Strumentalizzare per speculare

Se c’è una cosa che è controproducente per la parità e l’equità è l’utilizzare strumentalmente le accuse di discriminazione per specularci sopra e avere, in cambio di un po’ di piagnisteo, tanti bei vantaggi extra. Un poco come il caso della cameriera insultata ad un presunto colloquio di lavoro, racconto poi rivelatosi una bufala. Eppure nonostante il racconto dubbio uno chef stellato le ha fatto fare un colloquio di assunzione qui.

Da poco è capitato un altro caso da manuale. Due omosessuali hanno accusato di omofobia, via social, il resort dove sono andati in “luna di miele” e chiedendo il costo del soggiorno come risarcimento.  I giornali hanno rilanciato senza approfondire la notizia, peccato che alla richiesta di prove fotografiche del fatto contestato abbiano glissato, come capitato nel caso della cameriera che “aveva cancellato il numero e non ricordava il nome del ristorante”, condendo il tutto con accuse di omofobia. La merda dei social ovviamente si è scatenata chiedendo nomi e invocando punizioni bibbliche da far apparire sodoma e gomorra un gentile buffetto.

la vicenda sembra un poco più dubbia rispetto a come l’hanno raccontata inizialmente i media e ho notato che adesso stanno cercando di parare una causa di diffamazione raccontando di un lieto fine alla volemosebbene.

Per completezza riporto uno stralcio della la risposta del resort pubblicata sulla loro pagina di FB.

Cari amici, gentili ospiti,  (…)
Peraltro, benché richiesta, nonostante oggi si fotografi e si immortali qualunque momento ed evento, nessuna foto di quanto affermato è stata fornita dai nostri due ospiti in questione, a conferma della totale falsità del fatto, mentre i due ospiti in questione hanno impiegato pochi minuti per farci giungere una richiesta di soggiorno gratuito, a conferma della strumentalità del tutto.
(…)
Dopo la nostra risposta, che ovviamente declinava la loro richiesta di risarcimento mediante rimborso di quanto pagato per il soggiorno, in quanto priva di fondamento, gli ospiti in questione hanno puntato all’attenzione mediatica che sfortunatamente, nel mondo contemporaneo sempre alla ricerca dello scoop, è stata concessa da alcuni media, che non si sono assicurati minimamente di verificare la fondatezza (anzi la infondatezza) della notizia.
Dopo aver capito di aver sollevato accuse molto forti nei nostri confronti senza ragione diversa da quella di conseguire un soggiorno gratis, gli ospiti in questione hanno “aggiornato” la recensione da cui è scaturito il tutto adducendo delle scuse da noi mai formulate e spiegando che tutto si sarebbe risolto al meglio e che adesso si trovano benissimo con noi.
Inoltre non risponde al vero che lo chef in questione sia stato licenziato o sospeso, né richiamato, essendo solo stato ascoltato dalla Direzione, unitamente al restante personale, nell’ambito delle indagini doverosamente svolte dalla Direzione e che hanno portato ad accertare la totale falsità delle affermazioni in questione, non avendo mai lo chef realizzato alcuna immagine omofoba su alcuno dei nostri piatti. Tanto da aver ricevuto notevoli apprezzamenti ed elogi dagli ospiti di cui trattasi, ascoltati da tutto il personale presente.
Non è sufficiente.
Nel riservare ogni nostra azione in ogni sede per i gravi danni subiti e conseguenti alle false affermazioni di cui trattasi, chiediamo a tutti quelli che conoscono la nostra realtà, ed in primis alla nostra decennale clientela, di sfatare queste finte accuse e di combattere con noi questa falsità.

Che dire? a quanto pare è un vizio dei media spazzare il web, trovare la notizia che poteva far montare il caso mediatico e ricamarci sopra senza approfondire e senza sentire l’altra campana. Comportamento poco professionale e che espone al rischio di dover pagare giusti risarcimenti nel caso la “versione” portata non sia la versione riconosciuta vera nell’aula giudiziaria.

Se poi la vicenda è andata come sostiene il ristorante e non come l’hanno raccontata inizialmente i media, per la legge sull’omofobia è un tremendo autogol. Molti potranno sostenere, portando come esempio proprio questo caso, che la legge serva solo a fornire vantaggi extra in cambio di un po’ di piagnisteo di discriminazione. L’esatto opposto di ciò che si voleva ottenere.

Sarei curioso di sapere come andrà a finire.

PS

La crisi dei giornali ha una spiegazione semplicissima, perché pagare per leggere le stesse stronzate senza analisi, senza approfondimenti, spacciate per verità assolute, che trovi gratis su faccialibro?

12 pensieri su “Strumentalizzare per speculare

  1. ma mi chiedo, al di là della veridicità dei fatti, che cosa avrebbe di offensivo per un omosessuale maschio il disegno di un paparuolo fatto con la salsa….

    capisco due minne, o una femmina gnuda, ma raffigurare l’oggetto del reciproco desiderio potrebbe addirittura essere un delicato omaggio dello chef ai sentimenti dei due sposini, altro che beffa sardonica e fascista….

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  2. Da notare, comunque, nella pagina Facebook, come i giudici poppolari del tribunale speciale del webbe, recepita la denunzia ne abbiano stabilita l’attendibilità, abbiano già emesso la sentenza di condanna contro il cuoco, e stabilito la pena.
    I migliori sono quelli che “il fatto è vero perché l’ha detto il governatore Emiliano, che ha telefonato alla coppia scusandosi”.

    Ma in effetti certa gente le disgrazie se le cerca: in primis il sottoscritto che va a leggersi i commenti.

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    • i commenti li ho trovati interessanti. Per il resto anche nel caso, inventato anch’esso, della cameriera insultata perché di colore il sindaco di Venezia aveva pubblicamente dichiarato tutto il suo sdegno.
      L’altro filone interessante è: “ma chi vuoi che inventerebbe una storia simile, quindi è vero”.

      PS
      L’unica controindicazione del leggere i commenti “forcaioli” è che aumenti la considerazione verso i pacati e dialoganti terrapiattisti.

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