“Una serata in piazza del Carmine, fra paura e amarezza” – L’Unione Sarda.it

In quella piazza ci passo spesso e posso dire che la lettera non mi stupisce, minimo tre volte a settimana vedo sostare un cellulare della polizia o dei carabinieri. La piazza, la stessa nella quale il sindaco zedda (ex SEL) aveva levato il wifi è area di sosta per “risorse” e sbandati autoctoni. Ed alcune parti son state rese bagni all’aperto e terra di nessuno fra balordi e spacciatori, autoctoni e no.

Che dire? L’integrazione è bella quando viene vista da lontano al cineforum, un poco meno quando causa fastidi, fastidi non tanto legati al colore della pelle quanto all’avere sotto casa un bel cesso pubblico all’aperto, quando rischi di incontrare balordi ubriachi, come quello cui si racconta nella lettera. E quando alle, giuste, rimostranze si risponde: “dici così solo perché sei razzista, se fossero ricchi milionari bianchi1 non protesteresti”, beh, si sta solo facendo una campagna elettorale, efficacissima, per la lega.

Sorgente: “Una serata in piazza del Carmine, fra paura e amarezza” – L’Unione Sarda.it

“Cara Unione,

vi trasmetto la mia recente esperienza vissuta durante una passeggiata serale col mio cane in piazza del Carmine, durante un ordinario martedì sera in città.

Una passeggiata fatta nonostante l’impotenza nel bloccare il processo di “riqualificazione” dell’area limitrofa alla piazza (via Sassari) trasformata in vero e proprio orinatoio a cielo aperto.

Nonostante l’abitudine, mal digerita, nel vedere una delle piazze più nobili e belle della città colma di rifiuti, di bottiglie rotte, aiuole rovinate e masse di ragazzi annoiati e ubriachi che impiegano il loro tempo a fumare droghe e spacciare stupefacenti.

Nonostante la tolleranza dimostrata verso le aggressioni verbali di alcuni di loro.

Ebbene, mentre col cane ci trovavamo in piazza fronte Poste Italiane, un ‘giovane ragazzo con le treccine’ appartenente al gruppo oramai stanziale da quelle parti, senza alcun motivo è venuto verso di noi con aria minacciosa ed una bottiglia in mano al grido: ‘Sardi di mxxxx, via da qui’.

Per evitare possibili collusioni non me lo sono fatto ripetere due volte e, mentre scappavo verso via Sassari, ho chiamato le forze dell’ordine. Poco dopo, la stessa rabbia che il ragazzo manifestava verso di me e verso altri passanti l’ho vista sfogare su un’automobile parcheggiata davanti alle poste che riportava danni al parabrezza, frantumato da una bottigliata di birra, e la rottura dello specchietto retrovisore preso a calci.

Sono tornato a casa preoccupato e con tanta amarezza.

Preoccupato perché in piazza ed in quelle strade del centro ci passo tutti i giorni ed ormai le facce si riconoscono, come me ci passa mia moglie, ci passano i vicini anziani, ci passano bambini.

Con tanta amarezza perché successivamente ho scoperto che l’identikit del ‘giovane ragazzo con le treccine’ purtroppo è già noto alle forze dell’ordine per reiterati atti di questo tipo.

Grazie dell’attenzione”.

A.B. – Cagliari


  1. Che poi che bisogno avrebbe un ricco bianco milionario di cagare in piazza e dormire ubriaco in una panchina? o di vendere roba e voler allontanare quelli che non sono “acquirenti”? 

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