Decreto sicurezza, entro l’estate 18mila giovani italiani senza lavoro (grazie a Salvini) – Linkiesta.it

Un articolo molto interessante che mostra, impietosamente, che Salvini ha ragione; l’immigrazione è un businnes fuori controllo pagato dal popolo italiano, non è beneficenza ed accoglienza disinteressata, le cifre sotto riportate lo dimostrano impietosamente. Volontariato retribuito, non è volontariato, è lavoro. Carità finanziata non è carità, è gestione di fondi altrui. E qui si mostra il solito vizio, non solo italiano però, di vestire di belle ed alte parole ciò che altro non è che basso interesse di bottega.

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Decreto sicurezza, entro l’estate 18mila giovani italiani senza lavoro (grazie a Salvini)
Nella crociata contro quello che Salvini ha definito «un business fuori controllo pagato dal popolo italiano», quello cioè dell’accoglienza degli immigrati, finiscono anche professionisti italiani under 35: quasi tutti medici, infermieri, mediatori culturali, insegnanti, psicologi e avvocati

Entro fine anno 18mila italiani resteranno senza lavoro. Tutti laureati e con meno di 35 anni. È l’effetto del “decreto sicurezza” di Matteo Salvini, che ha ridotto la spesa per l’accoglienza degli immigrati da 35 euro lordi a una media di 21 euro lordi pro capite al giorno, cancellando dai centri di accoglienza (o riducendone le ore di lavoro) figure professionali come infermieri, mediatori culturali e insegnanti di italiano. Da Nord a Sud, le vertenze sindacali con le onlus e le cooperative si moltiplicano di giorno in giorno. E con i pochi nuovi bandi già pubblicati dalle Prefetture, in linea con le nuove tabelle governative, si contano già 4.100 esuberi. Da qui all’estate tutti si saranno adeguati. E la stima della Fp Cgil è che si arriverà a un bacino di 16-18mila disoccupati. Per i quali non è stato previsto nemmeno alcun ammortizzatore sociale ad hoc.

Quindi non si parla di dipendenti ma penso che per la maggior parte si parli di “volontari” e di soci di cooperative; persone che, non essendo lavoratori dipendenti non hanno diritto alle tutele riservate ai lavoratori dipendenti.  Quello di usare cooperative ad hoc o di usare stagisti e volontari per fare il lavoro dei dipendenti è un vecchio vizio italiano; il solito vizio di aggirare le norme e di frignare forte quando arriva il conto dell’aggiramento delle norme.

Nella crociata contro quello che Salvini ha definito «un business fuori controllo pagato dal popolo italiano», sparando a zero contro il modello d’accoglienza Sprar di Riace, finiscono così anche molti giovani professionisti italiani. L’impianto del decreto (poi convertito in legge) prevede che chi arriva in Italia e chiede asilo, prima del via libera avrà a disposizione solo i servizi essenziali. Vale a dire cibo, pulizia e vestiti. Solo per chi ha diritto a restare, invece, saranno garantiti poi anche i corsi di italiano e i servizi per l’inserimento e l’integrazione che fino ad oggi spettavano a tutti i migranti che presentavano domanda d’asilo. La spesa per l’accoglienza così passa dai famosi 35 euro a una forbice tra i 19 e i 26 al giorno. La logica del Viminale è: non ha senso offrire servizi in più se poi il soggetto sarà giudicato irregolare da espellere. E con l’abolizione della protezione umanitaria, il numero di chi ha diritto ai servizi scende a picco.

Mi sembra giusto; la protezione internazionale spetta a chi ha diritto alla protezione internazionale, non a tutti. Perché spendere per integrare chi poi dovrai buttar fuori? Non abbiamo fondi illimitati, anzi le casse piangono alquanto, e se qualcuno inizia a raccontare: “aumentiamo l’iva per accogliere i fratelli migranti” la maggioranza degli italiani diventerà talmente accogliente da far sembrare il KKK un il fan club degli sfegatati per Ciccio Bergoglio. Da notare, fra le righe, anche un’altra verità che non si voleva ammettere: il “modello riace” funziona finché ci butti soldi, non è un modello capace di tenersi in piedi da solo.

(…)«L’aspetto grave è che abbiamo le armi spuntate. Non abbiamo cioè ammortizzatori sociali adatti per far fronte a quella che si prospetta come una grande vertenza italiana», spiega Sabato. Il ministero del Lavoro di Luigi Di Maio ha appena pubblicato una circolare in cui autorizza la cassa integrazione straordinaria per le imprese appaltatrici di servizi di pulizia e mensa, ma non per i lavoratori che operano con i migranti. «Dopo l’accordo raggiunto per il contratto di solidarietà al Cara di Castelnuovo di Porto, non è stata prevista né cassa integrazione né ammortizzatori per la ricollocazione di queste persone», conferma Sabato. Lavoratori che forse, a questo punto, si ritroveranno a chiedere il reddito di cittadinanza. O, tutt’al più, a fare i navigator.

3 pensieri su “Decreto sicurezza, entro l’estate 18mila giovani italiani senza lavoro (grazie a Salvini) – Linkiesta.it

  1. l’immigrazione è un businnes fuori controllo pagato dal popolo italiano, non è beneficenza ed accoglienza disinteressata, le cifre sotto riportate lo dimostrano impietosamente
    Dimostra anche un’altra cosa, taciuta accuratamente da Salvini & co.: che i denari non vanno agli immigrati ma per larga, larghissima parte agli italiani.

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    • Beh, lo sapeva anche una scimmia…
      Resta il fatto che nessuno voleva spendere quei soldi, trovandosi poi comunque una milionata di africani senza arte né parte sul territorio…

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  2. Che la maggior parte dei soldi se li mangino gli italiani e che l’assistenza “ai poveri migranti” sia solo un pretesto per mangiare a quattro ganasce è innegabile. D’altronde chi aveva dichiarato “con i migranti si guadagna di più che con la droga”, era un italiano.

    Detto questo la riflessione ulteriore da fare è una: quanto l’assistenza ai migranti è sincera e quanto invece si cerca di “non risolvere” la situazione per non perdere la gallina dalle uova d’oro? Si accusa salvini perché razzista, minniti perché fascista o perché causano una riduzione del giro di affari?

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