il problema è essere idioti

Mi fa ridere che su FB girino e vengano ripostate queste sbrodolate piene di luoghi comuni che dipingono le donne come stature di cristallo incapaci di badare a se stesse. E chi affiderebbe una qualsiasi responsabilità ad una statua di cristallo incapace di gestirsi. Una cosa che molte dovrebbero capire è che non puoi commutare a tuo piacimento da bulldozer inarrestabile a delicatissima bambolina di porcellana.

Leggendo questo messaggio cosa capisco? Visto che un pisellomunito è consapevole che esistono gli stronzi e che bisogna anche essere capaci di evitarli e ridurre i rischi, quindi devi essere tu il primo ad essere accorto, leggendolo si viene portati a pensare che le donne siano incapaci di rendersi conto di come sia realmente il mondo e confondono la realtà con i loro sogni romantici. Che vivono nel loro mondo e sono scollegate dalla realtà. 

In breve (perché farla lunga non serve)
Mi sono ubriacato diverse volte ma non ho mai corso il rischio di essere violentato. Sono uomo. In vita mia non ho mai sentito di un uomo ubriaco violentato. Allora il problema non è essere ubriachi. Il problema è essere donne.

Ho sentito e talvolta visto tanti scherzi “pesanti”, fatti ad amici ubriachi, ho sentito storie di un bastone in culo, ho sentito e ho visto gente menata in discoteca quando era completamente fradicia, ho saputo di gente che ubriaca fino a non capire niente si è svegliato senza neppure le mutande. E tutti avevano il pisello.

Parliamo del me too? Ci son stati tanti pisellomuniti che hanno denunciato molestie da parte di lui, kevin spacey o george takei. Ci son state anche denunce di molestie da parte di lei verso un’altra lei, addirittura molestie da parte di lei verso di lui, vedi proprio il caso di Asia Argento e Jimmy Bannet.  E in questo ultimo caso ho sentito, declinato al femminile, tutto l’armamentario di giustificazioni imbecilli generalmente usate al maschile, che un uomo può dire di no, che a lui è piaciuto, che in realtà ci stava.

Certo si può frignare che si sta parlando di casi minori, che la maggior parte dei casi è lui carnefice e lei vittima, ma l’essere un caso sporadico non lo rende meno grave o trascurabile.

Parliamo anche dell’ubriacarsi;  se un lui si ubriaca fino a non capire un cazzo è solo un mastodontico imbecille, se è una lei è solo una poverina bullizzata dal patriarcato. Lo vogliamo dire una volta per tutte che ubriacarsi fino a non capire niente è una colossale imprudenza, indipendentemente da quello che uno ha nelle mutande?  Le imprudenze della vittima non giustificano il carnefice, certo. Ma spesso spiegano bene perché la vittima sia divenuta tale.

Ho camminato a petto nudo. In pantaloncini. In canotta. Con il costume a mutanda. Ma nessuna mi ha mai violentato. E neppure lanciato apprezzamenti. E allora il problema non è come mi vesto. Non sono i vestiti. Io sono uomo. Io posso. La donna e la ragazza invece se la sono cercata.

Forse hai frequentato poche donne, insegnando ho sentito le studentesse commentare i compagni di classe, nulla da invidiare ai discorsi di palestra degli uomini. Le donne sono meno dirette ma commentano, e cazzo se commentano. Ho visto ragazze “giocare” con lo sfigato provando a sedurlo per poi sfancularlo di brutto. Ma è un uomo quindi deve incassare e star zitto. Le ho viste giocare con il fuoco, non mi son stupito alla notizia di qualche ustione. 

Mi sono appartato a pomiciare, a fare petting. Ma se non mi andava di fare sesso nessuna donna mi ha mai costretto, magari puntandomi un coltello alla gola. Perché io sono maschio. Io posso dire di no. Posso dire basta. Allora il problema non è la donna che se l’è cercata, appartandosi. Il problema è sempre l’uomo e la sua violenza.

La prima osservazione che mi verrebbe da fare è: cosa cazzo ti apparti a pomiciare con un sub umano che interpreta il bacio come un semaforo verde per fare tutto? Se vai a sbaciucchiarti con un coglione poi ti trovi un coglione che ti sbaciucchia. Non è che il bacio femminile renda tutti gli uomini principi azzurri. Esistono anche gli stronzi ed è buona cosa imparare ad evitarli. Mi ricordo certe compagne di scuola, a loro il bullo testosteronico piaceva. Ne avevo scritto qui, la povera Maria, una mia compagna di scuola, aveva scelto lei il bullo idiota proprio perché bullo e grazie a lui “farsi rispettare”. Lei ha scelto un coglione violento pronto a menare prima di pensare. Lei si è trovata a stare con un coglione violento. E il coglione violento alla fine si comportò da coglione violento anche con lei. 

Sono uscito con gruppi di due o tre amiche e io unico maschio. Ma non mi sono mai sentito minacciato o a disagio. Non ho mai subito violenza di gruppo. Perché io sono maschio, e non corro questi rischi. Perché non esiste l’idea che l’uomo sia un oggetto di piacere. Che sotto sotto gli piace, anche se forzato. A nessuno piace essere soggetto a violenza. E no, una donna che esce con due o tre uomini non si è cercata nulla. Di certo non una violenza di gruppo.

Si può dire che una che esce con tre “amici” e finisce violentata minimo minimo ha sbagliato un poco nel valutare quanto erano sinceri gli amici. Ferma restando la colpa degli amici chiedersi quanto lei sia stata accorta non è victim blaming è semplicemente annunciare il fatto che se esci e ti affidi a stronzi poi ti trovi con stronzi. Qui stiamo dicendo che se sei donna devi attrarre solo principi azzurri. La realtà è diversa, i principi azzurri non esistono, come denunciano giustamente le donne, quindi alla salute del tuo culo ci devi pensare tu. 

Ho avuto superiori donne. Insegnanti donne. Professoresse di università donne. E non sono mai stato molestato. Mai. Neanche una pacca sul culo. Neanche una palpatina. Perché sono un uomo. Non sono considerato accondiscendente. Perché essere in una posizione subalterna non vuol dire dover accettare anche le molestie.

Mi viene in mente la storia di quella poverina selvaggiamente violentata che per cinque lunghi anni ha preso voli intercontinentali per andare a farsi barbaramente stuprare dal porco che produceva i suoi film…

Mi vengono in mente certe colleghe che agli esami universitari mostravano, al docente, di più di quanto avrebbero mostrato in una visita ginecologica.

Mi vengono in mente certe studentesse convinte che una scollatura fino all’ombelico era un valido motivo per prendere otto in matematica. Mi viene in mente una studentessa per la quale avevamo chiesto alle colleghe che parlassero con lei e le spiegassero che a scuola si viene vestite, che la scuola non è la spiaggia. Perché noi colleghi maski ci vergognavamo a fare commenti sul suo modo di vestire e dirle di non mettere in esposizione tutta la mercanzia.

Mi viene in mente la segretaria che con il proprietario dell’azienda ci ha fatto anche un figlio (facendo un sei a turista per sempre…)

Mi viene in mente la mia professoressa che stava con un suo studente perché era un bel cagnolino..

Mi vengono in mente le tardone che apprezzano tanto con i big bamboo…

Ma son solo tutte poverine oppresse dal patriarcato.

Alla fine non sono stato tanto breve.

Quand’è che una donna e un uomo potranno vivere allo stesso modo?

Forse quando si smetterà con le narrazioni che vogliono le donne tutte sante e gli uomini tutti maiali, quando si capirà che il mondo non è fatto da dolci pulzelle e principi azzurri ma che è un posto dove conviene tenere sempre gli occhi aperti e che il primo a dover pensare alla salute del proprio culo sei proprio tu. Quando finirà la stucchevole narrativa che vede nelle donne povere cretine incapaci di gestirsi e per questo vittime delle brutture del mondo. E chi darebbe un ruolo di responsabilità ad una povera cretina incapace di gestirsi?

14 pensieri su “il problema è essere idioti

  1. è particolarmente apprezzabile che confonda “una donna che esce con due o tre uomini” con una che, ubriaca da non capire se aveva o no le mutande, è andata a cercare qualcuno che la riaccompagnasse a casa in un vicolo frequentato da barboni magrebini tossicodipendenti.

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  2. Ennesima “parabola” dei migliori.
    Meanwhile una donna bianca è stata giustiziata da un blm perché ha avuto la sfacciataggine di dire che tutte le vite contano.
    Che c’entra?
    Il fatto che nessuno, nessuno ha avuto da ridire, niente proteste, niente pianti dei media niente presa di posizione delle femministe e sopratutto niente “parabole”.

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    • Oramai nel campo progressista per decidere le ragioni non si sentono entrambe le campane e si decide quale sia stata quella che ha la posizione meglio provata. No, si calcola il coefficiente di obbressione e il più obbresso ha ovviamente ragione. A quanto pare l’essere di razza giusta e di sesso sbagliato garantisce un coefficiente di obbressione maggiore rispetto ad una persona del sesso giusto ma di razza bianca occidentale.

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      • Il principio di “reciprocità” è stato buttato alle ortiche, da stato di diritto guidato dalle leggi ci si avvia verso uno stato “morale” dove è la morale e il sentimento popolare che guida ogni cosa, il passato è stato trasformato in un eterno presente e il termine “contesto storico” cancellato, i principi di eguaglianza sostituiti da tabelle di oppressione, la scienza viene sostituita dalla pseudoscienza.
        Cosa potrebbe andar male alla lunga?

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  3. Uomini o donne che si sia, bisognerebbe dire che è buona norma evitare atteggiamenti risk-seeking, e che più si è risk-seeking più aumentano le probabilità di mettersi nei guai (fino alla morte, come caso estremo).

    Assumere atteggiamenti prudenti riduce le nostre libertà? Certo che sì, ma passata la fase infantile si impara che nella vita libertà e sicurezza sono due grandezze coniugate in senso heisenmbergheriano (non lo si impara con questa terminologia, ma lo si impara).

    In uno zoo, non entrare nel recinto delle tigri riduce la vostra libertà di fare quello che volete, ma ragionevolmente vi salva la vita; idem camminare per certe zone di Napoli (ma anche di Milano) con una T-shirt con la scritta “forza Vesuvio”.

    Non esiste la libertà assoluta, non esiste “il piacere senza il peccato” di una vecchia pubblicità dei biscotti Togo. Essere adulti significa capire come funzionano queste cose basilari.

    Gli enormi problemi che abbiamo con gli idioti di oggi (di cui l’ultima manifestazione, se non sono rimasto indietro, è la distruzione delle statue di Colombo % Co.) è che non hanno mai fatto il passaggio dalla fase infantile e dell’immaturità alla fase adulta. A loro volta genitori immaturi cresceranno figli immaturi, e via di seguito, finché non si tornerà a rompere questo circolo vizioso.

    Ai figli bisogna saper dire di no, tanti no. Idem a questi idioti non bisogna dimenticare di ricordare loro, ogni momento, che sono idioti.

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    • Una volta ho detto a una blogger che girare con le cuffie nelle orecchie è come girare con un bersaglio disegnato sulla schiena, stai dicendo “se mi aggredisci, io non ti sento arrivare”. Mi ha risposto che non è disposta a cambiare le sue abitudini solo per evitare un ipotetico rischio. Lo dicono tra l’altro i maestri di arti marziali: io vi insegno come difendervi se venite aggrediti, ma voi vedete di fare la vostra parte evitando di mettervi in condizione di venire aggrediti. Mah.

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      • Infatti nei corsi seri di autodifesa la prima cosa che si insegna è riconoscere le situazioni di rischio ed evitare di infilarcisi. Come diceva il mio istruttore: uno scontro evitato è uno scontro che non si può perdere.

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        • Lo dice sempre anche Enrico Lucciolli, un istruttore che tiene corsi di autodifesa e fa ottimi video su YT: combatti quando proprio non puoi evitarlo, ma cerca di evitare di arrivarci, riconoscendo la situazione di potenziale pericolo prima che si verifichi.

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          • In pratica lo dicono tutti, perché una cosa di buon senso non c’è quasi bisogno di insegnarla: la impari da solo. Solo gli idioti non lo capiscono. Anzi, potremmo usarlo quasi come un criterio operativo per scovare gli idioti.

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          • C’è sempre qualcuno che si iscrive a qualche corso di arti marziali o di pugilato pensando che gli serva per potersi poi permettere di fare il bullo a piacimento, ma in genere durano poco, perché la prima cosa che impari è l’autocontrollo, e se non sei capace di metterlo in pratica e ti metti a fare il bullo in palestra, lì dentro hai vita breve. Comunque quella che il combattimento è l’estrema ratio quando non hai altro modo per salvarti, è la base di tutto: molto meglio una fuga con disonore che rischiare una coltellata nel fegato con onore.

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