Abbiamo un precedente…

Stavo leggendo le polemiche sulla “schedatura” degli scienziati e riguardo alle nomine fatte tenendo conto delle simpatie politiche. In italia non si comprende il senso di “regola generale” ma come al solito “il mio culo” è misura di tutte le cose; ovvero se mi conviene la tesi “A” trovo mille giustificazioni validissime per sostenerla, se invece conviene la tesi “NOT A” ne trovo altrettante.

Questo è un titolo di repubblica del  29 novembre 2018

Gian Carlo Blangiardo designato all’Istat, è polemica: “È di parte, non può fare il presidente”
Il nome designato dal Consiglio dei ministri – il demografo Gian Carlo Blangiardo – solleva perplessità e proteste. I sindacati interni chiedono al Parlamento di bloccare la nomina: “E’ leghista, mette a rischio indipendenza e imparzialità dell’istituto”. Ma lui intanto scrive editoriali e suggerisce politiche per la natalità

“è di parte e non può fare il presidente.”; questa è stata la crepa nel muro che ha aperto la porta alle schedature; se alla proposta l’opposizione avesse risposto forte: contano le competenze e non le tessere politiche oggi la ministra Grillo avrebbe pochi appigli per le sue schedature. Siccome invece si considerano le competenze and le tessere politiche allora si torna alle solite lottizzazioni stile prima repubblica, e quindi il ministro deve sapere per poter rispettare il “manuale cencelli”.

Se si fa saltare una regola, tale regola non funziona più, non la si può “attivare” o “disattivare” a comando; questo molti cervelli di criceto hanno estrema difficoltà a capirlo.

Prendiamo ad esempio anche le polemiche sul responsabile scuola della lega

Il responsabile scuola della Lega ha la terza media. Ed è capo della Commissione Istruzione
Il senatore Mario Pittoni ha scritto per il Carroccio la riforma che dovrebbe archiviare la Buona scuola. Ma nel curriculum, scritto a penna, non ha mai chiarito quale fosse il suo titolo di studio. E ora spiega: “Quello che c’è da sapere non si impara sui polverosi libri”

Apparentemente sarebbe da attaccare a testa bassa… eppure, anche su twitter, all’aprirsi della polemica, è bastato citare i “dottorati di ricerca” del ministro Valeria Fedeli per far cessare completamente qualsiasi tread.

Vale anche nel verso opposto: invitare i sindaci a non applicare la norma sulle unioni civili è grave tanto quanto invitare i sindaci a non applicare il “decreto sicurezza”.

Servirebbe una seria riflessione; capire che nessuno è senza peccato e decidere di “scrivere” e rispettare le regole, perché se usi la “regola” come un maglio poi il maglio potrebbe essere usato anche contro di te. Emblematico il caso Argento: prima si lottava perché una accusa di molestie fosse sufficiente per una inappellabile condanna dell’accusato, vedi Brizzi, poi quando questa regola, caldamente sostenuta dalla Argento è stata usata contro di lei è repentinamente arrivata la conversione sulla via di Damasco.

E credo che tanti casi simili ne capiteranno a bizzeffe in futuro…

 

3 pensieri su “Abbiamo un precedente…

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