Applichiamo la cancel culture alla musica italiana.

Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò una qualche cosa sufficiente a farlo impiccare.
[Armand-Jean du Plessis de Richelieu]

Penso che il modo migliore per far capire l’idiozia della cancel culture sia un esempio pratico; immaginiamo che vi parlino di un cantante italiano, un tale Cristiano Andrea Fabbrizi,  un figlio della buona borghesia, che nelle sue canzoni:

  • Cita stereotipi sui napoletani cantando in una sorta di dialetto napoletano inventato e stereotipato.
  • Parla di minoranze etniche e ricanta delle loro canzoni tradizionali.
  • Si permette addirittura di impersonare minoranze etniche
  • Se la prende contro le donne 
    • Facendo victim blaming dando della p***na ad una vittima di uno stupro.
    • Descrivendole nelle sue canzoni come donne oggetto come proprietà esclusiva del compagno
    • Descrivendole in una sua canzone come p***ne o come perfette deficienti incapaci di tutelare i propri diritti.

Immagino che gli appassionati di politically correct e cancel culture si stiano precipitando in piazza a chiedere la messa al bando e il rogo purificatore dei suoi dischi contenenti simili sozzerie. Qui abbiamo tutta la sequenza dei peccati mortali della cancel culture.

Beh per fortuna quel tizio non esiste, esiste invece un altro tizio, con il nome simile che:

  • Cita stereotipi sui napoletani cantando in una sorta di dialetto napoletano inventato. (Don Raffaè)
  • Fa appropriazione culturale predando canzoni tradizionali di altre culture. (Deus Ti Salvet Maria, Korakané)
  • Impersona, in musica, persone di minoranze etniche  (Canto del servo pastore, fiume sand creek)
  • Fa victim blaming dando della p***na ad una vittima di uno stupro. (Carlo Martello torna dalla battaglia di Pointers
  • Descrive donne oggetto come proprietà esclusiva del compagno (Franciska, il re fa rullare i tamburi)
  • Descrive le donne o come p***ne o come perfette deficienti incapaci di tutelare i propri diritti. (Bocca di Rosa)

Mi chiedo come mai nessuno abbia ancora chiesto il rogo di quelle canzoni e damnatio memoriae per il loro autore…

2 pensieri su “Applichiamo la cancel culture alla musica italiana.

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