Un negro può fare il programmatore? qualche pensiero sull’appropriazione culturale.

La risposta dovrebbe essere scontata, sì, cosa vieta ad un negro di studiare informatica, imparare a programmare e lavorare nel settore? Apparentemente niente. Però l’informatica è stata inventata dai bianchi, Turing, Boole, Babbage, Ada Lovelace, i primi pionieri, seguiti da Von Neuman, Shannon e tanti altri.

L’informatica è roba da bianchi, un negro, un indiano, un giapponese che volesse programmare farebbe appropriazione culturale e sarebbe da stigmatizzare. Analogamente sarebbe da stigmatizzare chiunque lo faccia lavorare come programmatore.

Assurdo e razzista? Eppure ci son state un sacco di polemiche perché gli occidentali insegnavano yoga invece di lasciarlo fare solo ad insegnanti indiani, perché parlavano di donne/gay/immigrati senza esserlo ed in tutti quei casi si è frignato fortissimo di appropriazione culturale.

Alla fine l’appropriazione culturale è l’ennesima idiozia partorita dall’ignoranza americana e diffusasi, per appropriazione culturale, nel resto del mondo. Se si prende in mano un libro di storia si vede subito che le varie culture hanno preso e si son fatte loro le buone idee delle altre culture, basta pensare alla matematica a come le idee son rimbalzate fra le varie civiltà antiche e si siano diffuse. L’idea di dimostrazione è greca, la trigonometria l’avevano scoperta i sumeri, la notazione posizionale gli indiani, la meccanica inventata da Newton è stata perfezionata da Francesi (Laplace), Italiani (Lagrange) e Irlandesi (Hamilton). Adesso dovrei tornare ad usare la notazione latina perché la notazione posizionale è roba da indiani? Si tratta di una cosa semplicemente assurda.

Eppure; fonte: https://www.tempi.it/quale-gesu-volete-abbattere-per-primo-il-bianco-o-il-bakongo/

Quando quindici anni fa, all’indomani della rivolta delle banlieue parigine, Alain Finkielkraut definì l’antirazzismo come il comunismo del XXI secolo molti se ne ebbero a male e alcuni lo denunciarono per istigazione all’odio razziale. Da quando uno di militanti più celebri del movimento Black Lives Matter (Blm), dopo settimane di blitz che in molti paesi si sono conclusi con l’abbattimento o la vandalizzazione di statue di personaggi considerati l’incarnazione dell’occidentalizzazione del mondo, ha lanciato l’idea di rimuovere tutte le immagini di Gesù Cristo e della Vergine Maria che non presentino una morfologia compatibile con quella degli ebrei di duemila anni fa, molti anche fra i più scettici si stanno convincendo che il filosofo francese abbia visto giusto e con buon anticipo.

Temo sia la verità… l’ennesima nuova religione laica che in nome dell’aMMMore universale vuole fare piazza pulita di tutto il resto… 

Secondo Shaun King, scrittore e attivista dei diritti civili, le immagini sacre cristiane che presentano caratteristiche somatiche più propriamente europee dovrebbero essere tutte eliminate in quanto espressione di suprematismo bianco e manifestazioni di propaganda razzista. (…)

il problema non è l’idiota ma i tanti che lo seguono in questa idiozia. Btw mi aspetterei che gli idioti facciano lo stesso fuoco e fiamme quando vengono inseriti personaggi di colore dove non c’entrano nulla come ad esempio nei film sui vichinghi oppure, tanto per parlare di opere di fantasia, “la torcia umana” dei fantastici quattro era bianco, l’averlo reso nero non è appropriazione culturale? l’aver reso la sirenetta di Andersen, danese, di colore non è appropriazione culturale? 

In quanto prodotti finiti frutto dell’appropriazione di beni simbolici altrui, le opere d’arte occidentali a soggetto religioso cristiano coincidono col colonialismo tanto quanto i tessuti di Manchester prodotti col cotone delle colonie britanniche in Africa e in India o il cioccolato di Bruxelles prodotto col cacao africano. L’Occidente è colpevole di aver europeizzato Gesù tanto quanto è colpevole di aver trasformato i pomodori amerindi nella pummarola napoletana orgoglio dell’Italia, il tè dell’Oriente in un simbolo del modo di vivere inglese, il petrolio delle lampade persiane nella benzina delle automobili sfornate dal fordismo che ha inventato l’aristocrazia operaia, eccetera.

Si chiama reato di appropriazione culturale e non l’ha inventato Shaun King, è in circolazione già da qualche anno. Mathieu Bock-Côté definisce il reato di appropriazione culturale come «l’utilizzo o lo sfruttamento da parte di una cultura dominante dei riferimenti culturali propri a una cultura dominata», definizione che darebbe la giusta collocazione a «un processo di sfruttamento simbolico propriamente neocoloniale». Le proteste contro le squadre americane di football e canadesi di hockey che portano nomi indigeni come i Washington Redskins o i McGill Redmen di Montreal o i Cleveland Indians sono cominciate nel 2014, e alcune di queste squadre hanno ceduto e cambiato nome (i McGill Redmen ora si chiamano McGill Team) oppure hanno rinunciato alla commercializzazione di prodotti col loro logo.

Faccio notare “dominante”, si è dominanti sugli inferiori, implicitamente si sta riconoscendo che la cultura bianca è dominante sulle cultura inferiore dominata. E la parità significa che entrambe le culture devono essere non dominate, ergo lo yoga lo insegnano gli indiani e i programmi li scrivono gli europei…

Nell’estate del 2018 il drammaturgo canadese Robert Lapage è stato attaccato da gruppi per i diritti civili perché la sua pièce teatrale SLAV era centrata su canti degli schiavi afroamericani, ma questi erano interpretati da cantanti bianchi vestiti da braccianti agricoli. Lapage ha dovuto chiedere scusa e impegnarsi a modificare le parti per vedere di nuovo il suo dramma sulle scene.

A Ottawa l’università ha sospeso i corsi di yoga, accusati da alcuni gruppi di appropriazione culturale perché nessuno degli insegnanti era orientale. E gli esempi si potrebbero moltiplicare con cronache da tutto il Nordamerica.

A me sembra che queste storie vengano utilizzate solo per mero paraculismo e per avere vantaggi extra in cambio di un paio di frignate. Occhio che poi se si pretende la reciprocità poi si finisce a fare come il marito idiota della storiella che si evirò per punire la moglie…

Ma c’è una cosa molto più importante da obiettare. Ed è che nel mondo che loro immaginano, dove gli spiritual li cantano solo gli afroamericani, lo yoga lo insegnano solo i maestri indiani e Shakespeare e Dante Alighieri van bene solo per i bianchi, le civiltà saranno piuttosto sterili e poco universali, saranno molto tribali e ripetitive. Glielo diciamo con cognizione di causa noi occidentali perché la nostra, come ha scritto Rémi Brague, è la civiltà della secondarietà: i romani hanno giudicato la filosofia dei greci e la religione degli ebrei, popoli sconfitti e sottomessi, superiori alle proprie, e le hanno assunte. Quella è stata la più felice appropriazione culturale della storia di cui siamo a conoscenza, perché ha gettato le basi della civiltà occidentale di cui siamo i figli: orgogliosi dei suoi splendori e consapevoli delle sue bassezze.

Le civiltà si son sviluppate grazie agli scambi, basta pensare alla storia dell’impero romano che, con lungimiranza, prese il meglio (e qualche volta il peggio) dalle culture cui veniva a contatto. Ma non solo loro, gli arabi almeno nella prima parte della loro storia assorbirono tutta la cultura ellenistica, decaddero quando si chiusero nella purezza della loro cultura evitando contaminazioni con le altre culture. E così via.

Se fossi un razzista, ma di quelli duri e puri, asseconderei in ogni modo l’aspirazione a chiudersi nel ghetto e rimanere chiusi lì.

Poi imho, se verranno accontentati sulla appropriazione culturale poi denunceranno che l’uomo bianco gli schifa perché non prende ispirazione dalla loro civiltà. Perché l’importante è frignare e frignare forte, non tanto il motivo per cui si frigna.

11 pensieri su “Un negro può fare il programmatore? qualche pensiero sull’appropriazione culturale.

  1. l’appropriazione culturale è l’ennesima idiozia partorita dall’ignoranza americana e diffusasi, per appropriazione culturale, nel resto del mondo

    questa riga racchiude il sublime cortocircuito: rinfacciare appropriazione culturale, è appropriazione culturale?

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  2. Un esempio più incisivo, rispetto all’informatica, potrebbe essere questo: lo Yoga lo insegnano solo gli indiani, l’agopuntura i cinesi e la medicina allopatica, con tutti quei nomi eurocentrici, è riservata all’uomo bianco. Hai mal di denti e non sei bianco? be’, curati con la riflessologia, con le tisane, o con gli aghi nelle gengive. Hai un tumore e non sei bianco? Spero che lo sciamano del ghetto abbia un contatto diretto con la divinità perché presto ti farà comodo.

    Ma non funziona così perché, nel mondo che “loro” immaginano, gli spiritual li cantano solo gli afroamericani, se un personaggio nero diventa bianco l’attore scritturato per interpretarlo deve commettere seppuku… ah no, scusate, questa è appropriazione culturale… insomma, si deve suicidare, e ai poveri emarginati vanno elargiti ampi sussidi, borse di studio, corsie preferenziali per questo e per quello, etc, etc.
    Ma il contrario non vale mai perché in questa lettura del mondo i miti e i poveri di spirito non erediteranno la terra ma sono già dei privilegiati e gli spetta tutto, ora e subito, in base al fatto che il nonno e la nonna (ma più spesso i trisavoli) abbia subito un’ingiustizia.
    Nell’esempio parlo di neri, ma questo è un discorso che vale per qualsiasi gruppo ricorra a questo genere di retorica terzomondista a tre narici. Dopotutto, se essere parte di una categoria bistratta (almeno a parole) fosse solo uno svantaggio, si cercherebbe in ogni modo di uscirne. Invece si fa a gomitate per entrarci.

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    • Dopotutto, se essere parte di una categoria bistratta (almeno a parole) fosse solo uno svantaggio, si cercherebbe in ogni modo di uscirne. Invece si fa a gomitate per entrarci.

      In realtà si cerca di prenderne l’apparenza per averne i vantaggi ma senza averne le rogne; vedi la discussione sul “pay gap”, vorrebbero essere pagate di più ma senza dover fare gli stessi lavori pericolosi o rognosi che invece deve fare un uomo.

      Ricordo il caso di una collega, era andata in maternità a rischio e, si lagnava che in maternità non venivano erogate le indennità per lavoro notturno e reperibilità. Cioè sei in maternità a rischio quindi non puoi, non devi essere reperibile, e questo lo impone la legge, però toglierle l’indennità di reperibilità era sessista…

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  3. Sono del parere che, tra le innumerevoli idiozie partorite dai naziprogressisti, il delirio sull’ “appropriazione culturale” sia la più demenziale, nonchè l’ennesima conferma che, quando il buon Dio ha distribuito i cervelli questi figuri erano al bar.
    Basterebbe una conoscenza della storia a livello di licenza elementare e un quoziente intellettivo sufficiente ad infilarsi le mutande dalla parte giusta per rendersi conto che la cosiddetta “appropriazione culturale” , ovvero lo “scambio di culture” è alla base, da migliaia di anni, di qualsivoglia società civile.
    Nessuna popolazione, tranne forse poche tribù isolate da barriere geografiche è immune dagli scambi culturali, che arricchiscono entrambe le parti, mostrando differenti metodi di vedere le cose, nuove tecniche, nuove forme d’arte. Pensare di impedire l’ “appropriazione culturale”è assurdo: l’unica maniera di realizzare un simile delirio sarebbe richiudere le varie etnie in ghetti ermeticamente chiusi e isolati e, molto probabilmente, porterebbe alla fine della civiltà come la conosciamo.
    Due piccole considerazioni sui paladini dell’ennesima crociata contro i mulini a vento:
    1) Se proprio vi fa schifo che altre persone scimmiottino la vostra cultura, siate coerenti: fate come i Sentinelesi, che se ne stanno nella loro isola senza rompere le scatole a nessuno (salvo far fuori gli imbecilli che tentano di contattarli): chiudetevi nel vostro territorio e arrangiatevi.
    2) Come la mettiamo con la faccenda della ‘società multiculturale’ sbandierata dai signori sinistroidi come eccelso punto d’arrivo della civiltà? Se voglio una società del genere la condivisione delle varie culture è il primo passo da compiere.
    Come al solito per la coerenza tornare la prossima volta…

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    • “Sono del parere che, tra le innumerevoli idiozie partorite dai naziprogressisti, il delirio sull’ “appropriazione culturale” sia la più demenziale…”

      Calma calma, non autolimitarti. La velocità con cui in questi ultimi anni/mesi si stanno partorendo idiozie fa presupporre che siamo ancora piuttosto lontani dall’aver toccato il fondo.

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