Le viaggiatrici solitarie e la sicurezza Voglia di libertà ma a quale costo?

Sinceramente, sono articoli come questo, metà piangnisteo e metà recriminazioni, che mi portano a pensare che le donne siano “minus habens” incapaci di distinguere la realtà dai desideri.

Libertà fa rima con responsabilità; se vuoi essere libero devi anche essere responsabile tu di coprire il tuo culo. Non puoi pretende di essere libera e di avere dietro i salvatori che ti devono proteggere da qualsiasi stupidaggine tu faccia

Sorgente: Le viaggiatrici solitarie e la sicurezza Voglia di libertà ma a quale costo?

Uno zaino in spalla e via. Per sentirsi libere, per scoprire nuove frontiere, per approfondire un progetto di lavoro o semplicemente per rilassarsi e divertirsi. Esattamente come gli uomini anche le donne amano viaggiare da sole ma è innegabile che corrano più rischi per la propria incolumità, soprattutto se la scelta ricade su Paesi dalle tradizioni culturali restrittive nei confronti del genere femminile. Secondo una ricerca recente in Italia le cosiddette solo female traveller sono 517 mila, un dato in costante crescita. Il desiderio di vedere il mondo si scontra con la necessità di mantenersi integre. A differenza degli uomini bisogna misurare la lunghezza dei vestiti, l’ora in cui si esce, i posti che si frequentano.

invece gli uomini possono girare con gioielli ed orologi d’oro in vista nei quartieri malfamati; al primo cenno di pericolo arriva “superpatriarca” a difenderli. Certi posti sono pericolosi, il mondo non è il villaggio dei puffi. Viaggiare da soli può essere pericoloso, soprattutto se si vogliono seguire percorsi diversi dai percorsi turistici standard o dai posti sicuri. Sinceramente cosa si penserebbe di un lui, che per provare il brivido dell’avventura decidesse di andare con gioielli e orologio d’oro in vista a gironzolare di notte a scampia? Ecco, se fosse una lei non si parlerebbe di mastodontico idiota ma si parlerebbe di una vittima delle brutture del mondo e della cultura patriarcale.

(…)In Italia il pensiero corre a Giuseppina Pasqualino di Marineo, in arte Pippa Bacca, che nel 2008 voleva attraversare undici Stati in guerra vestendo un abito bianco per portare un messaggio di speranza e pace. Fu violentata e uccisa in Turchia da un uomo che le aveva dato un passaggio.

E qui queste ci stanno benissimo questa e questa citazione

Bene. La signorina Pippa Pacca aveva deciso che il mondo (quale mondo? questo qui?) fosse diverso.Lo scopo della sua performance era quello di dimostrare che “e’ possibile girare in ogni luogo del mondo, anche i piu’ pericolosi, affidandosi esclusivamente alla bonta’ delle popolazioni locali”.

Cosa che, ovviamente, e’ falsa. Lo sapevamo prima e lo sappiamo adesso che ne abbiamo avuta un’altra conferma sperimentale. Non e’ vero che sia possibile girare sicuri in ogni parte del mondo. E specialmente non e’ vero che si possa fare nei luoghi piu’ pericolosi. [Uriel]

***

Chi si è lanciato dal quinto piano perché credeva che la forza di gravità è un concetto inventato per gestire qualche genere di complessità, (…), non è morto per un ideale: è morto perché era una mastodontica testa di cazzo. [Barbara]

 

Come spesso accade nei casi di stupro, questi fatti di cronaca provocano spesso nel sentire comune una colpevolizzazione della vittima. Della serie: se l’è cercata. Un caso emblematico è quello di Marina Mengazzo e Maria José Coni, due ragazze argentine di 21 e 22 anni, volontarie per un’associazione umanitaria, uccise nel febbraio del 2016 a Montanita una nota località di mare dell’Ecuador mentre intraprendevano il viaggio della loro vita.

Demistifichiamo: erano rimaste senza soldi e invece di chiamare a casa o chiedere aiuto alla polizia si son fidate di due perfetti sconosciuti. Son state imprudenti ed hanno pagato il fio della loro imprudenza. Spiace dirlo ma è la verità. Della vicenda ne ho parlato diffusamente qui.

Per rispondere al linciaggio da parte della stampa mondiale, non degli assassini ma delle assassinate, sui social media nasce la campagna #viajosola (io viaggio da sola), condivisa da migliaia di donne su Twitter. A lanciarla è una studentessa paraguaiana, Guadalupe Acosta, che si mette nei panni delle due coetanee scomparse e scrive su Facebook: «È solo da morta ho capito che no, per il mondo non sono simile a un uomo. Che morire è stata colpa mia. Sarebbe diverso se a morire fossero stati due giovani viaggiatori maschi. Ma se si è donna si minimizza. La storia è meno grave perché, chiaramente, me la sono cercata. Perché volevo fare quello di cui avevo voglia, non volevo stare a casa, volevo inseguire i miei sogni. Stai viaggiando da sola, sei tu la “pazza” e sicuramente ti succederà qualcosa».

Stai viaggiando da sola, sei tu la “pazza” e sicuramente ti succederà qualcosa». sì è vero: se ti metti in una situazione rischiosa corri il rischio di subire danni. Sinceramente queste mistificazioni mi fanno girare le scatole. Perché sono pericolose: bisogna avere il coraggio di dire che essere prudenti non è un errore, che la prudenza serve a proteggere il tuo culo e che devi essere tu il primo a volerlo proteggere. Le due si son trovate senza soldi e si son fidate di perfetti sconosciuti. Se foste genitori consigliereste a vostra figlia di affidarsi a perfetti sconosciuti che non hanno neppure un ruolo istituzionale come ad esempio i poliziotti? Affidarsi a sconosciuti, bere fino a non capire un cazzo, girare di notte per certe zone della città son comportamenti pericolosi. L’averli fatti non giustifica il carnefice, in nessun caso, ma spiega bene perché le vittime son diventate tali.
Per il resto, se una vuole concorrere per il premio darwin faccia pure, ma se lo vince si prenda tutti i meriti evitando di dividerli con la mentalità patriarcale.

4 pensieri su “Le viaggiatrici solitarie e la sicurezza Voglia di libertà ma a quale costo?

  1. Volevo scriverlo da me, ma poi ho pensato che sarebbe stato di troppo, quindi lo metto qui: Perché delle due ragazze argentine viene detto che erano volontarie per un’associazione volontaria? Che cosa ha a che fare questo con il viaggio in cui sono state uccise? E’ per lucidare ulteriormente l’aureola mostrando che sono stati uccisi due angeli?
    PS: spero che non la prenda come una rivendicazione pseudo/simil/para/metafemminista, ma non sono le donne a confondere la realtà coi desideri e soprattutto a liberare da ogni responsabilità le donne che vogliono una vita senza limiti e senza ostacoli (o che dopo vent’anni si accorgono di essere state violentate): è il sinistrume.

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