Alcune riflessioni a margine della vicenda Montanelli

Stavo leggendo le varie polemiche sorte riguardo all’imbrattamento della statua di Montanelli da parte delle femministe del movimento “non una di meno”, qui sul post un riassunto della vicenda. Alcune riflessioni a margine.

Lo strabismo nel vedere le colpe

Montanelli ha sposato una ragazza di 12/14 anni, come riportato nel post, acquistandola dal padre, per avere rapporti la madre ha dovuto deinfibularla, e il suo comportamento era prassi sia dei soldati italiani, sia dei soldati autoctoni. Tutto ciò fa pensare che all’epoca, i matrimoni con ragazze di 12/14 anni fossero la prassi per l’etiopia. Ok lo sdegno verso montanelli ma due parole su genitori che vendono le figlie o sulla barbarie dell’infibulazione le vogliamo dire? Nelle polemiche successive si è parlato del comportamento dei soldati, dei gas e delle porcate del fascismo ma non degli argomenti sopra riportati. Perché? La risposta che mi do è che nella vicenda vedo lo stesso strabismo che vedo riguardo alla prostituzione delle immigrate; tantissime si stracciano le vesti perché bravi padri di famiglia cattolici e che votano salvini vanno con prostitute minorenni costrette a prostituirsi in strada ma non vedono che esiste una catena logistica che prende quelle ragazzine dalla nigeria per sbatterle in strada in italia, catena logistica che riesce a scavalcare le “reti di accoglienza” messe su in italia per aiutare i minori “migranti” (qui).
Ok deplorare il comportamento di acquistare come moglie una 12-enne, ma perché non si fiata su una civiltà, una cultura, che considera normale vendere come moglie una dodicenne.

lo sversare letame in testa come simbolo del progressismo

La solita, stupida, moda amerrigana importata in italia; anche in america ci son stati movimenti agguerriti che hanno chiesto di levare questa o quella statua perché “offensiva”. Certo prendersela con statue o con la storia celebrando veementi processi e pronunciando sentenze di condanna è una figata: ti permette di sentirti progressista, ti fa credere di essere un eroe in lotta contro il male ma poi ti lascia abbastanza tempo libero per andare agli apericena equosolidali di lotta. Non ti costringe a dover dormire all’addiaccio con il rischio di prendersi qualche schioppettata.
Peccato che se sversi troppo letame poi ottieni come risultato che parte del letame viene “reso al mittente” e che abitui la gente a sentire la puzza di merda. Molto dello sdoganamento del fascismo è conseguenza del vedere fascisti ovunque.

Il pensiero binario

Giudicare una persona è complesso, bianco puro e nero puro non son mai presenti, hai sempre una certa gradazione di grigio. E questo vale per tutte le persone siano esse persone comuni oppure grandi della storia. Se si comincia a ragionare che basta un solo puntino nero per trasformare un foglio bianco in un foglio completamente nero, allora non ci si stupisca poi che tutti siano neri. Macchie esistono ovunque, ed ancora di più se si misurano le azioni di personaggi storici con il metro di oggi. Per dire, con la sensibilità di oggi un Cesare, od un Napoleone o anche un Churchill sarebbero da considerare dei pazzi imperialisti. E’ sbagliato giudicare la storia passata con il metro di oggi.

Le azioni veicolano il messaggio

L’azione contro la statua di Montanelli è stata l’azione che è rimasta delle proteste dell’8 marzo. A malignare si potrebbe dire che il problema delle donne in italia siano le statue di montanelli… minchiatine in pratica. Un bel modo per “autosputtanare” le loro stesse proteste.

 

 

 

 

12 pensieri su “Alcune riflessioni a margine della vicenda Montanelli

  1. Va bene tutto, e concordo, Napoleone un genio e un gigante, ma fosse stato a casa sua, magari non sarebbe “nata” l’epoca della coscrizione obbligatoria e forse l’Europa avrebbe avuto vita più tranquilla.

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  2. Concordo anche su Montanelli (pur personalmente disprezzandone la scelta) era uomo di altra epoca, durante una guerra – dove le situazioni “estreme” abbondano – e in una terra dove davvero la civiltà era “altra”.
    Senza paragonare la “gravità” delle scelte: una indignazione analoga l’ho letta in questi giorni anche per la famiglia con undici figli, “roba fascista”, “vita misera”, “la donna solo oggetto”, “il pianeta! qualcuno pensi al pianeta!” e via SBROC(TM). La maggior parte di questi pasionari da tastiera avranno, come tutti in Italia, almeno i nonni nati in una famiglia numerosa (molto numerosa). Lo sanno che se il nonno o la nonna non ci fossero stati (perchè la miseria, perchè la guerra, perchè come fai a sfamare il sesto figlio) loro non sarebbero qui?

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  3. Parecchie delle mie studentesse in Somalia, metà anni Ottanta, erano state sposate a 13-14 anni. Senza la minima possibilità di rifiutarsi. Metà anni ottanta. Gente in grado – e in attitudine – di mandare le figlie all’università. Prima di urlare che Montanelli è stato un porco andrebbe ricordato che sposare una diciottenne era matematicamente impossibile, perché le diciottenni erano già tutte sposate. A meno di non andarsi a cercare una donna fra le vedove, magari con tre quattro figli.

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  4. Ah, dimenticavo. I mariti somali non portano le mogli infibulate alla suocera perché le apra: provvedono personalmente con lamette, coltelli, forbici, bastoni o qualunque altro strumento ritengano utile a squarciare due monconi di carne saldati insieme mentre erano ancora sanguinanti, fino a formare un corpo unico.

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    • vorrei aggiungere che quando sono stato in somalia per la missione “restore hope”, prima metà degli anni novanta, la situazione non era migliorata. anzi, appena ci hanno visti arrivare, sono subito partiti a cercare di venderci (e poi di “affittarci”) le figlie. di età che, in confronto, quattordici anni è una vecchia megera.

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      • Riassunto di una discussione “demenziale” su twitter: montanelli è colpevole perché lui veniva da una civiltà che considerava stupro lo sposare una 12-enne però se dici che la civiltà di origine di montanelli era superiore sbagli perché il razzismo, i gas, il colonialismo sbroc sbroc…

        Il solito, la civiltà occidentale è superiore od infima a seconda della convenienza del momento…

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        • Mia nonna in Siculia e’ stata sposata a 12 anni a un uomo di 19, e non credo che abbia avuto molta voce in capitolo. A sentire lei, ai suoi tempi era normale che si organizzasse tutto tramite incontri di famiglia in cui gente di quella eta’ veniva “cunzata” a propria insaputa. A parte l’infibulazione, il vecchio Indro non si e’ trovato in una situazione molto diversa da quella che avrebbe visto in Italia. Non so se nel resto d’Europa la situazione fosse molto differente.

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  5. Le mie due nonne, venete, classe, rispettivamente, 1904 e 1889, si sono sposate a 20 e 23 anni, entrambe incinte dell’uomo che si erano scelte: un abisso rispetto alla Somalia. Però è curiosa la faccenda che noi dobbiamo rispettare la loro cultura perfino in casa nostra (l’infibulazione fa parte della loro cultura, chi siamo noi per dire che non va bene?) però poi ci sono cose in cui seguire le loro usanze non va bene. Alberto Denti di Pirajno, medico nelle colonie durante l’impero, in un suo libro molto bello (“Un medico in Africa”, mi sembra) ad un certo punto racconta del suo arrivo in un villaggio in cui all’arrivo, come gentile omaggio, gli hanno fatto trovare nella tenda a lui assegnata una dodicenne nuda. E immagino che un rifiuto da parte sua sarebbe stato considerato un intollerabile oltraggio.

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