Stupro e consenso: la versione di Jennifer – La Fionda

Un articolo interessante; una cosa che mi piace poco degli articoli dove si parla di violenza sulle donne è che spesso presentano le donne come povere incapaci che non sono assolutamente in grado di gestirsi autonomamente e che hanno bisogno di essere tutelate come teneri panda. Peccato poi che questa narrazione faccia a pugni con quella che vuole le donne più toste degli uomini in tutti i campi (dove c’è da mangiare ovviamente, ad oggi non ricordo grandi battaglie femministe per permettere alle donne di caricare ghiaia e cemento nell’impastatrice)

Sorgente: Stupro e consenso: la versione di Jennifer – La Fionda

Stupro e consenso: la versione di Jennifer
Redazione 13 Maggio 2021

Non conosciamo Jennifer M***, non è tra i follower di questo sito o dei suoi canali social. Ci è stato segnalato un suo post pubblico su Facebook contenente alcune riflessioni importanti e articolate sul discorso stupro e consenso. Riteniamo che ciò che dice sia notevole e meritevole di essere diffuso. Lo riportiamo quindi qui integralmente, dopo aver tagliato la parte relativa alle vicende personali dell’autrice. (…)

Ciro e Beppe Grillo.
Mi prendo ogni responsabilità delle mie azioni.
Ho sentito discorsi assurdi, di ragazze che gridavano allo stupro solo perché dopo essersi ubriacate si sono concesse allegramente a ragazzi, per poi pentirsene il giorno dopo. E poi via subito al gran galà della demagogia, con discorsi della serie: «Poverina, era ubriaca e lui se n’è approfittato». Ah, davvero? Quindi lui non era altrettanto ubriaco? Lui non era poco lucido esattamente come lei? Perché a meno che lui non fosse un integerrimo mormone astemio, a vedere i ragazzi di oggi mi pare che tutti, uomini e donne, si diano all’alcol in egual misura. Quindi mi spiegate perché una lei ubriaca dovrebbe essere considerata incapace di intendere e volere e un lui ubriaco non può essere giustificato allo stesso modo? Ipocrisia da farisei! Mi spiace essere arrabbiata, ma lo sono, e molto. Sono arrabbiata per tanti motivi. Sono arrabbiata perché mi offende vedere donne che non hanno mai conosciuto orrori usare certi drammi reali per fare le ego-vittime. E purtroppo avrei numerosi esempi di casi in cui mie conoscenti hanno millantato abusi. E fa incazzare, perché non solo non hanno il minimo rispetto delle vere abusate, ma spesso rovinano per sempre la vita di ragazzi che magari non hanno mai fatto male a una mosca.

Una cosa che non si può dire è che bere fino a non capire un cazzo è pericoloso, nota non giusto o sbagliato ma “pericoloso”. Se io mi metto vestito di nero a girare di notte per strade extraurbane non commetto alcun reato, però ovviamente sono in una situazione rischio maggiore rispetto a quella di girare indossando un giubbino ad alta visibilità. Dire che è meglio indossare un giubbino alta visibilità non è offendere le vittime della strada, è un consiglio per correre meno rischi.

Ripeto non sto dicendo che se lei è ubriaca è lecito farle tutto; sto dicendo che se lei fosse stata sobria o almeno capace di rendersi conto della situazione sarebbe potuta scappare, chiedere aiuto, evitare danni più grossi. Le colpe della vittima non giustificano il carnefice, mai in nessun caso. Ma, e qui il ma ci vuole, spesso fanno capire perché la vittima sia divenuta tale. Il girare di notte vestito di nero su strada extraurbana non assolve l’idiota che correva e che era ubriaco, non lo assolve. Però se la vittima si fosse resa più visibile forse avremo avuto una vittima della strada in meno.

(…)Basterebbe un po’ di buon senso.
Per concludere, le vittime di stupro esistono? Certo che sì, come esistono però anche le stronze bugiarde. E il fatto che un tempo ogni donna ingiustamente non era quasi mai creduta non significa che oggi si debba al contrario credere a tutte. E gli stupratori esistono? Sì, ovvio, e sono dei figli di puttana, nature marce che nessuna campagna di sensibilizzazione potrà mai cambiare. Non serve far campagne di sensibilizzazione contro gli stupratori o i “bulli”, perché chi è una brutta persona non diventerà certo buono. Ciò che semmai possiamo fare è insegnare alle vittime a diventare forti, a difendersi, a rendersi meno attaccabili, a scegliere di non essere più vittime. C’è bisogno di devastarsi al punto da non riuscire nemmeno più ad avere il controllo di te stessa? Se tu arrivi a bere così tanto, al punto da accettare consapevolmente di non essere più padrona di te stessa, allora sei tu che ti sei stuprata, sei tu ad aver fatto violenza su te stessa, sei tu a non rispettarti. E non te lo dice una astemia moralista, te lo dice una che ha conosciuto anche l’auto-distruzione e che per amor proprio e dignità ad un certo punto ha saputo dire «No, vaffanculo».

Direi che questo mette la pietra tombale sui tanti piagnistei che vogliono le donne come tenere principesse che, qualora si trovano in pericolo, debbono venire salvate dal principe azzurro. Beh se i principi azzurri non esistono, se il mondo è pieno di imbecilli, bastardi e violenti allora cara alla salute del tuo culo devi pensarci tu, se ne sei capace. Se non sei capace di fare una cosa così semplice allora spiegami perché dovresti essere capace di far cose molto più complicate?

6 pensieri su “Stupro e consenso: la versione di Jennifer – La Fionda

  1. fosse anche Belzebub in persona, ha scritto cose di una semplicità e correttezza ammirevoli….
    se vai sul link c’è il testo completo, e non ha una sola virgola fuori posto (ottimo il sito della Fionda, tra le altre cose)

    "Mi piace"

  2. Concordo sulla parte della sensibilizzazione: non puoi cambiare una bestia cosí, non arriverà mai il messaggio. Bisogna educare, tutti, a rispettare e rispettarsi. I proclami hanno un effetto che termina col proclama stesso, se tanto, l’educazione può durare per secoli.

    "Mi piace"

    • Infatti. Quello che non mi trova d’accordo è il vedere l’educazione e il buon senso come contrapposti quando invece devono essere sinergici. Devi educare, è giusto educare però finquando non sei sicuro di incontrare solo bene educati devi mettere in conto la possibilità di incontrare un maleducato e quindi “occhi aperti”.

      "Mi piace"

  3. Secondo me tutto il discorso sarebbe più semplice se ci ricordassimo che il principio processual-penalistico della presunzione di innocenza ha un complemento: la vittima è presunta non-vittima. Basterebbe questo.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.