Ferragnez vs Renzi

A quanto pare la coppia di influencer sta corteggiano la parte politica del partito dell’aMMMore e vuole porsi, credo, come intellettuale di riferimento per tale parte politica. 

Questo avrebbe il vantaggio, non indifferente, di poter condividere le vittorie e avere a portata di mano i responsabili cui scaricare la colpa delle sconfitte, come capitato per i tanti intellettuali dei girotondi. Intellettuali che ricordo fecero un disastro comunicativo dietro l’altro, distrussero letteralmente l’opposizione a berlusconi riducendola ad una guerra fra bande su chi fosse il puro più puro. Salvo poi scaricare al PD la colpa di non essere riuscito a contrastare berlusconi…

Stavo leggendo adesso la diatriba fra i ferragnez e renzi sulla vicenda della legge zan; da parte mia posso dire che mentre Renzi conosce la politica e come funziona, realmente, le mediazioni necessarie dall’altra parte stanno rispondendo solo con slogan mezzo campati per aria, vedi ad esempio fedez che polemizza per i preti pedofili oppure la sparata di lei

“L’Italia è il Paese più trasfobico di Europa. Ed Italia viva (con Salvini) si permette di giocarci su”, accompagnato da una foto di Matteo Renzi e la scritta sotto: “Che schifo che fate politici”

Faccio notare che quelli son solo slogan, di appoggio alla solita tecnica: chi non è d’accordo è un nazipedosatanista, senza entrare nel merito della vicenda. In un dibattito pubblico, come quello cui l’ha sfidata renzi, dove devi essere capace di rispondere e non puoi trincerarti dietro esperti di comunicazione o altro, a mio avviso non regge cinque minuti. Non per la sua incapacità ma perché non puoi combattere solo a slogan semplici e devi spiegare la complessità e le apparenti contraddizioni. Un dibattito pubblico non è l’ambiente protetto di instagram o di altri posti dove puoi selezionare con cura i commenti e nascondere quelli scomodi(1)

Per il resto gli effetti della politica “a slogan” sono sotto gli occhi di tutti, vedi i 5 stelle. Lo slogan è bello e semplice ma attuarlo è un altro paio di maniche. E non so, per chi conosce un minimo la politica o ha provato a gestire qualcosa di più complesso di una pizzata fra amici, quanto una proposta politica che si limita solo a slogan evitando accuratamente di parlare di come attuarli possa essere appetibile. 

In pratica lei mira ad un movimento a metà strada fra i 5 stelle, pupazzi che splendono solo di luce riflessa del capo cui devono tutto, fuori dal movimento c’è solo il dimenticatoio ed il ritorno ad una vita grigia, e le sardine, i gggiovani che accultuVati belli e buoni che si oppongono ai rozzi barbari brutti e cattivi. Il problema è che molto probabilmente pescherà soprattutto in quei due stagni senza intaccare molto gli stagni di destra…

(1) Cosa vista nei commenti su vari giornali on line, i commenti da cassare inappellabilmente non sono quelli contro scritti da trogloditi incapaci di esprimersi ma quelli, ben scritti e ben argomentati che sollevano questioni che non possono essere chiuse facilmente con una semplice accusa di nazipedosatanistmo.  Come avevo scritto in un altro mio post:

un poco come capita in certi forum dove fra i commenti di un articolo che sostiene una tesi T vengono fatti passare un 70% circa di messaggi pro T, un 20% contro e un 10% neutri. E fra i commenti contro passano solo quelli che sembrano scritti da trogloditi sgrammaticati mentre vengono censurati quelli scritti bene che in maniera corretta confutano T. Tanto per fare un esempio, in un articolo pro ius soli un commento come “no ai bingo bongo” verrà fatto passare mentre un commento come “son contrario perché considero poco accorto far sì che un minore abbia una cittadinanza diversa da quella dei suoi genitori/tutori” verrà cassato.

7 pensieri su “Ferragnez vs Renzi

  1. l’italia il paese più transfobico d’europa mi suona come “al centesimo posto nella graduatoria della libertà di stampa, sotto pure alle dittature africane”.

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  2. 2 possibilità:
    1) Il fatto che l’Ungheria sia nel mirino della UE per la legge anti trans (e LORO o la loro parte non fanno che sottolinearlo) mentre l’Italia no, mi pare che implichi una gerarchia di fatto in cui “il più transfobo” non siamo noi
    2) oppure abbiamo un governo più transfobo di quello di Orban, che pilota i mezzi di comunicazione (LORO o la loro parte compresi) per farci credere che l’Ungheria sia più transfoba di noi

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  3. Secondo me la lettura che i giornali fanno dei Ferragnez – ovvero novelli maitre-à-penser delle masse in senso “politico” – è sbagliata. Il loro attivismo è marketing, mica orientamento del voto popolare. Anche perchè il loro pubblico di rifermento (meglio target pubblicitario) o è troppo giovane per avere la tessera elettorale, o se ne frega altamente dei partiti tradizionali. Senza contare che i milioni di follower andrebbero 1) scremati dai bot e dagli inattivi 2) suddivisi tra utenti italiani e utenti esteri, visto che la Ferragni è un prodotto internazionale. Poi probabilmente sono in errore, eh! ed un “partito Fedez” farà il botto nella prossima tornata elettorale…

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    • infatti. più che un partito fedez, che poi sarebbe la versione GGGiovane dei 5 stelle, in pratica movimento 5 sardineZ, penso mirino a voler fare da intellettuali di riferimento. Massimo guadagno ma non devi sporcarti le mani ai mille compromessi, ddl zan docet, che la politica richiede.

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  4. “un poco come capita in certi forum dove fra i commenti di un articolo che sostiene una tesi T vengono fatti passare un 70% circa di messaggi pro T, un 20% contro e un 10% neutri. E fra i commenti contro passano solo quelli che sembrano scritti da trogloditi sgrammaticati mentre vengono censurati quelli scritti bene che in maniera corretta confutano T. Tanto per fare un esempio, in un articolo pro ius soli un commento come “no ai bingo bongo” verrà fatto passare mentre un commento come “son contrario perché considero poco accorto far sì che un minore abbia una cittadinanza diversa da quella dei suoi genitori/tutori” verrà cassato.”

    Tecnica sovietica ben collaudata. Ai tempi della Lega secessionista, per esempio, tutte le interviste a Pontida causalmente venivano fatte ai bizzarri tipi con la barba colorata di verde, elmo con corna vichinghe, spillette kitsch, ecc… We know our chickens.

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    • infatti, e il bello è che chi “spammava” tali interviste spesso è il primo a lamentarsi se del gay pride si parla più di certi partecipanti “pittoreschi” che delle mille persone normali che ci vanno…

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