Creare razzismo how to 44

A quanto pare i tifosi inglesi non l’hanno presa bene la sconfitta agli europei e si son scatenati sui tre che hanno sbagliato i rigori.

Adesso molti si stanno lamentando degli insulti razzisti presi da quei giocatori. Io mi chiedo, visto che ho visto tante altre volte l’insultare “il capro espiatorio di turno” se gli insulti debbano essere giustificati solo dal razzismo oppure  è semplice e banale idiozia.

Personalmente trovo pericoloso il battere solo sul razzismo, quando capiterà la stessa cosa ma con un giocatore non diversamente pigmentato? Ordinaria amministrazione?

L’articolo di sotto è tossico.

sorgente: https://www.giornalettismo.com/insulti-marcus-rashford-social/

Gli insulti razzisti sotto gli account social di Marcus Rashford sono la sostanza del calcio tossico
Gli insulti razzisti a Marcus Rashford, sui profili social o guardando il match, esprimono la tossicità di una parte ancora troppo ampia del mondo dei tifosi

Quel maledetto vizio che proprio i tifosi non si vogliono levare: lo sfottò razzista. Se dopo la semifinale contro vinta contro la Spagna era toccato agli insulti misogini e sessisti a Alice Campello – moglie italiana di Alvaro Morata – stavolta la vittima è un giocatore della nazionale inglese, Marcus Rashford. L’Italia ha vinto, la gioia è massima, il paese è in festa come è giusto che sia ma è bene ricordare come, ancora troppo (troppo) spesso, il mondo dei tifosi non sappia tracciare un limite e gli insulti Marcus Rashford ne sono la prova.

Spiace che ci siano gli insulti ma spiace il doppio che gli insulti vengano visti come più gravi per “razzismo”. Fosse stato bianco la merda rovesciatagli addosso sarebbe stata giustificata? Per me la risposta è no, ed è giusto punire gli idioti per “il lancio della merda” fregandosene del colore del bersaglio. Perché differenziare la condanna sulla base del colore del bersaglio è il modo migliore per dividere fra “noi” e “loro”, un ottimo assist ai veri razzisti.

Ecco che allora non basta più urlare “uh uh uh” davanti ai teleschermi e allo stadio per imitare il verso della scimmia alludendo all’etnia dei giocatori neri, lo si fa anche sui social. E poco importa, a ognuno di quelli che si dà pena di andare su un determinato profilo per lasciare insulti razzisti, se si tratta di uno dei gesti più indecenti che possono ferire i giocatori neri. Un problema, quello degli insulti razzisti nel calcio, che davvero sembra non trovare mai soluzione.

Invece le poesie “dolce stil novo” scritte alla moglie di morata oppure le odi catulliane che prese, ad esempio, Higuain quando andò da Napoli a Torino son solo goliardate? Decidiamoci, se quelle son state goliardate allora anche quanto capitato a Rashford è una goliardata, se quanto capitato a Rashford è grave è grave anche l’altro. Antirazzismo significa trattare casi uguali in maniera uguale indipendentemente dai colori in gioco. Altrimenti, se si differenzia per colore, si è razzisti.

Ecco che allora basta scorrere i commenti lasciati sotto i profili social di Rashford dopo il match contro l’Italia per trovare commenti e sfottò razzisti di ogni genere, con le emoji delle scimmie che vanno per la maggiore. Rashford è entrato all’ultimo per il suo ruolo da rigorista e il tiro da undici metri lo ha sbagliato; un errore che resterà nel curriculum del giovane giocatore inglese ma che per nessun motivo al mondo autorizza le persone a riempire di insulti (razzisti e non) i suoi profili social. La consolazione è che, parallelamente a tutte le offese, il giocatore ha ricevuto altrettanta solidarietà per quello che – alla fine dei conti – è un gioco che dovrebbe unire le persone.

faccio notare razzisti e non. gli insulti pesanti “non razzisti” son meno gravi di quelli razzisti? o se io do del brocco incapace ad un bianco sono solo un cafone mentre se lo dico a un negro sono un degno esponente del KKK?

Gli alti livelli di tossicità del calcio
(…)

La domanda, poi, sorge spontanea: visti anche gli accadimenti, le testimonianze dirette del dolore dei giocatori e la lotta aperta del calcio al razzismo – si veda anche l’iniziativa di TikTok per Euro 2020 – è mai possibile che non si possa fare appello a un briciolo di decenza umana e trattenere quell’istinto così stupido? C’è un solo modo per risolvere – o quantomeno provare a risolvere – problemi come gli insulti razzisti o quelli a Alice Campello: l’educazione emotiva di uomini e donne fin dalla nascita.

Serve educazione, ma educazione al rispetto di tutti, non educare a non toccare i verdi mentre dei viola si può dire corna&peste.

10 pensieri su “Creare razzismo how to 44

  1. Al primo che si azzarda a venirmi a dare lezioni di educazione emotiva, infilo una pannocchia rovente nel culo. La più grossa che trovo. Detto questo, quando ci si incazza si dicono le cose che scaricano. Ora, Shevathas di merda non è una cosa che scarica, Gianfrancesco di merda non è una cosa che scarica, sardo di merda invece sì, informatico (o quello che è) di merda sì, cambiando i parametri, blogartistico di merda e Piergiacinto di merda non scaricano, friulano di merda e architetto di merda sì. E naturalmente negro di merda, giallo di merda, bianco di merda, pellerossa di merda. Magari anche albino di merda. Sono cose belle da dire? No. Ci sono differenze fra l’una e l’altra? No.
    PS: quell’articolo, oltre che tossico, è anche di una noia mortale.

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    • Che é un po’ quello che succede a me quando una persona sovrappeso fa qualsiasi cosa, dal rallentare le code perchè è goffo a attardarsi ad inserire il pin del POS o imbustare la spesa (per scegliere un esempio neutro) e io, dall’alto dei miei 128kg, piazzo li un bel “ciccione di m***”. Sono ciccionofobo? Grassista? No, a meno di non implicare che abbia una forte dissociazione della personalità 🙂 .
      Approfitto per segnalare questa perla di repubblica online di ieri:
      euro_2020_teorema_dell_antitifoso_che_confonde_politica_e_sport firmato da Francesco Merlo.
      Ha perfettamente ragione!! Come non ricordare quando Berlusconi era in politica e possedeva il Milan. L’associazione tra tifoso milanista e il loro “grande Satana del momento” era del tutto impercettibile. (Nota. Non sono milanista (il calcio mi è indifferente) e nemmeno berlusconiano. Al massismo “imbarazzatoExDiSinistra”)

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      • Mi ricordo, a proposito, il casino venuto fuori quando un cronista (o giornalista) ha definito cicciottelle le atlete che avevano vinto. Che poi cicciottella è un termine affettuoso, ma quando si decide di spargere merda, un pretesto si trova sempre. Quanto ai ciccioni goffi lenti e imbranatihttps://youtu.be/IYYJ8ZG-HK8

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        • Si fa ma non si dice.
          Quanto al link, non sono stato abbastanza chiaro . Non volevo implicare grasso = goffo. Da BMI = 39 posso confermare la tendenza attuale contro il body shaming è giustissima e sanissima. Pesare 40-50kg in più del limite del peso forma non porta nessuno svantaggio nel salire le scale, correre a prendere l’autobus, o avere successo con le donne (che notoriamente stravedono per i rotoli di lardo penzolanti). Anzi!
          A proposito, ma che materiale hanno usato per quella barra? Fasci di nanotubi di carbonio? Adamantio?

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          • Lo so che non intendevi quello, ma siccome è uno dei più scontati luoghi comuni sui grassi l’ho voluto mettere, oltre al fatto che quel video mi piace un sacco. Comunque io distinguerei fra il body shaming, cioè lo spernacchiare una persona per il suo aspetto, o valutarla unicamente in base a quello, e qualunque osservazione commento apprezzamento relativo all’aspetto di una persona, per cui se dici sottovoce “carina” a una ragazza che passa sei un criminale peggio di Totò Riina, e alla fine si arriva a una ragazzetta decisamente bruttina come Aurora Ramazzotti, che poverina si è ritrovata la bruttezza del padre unita all’espressione ebete della madre, che si lamenta che quando va a correre le fanno il catcalling e immediatamente ne viene fuori un caso nazionale con blog e social di ogni genere che levano alti lai su questa terribilissima cosa dei complimenti per strada. Che io quando ancora a cinquant’anni qualcuno dopo avermi incrociata si girava e poi commentava “bel culetto” col piffero che mi offendevo.

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  2. è che a quanto pare per far parte del club giornalisti impegnati occorre pubblicare almeno un pippone alla settimana sul razzismo pena la perdita dell’idoneità professionale e la revoca della tessera premium del cineforum guidobaldo maria riccardelli.

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  3. Aggiungerei che gli insulti di due scemi del villaggio sarebbero anche passati inosservati se media e “attivisti” non avessero deciso di fare il loro gioco pubblicandoli ovunque. Io di sicuro non li avrei visti.

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    • il punto è proprio quello. che se nessuno si mette a sottolineare l’insulto specifico, nella stragrande maggioranza dei casi si perde nel rumore browniano degli insulti, in cui uno vale l’altro.

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