Creare razzismo how to 41/tenere gli inferiori nell’ignoranza

Il modo migliore per tenere una persona nell’ignoranza è illuderla di essere un grande dottore. Se io fossi un fascista, ma un fascista di quelli brutti e cattivi, gradirei impedire ai necri di studiare, eviterei che frequentino le scuole per i bianchi, dove si studiano le scienze “bianche”, la matematica “bianca”, la letteratura “bianca”, la storia “bianca” e li chiuderei in un ghetto a far finta di studiare per illuderli di saperne quanto un bianco (e quindi che non pensi di andare alle scuole per i bianchi).

Detto così suona molto fascista, una cosa che infiammerebbe immediatamente le proteste dei SJW e di tanti altri.

Proviamo quindi a scriverlo in un altro modo.

Per una maggiore inclusività nei titoli di studio sarebbe opportuno creare corsi ed università protette e facilitate che consentano a persone svantaggiate come le minoranze etniche di poter conseguire un titoli di studio. Ovviamente per venire incontro alle loro difficoltà sarà opportuno facilitare il percorso eliminando la rigida selettività oppressiva presente nelle università “standard”.

Scritto in questo modo avrebbe fatto spellare le mani dei SJW a furia di applausi eppure, all’atto pratico, gli effetti son gli stessi del costringere i negri ad andare in scuole per negri ove si insegnano le materie dei negri. Semplicemente invece della frusta si sta usando la vasellina per ottenere lo stesso risultato.

Distopia? Temo di no. Qui un articolo del times (riportato anche qui) ove si tira fuori la genialata di cui sopra.

Alcune università hanno deciso che gli errori di ortografia non devono essere penalizzati, che insistere su un buon inglese potrebbe essere visto come “omogeneo nordeuropeo, bianco, maschio, élite”. e quindi bisogna tirar fuori valutazioni inclusive per facilitare il percorso per chi non è capace di parlare un buon inglese. E come al solito si mescolano mele con pere mettendo sullo stesso calderone chi viene da situazioni svantaggiate, chi ha oggettive difficoltà come i dislessici, chi non è lingua madre inglese.

Da una traduzione dell’articolo citato

Un’altra università che prova questa opzione include l’Università delle arti di Londra.

Le nuove linee guida emanate in merito alla marcatura del lavoro scritto dicono che il personale dovrebbe “accettare attivamente errori di ortografia, grammatica o altri errori linguistici che non ostacolano in modo significativo la comunicazione a meno che il brief non indichi che un linguaggio formalmente accurato è un requisito”.

Avverte i tutor di “evitare di imporre la propria idea di” inglese corretto “al lavoro degli studenti”.

La Worcester University ha anche detto agli insegnanti che se l’ortografia, la grammatica e la punteggiatura non sono “centrali per i criteri di valutazione”, dovrebbero giudicare gli studenti in base alle loro idee e conoscenze anziché all’ortografia.

Pressione
Quest’ultimo cambiamento fa parte delle pressioni che le università stanno affrontando per stimolare il progresso delle minoranze etniche, dei disabili e degli studenti svantaggiati. Stanno anche cercando di “decolonizzare” i corsi.

Facciamo corsi per negri ove si insegnano le materie dei negri così che non facciano concorrenza ai bianchi nei lavori da bianchi. Con il vantaggio di avere tanti iscritti negri che fanno finta di studiare per avere un titolo farlocco.

Tanto poi si prenderanno i meno peggio e si piazzeranno da qualche parte a fare da “figure quota”, la marchetta che devi pagare per non essere accusato di selettività o X-ismo/Y-fobia.
Ad esempio si prende una tizia di colore, possibilmente lesbica, e la si nomina PKCO (positive karma chef officer), o incarichi fuffa similari, la si fa sedere fra i dirigenti e così si dimostra al mondo di essere belli, buoni, inclusivi e che rispettiamo pedissequamente le quote. Tanto poi i settori critici andranno ai bianchi che almeno sanno parlare bene e correttamente,

Tuttavia, i critici non sono impressionati dalla decisione.

Il professor Alan Smithers è un esperto di istruzione presso la Buckingham University. ‘La valutazione inclusiva mi fa venire voglia di piangere. Gli esami servono a discriminare tra chi può e chi non può, compreso il poter dire chiaramente cosa intendi “, insiste.

“Questo approccio non gioverà agli studenti nell’ottenere e mantenere un lavoro.”

“Le lacune saranno veramente ridotte solo sostenendo di più gli studenti e insegnando loro a scrivere bene piuttosto che ignorare gli errori.”

E c’ha ragione. A mio avviso quella sarà una delle università messe nella lista nera dei cacciatori di teste, salvo che serva qualche testa di legno da impiegare per rispettare le quote.

Don Milani, tanto per citare uno dei miti dei falsoprogressisti, non diceva ai suoi ragazzi che a loro bastava conoscere 100 parole per essere pari al figlio del dottore che ne conosceva 1000, diceva che dovevano studiare anche loro quelle 900 parole in più.

Il professor Frank Furedi, della Kent University, è d’accordo. “La valutazione inclusiva è uno strumento di ingegneria sociale che viola le norme dell’istruzione accademica.

‘L’abbassamento degli standard di valutazione abbassa le aspettative di ciò che gli studenti dovrebbero ottenere. Peggio ancora, la normalizzazione dell’analfabetismo adula invece di istruire gli studenti. “

Niente di nuovo sotto il sole; il modo migliore per tenere uno nell’ignoranza non è il vietagli di studiare, di frequentare le scuole dei bianchi, ma illuderlo di essere un gran dottore perché ha frequentato e preso un titolo di studio apparentemente come i bianchi. E che quindi non aveva e non ha bisogno di andare in quelle scuole…

5 pensieri su “Creare razzismo how to 41/tenere gli inferiori nell’ignoranza

  1. Ho una “teoria del complotto”.
    Chiaramente queste misure non risolvono disuguaglianze sociali e razzismo, anzi accentuano questi problemi. La cosa bizzarra è che queste idee nascono da quella parte politica che (almeno ufficialmente) si propone di risolvere razzismo e simili. La mia teoria è che in realtà vogliono creare una generazione di oppressi e svantaggiati in modo che possano andare alle elezioni dicendo che risolveranno i loro problemi (leggi assistenzialismo) e poi ripetere la stessa tecnica all’infinito.

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    • tecnica che risale almeno alle rivolte sobillate dai “tribuni della plebe”.
      Rimane comunque una tecnica pericolosa; basta vedere cosa è capitato in Zimbawe quando hanno cacciato tutti gli obbressori bianki…

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  2. Siccome non riesci a camminare per più di 100 metri perché hai le gambe deboli, invece di darti una tabella di esercizi da fare regolarmente per rinforzarne la muscolatura ti regalo una bella sedia rotelle: contento?

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  3. Sicuramente simili deliri fanno pensare…
    Personalmente ho sempre pensato che questi figuri fossero semplicemente dei ben intenzionati deficienti, come molti altri autori di campagne demenziali per il ‘bene comune’, ma sicuramente quando si arriva a sostenere certe assurdità il sospetto che abbia ragione ‘robertson’ si fa sentire.
    Anche perchè questa castroneria segue a stretto giro il demente dei vocabolari censurati…

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