Sul concertone

Stavo leggendo le polemiche sul concertone. Che dire? oramai è tradizione che il concertone del primo maggio sia, insieme alla festa della liberazione, un surrogato di quella che era la festa dell’unità. Stavolta quest’anno le polemiche hanno dato un bel po’ di spunti.

1) Penso che a breve i ferragnez scenderanno in politica più probabilmente come “intellettuali di riferimento” che in maniera diretta candidandosi. La posizione di intellettuale di riferimento è molto comoda, ti permette di attribuirti le vittorie e incolpare di altri le sconfitte. Sarà divertente vedere il pollaio degli intellettuali di sinistra che battibeccano fra loro, visto che tutti mirano ad essere l’unico solo vero intellettuale e lottano strenuamente contro i vicini. Lo scontro Murgia-Ferragni sarà tutto da gustare. Preparate i pop-corn.

2) L’uso personale del concerto. Sarei stato curioso di sapere cosa sarebbe successo se al posto di Fedez ci fosse stato Povia a leggere un comunicato  preparato insieme ad Adinolfi. 

3) I lavoratori dello spettacolo. Fedez bacchetta perché i lavoratori dello spettacolo non lavorano etc. etc. E si lamenta di draghi che pensa al calcio e non ai cantanti. A malignare mi verrebbe da chiedere come mai Fedez, l’inclusivo, pensa ai lavoratori dello spettacolo e non a quelli della ristorazione, delle palestre e delle altre mille categorie che non possono lavorare causa demenziali regole covid. Anche qui le stesse accuse fatte a Draghi possono essere rivolte paro paro a lui.

3bis) Draghi è l’ultimo arrivato, facile prendersela con lui glissando tanto sugli altri, il predecessore e i parlamentari.

4) Il DDL Zan è oramai il feticcio del partito dell’ammmore, quello che giustifica le peggiori porcate in nome dell’ammmore.  E se non vuoi il ddl zan è perché sei cattivo, sei un nazipedosatanista contro l’ammmore

5) l’assist. spiace ma la replica più sensata è quella di salvini: 

Sorgente: La polemica sul “concertone” tra Salvini e Fedez

“Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti”, è la controreplica di Matteo Salvini su Facebook, “adoro la Libertà. Adoro la musica, l’arte, il sorriso – aggiunge il leader leghista. Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già cosi'”.

Alla fine gli uomini di paglia inventati per sostenere una legge, inutile, temo si riveleranno un boomerang, anzi saranno più divisivi. Perché dare privilegi extra ingiustificati ad alcune categorie? Quello è il modo migliore di far odiare tali categorie. 

Un pensiero su “Sul concertone

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