I cavalieri dello zodiaco ed il politically correct

I cavalieri dello zodiaco sono una serie animata dei primi anni ’90 che ha avuto successo ed ha generato una marea di spin-off. I combattimenti erano abbastanza coreografici, le armature e la storia, pur non essendo nulla di eccezionale, ha preso e conquistato una generazione.

Anche se alla fine la trama era solo un canovaccio per mostrare la nuova collezione autunno-inverno di armature vagamente ispirate a figure mitologiche1. Di tanti e tanti spin-off anche netflix decide di crearne uno in CG basandosi sulla prima serie dei cavalieri, l’assalto alle 12 case. Modificando leggermente il gruppo e trasformando in donna il cavaliere della costellazione di andromeda. Ovviamente la scelta, giustamente avversata dai fans della serie, è stata giustificata da vagonate di politically correct. Come scrive lo sceneggiatore della serie:

“La responsabilità è mia. Quando abbiamo iniziato a sviluppare questa nuova versione, volevamo cambiare molto poco. I punti cardine di Saint Seiya fanno sì che sia così amato, e sono forti. La maggior parte regge bene anche dopo trent’anni. Però una cosa mi preoccupava: i Cavalieri di bronzo al fianco di Seiya Pegasus sono tutti maschi. La serie ha sempre avuto dei personaggi femminili fantastici, forti e dinamici, e ciò si riflette nell’enorme numero di donne appassionate al manga e all’anime di Saint Seiya. Ma trent’anni fa non era un grosso problema che in un gruppo di ragazzi intenti a salvare il mondo non ci fossero ragazze. Oggi il mondo è diverso. È normale che ragazzi e ragazze lavorino fianco a fianco. Giusto o sbagliato, il pubblico avrebbe visto un gruppo di soli uomini come una dichiarazione di intenti.”

E ancora:

“Non volevo creare un nuovo personaggio femminile che risaltasse perché innaturale, specie se la sua personalità fosse stata quella di ‘essere la ragazza’. Poi abbiamo discusso di Andromeda. Siamo tutti d’accordo – è un personaggio grandioso. Quindi, se l’originale era ‘Andromeda Shun’, perché non interpretarlo come ‘Andromeda Shaun’?”

Puro marketing; avere il bollino “prodotto politically correct” aiuta a vendere. Basta ammetterlo chiaramente invece di cercare pretesti. Concordo comunque con l’articolo di wired: rendere andromeda una donna snatura la storia. Castalia e Tisifone, cavalieri donna, sono obbligate ad indossare maschere perché, per il grande tempio, una donna che decide di diventare guerriero deve rinunciare alla propria femminilità2.

Oggi cinque ragazzi che salvano il mondo è un problema? Conta la storia o conta il bilancino politically correct dei personaggi? Qualunque opera se non c’è almeno un rappresentante di ogni razza/sesso/orientamento sessuale/stato fisico/pianeta della federazione/ viene inappellabilmente bocciata e perseguita dai SJW?

Facciamo il remake di rambo inserendo anche ramba?3.

Temo che la serie si ridurrà ad una parodia dei cavalieri, l’ennesima, in CG e una storia snaturata creata solo per vendere i nuovi modellini4. E poi ci si chiede come mai a molti il politically correct all’eccesso stia alquanto sulle balle.

[spoiler]


  1. Nzomma Athena più che la dea della giustizia doveva essere la dea dell’antipatia visto che qualsiasi divinità o aspirante tale si presenti la rapisce, e i cinque pirloni devono liberarla prima del tempo limite scambiando mazzate con i pirloni seguaci del dio che si contrappone ad  athena. Pegasus (Seiya) è quello che inizia a prendere mazzate salvo poi svegliarsi, indossare vestiti fighi e menare a sua volta. Sirio viene accecato e deve fare lo strip tease prima di menare il suo avversario. Cristal (Hyoga) invece deve frignare tanto che è un povero orfanello prima di surgelare il nemico di turno. Andromeda cerca di fare da pacificatore e ha due ruoli principali; il primo di farsi menare talmente forte al punto di far arrivare il fratellone (Ikki) che mena tutti e poi risparisce, e il secondo è di fare il personaggio del team con un QI a doppia cifra. 
  2.  Una parte della diatriba fra Tisifone e Pegasus è legata proprio a questo, pegasus l’aveva vista senza maschera e questo è stato preso da lei come una grossa offesa. 
  3. pornodiva italiana degli anni ’80 
  4. Almeno Soul of Gold era una serie “nuova” e anche abbastanza carina, non era il solito canovaccio fatto solo per vendere qualche pupazzetto in più. 

9 pensieri su “I cavalieri dello zodiaco ed il politically correct

  1. Cappuccetto Rosso, Usa 1997. Una favola politicamente corretta

    È noto che le esigenze del “politically correct” hanno portato anche a riscrivere le fiabe tradizionali, in modo che non contengano allusioni a inferiorità di nessun tipo, o non ledano i diritti di alcuna minoranza, compresi i sette nani che debbono ora essere chiamati “adulti di misura non standardizzata”. Alla luce di queste prescrizioni ho pensato di riscrivere la favola di Cappuccetto Rosso, nel pieno rispetto di qualsiasi scelta religiosa, politica, o sessuale. Per permettere alla storia di svolgersi in un clima politicamente corretto, la situo negli Stati Uniti, peraltro ricchi di foreste abitate da animali selvaggi.

    Dunque Cappuccetto Rosso è un essere umano che felicemente non ha raggiunto l’età dell’adolescenza e che una bella mattina entra nel bosco, dove non coglie né funghi né fragole perché appartiene alla APLPDA, Associazione Per La Preservazione Dell’Ambiente. Essa è solo ansiosa di incontrare lupi. Infatti essa è socia dell’APLITEPCMA, Associazione Per L’Interazione Totale E Paritaria Col Mondo Animale, che incoraggia anche quello che un tempo si definiva repressivamente come “coito bestiale”. Fortunatamente incontra un lupo iscritto alla AAU, Associazione Animali Uomosessuali, che incoraggia rapporti sessuali liberi tra animali e membri del genere umano.

    Si danno appuntamento in un motel poco lontano, dove il lupo va ad attenderla, disponendosi all’amplesso in una sontuosa veste da camera. Ma veglia nell’ombra la Nonna di Cappuccetto Rosso, e delle associazioni di cui è membro non diremo, ma accenneremo brevemente al fatto che è sostenitrice della pedofilia, dell’incesto, e del cannibalismo (inoltre è non-vegetariana). Vogliosa di unirsi alla giovanissima nipote, la nonna si reca al motel, divora il lupo, e ne assume le vesti, anche perché è associata al CAI, Caucus of Animal Impersonators.

    Cappuccetto Rosso arriva, desiderosa si avvicina al talamo dove crede che il lupo l’attenda, ma si trova di fronte alla nonna, che subitamente abusa di lei, quindi la mangia. Non la mastica perché ho omesso di dire che la nonna appartiene anche a una associazione al tempo stesso religiosa, salutista e dietetica, che ritiene peccaminoso e non kosher masticare sostanze animali, e prescrive di ingoiarle intere, il che non mi pare più incredibile che prescrivere l’infibulazione o proibire le trasfusioni di sangue.

    Mentre ormai Cappuccetto Rosso giace nelle viscere della nonna, arriva il Non-Cacciatore. In effetti esso è membro di una associazione di ecologisti radicali che prescrive di uccidere gli esseri umani che mangiano carne animale. Inoltre è affiliato (come il suo ruolo umanitario esige) alla NRA, la National Rifle Association, che si rifà a quell’emendamento della Costituzione il quale (flessibilmente interpretato) consente a ogni cittadino di detenere armi. Identificata la nonna come divoratrice di lupi, e quindi irrispettosa della vita animale, il Non-Cacciatore spara, l’uccide, la seziona (perché appartiene a una associazione per l’incoraggiamento della donazione di organi), ed ecco che Cappuccetto Rosso esce sana e salva dal ventre ancestrale. Anche il lupo, immagino, ma per quanto riguarda la mia storia esce di scena.

    La madre abbraccia felice la figlioletta e pensa di farle dimenticare la sgradevole avventura assicurandole un futuro luminoso. Ho scordato di dire che il Non-Cacciatore è anche conduttore di una popolare trasmissione televisiva animalista contro la caccia, e si sa che ai conduttori televisivi le madri speranzose conducono le figliolette in età prepuberale affinché con essi possano intrattenere rapporti di affettuosa amicizia, forieri di ingaggi miliardari.

    Ma il Non-Cacciatore, di cui abbiamo già delineato la fortissima tempra morale, rifiuta di entrare in rapporto di amorosi sensi con Cappuccetto Rosso, anche perché è in effetti una lesbica che pratica il travestitismo, ed appartiene alla SFCLUE, Società Femminista Contro L’Unione Eterosessuale.

    Adirate, la fanciulla e la madre si ricordano che, mentre uccideva la nonna, il Non-Cacciatore stava fumando la pipa. Lo denunciano pertanto alle pubbliche autorità per pratica del fumo, istigazione al vizio, polluzione ambientale, disseminazione di agenti cancerogeni, e dunque tentata strage.

    Siccome nello Stato in cui si svolge la storia vige la pena di morte, il Non-Cacciatore viene condannato alla sedia elettrica. Il Papa invia un vibrato appello ma, avendolo inoltrato attraverso le poste italiane, esso arriva con mesi di ritardo. Siccome d’altra parte le scariche elettriche non inquinano l’ambiente, nessun altro protesta. Il Non-Cacciatore muore e tutti (gli altri) vivono felici e contenti.

    Umberto Eco

    16/01/1997 – l’Espresso

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      • Nel 97 aveva solo 65 anni, cioè praticamente un bambino (io ne ho di più e sono un’adolescente, vedi un po’ tu). Scherzi a parte, prima di rincoglionirsi e accartocciarsi su se stesso lo aveva, effettivamente. O meglio, giusto per non allargarci troppo. “ne” aveva.

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  2. Ma la cosa peggiore di tutte qui è che Andromeda (o meglio Shun) era il personaggio più “ambiguo” presente nel cartone. Uomo, ma con un armatura femminile, guerriero ma gentile e anche esteticamente abbastanza effeminato. Figura controversa per la scena in cui con il suo corpo scalda l’amico ferito… quindi sull’altare del politicamente corretto bruciamo anche l’unico personaggio sessualmente ambiguo della serie? Grande idea…

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  3. E cosa ne facciamo dei finali di Mezzogiorno di fuoco, Duello al sole eccetera?
    Mi viene in mente tra l’altro un’insegnante inglese che anni fa si è rifiutata di portare le sue classi a una rappresentazione di Romeo e Giulietta organizzata apposta per le scuole perché fortemente discriminatorio in quanto mette in scena unicamente l’amore eterosessuale. Immagino che prima o poi toccherà mettere al bando tutti i film e spettacoli teatrali in cui i genitori sono un uomo e una donna.

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