Cortocircuiti…

“A furia di fare a gara a fare gli obbressi salterà sempre fuori qualcuno più obbresso di te che stai opprimendo”.
Pseudo Nenni

Questo articolo de “il giornale” racconta un bel po’ di cortocircuiti legati al mondo LGBTQIXYZαβγℵℶ che stanno capitando. Cortocircuiti dovuti al fatto di voler accontentare le persone che pretendono che le loro pippe mentali vengano riconosciute.

Da notare come ad una considerazione, quella della Navratilova, si risponda non nel merito ma bollandola come transofoba e omofoba.

Io sinceramente non vedo cosa abbia detto di transfobico la Navratilova; che che se ne dica un transgender m2f ha, nel suo corredo cromosomico, il cromosoma Y. Biologicamente è un maschio, si è sviluppato come un maschio e del maschio ha molte caratteristiche fisiche come la muscolatura o la forma delle anche.  Può illudersi di essere donna ma la verità della presenza del cromosoma Y nel corredo genetico permane, e il farlo gareggiare in competizioni femminili gli permette di utilizzare una sorta di “doping naturale”.

Sorgente: Il tribunale delle trans alla lesbica Navratilova: “Non sei più dei nostri”

Il tribunale delle trans alla lesbica Navratilova: “Non sei più dei nostri”

Sono diventati un grattacapo legale, un caso giuridico, politico e sportivo. E la «vittima» più recente, sacrificata sull’altare delle pari opportunità, è in parte una di loro, nel senso è stata finora un simbolo della comunità Lgbtq.

Loro chi? Parliamo dei transgender, cioè coloro che sono passati da un genere all’altro senza essersi sottoposti a un intervento chirurgico (a differenza dei transessuali). Ma ecco i fatti: Martina Navratilova, 62 anni, tennista con 59 Grande Slam vinti alle spalle, lesbica (come si definisce lei stessa dal 1981) non sarà più ambasciatrice e consigliera della Athlete Ally, organizzazione che si batte contro l’esclusione di lesbiche, gay, bisex, trans e queer (Lgbtq) dallo sport. E la ragione per cui ha dovuto abbandonare il suo ruolo sono le considerazioni polemiche sulla partecipazione delle trans alle gare sportive che la campionessa ha affidato prima a Twitter e poi a un intervento scritto di suo pugno, sul Sunday Times, appena qualche giorno fa. «Non basta definirsi donna per competere con le donne. Devono esserci dei criteri. E avere un pene e competere come donna non può essere uno di questi», ha scritto e ribadito Navatrilova, che ha parlato di «imbroglio». Considerazioni sgradite. E ieri è arrivato il verdetto dell’associazione pro-gay, che ha bollato l’analisi della sportiva come «omofobica», anzi peggio «transfobica» e annunciato la sua destituzione. A rincarare la dose è tornata anche Rachel McKinnon, che a ottobre è diventata la prima trans campionessa del mondo nel ciclismo ai Mondiali Master di Los Angeles fra le polemiche, visto che la sua medaglia è stata contestata dalla numero tre Jen Wagner-Assali, che ha bollato come «ingiusta» la sua vittoria. «Sono frasi inquietanti, sconvolgenti e profondamente omofobiche», ha commentato la canadese a proposito delle considerazioni di Navratilova.

da notare come non si risponda nel merito, perché non si può rispondere nel merito, e si frigni di *-fobia facendo i capricci.

Qual è il nodo della questione? Dal 2016 il Cio (Comitato olimpico internazione) ha fissato nuove regole. Per poter competere nella categoria del genere a cui si è approdati, agli atleti trans non è più richiesta l’obbligatorità dell’intervento chirurgico (né i due anni di terapia ormonale di conversione). Ma ecco le differenze. I transgender che sono passati dal genere femminile a quello maschile possono gareggiare fra gli uomini senza prescrizioni, mentre le transgender, chi ha fatto cioè il passaggio da uomo a donna, devono dimostrare di avere un livello di testosterone inferiore a una soglia di 10 nanogrammi per litro. Basterà? La Navratilova non ne è convinta. Come non ne sono convinte molte attiviste laburiste nel Regno Unito. Perché la stessa questione, nei mesi scorsi, l’hanno posta proprio loro nei confronti del partito che ha aperto la strada alle transgender che non ha cambiato sesso per via chirurgica, ammettendole nelle liste solo donne. Una circostanza che ha mandato su tutte le furie le progressiste che si battono perché alle donne venga data maggiore rappresentanza. E proprio in questi giorni i tribunali britannici devono affrontare il caso della donna inglese che sui documenti si fa identificare come uomo ma ha messo al mondo una figlia con la fecondazione assistita e chiede però di essere riconosciuta come padre. (…)

Che bei cortocircuiti. Se io mi sento donna, posso entrare nei bagni delle donne, pretendere di partecipare alle quote rosa? Queste vicende mi ricordano tanto questo filmato dove il risultato dell’operazione “due più due”, fa quattro o ventidue a seconda della convenienza del momento; se si tratta di accontentare i capricci di un bambino e dei suoi, pessimi, genitori due più due fa ventidue però quando si tratta di soldi due più due torna a fare quattro.

Non si può arrivare a negare la realtà; come disse il tale: “sarà come dite voi, eppur si muove

PS

Gli antivax sono degli imbecilli fatti e finiti. Avessero polemizzato chiamando malatofobici quelli che gli contestavano, a quest’ora i contestatori starebbero a scusarsi tre volte al giorno della loro malatofobia e dire sempre di avere un amico “diversamente sano”.

2 pensieri su “Cortocircuiti…

  1. Io però credo che anche se ti tagli palle e uccello e prendi ormoni per farti crescere le tette, avendo fino a quel momento sviluppato muscolatura maschile, e continuando – visto che svolgi attività sportiva a livello agonistico – a mantenere la suddetta muscolatura in piena efficienza, resti comunque, nei miei confronti, irraggiungibile. Tanto più, ovviamente, se oltretutto mantieni intatta la fabbrica di testosterone.

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  2. Secondo me sarebbe meglio lasciare i trans nello sport: nel giro di qualche annetto le atlete femmine si renderebbero conto di non potere competere e lascerebbero il posto ad altri maschi trans. Il risultato sarebbe questo:

    https://www.news.com.au/sport/afl/afl-playing-with-fire-over-transgender-player-hannah-mouncey/news-story/a21ec2bd491a38a5fd378e388e501c0f

    Le squadre femminili degli sport nazionali composte da travoni alti uno e novanta con muscoli da uomo, parrucca e tette finte! Guarderei le partite solo per farmi le migliori risate!

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