il troppo stroppia

fonte: https://serial.everyeye.it/notizie/simpson-john-cleese-prende-gioco-hank-azaria-mi-scuso-gag-bianchi-512096.html

Hank Azaria, storico doppiatore di Apu ne I Simpson, nei giorni scorsi si è scusato pubblicamente per aver contribuito ad alimentare lo stereotipo dell’indiano immigrato negli Stati Uniti prestando la sua voce al personaggio. Dichiarazioni che hanno scatenato le reazioni di diverse personalità del mondo dello spettacolo, tra cui John Cleese.

L’81enne ex membro dei Monthy Python, da sempre grande oppositore della cancel culture, si è infatti sentito in dovere di rispondere all’attore con un messaggio ironico riguardo alla sua esperienza con il gruppo di comici inglesi. “Non volendo essere lasciato indietro da Hank Azaria, vorrei scusarmi a nome dei Monty Python per tutte le gag che abbiamo fatto prendendo in giro i bianchi inglesi. Ci scusiamo per qualsiasi angoscia che potremmo aver causato” ha scritto su Twitter.

Tanto di cappello a Cless per aver usato magistralmente il colpo dei mille perculamenti di Hokuto.  D’altronde i monty python sono stati uno dei gruppi comici più irriverenti ed intelligenti. Ci fosse stata la cancel culture trent’anni fa “life of brian (brian di nazareth)” sarebbe stato censurato per una lunghissima lista di accuse X-fobia.

La cancel culture dimostra come lo spingere un qualcosa di anche giusto, come il dover rispettare le persone, agli eccessi finisce solo a far del male. Perché, a mio avviso, è giusto che ci sia rispetto ma ci deve essere anche tolleranza rispetto a qualche bonaria presa in giro. Stuzzicare e spingere alle stelle la permalosità delle persone giustificando acriticamente le chiassate di chiunque racconti, talvolta a ragione ma molto più spesso a torto, di sentirsi obbresso alla fine fa solo grossi danni. 

Grossi danni per due motivi: il primo è che a furia di innescare gare di purezza si finisce in una guerra suicida fra i puri per trovare il puro più puro. Esempi se ne possono fare a bizzeffe, questo caso di una giornalista negra “cancellata” per aver fatto, dieci anni fa quando aveva diciassette anni, ironia sugli asiatici, ai tanti “democratici” finiti triturati nel maccartismo duepuntozero del meetoo.

Il secondo è è che molti come naturale reazione pretenderanno che si riconosca e si accontenti anche la loro di permalosità, attendo con ansia l’accusa di credentofobia verso chi critica il gay pride.  Per una civile convivenza serve sia rispetto che tolleranza, gli eccessi fossero anche quelli di permalosità raramente portano a qualcosa di buono anzi.

 

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