Le frasi celebri nella vicenda Sea Watch (e affini)

Quotone, per bersi tutte le storie sui migranti occorre una robusta sospensione dell’incredulità; ma è noto che farsi troppe domande è fascista…

Politica e Società

tempo di lettura: 4 minuti

Ecco di seguito, in ordine sparso, una serie di luoghi comuni molto frequentemente utilizzati quando si verificano fatti come quelli che hanno riguardato la Sea Watch 3 nei giorni scorsi. Alcuni di essi sono quasi privi di fondamento ma vengono ripetuti incessantemente

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5 pensieri su “Le frasi celebri nella vicenda Sea Watch (e affini)

  1. Se delle persone decidono di dare tutti i loro risparmi a degli scafisti, bisogna capire i motivi. Non saranno disperati, ma evidentemente sono disposti a tutto pur di andarsene.
    Perché preferiscono fare così invece che prendere l’aereo? Non sarà che i paesi occidentali negano il visto? Si tenga conto la legge Bossi Fini vieta di venire in Italia per cercare lavoro.
    Inoltre non è sempre una questione di guerra: qualcuno di loro potrebbe essere semplicemente perseguitato in quanto ha osato protestare contro il governo. Quei paesi non sono democratici.
    Per quanto riguarda la struttura fisica, gli africani subsahariani sono più robusti di noi europei.
    Avete mai visto un nigeriano partecipare a gare di nuoto?

    Mi sembra che la semplificazione ci sia da entrambe le parti.

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  2. oppure si fanno illudere di fare un investimento conveniente; anche qui non son rare storie di gente che da tutti i suoi risparmi al ciarlatano di turno finendo poi per perdere il fondoschiena.

    Per avere il visto d’ingresso, anche per cercare lavoro, devi fornire delle garanzie, garanzie richieste proprio per evitare che appena arrivi, se non riesci a batter chiodo, non debba diventare a carico dell’assistenza pubblica italiana, la ratio è quella.

    Anche le perseguzioni sarebbero da dimostrare, non basta una autocertificazione che ti senti perseguitato dal tuo governo per avere automaticamente diritto alla protezione internazionale. Non ricordo i numeri precisi ma di tutti quelli che arrivano, la percentuale chi ha realmente diritto alla protezione per i rifugiati, quella prevista dal diritto umanitario, non arriva al 15%.

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