Se voi foste il giudice

Su FB gira questa storiella riguardo a donne ubriache e accuse di stupro

Sorgente: Alice Brine, attrice comica, scrive un post virale su Facebook contro la colpevolizzazione delle vittime di violenza | L’HuffPost

“La parola ‘no’ non ha un’interpretazione soggettiva. ‘No’ significa ‘no'”: Alice Brine, attrice comica originaria della Nuova Zelanda, ha scritto un post su Facebook, diventato virale, per mettere a nudo tutta quella montagna di sciocchezze e di giustificazioni inutili che utilizzano gli stupratori per difendersi. Raccontata dal punto di vista di chi compie una violenza, l’analogia è piaciuta a molti, tanto da guadagnare in pochi giorni oltre 139mila like e oltre 60mila condivisioni. (…)

Faccio anche io lo stesso gioco; Caio si sveglia la mattina e vede che la macchina del padre, che aveva preso la sera precedente non è parcheggiata sotto casa sua. Si precipita in caserma, col padre, a denunciare il furto.

Dichiara: “ieri sera mi sono ubriacato e qualcuno deve aver approfittato per rubarmi le chiavi della macchina“. 

Il maresciallo è anche un superhacker, si collega al sistema spia satellitare della CIA e fa cercare a lui la macchina; la macchina viene individuata parcheggiata nel giardino di casa di Tizio. Tizio viene portato in caserma e accusato di furto. 

Tizio, saputo il motivo per cui è stato portato in caserma dichiara:

Non è vero che ho rubato la macchina del padre di Caio; ieri siamo usciti assieme, Caio ha bevuto un sacco e poi mi ha detto: non me la sento di guidare, puoi accompagnarmi a casa e poi vai a casa tua. Riportami con comodo la macchina di pomeriggio che tanto domani non mi serve”.

Chi ha ragione, Tizio o Caio?

Difficile da capire basandosi solo sulle dichiarazioni di entrambi. Ovviamente bisognerebbe indagare.

Supponiamo si presentino due scenari:

Scenario 1: Tizio ha diversi precedenti per furto, non ci sono prove che conoscesse Caio ed inoltre è noto che Caio non faceva mai guidare la macchina del padre ad altre persone. E le altre volte che non se la sentiva di guidare aveva lasciato la macchina nel parcheggio ed era tornato a piedi.

Scenario 2: Tizio conosceva bene Caio, spesso venivano visti entrare ed uscire assieme dal locale e molto spesso capitava che quando Caio non se la sentiva di guidare fosse Tizio a mettersi al volante, riaccompagnarlo, andare a casa sua e poi riportare la macchina a Caio.

Si vede subito che a seconda dello scenario la posizione di Tizio è più o meno grave; in particolare lo scenario due fa pensare molto più alla buona fede di Tizio che ad un furto.

Quindi il maresciallo decide di indagare ulteriormente, convoca in caserma anche Mevio e Sempronio, presenti nel locale il sabato, Mevio e Sempronio raccontano che Tizio e Caio sono entrati assieme nel locale e sono usciti assieme.

Sempronio conferma che spesso Caio quando non se la sentiva di guidare faceva guidare Tizio.

Mevio poi racconta di aver sentito che il padre di Caio gli aveva detto di non far guidare l’auto a nessuno e che se lo faceva non gli avrebbe più prestato la macchina.

Caio allora racconta di aver detto a Tizio di non toccare la macchina e poi non ricorda niente perché era troppo ubriaco.  Tizio invece sostiene che Caio non abbia detto niente, e lui come capitato tante altre volte abbia preso la macchina e accompagnato Caio a casa e poi di essere tornato alla propria abitazione ed avrebbe riportato al pomeriggio la macchina a Caio.

Se voi foste il giudice, a chi dareste ragione?

La situazione è abbastanza ingarbugliata ed è difficile stabilire ragioni e torti, capire se Tizio è un ladro o se abbia preso la macchina del padre di Caio senza autorizzazione.

Bene, sostituite “prestare la macchina” con “stupro” e avete l’idea di cosa sia stabilire in un processo se ci sia stato uno stupro o meno.  Perché per condannare qualcuno servono prove, è vero che Tizio ha preso la macchina ma parimenti è vero che Caio si faceva abitualmente accompagnare a casa. Stavolta Caio come può dimostrare di aver negato il consenso? Come può invece Tizio dimostrare che Caio aveva dato il consenso ad essere riaccompagnato a casa? Vi sembra giusto ragionare che siccome Caio era ubriaco allora è sicuramente Tizio in torto marcio?

4 pensieri su “Se voi foste il giudice

  1. Il messaggio della Brine non è nemmeno un’analogia. Ma secondo lei uno che rimorchia ragazze ubriache chiede loro: “Scusa, posso stuprarti?” o chiede una cosa più neutra?
    Per il resto il problema è il medesimo, ovvero il consenso estorto. E il punto è sempre quello: nessuno “colpevolizza le vittime”. La vittima rimane una vittima, ma le circostanze in cui è stato consumato il reato non possono perdere importanza, perché sono un elemento fondamentale dello stesso.

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  2. In effetti l’analogia mi sembra un pochetto tirata per i capelli…
    Più che altro ci sarebbe un ‘particolare’ che viene sempre trascurato. Si parla di vittime ubriache, e va bene, ma il potenziale bruto è sempre sobrio? Magari ci sarà anche il fetente che gira per i locali bevendo acqua tonica e tacchinando ragazze brille, ma mi sembra che lo scenario abituale sia un pochettino diverso.
    Forse la cosa è cambiata un poco dai (lontani) tempi della mia gioventù, quando alle nostre amiche/ragazze/compagne toccava sovente portare a casa maschietti ubriachi come scimmie, ma dubito che sia cambiata tanto da far passare per la normalità ragazzi astemi e ragazze alcoliste…
    E nel caso in cui entrambi abbiano alzato il gomito di chi sarebbe la colpa? E sarebbe comunque giusto demonizzare un tizio, magari rassegnato a far da tappezzeria, che non riesce a resistere la porca volta in cui una ragazza gli si struscia addosso?

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    • È cambiata solo nei termini che ora bevono quanto noi, ma pesando 30/40kg in meno finiscono regolarmente spalmate sul marciapiede.

      Se c’è una cosa poco divertente dell’uscire la sera nei luoghi della movida sono le torme di oche ubriache perse e moleste. Molto più ubriache e moleste dei mascoli.

      Io sarò un retrogrado maschilista, ma a me una ragazza che sputa, sbiascica, sbocca e piscia in pubblico fa decisamente senso.

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      • Beh, con me andresti sul sicuro: io ho la sbronza lacrimogena, attacco a piangermi addosso e non la finisco più. Sono di sicuro orrendamente noiosa, ma almeno non molesta, da nessun punto di vista.

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