Brevi su Krško (centrale nucleare slovena)

Siamo alle solite; gli stessi che, riguardo al covid, parlano della Scienza con la esse maiuscola e se ne riempiono tanto la bocca, quando si parla di nucleare tornano immediatamente alla modalità “gombloddo” a livello terrapiattista.

 

L’Avvocato dell’Atomo
2 ore fa

Brevi su Krško

(mi sembra incredibile dover scrivere davvero questo post, ma vabbè)

1. Sì, la centrale nucleare slovena è stata fermata dopo il terremoto, come misura precauzionale. No, non dimostra che il nucleare è pericoloso, dimostra semmai che la sicurezza delle centrali nucleari viene presa sul serio.

2. Il sistema di protezione che è scattato NON era quello del reattore, bensì quello della sala macchine. Il che significa che i sistemi di contenimento e raffreddamento NON erano a rischio e non lo sono mai stati. Resta comunque una buona idea lo spegnimento, perché riparare una turbina danneggiata può essere estremamente costoso.

3. È assolutamente ridicolo che si sottopongano le centrali nucleari a norme di sicurezza ultra-stringenti e poi quando queste vengono applicate in totale trasparenza, con la massima efficienza e senza nemmeno l’ombra di un danno, o anche solo di un rischio, si strilli alla pericolosità del nucleare.

4. Il reattore di Krško NON è della stessa tipologia di quello di Chernobyl – mi è toccato leggere anche questa stupidaggine. Si tratta di un PWR e non di un BWR, dunque l’acqua del circuito di raffreddamento primario non è la stessa che va in turbina. Cambiano la moderazione (l’acqua funge da moderatore, non c’è la grafite), il coefficiente di vuoto (se sale la temperatura il tasso di reazioni cala, a differenza di Chernobyl), i sistemi di sicurezza (non vi sono estensori delle barre di controllo in materiale moderatore) e i sistemi di raffreddamento (che hanno tutti fail-safe passivi). Paragonare Krško a Chernobyl è come paragonare un Cessna ad un Apecar sulla base del fatto che hanno entrambi tre ruote.

5. Tutto questo un politico come Fratoianni dovrebbe saperlo benissimo. Se non lo sa, visto che si tratta di informazioni pubbliche, potrebbe informarsi prima di scrivere post di puro terrorismo psicologico.

6. Nel suo post l’onorevole Fratoianni chiede addirittura maggiore trasparenza ai governi sloveno e croato. La centrale di Krško è soggetta, come tutte, ai controlli IAEA, che hanno confermato che soddisfa tutti i criteri di massima sicurezza; inoltre la centrale e visitabile, e in questa circostanza gli operatori hanno applicato le procedure di sicurezza alla lettera. Di quale trasparenza va cianciando Fratoianni?

7. Al netto delle opinioni personali sul politico in questione (e su eventuali altri che potrebbero aver scritto post analoghi che sono sfuggiti al nostro radar), il post di Fratoianni resta un appello alle paure dei suoi elettori, e dunque una reazione populista, tra l’altro irrispettosa delle vittime del terremoto, messe in secondo piano dalla radiofobia italiana.

8. Nei commenti sotto al post di Fratoianni qualcuno pretende addirittura che l’Italia chieda la chiusura delle centrali nucleari vicino ai suoi confini. Immagino Macron si stia annotando il tutto sulla sua macchina da scrivere invisibile.

9. Per chiedere la chiusura degli impianti nucleari altrui comunque dovremmo quantomeno non essere nella posizione di quelli che comprano energia proprio da quegli impianti ogni volta che cala il sole.

10. La notizia dello spegnimento della centrale di Krško è una non-notizia. Data la magnitudo del terremoto, nella zona avranno anche fermato il traffico, le fabbriche e magari anche evacuato qualche edificio: è la norma. Solo quando c’è una centrale nucleare di mezzo la norma inizia a diventare spaventosa. Ed è francamente ridicolo.

-Luca

3 pensieri su “Brevi su Krško (centrale nucleare slovena)

  1. Peccato che nell’86 ero in Somalia e non potevo rientrare per votare. Non che il mio voto avrebbe cambiato qualcosa, soprattutto considerando che il referendum NON chiedeva di smantellare le centrali esistenti e invece l’hanno fatto, ma almeno potrei dire di avere fatto la mia parte.

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  2. Nel 2015 mi è capitato di andare a visitare il reattore nucleare di Pavia, un reattore piccolo (mi pare 1 MW) in un centro di ricerca. La visita è stata estremamente interessante e istruttiva: vedere personalmente le cose leva via la paura non solo a livello “razionale” ma anche di “subconscio”. Tra le altre cose ci hanno portato sulla bocca del reattore e abbiamo potuto vedere coi nostri occhi le barre di uranio e la luce Cherenkov (ho dubbi sullo spelling). Ovviamente siamo stati lì per tipo 30 secondi in tutto, ma è stato comunque interessante poterci avvicinare così tanto al reattore.

    Un’altra cosina interessante che ho imparato è che tutto l’edificio è sotto-pressurizzato. Per evitare che materiale radioattivo possa uscire da qualche fessura l’edificio è tenuto a circa il 95% della pressione atmosferica. L’aria viene pompata e prima di uscire passa per un filtro e poi per un contatore Geiger che se misura radioattività oltre una certa soglia fa partire delle procedure di sicurezza.

    Ho sentito che le vecchie centrali nucleari fanno talvolta delle visite guidate. Purtroppo non ho mai avuto la possibilità di andarci.

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