prendersela “politicamente” contro una donna è più grave che prendersela contro un uomo?

Quando latitano gli argomenti per far polemica spesso si ritorna all’evergreen: la destra attacca le donne; nello specifico i messaggi che girano sui social adesso sono uno della boldrini che rinfaccia a salvini di aver messo alla gogna una minorenne, minorenne con un cartello con una scritta delirante “il mio sogno nel cassetto non è stato rimosso S** sai che a piazza loreto c’è ancora posto”, e le polemiche riguardo alla dichiarazione di sfiducia presentata dalla Boschi.

Non vorrei parlare di quei deliri ma riflettere su come mai molti si dichiarino sdegnati che vengono attaccate delle donne; in passato quando l’attacco era “fisico”; visto che la donna è fisicamente più debole dell’uomo avevamo il classico caso di forte che “bullizza” il debole, azione generalmente considerata vigliacca. Ma oggi, in quel colossale bla bla bla sui social che qualche volta si tenta di far passare per dibattito politico, perché attaccare una donna dovrebbe essere più grave che attaccare un uomo? Perché? si tratta di confronti, e scontri, a colpi di messaggi e di offese; perché dare ad una donna della “troia” o del “cesso” dovrebbe essere più grave di dare ad un uomo dello stronzo, del puttaniere o del “cazzo piccolo1“? (tutti scambi di epiteti fra dx e sx visti e letti, l’ultimo viene tirato fuori adesso come giustificazione per l’odio verso i migranti). Insomma i soliti, insulsi, insulti da asilo. Perché Matteo, quando fa le boccacce a Laura si comporta in maniera più grave di Laura quando fa le pernacchie a Matteo?

La risposta che mi verrebbe da dare è che le donne sono più deboli, più fragili e quindi attaccarle è da vigliacchi, ma se ci si riflette un poco quella è una tremenda zappa sui piedi delle donne stesse; non puoi commutare a piacimento dalla modalità “bulldozer inarrestabile” a “bambolina di porcellana” a seconda della convenienza, o meglio puoi farlo ma rischi di essere presa per “paracula” e che il gioco della commutazione venga fatto anche dagli avversari. Se vieni insultata sei un bulldozer quindi che protesti a fare? Se devi dimostrare il tuo valore sei una bambolina di porcellana quindi inadatta ad un mondo “da duri”.

Che poi nei social sto vedendo la fiera dell’ipocrisia; gente che si scandalizza per gli attacchi sul fisico di Tizia e che diffonde meme in cui viene fatta ironia su quello di Caia (ho visto un messaggio su tw in cui si confrontava la bellezza della Boschi con quella della Taverna, messaggio postato da un supporter di sinistra poi). Alla fine penso che tutto questo pollaio finisca solo nell’aumentare la confusione e diventi controproducente per le donne stesse, che verranno fatte passare solo come delle frignone che quando son incapaci di replicare tirano fuori la storia della discriminazione e del “son vigliacchi che attaccano una donna”.


  1. che poi dire che gli uomini bianchi antimigranti invidiano i neri per le dimensioni del loro pene è dire che le donne, comprese quelle pro migranti, apprezzano le dimensioni generose dei migranti; quindi perché offendersi quando quello viene scritto in maniera esplicita? 

4 pensieri su “prendersela “politicamente” contro una donna è più grave che prendersela contro un uomo?

  1. Ma magari per una volta si ritorcessero contro chi le usa, queste tattiche sporchissime. Invece no, mai. O è un processo molto lungo, quello che porterà all’ammissione del doppio standard e a una marcia indietro generale, oppure come sospetto, se non è già successo è perché non succederà mai. E saprei anche spiegare il perché: lo standard è doppio perché è duplice il problema. Abbiamo una natura che, con poche eccezioni, definisce chiaramente la debolezza femminile non solo fisica ma anche emotiva (nel senso di sensibilità accentuata verso le emozioni negative, ampia letteratura psicologica a riguardo, non sono stereotipi). E poi però abbiamo anche la tendenza a considerare le donne come più forti, perché si da per scontato che partano svantaggiate e si sa che stanno superando gli uomini sia in ambito accademico che lavorativo, almeno per quanto rigaurda le nuove generazioni. Aggiungiamoci che per questioni etico-morali le si vuole considerare esattamente uguali agli uomini e la schizzofrenia è servita. Uguali, più forti, più deboli… Tutto vero! E quindi anche tutto vero A SECONDA DEI CASI… Terribile.
    Per fortuna esistono ancora femministe VERE, che lottano CONTRO queste fandonie e non per. Camille Paglia è il mio idolo.

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  2. ciao. è dura dare una risposta al quesito che poni. Forse la risposta potrebbe essere che non dovrebbe esserci differenza e che bisognerebbe parlare di meno, e pensare di più. Non sono gli attacchi contro gli uomini o le donne: bisognerebbe ragionare in termini di persone, e allora tutto questo dal bla bla verrebbe a cadere. Purtroppo non funziona così. Quello che prevale secondo me è una sorta di egotismo, tanto femminile quanto maschile. Le donne, ahimè, sono maestre. Gli uomini ne sono campioni, perché storicamente l’hanno sempre avuta vinta. Ciao. Non sono al mio meglio questa sera, ma la tua riflessione mi è piaciuta.

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  3. […] il problema son le donne che dicono di voler far da sole, che il principe azzurro è un costrutto patriarcale e quando si mettono/trovano nei casini vogliono che arrivi il principe azzurro che le salvi. Se non vuoi il principe azzurro che ti salva il culo allora alla sicurezza del tuo culo ci devi pensare tu. La stessa ambiguità che vuole le donne, a seconda della convenienza, toste, tostissime, più toste di un uomo oppure fragilissime bamboline di cristallo del “te la prendi contro una donna“. […]

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