Bari, a scuola in limousine: la festa di compleanno di una bambina di 8 anni scatena le proteste – Repubblica.it

Notizia particolare che mostra bene quale sia la mentalità da fiocco di neve; invece di accettare che le differenze, anche di possibilità economiche, esistano e che si debbano accettare: c’è chi ha di più e si può permettere di fare questo e quello e chi no, si chiede di vietare le ostentazioni.

Uno può essere “cafonal-tamarro” quanto si vuole ma fino a quando si limita a violare le leggi del buon gusto e solo quelle, ha tutti i diritti di comportarsi come gli pare.

Sorgente: Bari, a scuola in limousine: la festa di compleanno di una bambina di 8 anni scatena le proteste – Repubblica.it

Bari, a scuola in limousine: la festa di compleanno di una bambina di 8 anni scatena le proteste
Una mamma si rivolge alla preside: “Non mi piace una scuola dove si esibisca sfarzo inopportuno per età e vacuo, si semini discriminazione sociale”. Ma la dirigente scolastica non commenta

“Cara preside, oggi un limousine lunga cinque metri attendeva una bimba di otto anni e solo alcuni dei suoi compagni di classe all’uscita dalla sua scuola pubblica, accanto al pulmino pubblico pagato dal Comune”. Comincia così lo sfogo di una madre su Facebook: davanti alla scuola primaria di Parchitello, quartiere di villette fra Bari e Noicattaro, i bambini si sarebbero trovati davanti a un limousine che attendeva una di loro per festeggiare il compleanno.

La donna si rivolge direttamente alla dirigente: “Questo modo di fare scuola non mi rappresenta e non avrà il mio consenso. Una scuola dove un dirigente accetta che a un metro di distanza e a un minuto dal tempo e luogo dell’educazione si predichi apparenza, si esibisca sfarzo inopportuno per età e vacuo, si semini discriminazione sociale. Abbiamo appena finito la celebrazione della Giornata della memoria, poi quella nazionale contro il bullismo, ma alimentiamo le differenze, l’esibizione, il valore delle cose materiali”.

Tante alte parole per nascondere il pensiero: “quell’ostentazione io non me la posso permettere, mi fa rosicare e chiedo, facendomi scudo dei bambini e di tante belle parole, che venga vietata.

Comportamento che io vedo, dal punto di vista educativo, pessimo. Purtroppo le differenze di possibilità economiche esistono, bisogna accettarlo ed insegnare ai bambini ad accettare il fatto. Ad accettare che non si è tutti perfettamente e completamente uguali e che come c’è chi è più alto e chi è più basso, chi è più bravo a calcio e chi meno bravo, chi è più bravo in matematica e chi è meno bravo, chi ha più soldi e chi meno. L’alternativa è convincere i bambini di vivere in un mondo dove vige un egualitarismo di facciata e fare i capricci quando vengono considerati “meno uguali” degli altri, magari perché l’amico va in campo e lui resta in panchina o perché il compagno prende 8 e lui 4.

Molti problemi adesso ci sono perché ne i genitori e, di conseguenza i figli, accettano queste differenze anzi le vedono come un attacco personale. Come in questo caso.

Questa è la radice che poi porta a Gino, il CT della nazionale del bar sport, che pretende di insegnare la virologia a Burioni etc. etc. Siamo tutti uguali quindi le mie idee, su qualsiasi argomento, virologia compresa, valgono tanto quanto quelle di Burioni.

Da notare come chiami in intervento la scuola quando la scuola non c’entra proprio niente; della vita al di fuori di essa non deve interessarsi, a meno che non ci siano gravi motivi. Cioè capisco l’allertare i servizi sociali e segnalare a chi di dovere se, ad esempio, uno studente ha segni di violenza o si sospettano maltrattamenti in famiglia. Ma la tamarreide familiare non è un valido motivo per ingerire.

La richiesta della madre mi sembra una frignata per far rimproverare, per un torto immaginario ricevuto, la scuola. Scuola che non ha alcuna responsabilità ed alcun potere di intervenire, cosa c’entra e cosa può, legalmente fare la dirigente?

Comunque scommetto che se al piccolo, chiamiamolo Pierino, venisse tolta qualcosa perché c’è un compagno che ha di meno e che non può averla, la madre che non accetta che “si semini discriminazione sociale” sarebbe la prima a far fuoco e fiamme perché “viene punito il figlio per un suo giusto diritto”.

Purtroppo per certe teste bacate una cosa che non mi posso permettere è una “discriminazione sociale”, una cosa che invece mi posso permettere, ma che altri non possono, è invece un “giusto diritto”.

E la mia opinione sul chiamare “diritti” i capricci è sempre la stessa: occhio che a furia di chiamare “diritti” i “capricci” qualcuno inizierà a chiamare “capricci” i “diritti”.

Una situazione, quella denunciata dalla madre, che ricorda la storia della bambina di Altamura accompagnata in carrozza in chiesa per la prima comunione. E se la preside, interpellata, preferisce non commentare l’accaduto e l’accanimento del genitore, ci pensano altri utenti Facebook a rispondere alla donna: “Condivido lo sconcerto nel vedere una limousine fuori dalla scuola del proprio figlio – dice un’altra donna – Tuttavia a noleggiarla non sono stati gli insegnanti, tanto meno la preside e la scuola in generale. E neppure si può intervenire, giudicare o vietare la sosta di un veicolo fuori dalla scuola a meno che non si tratti di un mezzo oggettivamente pericoloso come un carro armato pronto a sparare. E anche in quel caso a vigilare dovrebbero essere le forze dell’ordine e non un preside”.

L’episodio, evidentemente, diventa più una questione morale: “La dirigente non è di certo la proprietaria della strada per vietare a una qualsiasi macchina di parcheggiare nelle immediate vicinanze della scuola – scrive qualcun altro – la colpa è solo e soltanto dei genitori, non nascondiamoci dietro a un dito”.

Puro buon senso, una vera boccata di aria fresca.

12 pensieri su “Bari, a scuola in limousine: la festa di compleanno di una bambina di 8 anni scatena le proteste – Repubblica.it

  1. questa storia fa anche rima con la trita retorica italica per cui chi ha più di te, non è semplicemente uno che si è più sbattuto, o che è stato più fortunato, ma è un disonesto che certamente non se lo merita. da lì gli applausi ad un governo che si vanta di “togliere”.

    "Mi piace"

  2. “bbiamo appena finito la celebrazione della Giornata della memoria, poi quella nazionale contro il bullismo, ma alimentiamo le differenze, l’esibizione, il valore delle cose materiali”.”

    Implicazione possibile dei paragoni alla cavolo: se gli ebrei non avessero esibito di essere ebrei/ricchi/diversi, mica ci sarebbe stato lo sterminio.
    GeniA

    Piace a 2 people

  3. È la stessa cosa di quelli che sulle recensioni di Gardaland si lamentano che chi paga il saltacoda sale sulle attrazioni prima degli altri.

    La risposta è “È la vita, baby”. Chi ha più soldi potrà sempre permettersi un’auto più bella, una casa più grande, più giocattoli e più belli, una console più nuova, una festa di compleanno più sfarzosa.

    Prima lo si insegna ai bambini, meno male ci resteranno quando, volenti o nolenti, lo scopriranno.

    "Mi piace"

  4. So che in Italia uno potrebbe avere l’impressione che l’essere ricchi sia una caratteristica genetica che si tramanda di generazione in generazione, ma a differenza dell’altezza, del colore degli occhi, e di altri connotati fisici, la ricchezza non è scritta nei nostri geni. Quindi NO, non “è la vita, baby”.
    L’eccessiva immobilità sociale fa sì che in Italia si sviluppi una mentalità anti-ricchi per la quale chi è ricco lo è ingiustamente e questo è un altro problema.

    La soluzione a parere mio dovrebbe passare dall’educazione: a scuola si dovrebbe capire che studiando possiamo capire meglio il mondo che ci circonda, quindi possiamo imparare a discernere cosa è importante per noi e magari possiamo riflettere sul fatto che no, i soldi non sono tutto.

    Nella situazione descritta da La Repubblica non vedo effettivamente cosa avrebbe potuto fare la scuola, ma penso che l’articolo voglia denunciare il problema di più ampio respiro di cui ho scritto sopra.

    "Mi piace"

  5. Bel coacervo di corbellerie:
    a) ‘una limousine lunga cinque metri’ : più o meno la lunghezza di una Audi A6 o una BMW serie 5 o di molti SUV di lusso. Macchine imponenti ma non certo sfoggio di chissà quale sibaritica ostentazione.
    b) ad ogni modo siamo in un paese libero. Chiunque quindi può andare a prelevare il proprio rampollo a scuola con il veicolo che preferisce. Che sia un biroccio col mulo, la carrozza di Cenerentola, una Prinz verde con quattro suore e un gatto nero o una Lamborghini.
    c) ‘e solo alcuni dei suoi compagni’. Perché alla festa di compleanno devo invitare tutti, magari compreso i bulletti che mi prendono in giro.
    d) che cosa diamine doveva ‘accettare’ la preside? A meno che la vettura non sia entrata nell’aula o che la festa si tenesse nell’edificio scolastico cosa doveva fare? Da quando in qua tra i compiti istituzionali di un dirigente scolastico c’è la censura sui comportamenti dei parenti?
    e) Cosa doveva poi commentare ? l’unica alternativa al pietoso silenzio sarebbe stata la frase ‘non sono c… miei’
    f) cosa significa ‘questo modo di fare scuola’? Forse ‘Permettere alla gente di fare ciò che per legge è libera di fare e che comunque non potrei proibire perché al di fuori delle mie competenze’?
    g) ‘non mi rappresenta’ certo che no, se la limousine tascabile non è tua
    h) ‘non avrà il mio consenso’ ne dovrebbe importare qualcosa a qualcuno?
    i) ‘si semina discriminazione sociale’. Perché naturalmente non ci sarà nessuno che esibirà vestiti firmati, i pod o chissà che altro che non tutti i compagni possono avere.
    E andare a prendere il figliolo con il SUV parcheggiando di fianco al Pandino ammaccato di qualche compagno non sarebbe ‘sfarzo’ e ‘discriminazione sociale’? E allora cosa si fa? Tutti a piedi, scalzi e vestiti di tela di sacco?
    – ‘Abbiamo appena celebrato la Giornata della Memoria’ e con ciò? Era forse la limousine di Hitler?
    Piccolo appunto: sul discorso del ‘saltacoda’ fatto da Andrea Occhi ci sarebbe da discutere. L’entrata a Gardaland si paga, e non poco. Le code sono lunghe e il fatto che qualcuno possa evitarle pagando un supplemento può non piacere. Tu pranzeresti in un ristorante dove l’attesa per essere servito varia a seconda di quanto paghi?

    "Mi piace"

  6. Un bel po’ delle cose che ho pensato io leggendo me le ha fregate Paolo (ringrazia che non so dove stai, se no verrei lì a riprendermele, anche con la forza se occorre): la mia modesta 147 è 4 metri e un quarto: praticamente a un filo dallo scandalo, per la limousine siamo intorno ai 10 metri e oltre (anche il doppio), ma forse la signora non ha molta dimestichezza con le misure, né con l’aritmetica. E quella della giornata della memoria mi ha fatto letteralmente saltare sulla sedia: il bambino che non ha la limousine è gemello di quello strappato da casa stipato in un carro bestiame dove si piscia si caga e non si mangia e non si beve e infine gassato e infornato? E questa è una che si vanta di interessarsi alla giustizia?
    Ricordo la reazione di una collega a cui avevo raccontato di un amico insegnante, con moglie insegnante, e ognuno dei due, quando c’era la gita scolastica, si portava dietro entrambi i figli in modo che avessero occasioni supplementari, con spesa minima, di vedere e imparare cose nuove. Al che lei, scandalizzata, dice: “E il preside dei ragazzi gli dà il permesso di assentarsi?! Io non glielo darei!” E perché? “Perché è discriminatorio nei confronti dei compagni che non hanno le stesse possibilità”. Con lo stesso ragionamento, siccome non tutti si possono permettere di andare all’università, si dovrebbe vietare l’università a tutti. A casa mia si chiamano teste di cazzo.

    "Mi piace"

  7. Siete bravi a scrivere così tanto su un semplice episodio di invidia sociale, io devo avere dei problemi nell’area del linguaggio perché avrei dei blocchi. Forse l’unico commento che mi viene è “colpa di Facebook che dà un megafono in mano a tutti e poi, a caso, lo accende”.

    "Mi piace"

  8. Credo che da un certo punto di vista un evento del genere rappresenti molto la società attuale; c’è una cosa che a me non toglie niente ma ferisce la mia sensibilità? Pretendo che quella cosa venga cancellata, addirittura chiedo l’intervento di autorità che nemmeno centrano nulla perché non ho il coraggio di affrontare la cosa in prima persona. Da parte dei genitori è un pessimo esempio da dare ai figli.

    Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.