le scie(me)nze dei tribunali 2

Altra sentenza che sicuramente farà discutere (grassetti miei):

A Firenze il Tribunale fa spegnere il Wifi a scuola. Un atto straordinariamente innovativo

Sorgente: A Firenze il Tribunale fa spegnere il Wifi a scuola. Un atto straordinariamente innovativo – Il Fatto Quotidiano

Prima i giudici del Tar del Lazio condannano i Ministeri dell’Ambiente e dell’Istruzione a promuovere entro sei mesi una campagna d’informazione (anche sui giovani) per denunciare i rischi dell’uso di telefoni cellulari. E adesso il Tribunale di Firenze dispone l’immediato spegnimento del WiFi per proteggere la salute di un minore: le aule dei tribunali sfornano pareri precauzionali in piena corsa al 5G, l’insidioso wireless di quinta generazione privo di studi preliminari sugli effetti su ecosistema e salute umana, per il quale l’avvocato Stefano Bertone al Corriere della Sera (edizione Torino) ha ventilato l’ipotesi di un ricorso d’urgenza ex art. 700 codice civile per “bloccare tutto in presenza di un periculum in mora”.

(…)

Il dispositivo d’urgenza, come sottolinea l’avvocato Agata Tandoi, difensore della famiglia di “Mario” (nome di fantasia del minore), non è una sentenza ma un atto preliminare frutto della presunzione dell’esistenza di sufficienti barriere ambientali per il piccolo alunno: il giudice, infatti, ha disposto lo smantellamento di router e hotspot ben prima del verdetto finale e senza aver ancora instaurato il contraddittorio tra le parti convinto che il trascorrere del tempo possa cagionare un grave danno al diritto costituzionale per la tutela della salute del bambino, immerso nel brodo elettromagnetico della scuola. Tradotto: a marzo è stata fissata l’udienza per discutere se lo spegnimento del Wi-Fi sarà temporaneo o definitivo.

Il ragionamento prudenziale del giudice Zanda, inedito ma straordinariamente innovativo in materia d’elettrosmog, muove dalla constatazione del fatto che la scuola vicina all’Arno sia attualmente irradiata dalle onde non ionizzanti, campi elettromagnetici emessi dal Wi-Fi, pericolosi per la salute umana “visti gli approdi della comunità scientifica sull’esposizione prodotte dai dispositivi senza fili”, tanto più rischiosi per Mario, affetto da una grave patologia per la quale i medici di strutture sanitarie – come documentazione prodotta in tribunale dai genitori – hanno già comprovato “la sensibilità a campi elettromagnetici”. Ma non è tutto.

Sarei curioso di leggere tale documentazione e come il ragazzo si accorga della presenza di campi elettromagnetici. Faccio anche notare che parla di campi elettromagnetici senza specificare le loro caratteristiche fisiche fondamentali ovvero lunghezza d’onda (o frequenza) e intensità. Secondariamente vorrei sapere come è stata dimostrata questa sensibilità. Perché se i medici son riusciti a dimostrarla in maniera “scientificamente inoppugnabile”, signori il nobel non glielo leva nessuno. Ma temo che sia il solito rapporto iperprudenziale pieno di “il paziente sostiene che”, “siccome non si è dimostrata l’assoluta sicurezza meglio che…”.

Temo che a marzo si potrà riaccendere tutto visto che della malattia denominata elettrosensibilità non ci sono prove “oggettive” che la dimostrino1.

Significativo è anche il passaggio in cui il magistrato afferma come nella scuola “il servizio Internet può ben essere garantito dall’istituto anche mediante impianti che non producono elettrosmog, senza il ricorso al Wi-Fi senza fili”, puntando evidentemente sulla lungimiranza del Decreto 11 Gennaio 2017 emanato dall’ex ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti che, in tema di inquinamento indoor per gli uffici della pubblica amministrazione, dispose la sostituzione del Wi-Fi col più sicuro cablaggio, (…)

A me sembra che il magistrato abbia copiato “paro paro” la memoria presentata dal richiedente dando, come prassi, ragione finquando non si arriva a processo, anche perché un magistrato non è un fisico e non è detto capisca di elettromagnetismo.

(…) mentre il Comune di Brescia ha poi cablato quelle nella sua municipalità così come, tra le polemiche di quanti sviarono il cuore del problema, in via prudenziale il sindaco di Borgo Franco d’Ivrea ha reso elettrosmog free le sue aule).

Sarebbe interessante usare un misuratore di campo em in quella scuola e misurare i vari campi radio presenti. Ci sarebbe da ridere alquanto.

 


  1. Che io sappia nessun elettrosensibile in un esperimento a doppio cieco è riuscito a riconoscere se, in assenza di led o altro, un router wifi stesse trasmettendo o fosse solo una scatola vuota. 

Un pensiero su “le scie(me)nze dei tribunali 2

  1. Se e’ un modo per costringere i bambini a spegnere finalmente quei cazzi di cellulari, staccarsi da cancerbook e iniziare a prestare attenzione a scuola, ottima idea. Se il preside ha preso il pretesto del 5G cancerogeno, e’ un genio.

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