la posta, invece quando si reagisce cercano altre vittime con cui prendersela. Diciamo che l’apparire grosso o cattivo, del tipo che se rompi le scatole allora meno anche io, aiuta a spingere i bulli a cercare altre prede.

Fra gli stati esiste la stessa dinamica: un forte esercito e, essenziale, il volerlo usare a pieno, aiuta a convincere “certi rompiscatole” che è meglio non rompere più di tanto. Tanto per fare un esempio pratico basta pensare ai proclami di distruzione di Israele sparati da questo o da quello. Perché Israele è ancora lì? Che c’entri qualcosa la capacità di reagire e restituire repentinamente colpo su colpo?

Immaginiamo per un attimo che decidessero come stato di rinunciare assolutamente alla violenza e di diventare “pacifisti ghandiani”, disarmare completamente l’esercito, bloccare qualsiasi reazione a qualunque tipo di attacco. Quanti giorni durerebbe come stato?

Per questo non mi convince un pacifismo idiota e scriteriato incapace di capire il potere di deterrenza di un buon esercito. La domanda è: se non ci picchiano a cosa ci serve l’esercito, ha una sola risposta: guarda che è proprio perché abbiamo un esercito allora non ci picchiano.

12 pensieri su “il potere di deterrenza

  1. E’ in pratica il ‘si vis pacem para bellum’ degli antichi romani, ancora valido dopo un paio di millenni.
    Quello che molti pacifisti non comprendono è che non viviamo nel Paese dei Balocchi e che gli imbelli, ancora oggi, rischiano di fare una brutta fine.
    Ci sarebbe anche da sottolineare una cosetta: oltre e prima ancora di un apparato in grado di mostrare i muscoli occorrerebbe farsi una chiara fama di poca tolleranza alle provocazioni.
    Malgrado il fatto che le nostre forze armate sono tutt’altro che disprezzabili (e lo hanno anche dimostrato in combattimento) troppe volte si tende a tirar giù le braghe per non rischiare, cosa che considero sbagliata.
    A mio avviso il concetto dovrebbe essere ‘ se mi percuoti la guancia destra ti sferro un forte calcio nei pendenti affinchè tu non possa percuotermi la sinistra’…

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    • Infatti. Basta pensare Srebrenica; tutte le volte che mandi le truppe ma con regole di ingaggio del tipo: se non ti sparano direttamente non reagire finisce male. Tutti i corsi di autodifesa concordano nel dire che l’avere un arma e non volerla usare è solo uno svantaggio, e grosso per giunta.

      La ratio della convenzione di Ginevra quale è? non tanto il non voler trasformare la guerra in un duello rusticano quanto il far capire che “se spari indiscriminatamente ai miei allora io reagisco allo stesso modo”.

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  2. Che è un po’ il motivo per cui sono sempre stato contro il disarmo TOTALE delle armi nucleari: sono d’accordo che non sia necessario, né auspicabile, che qualunque Paese possieda un arsenale capace di distruggere il mondo intero (anche perché si recupererebbe tanto prezioso uranio e plutonio per le centrali) ma essendo al giorno d’oggi davvero facile costruire una bomba atomica, sapere (e far sapere) di averne qualcuna da parte pronta da lanciare non lo vedo così male.

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  3. Chiedo a voi magari vi viene in mente, non esiste una frase concisa in cui si dice che la guerra è l’uso totale della massima forza per limitare la durata della stessa?

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    • Beh non è sempre vero. Come notava Clausewitz, si tratta più dell’uso di tutta la forza necessaria al fine di vincere la resistenza del nemico, data da grandezza dei suoi mezzi e della sua volontà.

      Generalmente la “massima forza” non è mai necessaria, a meno che tu o il nemico non abbiate il pallino del dominio del mondo (cfr. “nani fantastici e i loro cavalli” e “il fantastico mondo dei krukki vol.1 e 2”).

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  4. Grazie @Cullà, la frase che si attaglia di più infatti viene da Clausewitz ed è il pensiero da te espresso,
    “La guerra è un atto di forza, all’impiego della quale non esistono limiti.”

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