Carne di porco delle norme

Non potete rompere la legge SOLO DAL LATO CHE VI FA COMODO, signori. Quando la rompete, non funziona piu’.
[Uriel Fanelli]

Stavo leggendo la vicenda di Leoluca Orlando e della sua decisione di non applicare le norme del decreto Salvini.

Sinceramente: penso che stia facendo una stronzata grossa come una casa e pari stronzata la stiano facendo i tanti che stanno reggendo il bordone invitando alla disubbidienza contro le leggi ingiuste.

Cosa profondamente sbagliata; in uno stato di diritto la legge stessa fornisce gli strumenti per “contrastare” una norma ingiusta, si può chiedere alla corte costituzionale se la norma sia in accordo con la costituzione, si può chiedere al TAR di decidere se le direttive siano in accordo con le norme.

Quello che non si dovrebbe fare è decidere “motu proprio” che una norma è ingiusta e quindi decidere di non applicarla.

Ciò è sbagliato perché se si fa passare l’idea che il violare una norma percepita come ingiusta sia un atto meritorio poi con che faccia si accuserà chi fa la stessa cosa “pro domo sua”. Cioè se, per esempio, un sindaco decidesse di non far applicare nel suo comune la norma sulle unioni civili perché la famiglia è solo quella fra uomo e donna? Il sindaco si sta comportando come Orlando sta violando una norma che lui ritiene essere ingiusta; perché criticare il suo comportamento? Far passare l’idea che esistano “ideali superiori” che giustifichino il violare le norme e che tale violazione sia giusta causa di solenne encomio significa sostenere che tutto il corpus legislativo è sbagliato e che si è in guerra contro lo stato. Bene, puoi andare in guerra contro lo stato (fascista), come avevano fatto i partigiani, basta che poi non ci si stupisca che lo stato (fascista) poi si comporti da stato (fascista). Non si possono scegliere selettivamente le norme da violare, o le rispetti tutte oppure violi e prendi le conseguenze oppure scendi in guerra contro lo stato. Non puoi essere in guerra contro lo stato il lunedì dalle 09:00 alle 13:00 e fare il bravo cittadino gli altri giorni.

L’altro motivo è più sottile: come discernere una norma giusta da una norma ingiusta? Già parlare di norme giuste e di norme ingiuste è fuorviante, sarebbe meglio parlare di norme costituzionali e norme non costituzionali. Il discernere fra una norma costituzionale e una non è facile: se la corte costituzionale decide che la norma X è incostituzionale, è incostituzionale, altrimenti lo è. E chi decide sulla costituzionalità di una norma è la corte costituzionale, non di certo il sindaco di Palermo.
Ma chi deve decidere se una legge è giusta o ingiusta? Io, il sindaco di palermo? il meccanico del Dibba? Come si dice in sardegna kentu concas, kentu berritas1. Avresti cento norme fra di loro contrastanti ovvero nessuna norma. Su twitter avevo provocatoriamente chiesto se: “se è meritorio il violare leggi ingiuste, questo può valere anche per le leggi Scelba e Fiano”?
Se porti avanti il ragionamento: “le leggi giuste si rispettano a tutti i costi, quelle ingiuste si violano allegramente”, poi non stupirti se anche gli altri si comportano come te, cambiando ovviamente le leggi di interesse. Sei stato tu il primo a far carne di porco delle norme.

PS
Se il sindaco di palermo non vuole applicare una norma perché fa a pugni con la sua coscienza può dimettersi per non essere obbligato a rispettare tali leggi.


  1. cento teste, cento berretti (ognuno ha le sue idee). 

11 pensieri su “Carne di porco delle norme

  1. stanno semplicemente manifestando la “normalità” italiana: l’italiano, se una legge “non gli piace”, non la rispetta. e si incazza pure come una bestia quando lo beccano. parcheggia in divieto di sosta “perché non c’era posto”, ed insulta il vigile che gli fa la multa; fa un eccesso di velocità e poi va a lamentarsi che l’autovelox era nascosto troppo bene; entra nell’area a traffico limitato della città e poi raglia sul fatto che le telecamere che lo hanno beccato “violano la privacy”.

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    • No questa non è la “normalità italiana, questa è la “normalità” del nuovo culto religioso che si fa chiamare sinistra adesso, è la riproposizione in salsa italica delle “città santuario” americane:

      -Le città santuario […] Il termine si riferisce alla politica adottata da queste città nei confronti degli immigrati illegali. Si posizionano come “santuari”, ossia rifugi sicuri, per chi non abbia le carte in regola per stare negli USA.-

      Sono uno dei punti di forza contro Trump, sono anzi parte della “resistenza” (si proprio resistenza) contro il drumpf e, Notare Bene, sono gli stessi esponenti democratici ad averlo detto più volte, tra l’indifferenza generale dei media e la gioia della base elettorale dem, e basta leggere i loro tweet dai tanti like per vedere come a loro vada bene battere i repubblicani aka nazisti fascisti suprematisti bianchi grazie all’aiuto dei nuovi e migliori americani.

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      • Guarda il vizio di voler “violare” le leggi ingiuste e per quello essere premiati invece che sanzionati appartiene a tutto l’arco costituzionale; lo stesso salvini aveva invitato i sindaci a disattendere le norme sul matrimonio omosessuale, e ovviamente chi si spella le mani adesso per Orlando era lo stesso che si stracciava le vesti in nome del dover rispettare sempre e comunque le norme.

        Riguardo alle città “santuario” il divertimento sarà vedere cosa capiterà quando il bubbone scoppierà, chiudere gli occhi su sacche di illegalità o peggio crearle attivamente difficilmente è stata una mossa azzeccata.

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